San Giovanni di Licopoli

Eremita

Festa: 17 ottobre

Nascita-morte: † presso Licopoli, oggi Asyut, Egitto, fine 394 o inizio 395

Nascita - morte:
† presso Licopoli, oggi Asyut, Egitto, fine 394 o inizio 395

Festa:
17 ottobre

Etimologia:
Dall'ebraico Yôḥānān, generalmente interpretato come 'YHWH ha fatto grazia' o 'il Signore è benevolo'.

Emblema:
Abito monastico, cella o grotta eremitica e piccola finestra attraverso la quale riceveva i visitatori.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera G

Calendario: I santi del 17 ottobre

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

Ad Asyut in Egitto, san Giovanni, eremita, che, tra i tanti segni di virtù, fu insigne anche per lo spirito di profezia.

Fu uno dei più celebri eremiti dell'Egitto cristiano del IV secolo. Visse nella regione della Tebaide, presso l'antica Licopoli, l'odierna Asyut, e divenne famoso per la radicalità della sua vita solitaria, trascorsa per decenni in una cella ricavata nella montagna. Le principali testimonianze antiche lo presentano come un asceta di grande autorevolezza spirituale, consultato da numerosi visitatori e anche dall'imperatore Teodosio I. La sua fama fu legata soprattutto al dono profetico che le fonti gli attribuiscono, in particolare alle predizioni riguardanti le campagne dell'imperatore contro Massimo e Eugenio. Palladio di Elenopoli lo incontrò personalmente e ne lasciò un ampio ritratto nella Historia Lausiaca, mentre la Historia monachorum in Aegypto dedica a Giovanni il primo e più lungo capitolo. Altre testimonianze antiche, tra cui quelle di Giovanni Cassiano, Agostino e Sozomeno, contribuirono alla diffusione della sua fama in Oriente e in Occidente. La sua memoria è oggi inserita nel Martirologio Romano al 17 ottobre.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Le informazioni sui primi anni di Giovanni (Giovanni d'Egitto; Giovanni della Tebaide; Giovanni Anacoreta; Giovanni Eremita; Giovanni il Veggente; Giovanni il Profeta della Tebaide; Ioannes Lycopolitanus) sono scarse e presentano già alcune divergenze. La Historia Lausiaca di Palladio riferisce che Giovanni viveva a Licopoli e che da giovane aveva imparato il mestiere di carpentiere; aveva inoltre un fratello che esercitava il mestiere di tintore. Intorno ai venticinque anni rinunciò alla vita secolare e trascorse cinque anni in diversi monasteri prima di ritirarsi definitivamente nella solitudine.
La Coptic Encyclopedia colloca probabilmente la sua nascita a Licopoli nei primi decenni del IV secolo, mentre altre ricostruzioni, basate sulla Historia monachorum in Aegypto, gli attribuiscono un'età molto avanzata al momento della morte. Le due principali fonti antiche non concordano quindi sulla sua età esatta e sulla durata complessiva della vita eremitica.
La tradizione successiva ha collegato a questo periodo della sua vita il celebre episodio del bastone secco che il maestro spirituale gli avrebbe ordinato di annaffiare quotidianamente come prova di obbedienza. Il racconto è trasmesso da Giovanni Cassiano e appartiene alla letteratura ascetica antica; non è possibile stabilire quanto il singolo episodio rifletta un fatto biografico verificabile. Cassiano lo utilizza soprattutto come esempio della virtù dell'obbedienza.

La scelta della solitudine
Dopo gli anni trascorsi nei monasteri, Giovanni si ritirò sul monte presso Licopoli. Palladio racconta che costruì tre celle sulla sommità della montagna: una destinata alle necessità del corpo, una al lavoro manuale e al cibo e una alla preghiera. Successivamente rimase rinchiuso nella sua abitazione eremitica, comunicando con l'esterno attraverso una finestra. I viveri gli venivano consegnati attraverso quella piccola apertura.
La Historia monachorum in Aegypto, la cui redazione risale alla fine del IV o agli inizi del V secolo, presenta Giovanni come un uomo già anziano e celeberrimo. Secondo questo racconto aveva trascorso circa quarant'anni nella reclusione e riceveva i visitatori senza consentire loro di entrare nella sua cella. La stessa fonte sottolinea che egli comunicava attraverso una finestra e che una struttura esterna era stata predisposta per accogliere i pellegrini provenienti da lontano.
L'isolamento non significò tuttavia completa separazione dalle relazioni umane. La fama di Giovanni attirò numerosi visitatori, soprattutto uomini desiderosi di ricevere consigli spirituali. Il suo modello di vita rappresenta una delle forme più rigorose dell'eremitismo egiziano tardoantico, nel quale la separazione fisica dal mondo conviveva con una intensa funzione di guida spirituale.

L'incontro con Palladio
Una delle testimonianze più preziose è quella di Palladio di Elenopoli. Il futuro vescovo racconta di avere raggiunto Giovanni dopo un viaggio di diciotto giorni, compiuto in parte a piedi e in parte per via fluviale. Al suo arrivo trovò chiusa la struttura antistante la cella e dovette attendere il giorno stabilito per le visite.
Palladio descrive Giovanni seduto presso la finestra e ricorda che egli parlava attraverso un interprete. Questo particolare è significativo anche dal punto di vista storico, perché mostra che Giovanni non comunicava abitualmente in greco con i suoi visitatori e che il rapporto con i pellegrini stranieri richiedeva l'intermediazione linguistica.
Durante l'incontro arrivò anche Alypius, governatore della regione di Licopoli. Giovanni interruppe il colloquio con Palladio per occuparsi del funzionario, spiegando poi che quell'uomo, immerso negli affari del mondo, aveva bisogno di maggiore attenzione spirituale. L'episodio mostra concretamente l'autorità che l'eremita aveva acquisito anche presso esponenti dell'amministrazione locale.
Giovanni predisse inoltre a Palladio che sarebbe diventato vescovo. Palladio, che all'epoca non esercitava ancora l'episcopato, divenne successivamente vescovo di Elenopoli. L'episodio è parte integrante del racconto autobiografico della Historia Lausiaca e contribuì alla fama profetica dell'eremita.

La fama profetica
La fama di Giovanni fu legata soprattutto al dono della profezia. Palladio riferisce che, dopo molti anni di reclusione, l'eremita cominciò a essere considerato capace di conoscere avvenimenti futuri e di fornire indicazioni su questioni personali e pubbliche. Tra gli episodi più celebri vi sono le predizioni rivolte a Teodosio I riguardo alle guerre contro Massimo e contro Eugenio.
La tradizione relativa a Teodosio è attestata da più autori antichi. Giovanni Cassiano presenta l'eremita come un uomo la cui reputazione aveva raggiunto persino i sovrani. Agostino ricorda la sua predizione relativa alle vittorie di Teodosio, mentre Sozomeno e altri storici ecclesiastici greci conservano ulteriori notizie sul rapporto tra l'imperatore e l'asceta.
Il collegamento con la campagna contro Eugenio può essere collocato storicamente nel 394. La Historia monachorum in Aegypto riferisce che, dopo la partenza dei pellegrini, giunse la notizia della vittoria di Teodosio. Il riferimento corrisponde alla battaglia del Frigido, combattuta il 5 e 6 settembre 394.
La profezia non può essere verificata come fenomeno soprannaturale mediante gli strumenti della ricerca storica. È invece storicamente rilevante il fatto che già nelle fonti tardoantiche Giovanni fosse considerato un profeta e che la sua reputazione fosse abbastanza grande da collegarlo alla corte imperiale.

Guaritore e guida spirituale
Alle capacità profetiche le fonti associano anche il dono della guarigione. La Historia monachorum in Aegypto attribuisce a Giovanni capacità taumaturgiche e conoscenza di realtà nascoste. La tradizione riferisce inoltre l'uso di olio benedetto nelle guarigioni.
Questi racconti appartengono alla letteratura agiografica e devono essere distinti dalla documentazione relativa alla sua esistenza storica. La fama di taumaturgo, tuttavia, è parte integrante della memoria antica del personaggio e contribuì alla sua autorevolezza presso i contemporanei e le generazioni successive.

Gli ultimi anni e la morte
Le fonti concordano nel collocare la morte di Giovanni alla fine del IV secolo, ma divergono sull'anno preciso e soprattutto sull'età raggiunta. La Historia monachorum in Aegypto lo presenta come novantenne e colloca gli ultimi episodi della sua vita immediatamente dopo la vittoria di Teodosio su Eugenio nel 394. La Coptic Encyclopedia considera possibile una morte alla fine del 394 o all'inizio del 395.
Una tradizione agiografica riferisce che Giovanni predisse anche la morte di Teodosio e che, negli ultimi giorni della propria vita, si sottrasse agli incontri con i visitatori. La Historia monachorum presenta la sua morte come conclusione di una vita interamente consacrata alla preghiera. Il motivo dell'eremita che muore in atteggiamento orante ebbe ampia fortuna nella successiva iconografia.
Giovanni morì quindi prima di Teodosio I, morto a Milano il 17 gennaio 395. La data esatta della morte dell'eremita non è però stabilita con certezza.

Le fonti antiche
Le due testimonianze narrative principali sono la Historia monachorum in Aegypto e la Historia Lausiaca di Palladio. La prima dedica a Giovanni il proprio capitolo iniziale e più ampio; la seconda gli dedica il capitolo 35. Entrambe derivano da ambienti monastici che ebbero contatti diretti o molto ravvicinati con l'eremita.
A queste si aggiungono Giovanni Cassiano, Agostino, Girolamo, Sozomeno e Teodoreto. La pluralità delle testimonianze conferma la straordinaria fama raggiunta da Giovanni già tra la fine del IV e l'inizio del V secolo, anche se ciascuna fonte presenta gli avvenimenti secondo finalità letterarie, spirituali e teologiche proprie.

Il cosiddetto archivio di Apa Giovanni
Un gruppo di lettere greche e copte provenienti dall'area di Asyut è stato identificato da Constantine Zuckerman con l'archivio di un importante monaco chiamato Apa Giovanni. Le lettere, databili alla fine del IV secolo, mostrano persone comuni, monaci, ecclesiastici e funzionari che si rivolgevano a questo Giovanni per ottenere preghiere o interventi presso le autorità.
L'identificazione dell'Apa Giovanni dei papiri con Giovanni di Licopoli è stata proposta indipendentemente da studiosi come Peter van Minnen e Constantine Zuckerman ed è generalmente accolta, pur non essendo dimostrata in modo assoluto. I papiri costituiscono comunque una testimonianza documentaria particolarmente importante del prestigio di un influente asceta attivo nell'Alto Egitto alla fine del IV secolo.

Tradizioni tarde
La tradizione copta sviluppò ulteriormente la figura di Giovanni e conservò racconti che non compaiono nelle prime fonti greco-latine. Alcuni testi arrivano a collegarlo a vicende successive alla sua morte, fino all'epoca del concilio di Calcedonia del 451. Questi racconti presentano problemi cronologici evidenti e non possono essere utilizzati come testimonianze dirette della vita del santo.

Curiosità
- La Historia Lausiaca riferisce che Giovanni comunicava con Palladio attraverso un interprete, particolare che testimonia la dimensione internazionale della fama raggiunta dall'eremita.
- Una delle più antiche tradizioni iconografiche relative a Giovanni lo rappresenta nella sua cella mentre comunica con i visitatori attraverso una piccola apertura.
- Un manoscritto miniato del XIV secolo conserva una scena nella quale Giovanni predice a Teodosio la vittoria dell'imperatore.

Cronologia
- primi decenni del IV secolo - Probabile nascita a Licopoli, l'odierna Asyut.
- giovinezza - Apprende il mestiere di carpentiere.
- circa 25 anni - Rinuncia alla vita secolare e intraprende la vita monastica.
- successivi cinque anni - Trascorre un periodo in diversi monasteri egiziani.
- IV secolo - Si ritira sul monte presso Licopoli e costruisce le proprie celle eremitiche.
- 388 - La tradizione antica collega Giovanni alla predizione della vittoria di Teodosio I sull'usurpatore Magno Massimo.
- 394 - La tradizione antica collega Giovanni alla predizione della vittoria di Teodosio I su Eugenio.
- 5-6 settembre 394 - Battaglia del Frigido, alla quale è collegata nella Historia monachorum in Aegypto la notizia della vittoria predetta da Giovanni.
- fine 394 o inizio 395 - Morte di Giovanni presso Licopoli.
- V secolo - La sua fama è attestata nella Historia monachorum in Aegypto, nella Historia Lausiaca e in altre opere della letteratura cristiana.

Valutazione storico-critica
- L'identificazione di San Giovanni Eremita con Giovanni di Licopoli, l'asceta egiziano della Tebaide, è saldamente attestata dalla tradizione letteraria antica. La Historia monachorum in Aegypto e la Historia Lausiaca costituiscono le testimonianze narrative fondamentali.
- L'esistenza storica di Giovanni e la sua eccezionale fama alla fine del IV secolo sono confermate dalla pluralità delle testimonianze antiche, comprese quelle di Cassiano, Agostino e Sozomeno.
- La nascita a Licopoli è generalmente accolta dalla storiografia agiografica, ma le fonti principali non consentono di stabilire con precisione il giorno, il mese o l'anno della nascita. L'ipotesi di una nascita nei primi decenni del IV secolo è compatibile con la cronologia complessiva.
- Le fonti divergono sull'età raggiunta da Giovanni e sulla durata della sua reclusione. La Historia monachorum in Aegypto lo presenta novantenne e con circa quarant'anni di reclusione; la ricostruzione di Renè-Georges Coquin, basata sul confronto delle fonti, rileva invece dati differenti nella Historia Lausiaca.
- La morte è collocabile alla fine del 394 o all'inizio del 395. Il collegamento con la vittoria di Teodosio su Eugenio nel 394 costituisce un importante riferimento cronologico, ma non consente di stabilire un giorno preciso della morte.
- Le predizioni attribuite a Giovanni appartengono a una tradizione attestata da più fonti antiche. La ricerca storica può documentare la precoce attribuzione del carisma profetico all'eremita, ma non può verificare il carattere soprannaturale delle predizioni.
- I racconti relativi alle guarigioni, alla conoscenza dei pensieri nascosti e agli altri miracoli appartengono alla tradizione agiografica antica. La loro presenza nelle fonti è storicamente documentabile, mentre il carattere miracoloso degli eventi appartiene alla valutazione religiosa delle fonti.
- L'identificazione dell'Apa Giovanni destinatario dell'archivio papiraceo di Asyut con Giovanni di Licopoli è una proposta storiografica largamente accolta, ma non dimostrabile in maniera assoluta. I papiri costituiscono comunque una documentazione contemporanea o quasi contemporanea di un potente asceta chiamato Giovanni attivo nell'area di Licopoli.
- Le tradizioni copte posteriori ampliano notevolmente la biografia e arrivano a collocare Giovanni in episodi successivi alla sua morte. Alcuni di questi racconti sono cronologicamente incompatibili con la documentazione più antica e appartengono allo sviluppo successivo della leggenda agiografica.
- Il culto di Giovanni è antico e ampiamente attestato nelle tradizioni cristiane egiziane e occidentali. La memoria del 17 ottobre è quella conservata dal Martirologio Romano attuale; altre tradizioni liturgiche hanno utilizzato date differenti, tra cui il 27 marzo.
- Non risulta una causa di canonizzazione nel senso moderno. La venerazione appartiene alla fase antica della formazione del culto dei santi, precedente all'istituzionalizzazione delle procedure canoniche moderne.

Fonti e bibliografia essenziale
- Palladio di Elenopoli, Historia Lausiaca, cap. 35. La testimonianza contiene il racconto dell'incontro personale di Palladio con Giovanni, la descrizione della cella, dell'organizzazione della sua vita eremitica e delle sue predizioni.
- Historia monachorum in Aegypto, cap. 1. È una delle principali testimonianze antiche su Giovanni e descrive la sua vita eremitica, la fama profetica e il rapporto con i visitatori e con Teodosio.
- Giovanni Cassiano, De institutis coenobiorum, IV, 23-26; Collationes, XXIV, 26. La tradizione cassianea presenta Giovanni come modello di obbedienza e profeta consultato da Teodosio.
- Agostino d'Ippona, De civitate Dei, V, 26; De cura pro mortuis gerenda, XVII. Testimonianze occidentali sulla fama profetica di Giovanni e sul suo rapporto con Teodosio.
- Sozomeno, Historia Ecclesiastica, VI, 28 e VII, 22. Testimonianza greca sul ruolo attribuito a Giovanni nella vicenda della guerra contro Eugenio.
- René-Georges Coquin, 'John of Lycopolis, Saint', in The Coptic Encyclopedia, vol. V. Studio storico-agiografico sulle fonti greche, latine e copte, sulla cronologia e sulla tradizione relativa al santo.
- A. J. Festugière, Historia monachorum in Aegypto, Subsidia Hagiographica 34, Bruxelles, 1961. Edizione critica della principale raccolta monastica greca relativa agli asceti egiziani.
- Constantine Zuckerman, 'The Hapless Recruit Psois and the Mighty Anchorite, Apa John', Bulletin of the American Society of Papyrologists, 32, 1995, pp. 183-194. Studio che propone l'identificazione dell'Apa Giovanni dell'archivio papiraceo di Asyut con Giovanni di Licopoli.
- Nikolaos Gonis, 'Further Letters from the Archive of Apa Ioannes', Bulletin of the American Society of Papyrologists, 45, 2008, pp. 69-85. Nuovi documenti dell'archivio di Apa Giovanni e discussione della loro attribuzione.

Aggiunto/modificato il 28 settembre 2026