Beato Gilberto di Citeaux
Abate
Festa: 17 ottobre
Nascita-morte: Inghilterra, XII sec. - Cîteaux, Saint-Nicolas-lès-Cîteaux, Côte-d'Or, Borgogna, Francia, 17 ottobre 1167
Nascita - morte:
Inghilterra, XII sec. - Cîteaux, Saint-Nicolas-lès-Cîteaux, Côte-d'Or, Borgogna, Francia, 17 ottobre 1167
Festa:
17 ottobre
Etimologia:
Dal germanico Gīsilberht, composto da gīsil, 'ostaggio', e beraht, 'illustre, splendente'.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera G
Calendario: I santi del 17 ottobre
Martirologio Romano
Fu un monaco cistercense di origine inglese, attivo nella Francia del XII secolo e destinato a ricoprire uno dei più importanti incarichi dell'Ordine. Prima abate di Ourscamp, fu eletto nel 1163 abate di Cîteaux, assumendo anche la guida generale dell'Ordine in una fase caratterizzata dalla forte espansione istituzionale dei Cistercensi e dalle tensioni tra autorità ecclesiastiche e potere monarchico. La sua attività si intrecciò in particolare con la controversia tra il re d'Inghilterra Enrico II e l'arcivescovo di Canterbury Thomas Becket, allora esule in Francia. Nel 1164 Gilberto intervenne nella definizione dello statuto dell'Ordine militare di Calatrava e nel 1165 ottenne da papa Alessandro III un importante provvedimento relativo all'esenzione dei Cistercensi dalla giurisdizione episcopale. Il Martirologio Romano lo ricorda il 17 ottobre come beato e ne sottolinea la difesa di Thomas Becket. Le fonti medievali e moderne presentano tuttavia alcune divergenze sulla cronologia finale della sua vita e sul luogo della morte, mentre la documentazione relativa a una beatificazione formale non è nota.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le notizie sulle origini di Gilberto (Gilbert de Cîteaux; Gilbertus; Gilberto il Grande; Gilberto il Teologo) sono molto scarse. Una fonte medievale lo presenta come inglese e questa origine è mantenuta anche dal Martirologio Romano. Non sono documentati con sicurezza il luogo della nascita, la famiglia, la data di nascita e la formazione giovanile. Le ricostruzioni che gli attribuiscono studi a Parigi o a Tolosa derivano da tradizioni tarde e da confusioni con altri personaggi di nome Gilberto e non possono essere considerate dati biografici sicuri.
Gilberto entrò nell'Ordine Cistercense e nel 1143 risulta abate di Ourscamp, abbazia situata nell'attuale comune di Chiry-Ourscamp, nel dipartimento dell'Oise. La sua lunga permanenza alla guida di Ourscamp lo inserì in una delle principali reti monastiche cistercensi della Francia settentrionale. L'abbazia era collegata alla linea di Clairvaux e costituiva un importante centro religioso e culturale.
Abate di Cîteaux
Nel maggio 1163 Gilberto succedette a Fastrède come abate di Cîteaux. Nella successione degli abati dell'abbazia egli è generalmente identificato come il nono abate, considerando anche Guy de Trois-Fontaines nella cronotassi. Una fonte ottocentesca lo definì invece ottavo abate, probabilmente per una diversa numerazione. La cronotassi cistercense moderna lo colloca al nono posto.
L'elezione lo portò contemporaneamente alla guida generale dell'Ordine. Il suo abbaziato si svolse in un periodo nel quale i Cistercensi erano ormai una delle principali forze monastiche dell'Europa occidentale e dovevano confrontarsi con questioni riguardanti l'autonomia dell'Ordine, i rapporti con i vescovi e le relazioni con le autorità politiche.
Calatrava e l'organizzazione dell'Ordine
Nel 1164 Gilberto e il capitolo generale di Cîteaux intervennero nella questione dell'Ordine di Calatrava. I cavalieri avevano chiesto di essere accolti nella comunione dell'Ordine cistercense e il capitolo riconobbe loro una forma di appartenenza alla famiglia cistercense, affidando agli abati interessati il compito di definire la forma di vita da osservare. L'integrazione piena di Calatrava nella struttura cistercense sarebbe stata formalizzata soltanto più tardi.
Il rapporto con Thomas Becket
La fase più delicata dell'abbaziato di Gilberto coincise con la controversia tra Enrico II d'Inghilterra e Thomas Becket. L'arcivescovo, in conflitto con il sovrano, aveva trovato rifugio presso l'abbazia cistercense di Pontigny.
La posizione di Gilberto fu complessa. Da un lato egli apparteneva a un ambiente ecclesiastico largamente favorevole alla difesa dei diritti della Chiesa e la tradizione liturgica lo ricorda come difensore di Becket. Dall'altro, la permanenza dell'arcivescovo a Pontigny esponeva i monasteri cistercensi inglesi e francesi a forti pressioni politiche. Nel 1165 Gilberto intervenne nella controversia riguardante l'abate di Clairvaux Goffredo e, negli anni successivi, fu coinvolto nelle discussioni sulla permanenza di Becket a Pontigny. La corrispondenza pontificia mostra che il problema riguardava direttamente la sicurezza dell'Ordine e i rapporti con Enrico II.
La formula del Martirologio Romano secondo cui Gilberto 'difese san Tommaso Becket esule' riassume pertanto una posizione ecclesiale favorevole a Becket, ma non descrive tutte le ambiguità della sua condotta durante la crisi.
Rapporti con la Santa Sede
Nel 1165 Gilberto ottenne da papa Alessandro III un importante riconoscimento relativo all'esenzione dell'Ordine Cistercense dalla giurisdizione episcopale. Il provvedimento si inseriva nella lunga costruzione dell'autonomia istituzionale dell'Ordine e rafforzava la posizione dell'abate di Cîteaux quale superiore generale della famiglia cistercense.
Nel maggio 1167 Gilberto è ancora attestato in un accordo con il capitolo di Autun. La sua attività documentata arriva quindi fino all'ultimo periodo della sua vita.
Gli ultimi anni e la morte
La data della morte presenta una divergenza nelle fonti. Il 17 ottobre 1167 è sostenuto da repertori cistercensi moderni e da studi che utilizzano la documentazione relativa alla cronotassi dell'abbazia. Altre tradizioni, comprese alcune fonti liturgiche, indicano invece il 17 ottobre 1168. Il Martirologio Romano attualmente riporta il 1168 e colloca la morte a Tolosa, mentre altre fonti storiche collocano la morte presso Cîteaux.
La tradizione relativa a Tolosa è particolarmente problematica. Gli Acta Sanctorum evidenziarono già le difficoltà della documentazione antica e le confusioni prodotte dalle fonti tarde, mentre una parte della storiografia moderna mantiene il 1167 come data più plausibile. Non esiste quindi una ricostruzione unanimemente accettata per giorno, anno e luogo della morte.
Scritti e attribuzioni
Gilberto è ricordato anche come uomo di cultura e teologo. Il soprannome 'il Grande' o 'il Teologo' è attestato nella tradizione successiva, ma l'attribuzione delle opere che gli furono assegnate è in parte incerta. Sono conservate tre lettere indirizzate al re Luigi VII di Francia. Altri testi teologici e commenti biblici gli sono stati attribuiti, ma senza una dimostrazione definitiva della paternità. Anche l'attribuzione di un commento al Cantico dei Cantici deve essere trattata con cautela, poiché una parte della tradizione ha confuso Gilberto di Cîteaux con il contemporaneo Gilberto di Hoyland.
La confusione fra i due Gilberti è particolarmente importante. Gilberto di Hoyland fu anch'egli monaco cistercense, abate di Swineshead e autore di sermoni sul Cantico dei Cantici; morì nel 1172. Non deve essere identificato con Gilberto di Cîteaux, morto circa cinque anni prima.
La controversia sul titolo di 'beato'
Il titolo di beato attribuito a Gilberto ha una storia complessa. Gli Acta Sanctorum rilevano che antichi cataloghi cistercensi e benedettini lo presentavano tra gli uomini illustri dell'Ordine, talvolta con il titolo di Beatus, ma osservano anche che tali cataloghi non costituivano necessariamente calendari liturgici e che non tutti i personaggi in essi elencati possedevano un culto ecclesiastico formalmente attestato. Gli stessi Bollandisti segnalarono l'insufficienza della documentazione antica.
La situazione è diversa nella liturgia romana contemporanea: il Martirologio Romano inserisce Gilberto il 17 ottobre con il titolo di beatus. La sua memoria liturgica è quindi attualmente attestata, mentre non è documentata una specifica data di beatificazione pontificia paragonabile alle beatificazioni moderne.
La confusione con Gilberto di Hoyland
La tradizione biografica di Gilberto di Cîteaux è stata complicata dalla presenza di un altro importante cistercense inglese, Gilberto di Hoyland. Quest'ultimo fu abate di Swineshead e autore di una vasta serie di sermoni sul Cantico dei Cantici, proseguendo l'opera lasciata incompiuta da san Bernardo di Clairvaux. La somiglianza dei nomi e l'appartenenza allo stesso ambiente monastico produssero attribuzioni letterarie errate già nella storiografia antica.
Curiosità
- Il soprannome 'il Grande' è tradizionalmente associato a Gilberto per la sua cultura e autorevolezza, ma una fonte cistercense moderna osserva che la motivazione del titolo non è chiaramente documentata nelle fonti contemporanee.
- Gilberto fu contemporaneo di alcuni dei principali protagonisti della cultura cistercense del XII secolo e guidò Cîteaux durante una fase decisiva dei rapporti tra l'Ordine, il papato e le monarchie europee.
- Un manoscritto medievale proveniente dalla tradizione di Cîteaux testimonia l'importanza attribuita dall'abbazia alla conservazione delle vite dei santi dell'Ordine. La Biblioteca municipale di Digione conserva infatti un antico leggendario cistercense in cinque volumi, originario dell'abbazia di Cîteaux.
Cronologia
- 1143 - Gilberto è attestato come abate di Ourscamp.
- maggio 1163 - Gilberto succede a Fastrède come abate di Cîteaux e assume la guida generale dell'Ordine.
- 1164 - Il capitolo generale di Cîteaux interviene nella definizione della posizione dell'Ordine di Calatrava.
- 1165 - Gilberto ottiene da papa Alessandro III un provvedimento relativo all'esenzione dei Cistercensi dalla giurisdizione episcopale.
- 1166 - Gilberto è coinvolto nella controversia relativa alla permanenza di Thomas Becket presso Pontigny.
- maggio 1167 - Gilberto conclude un accordo con il capitolo di Autun.
- 17 ottobre 1167 - Data della morte secondo la cronotassi cistercense e una parte della storiografia.
- 17 ottobre 1168 - Data della morte secondo il Martirologio Romano e altre tradizioni liturgiche.
Valutazione storico-critica
- L'identità di Gilberto come monaco cistercense di origine inglese, abate di Ourscamp e successivamente abate di Cîteaux è ben attestata.
- La successione alla guida di Cîteaux nel 1163 è sicura; la numerazione come nono abate risulta dalla cronotassi che comprende Guy de Trois-Fontaines, mentre alcune fonti più antiche lo indicano come ottavo.
- La data della morte rimane controversa. Il 17 ottobre è costantemente associato alla sua memoria, mentre l'anno oscilla tra 1167 e 1168. La tradizione liturgica romana attuale utilizza il 1168.
- Anche il luogo della morte presenta una divergenza significativa: il Martirologio Romano indica Tolosa, mentre altre fonti storiche e cistercensi collocano la morte a Cîteaux. La documentazione non consente di considerare definitivamente risolta la questione.
- Il rapporto con Thomas Becket è storicamente documentato, ma la formula tradizionale del 'difensore' deve essere compresa nel contesto della complessa posizione dell'Ordine cistercense, sottoposto alle pressioni di Enrico II e preoccupato per la sicurezza delle proprie comunità.
- Le attribuzioni letterarie sono in parte incerte. Le tre lettere a Luigi VII sono tradizionalmente attribuite a Gilberto di Cîteaux, mentre altre opere teologiche furono assegnate al suo nome in epoca successiva. La confusione con Gilberto di Hoyland ha avuto un ruolo rilevante nella trasmissione delle attribuzioni.
- Il titolo di beato è attestato nell'attuale Martirologio Romano, ma non risulta documentata una specifica procedura moderna di beatificazione. Le fonti bollandiste antiche avevano già rilevato l'insufficienza della documentazione relativa all'antico culto.
- Non sono documentati con sufficiente sicurezza luogo di nascita, data di nascita, famiglia d'origine, studi giovanili, reliquie autentiche e patronati specifici.
Fonti e bibliografia essenziale
- G. R. Evans, 'Gilbert [called Gilbert the Great] (d. 1167)', Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, 2004.
- C. L. Kingsford, 'Gilbert the Great', Dictionary of National Biography, 1885-1900, vol. 21, pp. 319-320.
- L. A. Desmond, 'Becket and the Cistercians', Canadian Catholic Historical Association Report, 1968.
- Acta Sanctorum, 17 ottobre, commento a Gilberto, abate di Cîteaux.
- Biographia Cisterciensis, voce 'Gilbert von Cîteaux', con la cronotassi di Ourscamp e Cîteaux e il riferimento bibliografico a G. R. Evans.
- Biblioteca municipale di Digione, manoscritti 638-642, Vitae sanctorum, leggendario dell'abbazia di Cîteaux.
