Santi Lupulo e Modesto

Martiri a Capua

Festa: 14 ottobre

Nascita-morte: Prima del V sec.

Nascita - morte:
Prima del V sec.

Festa:
14 ottobre

Etimologia:
Lupulo dal latino Lupulus, diminutivo di lupus, 'lupo'. Modesto dal latino Modestus, 'misurato, moderato, riservato'

Categoria: I santi che iniziano con la lettera L

Calendario: I santi del 14 ottobre

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

A Capua in Campania, san Lùpulo, martire.

Appartengono all'antico gruppo dei martiri venerati a Capua, nella Campania, ma la loro vicenda personale è quasi completamente priva di notizie biografiche. La figura di Lupulo è sostenuta da testimonianze cultuali di particolare antichità: il suo nome compare nel Martirologio Geronimiano e, soprattutto, tra i martiri raffigurati nei perduti mosaici della basilica di San Prisco presso l'antica Capua, opere generalmente datate al V secolo. Il calendario liturgico di San Willibrordo conserva inoltre la memoria di Lupulo al 15 ottobre, collegandola alla tradizione liturgica capuana. Modesto è associato a Lupulo nei calendari della Chiesa di Capua attestati in età medievale e in alcune successive tradizioni martirologiche, ma la sua identificazione storica presenta maggiori difficoltà. Non sono note la data della loro morte, la persecuzione nella quale sarebbero stati uccisi né circostanze individuali del martirio. Il Martirologio Romano attuale ricorda il 14 ottobre san Lupulo, martire a Capua, senza menzionare Modesto. La celebrazione congiunta dei due martiri appartiene quindi soprattutto alla tradizione liturgica capuana posteriore.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

La testimonianza più significativa sulla presenza di Lupulo (Lupulus, Lupilus, Lupilius, Lupibli, Luplili, Lubulus, Libulus) nella Chiesa capuana proviene dai mosaici della basilica di San Prisco, presso Santa Maria Capua Vetere. L'opera, oggi perduta, raffigurava una serie di santi organizzati in due schiere. Nella schiera dei santi legati a Capua comparivano Prisco, Lupulo, Sinoto, Rufo, Marcello, Agostino e Felicita. Le figure erano accompagnate dai rispettivi nomi, rendendo sicura l'identificazione di Lupulo nella composizione.
I mosaici furono osservati e descritti in età moderna da Michele Monaco e Francesco Granata, prima della loro distruzione, avvenuta nel XVIII secolo. La critica li ha generalmente collocati nel V secolo, anche se sono state proposte datazioni comprese tra la seconda metà del V e la prima metà del VI secolo. La presenza di Lupulo accanto ad altri martiri capuani costituisce una testimonianza importante dell'antichità del suo culto, ma non fornisce informazioni certe sulla sua vita, sulla sua origine o sulle circostanze del martirio.
Michele Monaco ritenne che Lupulo fosse un presbitero capuano, interpretando in questo senso l'abbigliamento della figura rappresentata nei mosaici. Tale identificazione non è però dimostrabile. Gli studiosi degli Acta Sanctorum osservarono che l'iconografia non consente di distinguere con sicurezza i presbiteri dagli altri personaggi rappresentati e che l'ipotesi sul suo stato ecclesiastico rimane quindi incerta.

Le attestazioni martirologiche
Il Martirologio Geronimiano conserva una memoria di Lupulo il 14 ottobre con il toponimo di Capua, ma il nome presenta notevoli oscillazioni nella tradizione manoscritta. Sono attestate forme come Lupibli e Luplili, accanto ad altre varianti derivate dalla trasmissione del testo. Un'ulteriore memoria capuana compare il 15 ottobre con una forma del nome riconducibile a Lupulo. La complessità della tradizione manoscritta ha prodotto nel tempo numerose grafie differenti.
Il calendario di San Willibrordo, conservato in un manoscritto dell'VIII secolo, registra Lupulo di Capua il 15 ottobre. La presenza del santo in questo calendario è collegata alla circolazione nell'Europa altomedievale di materiale liturgico proveniente dall'area capuana. Lupulo figura infatti insieme ad altri santi di Capua, come Prisco, Quinto e Sinoto.
Il Martirologio Romano attuale, alla data del 14 ottobre, ricorda invece esclusivamente 'A Capua in Campania, san Lùpulo, martire'. Questa formulazione conferma il carattere tradizionale della sua venerazione capuana, senza aggiungere informazioni sulla sua vita o sulle circostanze del martirio.

Modesto e l'associazione con Lupulo
La presenza di Modesto accanto a Lupulo è documentata soprattutto nei calendari liturgici della Chiesa di Capua pubblicati da Michele Monaco nel Sanctuarium Capuanum. Due di questi calendari riportano al 15 ottobre la memoria di Lupulo e Modesto. La stessa associazione compare nell'Appendice al Martirologio di Adone, che ricorda Lubulo, Modesto e Fortunata senza precisare il luogo del martirio.
La tradizione capuana più tarda arrivò a considerarli fratelli. L'ipotesi derivava anche da un responsorio liturgico nel quale compariva l'espressione haec est vera fraternitas. Gli autori degli Acta Sanctorum ritennero però che tale formula non dimostrasse una parentela di sangue, potendo indicare semplicemente la fraternità nella fede. Non esiste pertanto una base documentaria sufficiente per affermare che Lupulo e Modesto fossero fratelli.
Anche l'identità di Modesto rimane problematica. Il nome appartiene a numerosi martiri e santi dell'Italia antica e dell'area mediterranea. L'associazione con Lupulo deriva dalla tradizione liturgica capuana e non da una documentazione biografica indipendente che descriva i due martiri insieme. La prudenza è quindi necessaria soprattutto per evitare di trasferire a questo Modesto elementi appartenenti ad altri santi omonimi.

La chiesa di San Lupulo
Un'ulteriore testimonianza del culto di Lupulo a Capua proviene da un documento medievale trasmesso da Michele Monaco. Un atto riferibile all'anno 1030 menziona una chiesa di San Lupulo situata presso la località Grottula, vicino alla zona cimiteriale. Il documento precisa che la chiesa appariva allora già distrutta.
La testimonianza è importante per la storia del culto, ma la sua interpretazione topografica non è del tutto sicura. Lo storico Claudio Ferone ha osservato che le informazioni di Monaco sulle chiese medievali della zona sono spesso difficili da controllare e che, nel caso della chiesa di San Lupulo, non sono emersi elementi sufficienti per confermare indipendentemente l'edificio attraverso la documentazione catastale e notarile medievale.

Il culto
Il culto di Lupulo è dunque attestato attraverso una sequenza di testimonianze di natura diversa: la rappresentazione nei mosaici paleocristiani di San Prisco, la tradizione del Martirologio Geronimiano, i calendari liturgici altomedievali collegati a Capua, il calendario di San Willibrordo e la successiva documentazione medievale relativa a una chiesa dedicata al martire.
L'associazione cultuale con Modesto è più tarda rispetto alla testimonianza iconografica relativa a Lupulo. Gli antichi calendari capuani che uniscono i due nomi costituiscono una testimonianza significativa dell'evoluzione della memoria liturgica locale, ma non permettono di ricostruire una biografia comune.

I mosaici di San Prisco
I mosaici della basilica di San Prisco costituiscono una delle testimonianze più importanti per la storia del culto dei martiri capuani. Le figure erano disposte in due gruppi e recavano i nomi dei santi. Lupulo occupava una posizione nella schiera dei martiri legati alla tradizione locale di Capua.
L'opera è oggi perduta e la sua conoscenza dipende dalle descrizioni e dalle riproduzioni realizzate prima della distruzione. La documentazione archeologica e gli studi storico-artistici ne collocano la realizzazione in età paleocristiana, generalmente nel V secolo.

Il problema della data liturgica
La tradizione attuale associa Lupulo e Modesto al 14 ottobre, mentre i calendari capuani medievali citati negli Acta Sanctorum li commemorano il 15 ottobre. Anche il calendario di San Willibrordo registra Lupulo il 15 ottobre. Il Martirologio Romano attuale ricorda invece Lupulo il 14 ottobre. La differenza riflette la complessa trasmissione delle tradizioni liturgiche capuane e non consente di stabilire che una delle due date rappresenti la data storica della morte.

Cronologia
- V secolo - Lupulo è raffigurato tra i martiri della tradizione capuana nei mosaici della basilica di San Prisco, oggi perduti.
- V-VI secolo - È la cronologia proposta dagli studi per la realizzazione dei mosaici della basilica di San Prisco.
- 14 ottobre - Il Martirologio Geronimiano conserva una memoria di Lupulo a Capua, con diverse varianti del nome nella tradizione manoscritta.
- 15 ottobre - I calendari della tradizione capuana attestano una memoria liturgica di Lupulo; in età medievale la stessa data è associata a Lupulo e Modesto.
- VIII secolo - Il calendario di San Willibrordo ricorda Lupulo di Capua il 15 ottobre.
- 1030 - Un documento trasmesso da Michele Monaco menziona una chiesa dedicata a San Lupulo presso la località Grottula, indicata nel documento come già distrutta.
- 1630 - Michele Monaco pubblica il Sanctuarium Capuanum, nel quale raccoglie testimonianze sulla tradizione liturgica e cultuale della Chiesa di Capua, compresa quella relativa a Lupulo e Modesto.
- XVIII secolo - I mosaici della basilica di San Prisco vengono distrutti; la loro conoscenza rimane affidata alle descrizioni e alle riproduzioni realizzate prima della perdita dell'opera.

Valutazione storico-critica
- L'esistenza storica di Lupulo come figura di culto capuana è fortemente sostenuta dalla presenza del suo nome nei mosaici paleocristiani di San Prisco e dalla sua antica attestazione nei calendari e nei martirologi.
- La datazione precisa del martirio non è conosciuta. L'attribuzione generica al V secolo deriva soprattutto dall'antichità delle testimonianze cultuali e non da una fonte che descriva la morte del martire.
- Non sono documentati il luogo di nascita, i genitori, la formazione, le circostanze dell'arresto, la persecuzione, la modalità della morte o il luogo della sepoltura.
- L'ipotesi secondo cui Lupulo fosse presbitero capuano appartiene all'interpretazione di Michele Monaco e non è sufficientemente dimostrata dall'iconografia.
- L'associazione di Modesto con Lupulo è attestata nei calendari liturgici capuani medievali e in alcune tradizioni martirologiche, ma non è sostenuta da una biografia antica indipendente relativa ai due martiri.
- La presunta fratellanza tra Lupulo e Modesto non è dimostrata. L'espressione liturgica sulla fraternità non costituisce una prova di parentela biologica.
- La presenza di numerosi santi omonimi di nome Modesto rende incerta qualsiasi identificazione del Modesto capuano con altri martiri dello stesso nome.
- Il Martirologio Romano attuale ricorda il 14 ottobre san Lupulo, martire a Capua, ma non Modesto. La memoria congiunta dei due appartiene quindi alla tradizione liturgica capuana attestata successivamente.
- La tradizione relativa alla chiesa medievale di San Lupulo costituisce una testimonianza del culto, ma la sua esatta localizzazione e la continuità dell'edificio non sono pienamente verificabili attraverso la documentazione medievale oggi disponibile.
- Il nucleo storicamente più solido riguarda quindi l'antichità del culto di Lupulo a Capua. La biografia personale e l'identità storica di Modesto rimangono molto meno definite.

Fonti e bibliografia essenziale
- Martyrologium Hieronymianum, memoria di Lupulo a Capua nelle tradizioni manoscritte del 14 e 15 ottobre.
- J. B. Henschenius, Acta Sanctorum, Octobris, trattazione dei santi Lupulo e Modesto martiri a Capua, con esame delle fonti geronimiane, dei calendari capuani e della tradizione relativa al loro culto.
- Michele Monaco, Sanctuarium Capuanum, Napoli, 1630, con testimonianze sui calendari della Chiesa capuana, sui mosaici di San Prisco e sulla chiesa di San Lupulo.
- Emilia Anna Gitto, Santi africani venuti dal mare nell'agiografia campana altomedievale: la Passio S. Prisci e la Vita S. Castrensis tra storia e tradizione letteraria, Università degli Studi di Bologna, 2013, per la documentazione storico-archeologica relativa ai mosaici di San Prisco e alla tradizione dei martiri capuani.
- J. Chapman, studi sui libri liturgici capuani e sulla presenza dei santi di Capua nei calendari e sacramentari altomedievali.
- Claudio Ferone, Contributo alla topografia dell'Ager Campanus. I monumenti paleocristiani nella zona di S. Maria Capua Vetere, per la documentazione topografica relativa alla basilica di San Prisco e alla tradizione della chiesa di San Lupulo.

Biografia

A cura di Domenico Ambrasi

Santi LUPULO (Lupolo) e MODESTO, martiri di Capua.

Sotto l’unica data del 14 ottobre il Martirologio Geronimiano in tre diverse rubriche topografiche commemora un san Lupo. Nella prima rubrica, il santo è ricordato assieme con altri, tra cui è Modesto, ma il dato topico CAP (= Capua) è grossolanamente interpretato per Cappadocia Campania. Al 15 ottobre lo stesso Martirologio celebra: in Capua Lupili; esso cioè fa esclusivo ricordo del capuano Lupilo che non può essere se non il Lupo ricordato nel giorno precedente. Pure al 15 ottobre Rabano Mauro e Notkero a Libulo associano Fortunata di Patria; l’appendice di Adone commemora Lubulo, Modesto e Fortunata.
La forma ipocoristica di Lupus è passata attraverso molte alterazioni: nella tradizione ms. del Geronimiano diventa Lubulus, Lupiblus, Lupilus, Lupillus, Luplilius, Lupubrus, e finalmente il femminile Lupilia; quella locale presenta le forme Libulus, Lubulus, Luphilus.
Particolarmente notevole è la testimonianza del Calendario scritto per il monastero di Epternach tra il 702 e il 706 e annotato per quegli anni dal vescovo anglosassone san Willibrordo, dal quale s'intitola. Esso rispecchia l’uso liturgico della Chiesa di Capua al tempo del vescovo Vittore (541-554) e registra Lupulo fra alcuni santi campani, al 15 ottobre.
Ma il suo culto è attestato principalmente dai mosaici del primo venticinquennio del secolo V che ornavano fino al 1766 l’abside e la cupola della chiesa di san Prisco presso santa Maria di Capua. I mosaici dell’abside raffiguravano due schiere di otto martiri ciascuna: in quella alla sinistra di chi guarda erano rappresentati santi romani e cominciava con Pietro e Lorenzo, quella di destra era formata da santi locali e campani e iniziava con Prisco e Lupulo in uno dei riquadri della fascia o circolo inferiore della cupola, Lupulo era rappresentato assieme a san Rufo.
Nel 1630 M. Monaco pubblicò la riproduzione di questi mosaici argomentando che il martire fosse un levita, anzi un presbitero capuano. La contrapposizione a Lorenzo farebbe pensare meglio a un diacono di Capua, martire in una persecuzione flebilmente locale di epoca imprecisata.
Di una chiesa dedicata a Lupulo in via sant'Angeli ad Formam nelle adiacenze della località Grottula, ma già distrutta nel secolo XI, fa menzione un istrumento del 1030 trovato dal Monaco tra le carte dell’antico monastero capuano di san Giovanni. L’identificazione del martire Modesto associato nel culto a Lupulo è molto problematica. Monaco li trovò accomunati in un martirologio beneventano ms. e nell’antico Breviario capuano e, sulla troppo ingenua interpretatone di un testo liturgico («haec est vera fraternitas…») comune alla liturgia propria di gruppi di martiri, li ritenne fratelli.
Dei cinque antichi calendari capuani pubblicati dallo stesso Monaco, il primo, posteriore al 1087, ricorda al 12 febbraio un levita martire; solo gli ultimi tre commemorano al 15 ottobre Lupulo e Modesto. Pertanto, i due santi non furono associati prima del secolo XI.
Col nome di Modesto (e Modestino) si conoscono santi locali ed estranei alla Campania: in Avellino il 14 febbraio un vescovo, martire sotto Diocleziano assieme a Florenzio prete e a Flaviano diacono, a Benevento il 2 ottobre e il 12 febbraio un levita martire, in Lucania il 15 giugno un martire compagno di Vito. Di un Modesto levita sardo trasferito a Benevento nel 591 tratta la poco attendibile Vita scritta dal monaco Alberico di Montecassino (secolo XI). Il Lanzoni propende a riconoscere un solo Modesto levita e martire da identificare in un martire africano.
La reciproca influenza delle antiche Chiese campane e la prossimità delle date celebrative possono indurre a individuare Modesto capuano nel martire levita festeggiato il 2 ottobre a Benevento.

Fonte: Bibliotheca Sanctorum

Aggiunto/modificato il 24 settembre 2026