Beato Giacomo Laigneau de Langellerie
Sacerdote e martire
Festa: 14 ottobre
Nascita-morte: La Flèche, Sarthe, Francia, 19 aprile 1747 - Angers, Francia, 14 ottobre 1794
Nascita - morte:
La Flèche, Sarthe, Francia, 19 aprile 1747 - Angers, Francia, 14 ottobre 1794
Festa:
14 ottobre
Etimologia:
Dal latino Iacobus, dal greco Iakobos, a sua volta dal nome ebraico Ya'aqov. Il significato è 'colui che prende per il tallone' o 'colui che soppianta'.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera G
Calendario: I santi del 14 ottobre
Gruppo: Beati 99 Martiri di Angers
Martirologio Romano
Giacomo Laigneau de Langellerie fu un sacerdote secolare della diocesi di Angers, nato a La Flèche nel 1747 e morto sulla ghigliottina ad Angers nel 1794 durante la Rivoluzione francese. Dopo avere esercitato il ministero parrocchiale a La Bruère, nel 1784 lasciò l'incarico e si stabilì ad Angers come cappellano delle Carmelitane. Durante la persecuzione contro il clero che aveva rifiutato la Costituzione civile del clero rimase fedele al proprio ministero sacerdotale. Arrestato nell'ottobre 1794, dichiarò davanti agli organi rivoluzionari di non avere prestato il giuramento perché contrario alla sua coscienza e ammise di avere continuato a celebrare la Messa e ad amministrare i sacramenti. Condannato a morte dal tribunale penale del dipartimento, fu ghigliottinato il 14 ottobre 1794 in Place du Ralliement. Il suo martirio fu riconosciuto dalla Chiesa nell'ambito della causa dei 99 martiri di Angers e la beatificazione fu celebrata da Giovanni Paolo II il 19 febbraio 1984. Il Martyrologium Romanum ne celebra la memoria individuale il 14 ottobre.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Jacques Julien Henri Laigneau de Langellerie nacque il 19 aprile 1747 a La Flèche, nell'attuale dipartimento della Sarthe. Le fonti ecclesiastiche e agiografiche lo identificano come sacerdote secolare della diocesi di Angers. Le informazioni conservate sulla sua formazione e sui primi anni del ministero sono limitate, mentre è documentata la sua attività pastorale a La Bruère-sur-Loir.
Dal 1774 esercitò il ministero a La Bruère, dove rimase per circa un decennio. Nel 1784 lasciò la parrocchia e si trasferì ad Angers, dove assunse l'incarico di cappellano del monastero delle Carmelitane. La sua presenza a La Bruère è attestata anche dalla documentazione patrimoniale locale: nel 1789 donò alla chiesa parrocchiale una tavola di comunione e un crocifisso d'argento, oggi perduti.
La persecuzione del clero
La Rivoluzione francese modificò profondamente la situazione della Chiesa in Francia. La Costituzione civile del clero impose agli ecclesiastici un giuramento che molti sacerdoti rifiutarono perché lo ritenevano incompatibile con la propria fedeltà alla Chiesa. Laigneau de Langellerie appartenne al clero non giurato e, nel 1792, fu coinvolto nelle misure di internamento e deportazione adottate contro i sacerdoti refrattari.
Il 17 giugno 1792 fu internato insieme ad altri sacerdoti non giurati. Il 12 settembre fu avviato verso Nantes con gli altri ecclesiastici destinati alla deportazione. Le sue precarie condizioni di salute impedirono tuttavia la deportazione oltre Nantes e venne trattenuto presso la casa dei Carmelitani, dove erano concentrati sacerdoti anziani o malati. Rimase detenuto dal settembre 1792 fino al luglio 1793, quando riuscì a lasciare il luogo di prigionia e a tornare ad Angers.
Il ritorno al ministero clandestino
Rientrato ad Angers, Laigneau de Langellerie continuò a esercitare clandestinamente il ministero sacerdotale. Durante il successivo interrogatorio dichiarò di celebrare la Messa e di confessare quanti glielo chiedevano. La sua attività pastorale si svolse quindi in una situazione nella quale l'esercizio del ministero da parte dei sacerdoti refrattari era soggetto alla repressione rivoluzionaria.
Le circostanze del suo arresto sono particolarmente documentate. L'11 ottobre 1794 fu catturato dalla Guardia nazionale di Angers e condotto al vescovado, dove aveva sede il Comitato rivoluzionario. Nello stesso giorno fu interrogato da Jean-Jacques Le Peudry. Alla domanda sul motivo per cui non avesse prestato il giuramento richiesto agli ecclesiastici, dichiarò che la propria coscienza non glielo aveva consentito.
Nel corso dell'interrogatorio riconobbe inoltre di avere continuato a celebrare la Messa e ad amministrare la confessione. Quando fu trasferito verso il carcere nazionale aveva con sé alcuni oggetti liturgici, tra cui una stola e una custodia contenente gli oli santi; dichiarò che erano stati utilizzati poco prima per amministrare l'unzione a una donna morente.
Il processo e il martirio
Il 13 ottobre il pubblico ministero Simon formulò l'atto d'accusa. Laigneau de Langellerie era accusato di avere rifiutato il giuramento prescritto, di essere rimasto sul territorio francese invece di sottoporsi alla deportazione e di avere continuato a esercitare il ministero sacerdotale. Durante l'interrogatorio aveva inoltre rifiutato di riconoscere la legittimità religiosa delle autorità rivoluzionarie e si era rifiutato di firmare il verbale.
Il 14 ottobre 1794 comparve davanti al tribunale penale del dipartimento. Ribadite le proprie convinzioni, fu condannato a morte. Nello stesso giorno venne ghigliottinato ad Angers, in Place du Ralliement. Il Martyrologium Romanum ricorda espressamente che fu decapitato durante la Rivoluzione francese 'perché sacerdote'.
Laigneau de Langellerie fu l'ultimo dei dodici sacerdoti appartenenti al gruppo dei 99 martiri di Angers a essere giustiziato. La sua morte concluse la serie delle esecuzioni dei sacerdoti di quel gruppo iniziate con Jean-Michel Langevin il 30 ottobre 1793.
Culto e beatificazione
La memoria di Laigneau de Langellerie rimase legata soprattutto ad Angers, dove aveva svolto il ministero come cappellano delle Carmelitane, e a La Bruère, dove era stato parroco. La documentazione locale conserva inoltre tracce concrete della sua presenza nella chiesa di La Bruère attraverso le donazioni effettuate nel 1789.
La sua venerazione è confluita nella causa dei 99 martiri di Angers, composta da dodici sacerdoti, tre religiose e 84 laici uccisi tra il 1793 e il 1794. La Santa Sede riconobbe il martirio del gruppo nel 1983 e la beatificazione fu celebrata il 19 febbraio 1984 nella Basilica di San Pietro da papa Giovanni Paolo II. Laigneau de Langellerie figura tra i sacerdoti inclusi nel gruppo dei nuovi beati.
Il Martyrologium Romanum ne riporta la memoria individuale il 14 ottobre: ad Angers, in Francia, il beato Giacomo Laigneau de Langellerie, sacerdote e martire, ghigliottinato durante la Rivoluzione francese a causa del suo sacerdozio.
La memoria liturgica comune dei 99 martiri di Angers ricorre il 1° febbraio, mentre i sacerdoti del gruppo sono ricordati anche nel giorno della loro morte. Per Laigneau de Langellerie tale memoria individuale cade il 14 ottobre.
Non risulta documentata una traslazione individuale delle sue reliquie. Una tradizione agiografica riferita alla sua morte parla delle sue ceneri in relazione ad Angers, ma tale indicazione non consente di stabilire con certezza l'attuale conservazione di reliquie identificabili.
Curiosità
Nel 1789, mentre era ancora parroco di La Bruère, Laigneau de Langellerie donò alla chiesa parrocchiale una tavola di comunione e un crocifisso d'argento. Entrambi gli oggetti sono oggi perduti, ma la donazione è registrata nell'Inventaire général du patrimoine culturel dei Pays de la Loire.
Cronologia
- 19 aprile 1747 - Nasce a La Flèche, nella Sarthe.
- 1774 - Inizia il ministero a La Bruère-sur-Loir.
- 1784 - Lascia la parrocchia di La Bruère e diventa cappellano del monastero delle Carmelitane di Angers.
- 1789 - Dona alla chiesa di La Bruère una tavola di comunione e un crocifisso d'argento.
- 17 giugno 1792 - Viene internato insieme ad altri sacerdoti non giurati.
- 12 settembre 1792 - È avviato verso Nantes con i sacerdoti destinati alla deportazione.
- settembre 1792 - luglio 1793 - Rimane detenuto a Nantes presso la casa dei Carmelitani.
- luglio 1793 - Lascia il luogo di detenzione e ritorna ad Angers.
- 11 ottobre 1794 - Viene arrestato ad Angers e interrogato dal Comitato rivoluzionario.
- 13 ottobre 1794 - Il pubblico ministero formula l'atto d'accusa.
- 14 ottobre 1794 - È condannato a morte e ghigliottinato in Place du Ralliement ad Angers.
- 9 giugno 1983 - La Santa Sede promulga il decreto sul martirio di Guglielmo Repin e dei 98 compagni.
- 19 febbraio 1984 - È beatificato da papa Giovanni Paolo II nella Basilica di San Pietro.
Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Jacques Julien Henri Laigneau de Langellerie come sacerdote secolare della diocesi di Angers, nato a La Flèche il 19 aprile 1747 e morto ad Angers il 14 ottobre 1794, è solidamente attestata dalla documentazione ecclesiastica e dalla memoria ufficiale dei martiri.
- La data di nascita del 19 aprile 1747 è quella attestata dalle fonti vaticane. La data del 17 aprile, presente in alcune fonti secondarie, non concorda con questa documentazione e non è adottata nella ricostruzione ufficiale.
- Il ministero di Laigneau de Langellerie a La Bruère e il successivo incarico presso le Carmelitane di Angers sono coerenti con la documentazione locale e con le fonti relative ai martiri di Angers.
- Il rifiuto del giuramento e la prosecuzione del ministero sacerdotale sono attestati dagli atti relativi al suo arresto e al processo. La sua condanna e la successiva esecuzione costituiscono il nucleo storicamente più solido della ricostruzione del martirio.
- Alcuni particolari relativi alle sue ultime ore provengono da testimonianze posteriori e da tradizioni agiografiche. Le parole attribuitegli poco prima dell'esecuzione non hanno lo stesso valore documentario degli atti processuali e non possono essere considerate una testimonianza diretta delle sue ultime parole.
- La sua appartenenza ai 99 martiri di Angers e il riconoscimento ecclesiale del martirio sono documentati dalla Santa Sede. La beatificazione del gruppo fu celebrata il 19 febbraio 1984 da Giovanni Paolo II.
- La memoria individuale del beato il 14 ottobre è attestata dal Martyrologium Romanum, che identifica esplicitamente la causa della sua morte nel suo essere sacerdote durante la Rivoluzione francese.
- Non risultano elementi sufficienti per attribuirgli miracoli, patronati specifici o una canonizzazione successiva alla beatificazione. Il suo stato canonico rimane quello di beato.
Fonti e bibliografia essenziale
- Santa Sede, Beatificazioni del Santo Padre Giovanni Paolo II, elenco della beatificazione di Guglielmo Repin e 98 compagni, 19 febbraio 1984.
- Santa Sede, Martiri, elenco ufficiale dei martiri comprendente Giacomo Laigneau de Langellerie e indicazione dei dati biografici essenziali.
- Congregazione per il Culto Divino, Notitiae, 1984, elenco dei 99 martiri aggregati al numero dei beati.
- Inventaire général du patrimoine culturel, Pays de la Loire, scheda della chiesa parrocchiale di Saint-Martin a La Bruère-sur-Loir, con la documentazione delle donazioni di Laigneau de Langellerie nel 1789.
- Louis Calendini, 'Monsieur Laigneau de Langellerie, curé de la Bruère', Annales fléchoises et la vallée du Loir, t. 14, 1913, p. 151-159.
Biografia
A cura di Mauro Bonato
Jacques Julien Henri Laigneau de Langellerie nacque il 19 aprile 1747 a La Flèche in Francia.
Dopo essere stato per alcuni anni parroco di La Bruère, nel 1784 cedette la sua parrocchia a Pierre Brichet e si ritirò ad Angers, dove divenne cappellano del monastero Carmelo.
Il 17 giugno 1792 insieme ad altri sacerdoti non giurati fu internato in seminario e poi dal 12 settembre fu mandato in esilio con i suoi compagni.
Arrivato a Nantes, Jacques Julien Henri Laigneau, per il suo cattivo stato di salute è stato escluso dalla deportazione e rinchiuso nella casa dei Carmelitani, dove si trovavano i sacerdoti che avevano più di sessant’anni e quelli infermi del distretto della Loire-Inférieure.
Dal 20 settembre 1792 al 27 luglio 1793 fu detenuto a Nantes, fino a quando riuscì ad evadere dalla prigione dei Carmelitani per ritornare ad Angers.
Jacques Julien Henri Laigneau de Langellerie il giorno 11 ottobre 1794 è stato arrestato dalla Guardia Nazionale di Angers, che lo portò immediatamente al vescovado, nella sede del Comitato rivoluzionario.
Il giorno stesso del suo arresto, subì un primo interrogatorio da parte di Jean-Jacques Le Peudry, presidente del Comitato.
Alla precisa domanda se sapeva che tanti sacerdoti vivono pacificamente con la protezione della Repubblica per aver prestato il giuramento richiesto, rispose che la sua coscienza non gli ha permesso di prestare il giuramento sulla costituzione civile del clero.
Inoltre durante l’interrogatorio ha dichiarato che diceva messa e ha confessato quanti lo richiedevano. Dopo i Carmelitani ha vissuto della carità fraterna, ma non nominò mai chi lo ha aiutato.
Dichiarò inoltre che la Repubblica era nemica della religione di Gesù Cristo, ed era convinto che un governo repubblicano doveva proteggere la religione cristiana.
Quando il suddetto Langellerie stava per essere portato al carcere nazionale, aveva una stola di raso, una scatola di oli santi, 2 caporali bianchi, e dichiarò che erano appena stati usati per amministrare l’unzione ad una donna morente
Il 13 ottobre, il cittadino Simon, pubblico ministero, ha redatto questo atto d'accusa:
dall'esame degli atti risulta che il presbitero Langellerie si rifiutò di prestare il giuramento prescritto dalla legge 14 agosto 1792. Si ritirò dalla deportazione, cui era soggetto dalle leggi 21 e 27 aprile 1793. Rimase costantemente nel territorio della Repubblica, e fu arrestato nei pressi di Angers il 20 di questo mese (11 ottobre 1794). - Dichiarò nel suo interrogatorio, subito davanti al comitato rivoluzionario: "Non posso riconoscere la Repubblica francese". Si è rifiutato di firmare il suo interrogatorio, dicendo: "In genere trattengo la mia firma su tutti gli affari della Repubblica".
Il pubblico ministero, ritenendo che il nominato Laigneau-Langellerie, sacerdote refrattario e cappellano dei carmelitani può essere considerato che un nemico della Repubblica che rifiuta di riconoscere i suoi atti.
Il 14 ottobre è comparso davanti al tribunale penale del dipartimento, dove ha ribadito le proprie convinzioni.
Subito dopo il tribunale penale lo ha condannato alla pena di morte e lo stesso giorno, 14 ottobre, alle 4 del pomeriggio, il signor Laigneau-Langellerie è stato ghigliottinato in Place du Ralliement.
In un testo del 1906 c’è la trascrizione dell’interrogatorio a Jacques Julien Henri Laigneau de Langellerie
M. Gruget, parroco di La Trinité, nella cui parrocchia si trovava il Carmelo, scriveva il 14 ottobre nella soffitta dove era nascosto:
"A mezzogiorno, hanno cominciato a sistemare la ghigliottina. Sospettavamo che fosse per il don Langellerie. Non ci sbagliavamo.
Lo avevano giudicato la mattina.
Si è rifiutato di rispondere a qualsiasi impertinente domanda che gli facevano i suoi aguzzini, dicendo solo che aveva fatto tutto il bene che poteva e sarebbe morto felice. Verso la sera venne con passo lieto e soddisfatto al luogo del supplizio per ricevere la corona del martirio che Dio gli aveva riservato, nel tempo in cui era solito esporre il Santissimo Sacramento per i primi vespri della festa, assistito da Santa Teresa la fondatrice del Carmelo di cui era cappellano, due giorni prima della festa di san Mainboeuf, vescovo di Angers, e vicino al luogo dove le sue ceneri riposano così da tanto tempo”.
