Santi Catulino e compagni
Martiri
Festa: 15 luglio
Nascita-morte: Cartagine (o dintorni), 15 luglio 303
Nascita - morte:
Cartagine (o dintorni), 15 luglio 303
Festa:
15 luglio
Etimologia:
Dal latino 'Catullinus', diminutivo di 'Catullus', a sua volta derivato da 'catus' (accorto, sveglio).
Categoria: I santi che iniziano con la lettera C
Calendario: I santi del 15 luglio
Martirologio Romano
Il Martirologio Geronimiano ricorda al 15 luglio Catulino, (Catullino) diacono, e altri martiri (di cui non è dato il nome), sepolti nella basilica sanctae Faustae (si deve però intendere sancti Fausti). Adone aggiunse al nome di Catulino, ricordato da solo nel Calendario di Cartagine (sec. VI), i nomi dei martiri Gennaro, Fiorenzo, Giulia e Giusta (tralasciando quello di Pollutana) che, però, pur seguendo immediatamente nel Geronimiano l'elogio di Catulino, non possono, a quanto sembra, ricondursi al suo gruppo. Di certo si può dire solo che Catulino fu sepolto in San Fausto, assieme a molti altri cristiani uccisi tutti nello stesso giorno: esaminando gli Atti di uno di questi martiri, il vescovo Felice di Tibiuca, il Delehaye è giunto a fissare la data del martirio al 15 luglio 303, agli inizi, cioè, della persecuzione di Diocleziano. La menzione del nome del solo Catulino, che viene fatta ignorando la più alta dignità di Felice, secondo alcuni potrebbe essere spiegata dal fatto che Catulino apparteneva alla sede metropolitana, o, secondo altri, dal particolare rilievo della sua testimonianza che, però, si ignora in quali circostanze sia stata resa. Possidio segnala un panegirico tenuto da sant'Agostino in onore di Catulino il cui testo, però, non è stato ancora reperito.
Biografia
A cura di Enrico Quiri
Il diacono Catulino e i compagni anonimi
Il Martirologio menziona esplicitamente solo Catulino, qualificandolo come diacono, mentre i compagni rimangono anonimi. Gli atti processuali di un altro martire nordafricano, il vescovo Felice di Tibiuca, condannato nella stessa data, hanno fornito agli storici la chiave per datare il gruppo di Catulino. Sorge una questione storiografica: perché la memoria liturgica locale ha preservato il nome di un diacono, omettendo quello di un vescovo di rango superiore? Gli studiosi ipotizzano due scenari. Il primo suggerisce che Catulino appartenesse direttamente alla sede metropolitana di Cartagine, godendo di una visibilità maggiore nella comunità urbana. Il secondo ipotizza che le circostanze del suo martirio siano state di tale eccezionale rilievo da fissarne il nome nella memoria collettiva, a discapito di una documentazione anagrafica più ampia.
La sepoltura e la memoria agostiniana
Il luogo di sepoltura è indicato nelle fonti come "basilica sanctae Faustae". La critica agiografica moderna concorda nel ritenere questa dicitura una corruzione testuale di "basilica sancti Fausti", un luogo di culto martiriale effettivamente esistente nei pressi di Cartagine. Qui riposavano numerosi cristiani uccisi nello stesso giorno. La vitalità di questo culto è attestata da Possidio, biografo di Sant'Agostino, il quale nell'Indiculus menziona un panegirico tenuto dal vescovo di Ippona in onore di Catulino. Sebbene il testo di questo discorso non sia pervenuto fino a noi, la sua esistenza conferma che, tra il IV e il V secolo, la figura del diacono Catulino era un punto di riferimento per la predicazione e l'identità della Chiesa africana.
Gli accorpamenti agiografici tardivi
Nel corso dei secoli, la compilazione di nuovi martirologi portò a tentativi di arricchire la scheda di Catulino. Il martirologista Adone, nel IX secolo, aggiunse al suo nome quelli di Gennaro, Fiorenzo, Giulia e Giusta. Tuttavia, l'analisi comparata dei manoscritti ha dimostrato che questi nomi, pur presenti nel Martirologio Geronimiano immediatamente dopo quello di Catulino, appartengono a gruppi di martiri distinti. L'accorpamento è dunque considerato un errore di trascrizione o di interpretazione, privo di fondamento storico, e la critica moderna ha ripristinato la distinzione originaria.
