Sant' Asclepiade
Vescovo di Antiochia
Festa: 18 ottobre
Nascita-morte: † Antiochia di Siria, Siria romana, 217 circa
Nascita - morte:
† Antiochia di Siria, Siria romana, 217 circa
Festa:
18 ottobre
Etimologia:
Dal greco Ἀσκληπιάδης, derivato da Ἀσκληπιός, Asclepio, con il suffisso patronimico -ίδης, con il significato di 'discendente di Asclepio' o 'figlio di Asclepio'.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera A
Calendario: I santi del 18 ottobre
Martirologio Romano
Fu vescovo di Antiochia di Siria nei primi decenni del III secolo ed è una delle figure episcopali della Chiesa antiochena meglio attestate per il periodo immediatamente successivo alla persecuzione di Settimio Severo, pur conoscendone soltanto pochi elementi biografici. La testimonianza più antica e autorevole è quella di Eusebio di Cesarea, che lo presenta come successore del vescovo Serapione e come uno dei cristiani che si erano distinti nella confessione della fede durante la persecuzione. Eusebio conserva inoltre una lettera di Alessandro di Gerusalemme alla Chiesa di Antiochia, nella quale l'elezione di Asclepiade viene lodata come scelta di un uomo particolarmente qualificato nella fede. Dopo la sua morte gli succedette Fileto. La cronologia dell'episcopato non è perfettamente determinabile: la ricostruzione più diffusa lo colloca all'incirca tra il 211 e il 217. La memoria liturgica occidentale, fissata al 18 ottobre, gli attribuì per secoli anche il titolo di martire; la formulazione attuale del Martirologio Romano, invece, lo ricorda più prudentemente come vescovo e confessore della fede durante la persecuzione.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
La fonte fondamentale è la Historia ecclesiastica di Eusebio di Cesarea. Nel libro VI, Eusebio riferisce che, morto Serapione, Asclepiade gli succedette come vescovo della Chiesa di Antiochia. Lo storico aggiunge immediatamente che Asclepiade si era già distinto tra i confessori durante la persecuzione. Il termine utilizzato da Eusebio è importante: egli non descrive la morte di Asclepiade come un martirio, ma ne sottolinea la confessione della fede durante una precedente persecuzione.
La testimonianza di Alessandro di Gerusalemme
Eusebio conserva anche una testimonianza particolarmente significativa sull'elezione di Asclepiade. Alessandro, allora vescovo di Gerusalemme e detenuto a causa della persecuzione, scrisse alla comunità di Antiochia per congratularsi della scelta. Nella lettera definiva Asclepiade un uomo eminente per la sua fede e manifestava la propria soddisfazione per il suo ingresso alla guida della Chiesa antiochena.
La lettera era stata affidata al presbitero Clemente, che aveva rapporti con le comunità cristiane dell'area. La testimonianza di Alessandro costituisce quindi una conferma indipendente, conservata da Eusebio, dell'esistenza di Asclepiade e della sua elezione episcopale.
La persecuzione sotto Settimio Severo
Il riferimento di Eusebio alla confessione di Asclepiade si colloca nel contesto delle persecuzioni che interessarono diverse comunità cristiane durante il regno di Settimio Severo. Non sono però conservati dati sufficienti per ricostruire le circostanze personali della sua confessione: non sono noti un arresto, una condanna, torture o una specifica forma di detenzione.
Per questo motivo non è possibile ricostruire una passione individuale. Il dato storico sicuro è che Asclepiade appartenne al gruppo dei confessori della fede durante la persecuzione e che, successivamente, assunse la guida della Chiesa di Antiochia.
La cronologia dell'episcopato
La data d'inizio dell'episcopato è stata tradizionalmente collocata nel 211, primo anno dell'imperatore Caracalla, sulla base della cronaca di Eusebio. La trasmissione del Chronicon presenta però problemi testuali e cronologici, con diverse letture degli anni attribuiti all'elezione di Asclepiade.
Anche la data della morte non è del tutto certa. Eusebio, nel capitolo XXI del libro VI della Historia ecclesiastica, colloca la successione di Fileto nel quadro cronologico compreso tra il regno di Macrino e quello di Alessandro Severo. Gli studi cronologici antichi e moderni hanno proposto date differenti, ma la ricostruzione che pone la morte di Asclepiade intorno al 217 e l'episcopato all'incirca tra il 211 e il 217 rimane una delle più coerenti con le testimonianze eusebiane.
La successione di Fileto
Dopo la morte di Asclepiade, la sede di Antiochia passò a Fileto. Eusebio lo afferma esplicitamente nel libro VI della Historia ecclesiastica. La successione costituisce il principale punto di riferimento per stabilire la fine dell'episcopato di Asclepiade, anche se la cronologia assoluta rimane discussa.
La memoria liturgica
La memoria di Asclepiade compare nei martirologi occidentali medievali. La sua celebrazione al 18 ottobre è attestata nella tradizione dei martirologi latini e fu successivamente recepita nel Martirologio Romano.
La tradizione medievale, in particolare attraverso Adone di Vienne e Usuardo, sviluppò la sua identificazione come martire. Gli studiosi dei Bollandisti rilevarono tuttavia già in epoca moderna la difficoltà di conciliare tale attribuzione con la testimonianza di Eusebio, che parla di Asclepiade come confessore e non documenta una morte violenta. Il Martirologio Romano nella sua forma attuale ha abbandonato l'esplicito titolo di martire e lo ricorda come uno degli insigni confessori della fede al tempo della persecuzione.
Confessore e martire
La distinzione tra confessore e martire è centrale per la corretta ricostruzione della figura di Asclepiade. Eusebio, fonte del III-IV secolo e principale testimone antico, afferma che Asclepiade si distinse nella confessione della fede durante la persecuzione, ma non riferisce che fosse stato ucciso.
La tradizione latina successiva trasformò progressivamente questa memoria in quella di un martire. I Bollandisti, analizzando le fonti antiche e i martirologi, notarono inoltre la possibilità di una confusione con un altro Asclepiade, compagno di san Pionio a Smirne durante la persecuzione di Decio. Quest'ultimo è effettivamente ricordato nelle fonti agiografiche come martire di Smirne, ma non deve essere identificato con il vescovo di Antiochia.
L'omonimo compagno di Pionio
Un diverso Asclepiade compare negli Atti del martirio di Pionio e nella tradizione liturgica relativa ai martiri di Smirne. Egli fu arrestato insieme a Pionio e Sabina durante la persecuzione di Decio e appartiene a un contesto cronologico e geografico diverso da quello del vescovo antiocheno.
La coincidenza del nome contribuì probabilmente alla sovrapposizione delle tradizioni. La distinzione è storicamente necessaria: il vescovo Asclepiade appartiene alla Chiesa di Antiochia e alla generazione delle persecuzioni di Settimio Severo; l'omonimo di Smirne appartiene invece alla persecuzione deciana della metà del III secolo.
Curiosità
- Il nome Asclepiade è un antico nome greco derivato da Asclepio e dal suffisso patronimico -ίδης; era già utilizzato nel mondo greco prima dell'età cristiana.
- La più antica testimonianza conservata che collega direttamente Asclepiade alla sede di Antiochia proviene dalla Historia ecclesiastica di Eusebio di Cesarea.
- La memoria liturgica del vescovo antiocheno al 18 ottobre non deve essere confusa con quella dell'omonimo martire di Smirne associato a Pionio.
Cronologia
- circa 200-211 - Asclepiade si distingue tra i confessori della fede durante la persecuzione, prima della sua elezione episcopale.
- 211 circa - Succede a Serapione come vescovo della Chiesa di Antiochia secondo la cronologia tradizionalmente ricavata dal Chronicon di Eusebio.
- 211 circa - Alessandro di Gerusalemme, mentre è detenuto durante la persecuzione, invia alla Chiesa di Antiochia una lettera nella quale saluta l'elezione di Asclepiade.
- 217 circa - Muore Asclepiade; Fileto gli succede sulla sede episcopale di Antiochia. La data rimane approssimativa.
- Età medievale - Asclepiade compare nei martirologi latini al 18 ottobre; alcune redazioni lo qualificano come martire.
Valutazione storico-critica
- Identità: Asclepiade, vescovo di Antiochia, è storicamente distinto dall'omonimo compagno di Pionio, martire di Smirne durante la persecuzione di Decio. La coincidenza del nome ha favorito una successiva sovrapposizione delle tradizioni.
- Fonti: La testimonianza principale è Eusebio di Cesarea, che riferisce sia la successione di Serapione sia quella successiva di Fileto e conserva la lettera di Alessandro di Gerusalemme relativa all'elezione di Asclepiade.
- Biografia: Le informazioni certe sono limitate all'attività episcopale ad Antiochia e alla sua precedente confessione della fede durante la persecuzione. Non sono documentati famiglia, nascita, formazione, ordinazione sacerdotale o altri episodi biografici.
- Cronologia: L'inizio dell'episcopato è tradizionalmente collocato intorno al 211, mentre la morte è generalmente posta intorno al 217. La cronologia antica presenta però divergenze e non consente di stabilire con certezza assoluta gli estremi dell'episcopato.
- Martirio: Eusebio parla di Asclepiade come confessore della fede, senza descriverne il martirio. L'esplicita qualificazione come martire appartiene alla tradizione martirologica successiva ed è stata messa in discussione dai Bollandisti.
- Culto: La memoria del 18 ottobre è attestata nella tradizione dei martirologi latini e nel Martirologio Romano. La formulazione attuale privilegia la qualifica di confessore della fede.
- Stato canonico: La venerazione appartiene alla tradizione antica della Chiesa e non è legata a una moderna procedura individuale di beatificazione o canonizzazione.
Fonti e bibliografia essenziale
- Eusebio di Cesarea, Historia ecclesiastica, VI, 11: testimonianza antica sull'elezione di Asclepiade alla sede di Antiochia e sulla sua precedente confessione della fede durante la persecuzione.
- Eusebio di Cesarea, Historia ecclesiastica, VI, 21: testimonianza sulla successione di Fileto ad Asclepiade e principale riferimento per la cronologia relativa della sua morte.
- Girolamo, De viris illustribus, 38: testimonianza relativa alla lettera di Alessandro di Gerusalemme sull'ordinazione di Asclepiade, conservata nella tradizione eusebiana.
- Acta Sanctorum, 18 ottobre, De sancto Asclepiade episcopo Antiocheno: analisi delle testimonianze eusebiane, dei martirologi e delle principali questioni cronologiche e agiografiche.
- Louis Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, per il metodo di critica delle successioni episcopali antiche; per Antiochia, Adolf Harnack, Die Zeit des Ignatius und die Chronologie der Antiochenischen Bischöfe, studio sulla cronologia dei vescovi antiocheni.
