Santi Nicasio, Quirino, Scubicolo e Pienza
Martiri
Festa: 11 ottobre
Nascita-morte: Vexin, Francia, circa III sec.
Nascita - morte:
Vexin, Francia, circa III sec.
Festa:
11 ottobre
Etimologia:
Nicasio deriva dal greco Nikásios, collegato a níkē, 'vittoria'; Quirino deriva dal latino Quirinus, nome collegato a Quirino, antica divinità romana e poi nome personale; per Scubicolo e Pienza l'etimologia non è sufficientemente sicura.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera N
Calendario: I santi del 11 ottobre
Martirologio Romano
I quattro appartengono a un gruppo di martiri venerato fin dall'alto Medioevo nel Vexin, regione della Gallia settentrionale corrispondente in larga parte all'attuale territorio francese. La loro memoria è antica, ma le informazioni biografiche disponibili sono molto tarde rispetto all'epoca alla quale la tradizione li assegna. La fonte più importante per la ricostruzione storica è il Martirologio di Usuardo, del IX secolo, che per l'11 ottobre ricorda Nicasio come presbitero e associa a lui Quirino e Pienza, senza menzionare Scubicolo e senza attribuire a Nicasio l'episcopato. La successiva tradizione di Rouen trasformò progressivamente Nicasio in vescovo e primo evangelizzatore della città, collegandolo alla missione apostolica di san Clemente e costruendo una più ampia narrazione del suo martirio e di quello dei suoi compagni. Questa elaborazione raggiunse una forma significativa nell'XI secolo, dopo il trasferimento delle reliquie di Nicasio all'abbazia di Saint-Ouen nel 1032. La documentazione consente dunque di affermare l'antichità del culto, ma non permette di ricostruire con sicurezza né la biografia dei quattro martiri né la data precisa della loro morte.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Non è possibile stabilire con certezza l'epoca precisa dell'evangelizzazione. Le tradizioni più tarde collegarono Nicasio ai primi missionari inviati nella Gallia e talvolta lo presentarono come inviato da papa Clemente I e contemporaneo di Dionigi di Parigi. Questi elementi appartengono alla costruzione agiografica posteriore e non sono sufficientemente documentati da fonti contemporanee.
Nicasio e l'evangelizzazione
Nicasio, o Nigasio, è la figura centrale della tradizione relativa al gruppo. Le fonti medievali lo presentano come evangelizzatore del Vexin e, progressivamente, come primo vescovo di Rouen. L'attribuzione dell'episcopato è però problematica.
Il più antico testimone martyrologico direttamente rilevante, Usuardo, lo chiama infatti presbyter, sacerdote, e non vescovo. I Bollandisti sottolinearono che le fonti che gli attribuiscono il titolo episcopale sono posteriori e che le antiche liste episcopali di Rouen non consentono di dimostrare con sicurezza la sua presenza tra i primi vescovi della città. La tradizione dell'episcopato si affermò soprattutto in epoca medievale e fu successivamente recepita dal Martyrologium Romanum.
Anche l'identificazione di Nicasio con un primo evangelizzatore inviato da Roma appartiene alla tradizione. La sua storicità come figura cristiana venerata nel Vexin è sostenuta dall'antichità del culto, ma i particolari della sua vita non possono essere ricostruiti con la stessa sicurezza.
Quirino e Scubicolo
Quirino e Scubicolo sono presentati dalla tradizione come compagni di Nicasio. Il Martyrologium Romanum li qualifica rispettivamente come sacerdote e diacono, mentre le testimonianze più antiche sono più sobrie.
Usuardo, nel IX secolo, menziona Nicasio, Quirino e Pienza, ma non Scubicolo. Quest'ultimo compare invece nella documentazione relativa alle reliquie conservate nel Vexin e nella tradizione agiografica successiva. I Bollandisti sottolinearono quindi che l'appartenenza di Scubicolo al gruppo dei compagni di Nicasio è antica, ma che la documentazione disponibile non consente di ricostruire con certezza il suo ruolo storico.
La figura di Quirino deve inoltre essere distinta dai numerosi altri santi omonimi. Il Quirino del Vexin non coincide con san Quirino di Siscia, con il martire di Tivoli né con gli altri santi che portano lo stesso nome. La sua memoria è legata specificamente al gruppo del Vexin e alla successiva diffusione del culto delle sue reliquie.
Pienza
Pienza, o Pientia, costituisce l'elemento femminile del gruppo. La tradizione la presenta come una donna convertita alla fede cristiana da Nicasio e come colei che avrebbe dato sepoltura ai martiri.
La Passio di Nicasio collega Pientia alla sepoltura dei corpi, ma le diverse testimonianze medievali non concordano perfettamente sul suo ruolo e soprattutto sulla successione tra sepoltura e martirio. Usuardo, infatti, inserisce Pienza tra i compagni di Nicasio e Quirino nel ricordo del martirio, mentre altre tradizioni la presentano come colei che seppellì i martiri e fu poi uccisa per questo gesto. I Bollandisti rilevarono esplicitamente la difficoltà di conciliare le due versioni.
Il culto di Pienza ebbe particolare rilievo in Normandia. Il comune oggi chiamato Sainte-Pience, nel dipartimento della Manche, conserva nel proprio nome la memoria della santa. Le tradizioni locali collegano il luogo alla sua venerazione, ma non consentono di trasformare le narrazioni medievali sulla sua vita in dati biografici certi.
Il martirio
La tradizione colloca il martirio nel pagus Vilcassinus, presso l'Epte e in particolare nell'area di Gasny. I Bollandisti considerarono plausibile una data intorno al 286, ma sottolinearono che la Passio che collega il martirio al tempo dell'imperatore Domiziano non offre una base sufficiente per accettare quella cronologia. Il titolo stesso del commento bollandista propone infatti come più verosimile una data attorno al 286, senza presentarla come certa.
Il nome del presunto persecutore, Fescennino o Fescennino Sisinno, appartiene alla tradizione agiografica. Il collegamento con la persecuzione di Domiziano e con quella di Dionigi di Parigi non è storicamente dimostrato.
Anche i racconti secondo i quali i martiri, dopo la decapitazione, avrebbero raccolto le proprie teste e raggiunto un'isola dell'Epte appartengono alla tradizione agiografica medievale. I Bollandisti consideravano tali elementi come parte della narrazione tradizionale e non come testimonianze storiche verificabili.
Le prime attestazioni del culto
La memoria di Nicasio, Quirino e Pienza è attestata nel Martyrologio di Usuardo, composto nel IX secolo. Nicasio compare inoltre in una tradizione martyrologica ancora più antica, attraverso un apografo del Martirologio geronimiano conservato nella tradizione di Corbie. Scubicolo non compare in Usuardo, ma la sua venerazione è documentata nel IX secolo attraverso la testimonianza relativa alle reliquie.
Nel 872 il vescovo di Rouen Riculfo si recò a Vadinacum, identificato con l'area di Gasny, per venerare le reliquie di Nicasio, Quirino, Scubicolo e Pienza. Una carta attribuita a Riculfo documenta quindi l'esistenza e la venerazione delle reliquie del gruppo nel IX secolo.
Le reliquie e le traslazioni
La storia delle reliquie è complessa. Le fonti bollandiste ricostruiscono una lunga permanenza dei corpi a Vadinacum, seguita da trasferimenti verso Rouen e successivamente verso Meulan. La datazione delle singole traslazioni non è sempre certa.
Le reliquie principali conservate a Meulan furono probabilmente trasferite da Rouen dopo il 1032 e, secondo la ricostruzione critica dei Bollandisti, verosimilmente non prima dell'XI secolo avanzato. Alcune narrazioni posteriori attribuirono invece trasferimenti più antichi, ma tali ricostruzioni non sono sostenute da documentazione altrettanto solida.
A Meulan il culto di Nicasio è documentato già nel 1035, quando una carta collegata al monastero di Colombes prevedeva la celebrazione annuale della sua festa l'11 ottobre. La venerazione si estese successivamente anche a Quirino, Scubicolo e Pienza.
La tradizione dell'episcopato di Nicasio
L'identificazione di Nicasio come primo vescovo di Rouen è una delle principali questioni storico-critiche legate al gruppo. La tradizione medievale lo presenta come primo pastore della Chiesa di Rouen, ma le più antiche testimonianze non permettono di confermare con certezza questo dato.
La fonte martyrologica di Usuardo, più antica rispetto alle principali elaborazioni medievali della leggenda, lo chiama sacerdote. Le liste episcopali di Rouen non offrono una testimonianza antica e sicura che consenta di collocarlo come primo vescovo. La tradizione episcopale si consolidò progressivamente e fu poi recepita dal Martyrologium Romanum.
Curiosità
- Il nome del comune francese di Sainte-Pience, nella Manche, conserva la memoria cultuale di Pienza, anche se le attestazioni documentarie del toponimo sono medievali e non dimostrano da sole gli episodi narrati dalla tradizione agiografica.
- Il culto dei quattro martiri è attestato nel Vexin almeno dal IX secolo, mentre la loro festa dell'11 ottobre è tuttora presente nel Martyrologium Romanum.
Cronologia
- III secolo - Tradizionale collocazione dell'evangelizzazione del Vexin e del martirio di Nicasio, Quirino, Scubicolo e Pienza.
- circa 286 - Data proposta dai Bollandisti come probabile per il martirio, senza carattere certo.
- IX secolo - Nicasio, Quirino e Pienza compaiono nella tradizione martyrologica di Usuardo; Scubicolo è attestato nella tradizione delle reliquie.
- 872 - Il vescovo di Rouen Riculfo si reca a Vadinacum per venerare le reliquie di Nicasio, Quirino, Scubicolo e Pienza.
- 1035 - A Meulan è documentata la celebrazione annuale della festa di Nicasio l'11 ottobre.
- dopo il 1032 - Le principali reliquie del gruppo sono probabilmente trasferite da Rouen a Meulan, secondo la ricostruzione critica dei Bollandisti.
Valutazione storico-critica
- L'esistenza di un antico culto locale di Nicasio e dei suoi compagni nel Vexin è ben attestata, soprattutto attraverso i martirologi e la documentazione relativa alle reliquie del IX secolo.
- La data precisa del martirio non è documentata. La proposta del 286 deriva dalla valutazione critica dei Bollandisti e non da una testimonianza contemporanea agli eventi.
- L'attribuzione a Nicasio del titolo di primo vescovo di Rouen appartiene a una tradizione posteriore. Usuardo lo qualifica come sacerdote e la documentazione più antica non permette di confermare con certezza l'episcopato.
- La presenza di Quirino nel gruppo è attestata da Usuardo; quella di Scubicolo è documentata nel IX secolo attraverso la tradizione delle reliquie, ma la sua qualifica di diacono appartiene alla tradizione agiografica successiva.
- La figura di Pienza è storicamente legata all'antico culto del Vexin, ma il suo ruolo preciso nella sepoltura dei martiri e la successione tra sepoltura e martirio rimangono discussi nelle fonti.
- Gli episodi relativi alla decapitazione, alla raccolta miracolosa delle teste, al persecutore Fescennino e alla sepoltura nell'isola dell'Epte appartengono alla tradizione agiografica e non sono verificabili come fatti contemporanei.
- Le reliquie furono oggetto di venerazione nel Vexin e successivamente a Rouen e Meulan. La cronologia delle traslazioni medievali è ricostruibile soltanto in parte e alcune tradizioni tarde sono state ridimensionate dalla critica bollandista.
- Il Martyrologium Romanum conserva la memoria liturgica del gruppo l'11 ottobre, indicandolo semplicemente come commemorazione dei martiri del territorio del Vexin nella Gallia lugdunense, senza riproporre le dettagliate qualifiche della tradizione medievale.
Fonti e bibliografia essenziale
- Acta Sanctorum, 11 ottobre, commento storico-critico De SS. Nigasio, Quirino, Scubiculo seu Scuviculo et Pientia MM. Vadiniaci in pago Vilcassino, BHL 6084.
- Usuardo, Martyrologium, memoria dell'11 ottobre, con Nicasio, Quirino e Pienza.
- Carta del vescovo Riculfo di Rouen relativa alla venerazione delle reliquie a Vadinacum, 872 circa.
- Treccani, voce 'Nicàsio', sintesi della tradizione relativa a Nicasio di Rouen e del giudizio dei Bollandisti sulla cronologia.
