Beato Giovanni Bono
Eremita e fondatore
Festa: 23 ottobre
Nascita-morte: Mantova, circa 1168 - Mantova, 16 ottobre 1249
Nascita - morte:
Mantova, circa 1168 - Mantova, 16 ottobre 1249
Festa:
23 ottobre
Etimologia:
Dall'ebraico Yohanan e significa 'il Signore è benevolo', 'il Signore ha fatto grazia'.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera G
Calendario: I santi del 23 ottobre
Martirologio Romano
A Mantova, beato Giovanni Bono, eremita, che, da giovane, lasciata la madre, errò per varie regioni d’Italia esercitando il mestiere di giocoliere e di attore comico, ma all’età di quarant’anni, dopo essersi gravemente ammalato, fece voto a Dio di abbandonare il mondo per donarsi interamente in penitenza e amore a Cristo e alla Chiesa e fondò una Congregazione sotto la regola di sant’Agostino.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Giovanni Bono (detto anche Giovanni Buono, Giambono, Zanibono, Zannebono o Zanebono) nacque a Mantova intorno al 1168. La tradizione agiografica gli attribuisce come genitori Giovanni e Bona, ma la notizia non possiede lo stesso grado di certezza delle principali informazioni relative alla sua vita successiva. Rimasto orfano di padre, secondo le testimonianze raccolte nel processo postumo avrebbe lasciato la madre quando aveva circa sedici anni.
Per diversi anni condusse una vita itinerante, esercitando il mestiere di attore comico e giocoliere. Il dato è ricordato anche dal Martyrologium Romanum e appartiene agli elementi più caratteristici della sua biografia. Le fonti agiografiche posteriori presentarono questa fase come una vita lontana dalla disciplina cristiana che avrebbe preceduto la conversione.
La malattia e la conversione
Intorno al 1209, quando aveva circa quarant'anni, Giovanni Bono fu colpito da una grave malattia. Secondo la tradizione raccolta nelle fonti agiografiche, durante la malattia fece voto di abbandonare la vita precedente e di dedicarsi alla penitenza e alla vita eremitica qualora fosse guarito.
Dopo la guarigione mantenne il voto. Le fonti ricordano un periodo di preparazione alla nuova vita, nel quale Giovanni avrebbe anche fatto ritorno a Mantova e ricevuto dal vescovo l'assoluzione dei peccati. Il racconto della conversione costituisce uno dei nuclei più antichi della tradizione biografica, ma i dettagli della sua interiorità e delle circostanze personali sono conosciuti soprattutto attraverso testimonianze raccolte dopo la morte.
L'esperienza eremitica
Giovanni iniziò quindi una vita solitaria nei pressi di Bertinoro. In seguito si stabilì a Butriolo, nel territorio di Cesena, dove rimase per gran parte del resto della sua vita.
A Butriolo sorse progressivamente una comunità di discepoli. Una testimonianza particolarmente importante è costituita dalla documentazione pontificia del XIII secolo, che collega Giovanni alla fondazione dell'eremo e alla nascita della congregazione. La comunità si sviluppò accanto all'esperienza personale dell'eremita, che continuò a privilegiare una vita austera e appartata.
Il processo apostolico avviato dopo la sua morte raccolse testimonianze di frati e laici che avevano conosciuto Giovanni direttamente o attraverso la prima generazione dei suoi discepoli. Gli atti costituiscono una fonte eccezionale per ricostruire la sua figura e la formazione della congregazione.
La congregazione dei Giamboniti
La comunità di Giovanni Bono si trasformò progressivamente in una vera congregazione religiosa. Nel 1225 circa gli eremiti ottennero l'adozione della Regola di sant'Agostino. Una documentazione del 1231 definisce Giovanni come priore dell'eremo di Cesena dell'Ordine di Sant'Agostino, confermando che la sua congregazione aveva ormai assunto una configurazione religiosa riconosciuta.
La congregazione si diffuse oltre il territorio cesenate. Verso il 1240 risultava già articolata in più province e comprendeva comunità in diverse aree dell'Italia settentrionale e centrale. La crescita rese progressivamente più complessa la gestione dell'istituzione e contribuì anche all'emergere di contrasti interni.
Nel 1238 circa Giovanni rinunciò alla direzione della congregazione, lasciando l'incarico a frate Matteo da Modena. La rinuncia segnò una nuova fase della sua vita, maggiormente orientata alla solitudine e alla contemplazione.
Nel 1246 papa Innocenzo IV concesse agli eremiti di Giovanni Bono la protezione apostolica e importanti privilegi, tra cui l'esenzione dalla giurisdizione episcopale e la diretta soggezione alla Santa Sede. Il provvedimento testimonia la rilevanza raggiunta dalla congregazione nella vita religiosa del tempo.
Gli ultimi anni e il ritorno a Mantova
Nel 1249 la congregazione attraversò una fase di grave divisione interna. Giovanni, ormai anziano, decise di lasciare l'area cesenate e di tornare nella città natale.
All'inizio di ottobre intraprese il viaggio verso Mantova insieme ad alcuni discepoli. Giunto in città, si ritirò nell'eremo di Sant'Agnese in Porto, dove morì il 16 ottobre 1249.
La data della morte è stata oggetto di una significativa divergenza nella tradizione. Gli studi storico-critici e la documentazione relativa alla sua vita indicano il 16 ottobre, mentre il Martyrologium Romanum colloca la memoria al 23 ottobre. La seconda data è quindi una data liturgica e cultuale, non quella della morte.
Il processo dopo la morte
La fama di santità si sviluppò rapidamente dopo la morte. Nel 1251, per iniziativa pontificia, fu avviata a Mantova un'inchiesta sulla vita, sulle virtù e sui miracoli attribuiti a Giovanni Bono. La prima inchiesta si svolse dal 27 luglio al 6 agosto 1251.
Una seconda indagine ebbe luogo tra il 29 ottobre 1253 e il 7 gennaio 1254, con udienze a Mantova e a Cesena. Gli atti conservano numerose deposizioni di religiosi e laici e rappresentano una delle principali fonti contemporanee per la conoscenza di Giovanni Bono. Le due inchieste non condussero tuttavia alla canonizzazione.
La presenza di testimonianze relative a miracoli deve essere distinta dalla loro valutazione come eventi storicamente accertati. Gli atti del processo documentano che tali prodigi furono attribuiti all'intercessione di Giovanni e che furono oggetto di deposizioni formali, ma la loro presenza negli atti processuali non equivale, di per sé, a una verifica storica indipendente del miracolo.
Dalla congregazione all'Ordine agostiniano
Dopo la morte di Giovanni, la congregazione da lui fondata continuò a esistere autonomamente per alcuni anni. Nel 1256 papa Alessandro IV promosse l'unione di diverse congregazioni eremitiche, tra cui quella di Giovanni Bono, nell'unico Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino.
La bolla Licet Ecclesiae Catholicae, del 9 aprile 1256, confermò l'unione e stabilì una struttura comune sotto un priore generale. Lanfranco da Milano, già superiore degli eremiti di Giovanni Bono, fu scelto per guidare il nuovo Ordine. Giovanni Bono deve quindi essere considerato fondatore della propria congregazione eremitica, poi confluita nell'Ordine agostiniano, non fondatore dell'Ordine agostiniano nel suo complesso.
Il culto e la beatificazione
Il culto di Giovanni Bono continuò a Mantova e nell'ambiente agostiniano, ma la canonizzazione tentata nel XIII secolo non fu portata a compimento. Nel 1483 papa Sisto IV autorizzò il culto di Giovanni come beato mediante la bolla Licet Sedes apostolica. Si tratta quindi di una conferma pontificia del culto come beato, mentre non risulta una canonizzazione universale.
La memoria liturgica è celebrata il 23 ottobre. A Mantova è inoltre attestata la memoria del 16 ottobre, giorno della morte.
La devozione mantovana rimase particolarmente legata alla chiesa e al convento di Sant'Agnese, dove il culto del fondatore ebbe per secoli una presenza significativa. In seguito alle soppressioni degli istituti religiosi, le reliquie furono trasferite e sono oggi conservate presso la cattedrale di Mantova, nel santuario della Beata Vergine Incoronata.
Il processo di canonizzazione
Gli atti delle due inchieste del 1251 e del 1253-1254 costituiscono la fonte più importante per lo studio storico di Giovanni Bono. La prima indagine fu condotta a Mantova e raccolse testimonianze di frati e laici sulla vita dell'eremita e sui miracoli attribuiti alla sua intercessione. La seconda, più ampia, si svolse tra Mantova e Cesena e coinvolse un numero maggiore di testimoni. Gli atti furono successivamente pubblicati negli Acta Sanctorum e sono stati oggetto di una moderna edizione e traduzione a cura di Mario Mattei.
Giovanni Bono e la Grande Unione del 1256
La congregazione fondata da Giovanni Bono fu una delle componenti che confluirono nella Grande Unione degli eremiti del 1256. La bolla Licet Ecclesiae Catholicae testimonia direttamente l'esistenza delle diverse famiglie eremitiche e la loro riunificazione sotto una medesima struttura. La congregazione giambonita costituì dunque una delle componenti storiche dell'Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino.
Curiosità
- Giovanni Bono è ricordato nelle fonti come analfabeta, ma capace di recitare a memoria preghiere e testi della Scrittura.
- Il nome Giamboniti deriva dalla forma del nome del fondatore, attestata anche nelle varianti Giambono, Zanibono e Zannebono.
- La memoria liturgica del 23 ottobre non coincide con la data storicamente attestata della morte, che è il 16 ottobre 1249.
Cronologia
- 1168 circa - Nasce a Mantova.
- Circa 1184 - Secondo la tradizione, lascia la madre intorno ai sedici anni e intraprende una vita itinerante come attore comico e giocoliere.
- Circa 1209 - Una grave malattia determina la sua conversione e il voto di dedicarsi alla penitenza e alla vita eremitica.
- Dopo il 1209 - Inizia la vita solitaria nei pressi di Bertinoro.
- Dal 1210 circa - Si stabilisce a Butriolo, presso Cesena, dove si forma progressivamente una comunità di discepoli.
- Circa 1225 - La congregazione adotta la Regola di sant'Agostino.
- 17 agosto 1231 - Una carta documenta Giovanni come priore dell'eremo di Cesena dell'Ordine di Sant'Agostino.
- Circa 1238 - Giovanni rinuncia alla guida della congregazione, lasciando il governo a frate Matteo da Modena.
- Circa 1240 - La congregazione risulta articolata in più province e diffusa oltre il territorio cesenate.
- 26 aprile 1246 - Innocenzo IV concede agli eremiti di Giovanni Bono la protezione apostolica e importanti privilegi.
- Inizio ottobre 1249 - Giovanni lascia l'area di Cesena e intraprende il viaggio verso Mantova.
- 16 ottobre 1249 - Muore nell'eremo di Sant'Agnese in Porto, a Mantova.
- 27 luglio - 6 agosto 1251 - Si svolge a Mantova la prima inchiesta apostolica sulla vita, le virtù e i miracoli di Giovanni Bono.
- 29 ottobre 1253 - Inizia la seconda inchiesta apostolica.
- 7 gennaio 1254 - Si conclude a Cesena la seconda inchiesta.
- 1 marzo 1256 - Gli eremiti di Giovanni Bono partecipano alla riunione romana che prepara la Grande Unione.
- 9 aprile 1256 - Alessandro IV conferma con la bolla Licet Ecclesiae Catholicae l'unione degli eremiti di Giovanni Bono con altre congregazioni nell'Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino.
- 1483 - Sisto IV autorizza il culto di Giovanni Bono come beato.
Valutazione storico-critica
- Le fonti medievali consentono di considerare Giovanni Bono una figura storicamente ben attestata e di ricostruirne con sufficiente sicurezza l'attività eremitica a Butriolo, la fondazione della congregazione e il rapporto con la Regola di sant'Agostino.
- La nascita a Mantova intorno al 1168 è generalmente accettata, mentre il 1169 costituisce una variante cronologica possibile. I nomi dei genitori Giovanni e Bona appartengono invece alla tradizione biografica e non presentano lo stesso grado di documentazione delle informazioni relative alla sua esperienza religiosa.
- La data della morte è attestata al 16 ottobre 1249 dalle ricostruzioni storico-critiche, mentre il 23 ottobre è collegato alla memoria liturgica e alla tradizione del culto. La divergenza è quindi cronologica e cultuale, non relativa all'anno della morte.
- Gli atti delle inchieste del 1251 e del 1253-1254 costituiscono una fonte di primaria importanza perché raccolgono testimonianze relativamente vicine alla morte di Giovanni. Essi documentano anche la precoce fama taumaturgica dell'eremita, ma le deposizioni sui miracoli appartengono alla storia della sua venerazione e non equivalgono automaticamente alla dimostrazione storica dei singoli prodigi.
- La congregazione fondata da Giovanni Bono adottò la Regola di sant'Agostino e mantenne una propria identità fino alla Grande Unione del 1256. È storicamente più preciso parlare di Giovanni come fondatore degli eremiti o Giamboniti che come fondatore dell'intero Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino, nato dall'unione di diverse congregazioni.
- Il procedimento avviato nel XIII secolo non portò allora alla canonizzazione. Nel 1483 Sisto IV autorizzò il culto di Giovanni come beato. La successiva tradizione mantovana e agostiniana lo ha quindi venerato con il titolo di beato, senza che risulti una canonizzazione.
- La figura storica di Giovanni Bono è distinta dalle elaborazioni agiografiche posteriori che amplificarono episodi della sua conversione, della sua austerità e dei suoi miracoli. La ricostruzione più solida è quella fondata sugli atti processuali medievali, sulle bolle pontificie e sulla documentazione relativa alla congregazione.
Fonti e bibliografia essenziale
- Processus apostolici auctoritate Innocentii papae IV annis 1251, 1253 et 1254 constructi, de vita, virtutibus et miraculis B. Joannis Boni, in Acta Sanctorum, Octobris, IX, Bruxelles, 1858, pp. 771-885. Gli atti delle inchieste costituiscono la principale fonte medievale per la vita e il culto di Giovanni Bono.
- Innocenzo IV, Admonet nos, 1253, documento pontificio relativo agli eremiti di Giovanni Bono e alla fondazione di Butriolo.
- Innocenzo IV, Religiosam vitam eligentibus, 26 aprile 1246, privilegio apostolico concesso agli eremiti di Giovanni Bono.
- Alessandro IV, Licet Ecclesiae Catholicae, 9 aprile 1256, bolla relativa alla Grande Unione degli eremiti nell'Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino.
- Canetti, L., 'Giovanni Bono (Giambono, Zanibono, Zannebono)', in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 55, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2000, pp. 731-734.
- Mattei, M., Il processo di canonizzazione di fra Giovanni Bono (1251-1253/54) fondatore dell'Ordine degli Eremiti, Roma, 2002.
- Van Luijk, B., Bullarium Ordinis eremitarum S. Augustini. Periodus formationis (1187-1256), Würzburg, 1964.
- Roth, F. X., 'Der selige Johannes Bonus', in Cor unum, VII, 1949, pp. 43-51, 69-76.
- Rano Gundín, B., 'Fr. Juan Bueno, fundador de la Orden de los Eremitanos', in Archivo Agustiniano, 56, 1962, pp. 157-202.
- Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova, documentazione storica relativa a Giovanni Bono, al convento di Sant'Agnese e alle reliquie.
Per diversi anni condusse una vita itinerante, esercitando il mestiere di attore comico e giocoliere. Il dato è ricordato anche dal Martyrologium Romanum e appartiene agli elementi più caratteristici della sua biografia. Le fonti agiografiche posteriori presentarono questa fase come una vita lontana dalla disciplina cristiana che avrebbe preceduto la conversione.
La malattia e la conversione
Intorno al 1209, quando aveva circa quarant'anni, Giovanni Bono fu colpito da una grave malattia. Secondo la tradizione raccolta nelle fonti agiografiche, durante la malattia fece voto di abbandonare la vita precedente e di dedicarsi alla penitenza e alla vita eremitica qualora fosse guarito.
Dopo la guarigione mantenne il voto. Le fonti ricordano un periodo di preparazione alla nuova vita, nel quale Giovanni avrebbe anche fatto ritorno a Mantova e ricevuto dal vescovo l'assoluzione dei peccati. Il racconto della conversione costituisce uno dei nuclei più antichi della tradizione biografica, ma i dettagli della sua interiorità e delle circostanze personali sono conosciuti soprattutto attraverso testimonianze raccolte dopo la morte.
L'esperienza eremitica
Giovanni iniziò quindi una vita solitaria nei pressi di Bertinoro. In seguito si stabilì a Butriolo, nel territorio di Cesena, dove rimase per gran parte del resto della sua vita.
A Butriolo sorse progressivamente una comunità di discepoli. Una testimonianza particolarmente importante è costituita dalla documentazione pontificia del XIII secolo, che collega Giovanni alla fondazione dell'eremo e alla nascita della congregazione. La comunità si sviluppò accanto all'esperienza personale dell'eremita, che continuò a privilegiare una vita austera e appartata.
Il processo apostolico avviato dopo la sua morte raccolse testimonianze di frati e laici che avevano conosciuto Giovanni direttamente o attraverso la prima generazione dei suoi discepoli. Gli atti costituiscono una fonte eccezionale per ricostruire la sua figura e la formazione della congregazione.
La congregazione dei Giamboniti
La comunità di Giovanni Bono si trasformò progressivamente in una vera congregazione religiosa. Nel 1225 circa gli eremiti ottennero l'adozione della Regola di sant'Agostino. Una documentazione del 1231 definisce Giovanni come priore dell'eremo di Cesena dell'Ordine di Sant'Agostino, confermando che la sua congregazione aveva ormai assunto una configurazione religiosa riconosciuta.
La congregazione si diffuse oltre il territorio cesenate. Verso il 1240 risultava già articolata in più province e comprendeva comunità in diverse aree dell'Italia settentrionale e centrale. La crescita rese progressivamente più complessa la gestione dell'istituzione e contribuì anche all'emergere di contrasti interni.
Nel 1238 circa Giovanni rinunciò alla direzione della congregazione, lasciando l'incarico a frate Matteo da Modena. La rinuncia segnò una nuova fase della sua vita, maggiormente orientata alla solitudine e alla contemplazione.
Nel 1246 papa Innocenzo IV concesse agli eremiti di Giovanni Bono la protezione apostolica e importanti privilegi, tra cui l'esenzione dalla giurisdizione episcopale e la diretta soggezione alla Santa Sede. Il provvedimento testimonia la rilevanza raggiunta dalla congregazione nella vita religiosa del tempo.
Gli ultimi anni e il ritorno a Mantova
Nel 1249 la congregazione attraversò una fase di grave divisione interna. Giovanni, ormai anziano, decise di lasciare l'area cesenate e di tornare nella città natale.
All'inizio di ottobre intraprese il viaggio verso Mantova insieme ad alcuni discepoli. Giunto in città, si ritirò nell'eremo di Sant'Agnese in Porto, dove morì il 16 ottobre 1249.
La data della morte è stata oggetto di una significativa divergenza nella tradizione. Gli studi storico-critici e la documentazione relativa alla sua vita indicano il 16 ottobre, mentre il Martyrologium Romanum colloca la memoria al 23 ottobre. La seconda data è quindi una data liturgica e cultuale, non quella della morte.
Il processo dopo la morte
La fama di santità si sviluppò rapidamente dopo la morte. Nel 1251, per iniziativa pontificia, fu avviata a Mantova un'inchiesta sulla vita, sulle virtù e sui miracoli attribuiti a Giovanni Bono. La prima inchiesta si svolse dal 27 luglio al 6 agosto 1251.
Una seconda indagine ebbe luogo tra il 29 ottobre 1253 e il 7 gennaio 1254, con udienze a Mantova e a Cesena. Gli atti conservano numerose deposizioni di religiosi e laici e rappresentano una delle principali fonti contemporanee per la conoscenza di Giovanni Bono. Le due inchieste non condussero tuttavia alla canonizzazione.
La presenza di testimonianze relative a miracoli deve essere distinta dalla loro valutazione come eventi storicamente accertati. Gli atti del processo documentano che tali prodigi furono attribuiti all'intercessione di Giovanni e che furono oggetto di deposizioni formali, ma la loro presenza negli atti processuali non equivale, di per sé, a una verifica storica indipendente del miracolo.
Dalla congregazione all'Ordine agostiniano
Dopo la morte di Giovanni, la congregazione da lui fondata continuò a esistere autonomamente per alcuni anni. Nel 1256 papa Alessandro IV promosse l'unione di diverse congregazioni eremitiche, tra cui quella di Giovanni Bono, nell'unico Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino.
La bolla Licet Ecclesiae Catholicae, del 9 aprile 1256, confermò l'unione e stabilì una struttura comune sotto un priore generale. Lanfranco da Milano, già superiore degli eremiti di Giovanni Bono, fu scelto per guidare il nuovo Ordine. Giovanni Bono deve quindi essere considerato fondatore della propria congregazione eremitica, poi confluita nell'Ordine agostiniano, non fondatore dell'Ordine agostiniano nel suo complesso.
Il culto e la beatificazione
Il culto di Giovanni Bono continuò a Mantova e nell'ambiente agostiniano, ma la canonizzazione tentata nel XIII secolo non fu portata a compimento. Nel 1483 papa Sisto IV autorizzò il culto di Giovanni come beato mediante la bolla Licet Sedes apostolica. Si tratta quindi di una conferma pontificia del culto come beato, mentre non risulta una canonizzazione universale.
La memoria liturgica è celebrata il 23 ottobre. A Mantova è inoltre attestata la memoria del 16 ottobre, giorno della morte.
La devozione mantovana rimase particolarmente legata alla chiesa e al convento di Sant'Agnese, dove il culto del fondatore ebbe per secoli una presenza significativa. In seguito alle soppressioni degli istituti religiosi, le reliquie furono trasferite e sono oggi conservate presso la cattedrale di Mantova, nel santuario della Beata Vergine Incoronata.
Il processo di canonizzazione
Gli atti delle due inchieste del 1251 e del 1253-1254 costituiscono la fonte più importante per lo studio storico di Giovanni Bono. La prima indagine fu condotta a Mantova e raccolse testimonianze di frati e laici sulla vita dell'eremita e sui miracoli attribuiti alla sua intercessione. La seconda, più ampia, si svolse tra Mantova e Cesena e coinvolse un numero maggiore di testimoni. Gli atti furono successivamente pubblicati negli Acta Sanctorum e sono stati oggetto di una moderna edizione e traduzione a cura di Mario Mattei.
Giovanni Bono e la Grande Unione del 1256
La congregazione fondata da Giovanni Bono fu una delle componenti che confluirono nella Grande Unione degli eremiti del 1256. La bolla Licet Ecclesiae Catholicae testimonia direttamente l'esistenza delle diverse famiglie eremitiche e la loro riunificazione sotto una medesima struttura. La congregazione giambonita costituì dunque una delle componenti storiche dell'Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino.
Curiosità
- Giovanni Bono è ricordato nelle fonti come analfabeta, ma capace di recitare a memoria preghiere e testi della Scrittura.
- Il nome Giamboniti deriva dalla forma del nome del fondatore, attestata anche nelle varianti Giambono, Zanibono e Zannebono.
- La memoria liturgica del 23 ottobre non coincide con la data storicamente attestata della morte, che è il 16 ottobre 1249.
Cronologia
- 1168 circa - Nasce a Mantova.
- Circa 1184 - Secondo la tradizione, lascia la madre intorno ai sedici anni e intraprende una vita itinerante come attore comico e giocoliere.
- Circa 1209 - Una grave malattia determina la sua conversione e il voto di dedicarsi alla penitenza e alla vita eremitica.
- Dopo il 1209 - Inizia la vita solitaria nei pressi di Bertinoro.
- Dal 1210 circa - Si stabilisce a Butriolo, presso Cesena, dove si forma progressivamente una comunità di discepoli.
- Circa 1225 - La congregazione adotta la Regola di sant'Agostino.
- 17 agosto 1231 - Una carta documenta Giovanni come priore dell'eremo di Cesena dell'Ordine di Sant'Agostino.
- Circa 1238 - Giovanni rinuncia alla guida della congregazione, lasciando il governo a frate Matteo da Modena.
- Circa 1240 - La congregazione risulta articolata in più province e diffusa oltre il territorio cesenate.
- 26 aprile 1246 - Innocenzo IV concede agli eremiti di Giovanni Bono la protezione apostolica e importanti privilegi.
- Inizio ottobre 1249 - Giovanni lascia l'area di Cesena e intraprende il viaggio verso Mantova.
- 16 ottobre 1249 - Muore nell'eremo di Sant'Agnese in Porto, a Mantova.
- 27 luglio - 6 agosto 1251 - Si svolge a Mantova la prima inchiesta apostolica sulla vita, le virtù e i miracoli di Giovanni Bono.
- 29 ottobre 1253 - Inizia la seconda inchiesta apostolica.
- 7 gennaio 1254 - Si conclude a Cesena la seconda inchiesta.
- 1 marzo 1256 - Gli eremiti di Giovanni Bono partecipano alla riunione romana che prepara la Grande Unione.
- 9 aprile 1256 - Alessandro IV conferma con la bolla Licet Ecclesiae Catholicae l'unione degli eremiti di Giovanni Bono con altre congregazioni nell'Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino.
- 1483 - Sisto IV autorizza il culto di Giovanni Bono come beato.
Valutazione storico-critica
- Le fonti medievali consentono di considerare Giovanni Bono una figura storicamente ben attestata e di ricostruirne con sufficiente sicurezza l'attività eremitica a Butriolo, la fondazione della congregazione e il rapporto con la Regola di sant'Agostino.
- La nascita a Mantova intorno al 1168 è generalmente accettata, mentre il 1169 costituisce una variante cronologica possibile. I nomi dei genitori Giovanni e Bona appartengono invece alla tradizione biografica e non presentano lo stesso grado di documentazione delle informazioni relative alla sua esperienza religiosa.
- La data della morte è attestata al 16 ottobre 1249 dalle ricostruzioni storico-critiche, mentre il 23 ottobre è collegato alla memoria liturgica e alla tradizione del culto. La divergenza è quindi cronologica e cultuale, non relativa all'anno della morte.
- Gli atti delle inchieste del 1251 e del 1253-1254 costituiscono una fonte di primaria importanza perché raccolgono testimonianze relativamente vicine alla morte di Giovanni. Essi documentano anche la precoce fama taumaturgica dell'eremita, ma le deposizioni sui miracoli appartengono alla storia della sua venerazione e non equivalgono automaticamente alla dimostrazione storica dei singoli prodigi.
- La congregazione fondata da Giovanni Bono adottò la Regola di sant'Agostino e mantenne una propria identità fino alla Grande Unione del 1256. È storicamente più preciso parlare di Giovanni come fondatore degli eremiti o Giamboniti che come fondatore dell'intero Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino, nato dall'unione di diverse congregazioni.
- Il procedimento avviato nel XIII secolo non portò allora alla canonizzazione. Nel 1483 Sisto IV autorizzò il culto di Giovanni come beato. La successiva tradizione mantovana e agostiniana lo ha quindi venerato con il titolo di beato, senza che risulti una canonizzazione.
- La figura storica di Giovanni Bono è distinta dalle elaborazioni agiografiche posteriori che amplificarono episodi della sua conversione, della sua austerità e dei suoi miracoli. La ricostruzione più solida è quella fondata sugli atti processuali medievali, sulle bolle pontificie e sulla documentazione relativa alla congregazione.
Fonti e bibliografia essenziale
- Processus apostolici auctoritate Innocentii papae IV annis 1251, 1253 et 1254 constructi, de vita, virtutibus et miraculis B. Joannis Boni, in Acta Sanctorum, Octobris, IX, Bruxelles, 1858, pp. 771-885. Gli atti delle inchieste costituiscono la principale fonte medievale per la vita e il culto di Giovanni Bono.
- Innocenzo IV, Admonet nos, 1253, documento pontificio relativo agli eremiti di Giovanni Bono e alla fondazione di Butriolo.
- Innocenzo IV, Religiosam vitam eligentibus, 26 aprile 1246, privilegio apostolico concesso agli eremiti di Giovanni Bono.
- Alessandro IV, Licet Ecclesiae Catholicae, 9 aprile 1256, bolla relativa alla Grande Unione degli eremiti nell'Ordine degli Eremitani di Sant'Agostino.
- Canetti, L., 'Giovanni Bono (Giambono, Zanibono, Zannebono)', in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 55, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2000, pp. 731-734.
- Mattei, M., Il processo di canonizzazione di fra Giovanni Bono (1251-1253/54) fondatore dell'Ordine degli Eremiti, Roma, 2002.
- Van Luijk, B., Bullarium Ordinis eremitarum S. Augustini. Periodus formationis (1187-1256), Würzburg, 1964.
- Roth, F. X., 'Der selige Johannes Bonus', in Cor unum, VII, 1949, pp. 43-51, 69-76.
- Rano Gundín, B., 'Fr. Juan Bueno, fundador de la Orden de los Eremitanos', in Archivo Agustiniano, 56, 1962, pp. 157-202.
- Museo Diocesano Francesco Gonzaga di Mantova, documentazione storica relativa a Giovanni Bono, al convento di Sant'Agnese e alle reliquie.
Note
La sua memoria liturgica ricorre il 23 ottobre, mentre nella diocesi di Mantova la sua memoria si celebra il 16 ottobre.
