Nascita - morte:
† Cordova, 11 luglio 854
Festa:
11 luglio
Etimologia:
Abbondio = abbondante, ricco di beni, dal latino
Emblema:
Palma del martirio, veste sacerdotale, spada, libro del Vangelo
Categoria: I santi che iniziano con la lettera A
Calendario: I santi del 11 luglio
Martirologio Romano
Nato nel paesetto di Ananelos (probabilmente uno degli attuali Baòuelos o Hornachuelos), nella sierra di Cordova, e ordinato sacerdote, esercitò il ministero pastorale nel suo paese natale. Durante la dura persecuzione sofferta dalla chiesa cordovese negli anni 851-54, preso e portato davanti al tribunale musulmano, Abbondio affrontò il giudizio con generosa intrepidezza, convinto che Dio lo chiamasse al martirio. Fu condannato a morte l'8 luglio 854 (l'Usuardo dice l'8 giugno) e il suo corpo fu dato in pasto ai cani.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Il contesto dei Martiri di Cordova
Tra l'851 e l'859 numerosi cristiani, religiosi e laici, furono condannati a morte dopo aver professato pubblicamente la fede cristiana oppure aver criticato apertamente l'islam. Gli studiosi interpretano questo fenomeno come il risultato di tensioni religiose, culturali e identitarie maturate all'interno della comunità mozarabica. Tra i principali testimoni e narratori di questi eventi vi fu sant'Eulogio di Cordova, le cui opere costituiscono la fonte primaria sulla vicenda dei martiri.
Il processo
Abbondio fu arrestato nel 854 e condotto davanti al tribunale islamico. Durante l'interrogatorio difese con decisione la fede cristiana e, secondo le fonti, rispose con tale franchezza da suscitare l'immediata indignazione del giudice. La sua condanna fu pronunciata l'8 luglio 854; l'esecuzione ebbe luogo pochi giorni dopo, l'11 luglio. Il Martirologio Romano ricorda che sostenne «con audaci risposte le ragioni della fede».
Il martirio
Abbondio venne decapitato e il suo corpo, secondo una pratica destinata a scoraggiare il culto dei martiri, fu lasciato esposto ai cani e alle fiere. Questo particolare ricorre costantemente nelle antiche testimonianze e nel Martirologio Romano, che lo considera uno degli episodi più significativi della persecuzione dei cristiani cordovesi nel IX secolo.
