Nascita - morte:
† Ostia, Lazio, III sec.
Festa:
19 ottobre
Etimologia:
Dal greco antico Ἀστέριος, derivato da ἀστήρ, 'stella', con il significato di 'stellato' o 'relativo alle stelle'.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera A
Calendario: I santi del 19 ottobre
Martirologio Romano
E' un martire cristiano venerato a Ostia, la cui memoria appartiene alla più antica tradizione martirologica della Chiesa romana. Il suo nome compare nel Martirologio Geronimiano al 19 ottobre con una semplice indicazione topografica, 'in Hostia Asteri', e la memoria è collegata a una basilica ostiense dedicata a un martire Asterio, già attestata nel IV secolo. Questi elementi rendono storicamente solida l'esistenza di un culto antico ad Ostia, mentre la ricostruzione della vita e del martirio rimane problematica. Le passioni medievali hanno infatti sovrapposto almeno due tradizioni: una presenta Asterio come presbitero romano che avrebbe sepolto papa Callisto I e sarebbe stato poi gettato nel Tevere sotto Alessandro Severo; un'altra lo presenta come un personaggio convertito al cristianesimo sotto Claudio II il Gotico e martirizzato con la propria famiglia. Le due narrazioni non sono conciliabili cronologicamente e non possono essere assunte senza distinzione come la biografia di un'unica persona.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le testimonianze più antiche non conservano una biografia di Asterio (Asterius, Austerius, Austeri), ma attestano l'esistenza del suo culto. Il Martirologio Geronimiano registra il 19 ottobre la memoria di Asterio a Ostia, con varianti del nome quali Asteri e Austeri. La notizia è particolarmente importante perché appartiene a una tradizione martirologica antica e lega direttamente il personaggio alla città ostiense.
Un'ulteriore testimonianza risale alla seconda metà del IV secolo. Il Libellus precum di Faustinus e Marcellinus riferisce che il presbitero Macario, morto a Ostia intorno al 383 dopo essere stato esiliato, fu sepolto dal vescovo Florentius nella basilica del martire Asterio. La notizia dimostra che a quella data esisteva già a Ostia una basilica riconosciuta come luogo di culto di un martire chiamato Asterio.
La testimonianza della basilica è indipendente dalle passioni posteriori e costituisce uno degli elementi più importanti per la conoscenza storica di Asterio: alla fine del IV secolo la sua memoria era infatti sufficientemente consolidata da essere legata a un edificio di culto e a una sepoltura martiriale.
La tradizione del presbitero di Callisto
Una delle narrazioni più note collega Asterio a papa Callisto I e alla persecuzione sotto Alessandro Severo. Secondo le Gesta Callisti, Asterio sarebbe stato un presbitero romano che, insieme ad altri chierici, avrebbe recuperato di notte il corpo di Callisto dopo la sua morte e lo avrebbe sepolto nel cimitero di Calepodio, sulla via Aurelia. Gli atti collocano questa sepoltura il 14 ottobre.
Dopo la sepoltura di Callisto, secondo la stessa narrazione, Asterio sarebbe stato arrestato per ordine dell'imperatore Alessandro Severo e gettato dal ponte Sublicio nel Tevere. Il suo corpo sarebbe stato trasportato dalle acque fino a Ostia, dove alcuni cristiani lo avrebbero recuperato e sepolto. La Passio colloca la sepoltura il 21 ottobre 222.
Questa tradizione presenta però difficoltà cronologiche e testuali. Il Martirologio Geronimiano colloca infatti la memoria di Asterio a Ostia il 19 ottobre, mentre gli atti di Callisto conducono al 21 ottobre. Gli stessi Acta Sanctorum rilevano che il computo dei giorni contenuto nella Passio Callisti è problematico e che la data del 21 ottobre potrebbe essere derivata da un'interpretazione errata della successione degli eventi.
Inoltre, la documentazione antica sul culto di Asterio ad Ostia è anteriore alla piena elaborazione delle passioni e non permette di identificare con certezza il martire venerato nella basilica con il presbitero romano degli atti di Callisto.
La seconda tradizione agiografica
Una diversa tradizione compare nella Passio sanctorum Marii, Marthae et filiorum. Qui Asterio appartiene a un ambiente familiare e sociale differente ed è collocato sotto Claudio II il Gotico, quindi circa mezzo secolo dopo la morte di Callisto. Il racconto lo presenta come un personaggio di rilievo nella cerchia del prefetto Calpurnio. Entrato in contatto con il presbitero Valentino, avrebbe aderito al cristianesimo insieme alla propria famiglia.
La passione descrive quindi la deportazione di Asterio e della sua famiglia a Ostia, dove sarebbero stati consegnati al giudice Gelasio. Il racconto comprende l'esposizione alle fiere, il tentativo di bruciarli e infine la condanna a morte fuori dalle mura della città. Questi episodi appartengono però a una narrazione agiografica tarda e non possono essere utilizzati come resoconto contemporaneo del martirio.
La stessa tradizione contiene elementi miracolosi, tra cui l'atteggiamento pacifico delle fiere e l'estinzione delle fiamme. Tali elementi hanno una funzione narrativa e teologica evidente nella passione e non dispongono di una conferma indipendente nelle fonti antiche relative al culto di Asterio.
La questione delle due figure
Le due principali tradizioni non possono essere fuse senza difficoltà. Il presbitero collegato a Callisto appartiene alla persecuzione dell'età di Alessandro Severo e viene fatto morire nel 222; l'Asterio della Passio di Mario e Marta è invece collocato sotto Claudio II il Gotico, il cui regno appartiene al 268-270. Anche le circostanze personali sono differenti.
Gli Acta Sanctorum affrontarono esplicitamente il problema e considerarono le due figure come personaggi distinti, osservando che l'Asterio della Passio di Mario e Marta presenta caratteristiche incompatibili con il presbitero che avrebbe sepolto Callisto.
La situazione storica più prudente è quindi quella di riconoscere un antico martire Asterio venerato a Ostia, senza attribuirgli automaticamente tutti gli episodi contenuti nelle diverse passioni.
Il culto nella tarda antichità
La basilica del martire Asterio è attestata documentalmente nel IV secolo. Nel Libellus precum, scritto da Faustinus e Marcellinus intorno al 383-384, il vescovo di Ostia Florentius vi fece trasferire il corpo del presbitero Macario. La basilica costituiva dunque un luogo di culto già consolidato nella comunità cristiana ostiense.
La memoria di Asterio compare inoltre nella tradizione martirologica occidentale. Il Martirologio Geronimiano conserva il 19 ottobre come giorno della sua memoria a Ostia, mentre alcuni martirologi medievali riportarono il nome con forme diverse, tra cui Austerius e Austeri.
La memoria medievale e le reliquie
La tradizione medievale relativa alle reliquie è complessa. Una notizia degli Acta Sanctorum riferisce che, intorno al 1159, a Ostia furono rinvenuti resti attribuiti ad Asterio insieme a quelli di altri martiri e che le reliquie furono deposte nella basilica di Sant'Aurea nella nuova Ostia.
Un'altra tradizione, riferita nelle fonti relative alle traslazioni romane, collega invece a papa Sergio II il trasferimento, nel IX secolo, di reliquie attribuite ad Asterio e a una figlia nella chiesa di San Martino ai Monti. Gli Acta Sanctorum manifestarono tuttavia dubbi sull'identificazione di quei resti con l'Asterio presbitero degli atti di Callisto.
Le diverse attribuzioni non consentono quindi di stabilire con sicurezza l'attuale collocazione delle reliquie autentiche del martire ostiense.
La testimonianza epigrafica del cimitero di Commodilla
Una delle testimonianze più significative per la data del culto è un'iscrizione del cimitero di Commodilla, sulla via Ostiense. L'iscrizione ricorda Paschasius, morto il 12 ottobre, specificando che la sua deposizione avvenne otto giorni prima del natale di Asterio. Il riferimento conduce al 19 ottobre e costituisce una testimonianza particolarmente importante per la cronologia antica del culto.
Questa iscrizione contribuisce a distinguere la memoria liturgica ostiense del 19 ottobre dalla data del 21 ottobre trasmessa dalla tradizione degli atti di Callisto.
La basilica del martire Asterio
La basilica dedicata ad Asterio era situata nell'area di Ostia e risulta già esistente nel IV secolo. La sua esistenza costituisce una testimonianza monumentale dell'antichità del culto, indipendente dai racconti agiografici che furono elaborati successivamente.
Le fonti medievali ricordano successivi interventi pontifici nell'area cultuale ostiense. La tradizione della basilica di Asterio si intrecciò progressivamente con quella della chiesa di Sant'Aurea, contribuendo alla perdita dell'identificazione originaria del luogo e delle reliquie.
Curiosità
- Il nome Asterio compare nelle fonti latine anche nelle forme Asterius e Austerius, mentre il Martirologio Geronimiano presenta diverse varianti testuali della stessa memoria.
- L'antichità del culto di Asterio è attestata non soltanto dai martirologi, ma anche dall'esistenza di una basilica a lui dedicata già nel IV secolo.
- La memoria del 19 ottobre è più antica della collocazione al 21 ottobre trasmessa dalla tradizione degli atti di Callisto. Gli Acta Sanctorum ritennero più probabile che il 21 ottobre fosse il risultato di un'interpretazione cronologica errata degli atti.
Cronologia
- III secolo - È collocabile in questo periodo l'esistenza del martire Asterio venerato a Ostia, mentre la sua data di nascita e le circostanze precise della sua vita non sono documentate.
- 222 circa - Gli atti di Callisto collocano in questo periodo il martirio del presbitero Asterio gettato dal ponte Sublicio e il ritrovamento del suo corpo a Ostia. L'identificazione di questo personaggio con il martire ostiense del 19 ottobre rimane discussa.
- 268-270 - La Passio sanctorum Marii, Marthae et filiorum colloca sotto Claudio II il Gotico una diversa vicenda di Asterio, presentato come convertito al cristianesimo e martire con la propria famiglia.
- IV secolo - A Ostia esiste una basilica dedicata al martire Asterio. La basilica è ricordata nel Libellus precum in relazione alla sepoltura del presbitero Macario.
- IV-V secolo - Il Martirologio Geronimiano conserva al 19 ottobre la memoria di Asterio ad Ostia, attestando l'antichità della sua celebrazione.
- 12 ottobre, data non precisabile - Un'iscrizione del cimitero di Commodilla ricorda la deposizione di Paschasius otto giorni prima del natale di Asterio, fornendo un'importante testimonianza per la celebrazione del 19 ottobre.
- Medioevo - La memoria di Asterio continua a essere trasmessa nei martirologi occidentali, con varianti onomastiche e differenti collocazioni cronologiche.
- 1159 circa - Una tradizione riferisce il rinvenimento a Ostia di reliquie attribuite ad Asterio insieme a quelle di altri martiri e la loro deposizione nella basilica di Sant'Aurea.
Valutazione storico-critica
- L'esistenza di un martire Asterio venerato a Ostia è solidamente attestata dalla memoria del Martirologio Geronimiano e dall'esistenza di una basilica a lui dedicata già nel IV secolo.
- La data del 19 ottobre possiede una documentazione antica particolarmente significativa. Essa compare nel Martirologio Geronimiano ed è coerente con l'iscrizione del cimitero di Commodilla che colloca il natale di Asterio otto giorni dopo la deposizione di Paschasius del 12 ottobre.
- L'identificazione di Asterio con il presbitero che avrebbe sepolto papa Callisto I non è certa. La tradizione deriva dalle Gesta Callisti, mentre il culto ostiense è documentato indipendentemente da quella narrazione. La cronologia trasmessa dagli atti presenta inoltre difficoltà nel rapporto tra 19 e 21 ottobre.
- L'Asterio della Passio sanctorum Marii, Marthae et filiorum appare come una figura distinta nella tradizione agiografica. La sua collocazione sotto Claudio II il Gotico, la conversione insieme alla famiglia e il diverso racconto del martirio non sono conciliabili con la vicenda del presbitero associato a Callisto.
- I racconti del martirio con le fiere, il fuoco e la famiglia appartengono alla tradizione agiografica e non dispongono di conferma indipendente contemporanea. La loro presenza nella passione non consente di considerarli automaticamente dati biografici certi.
- Il culto è storicamente più sicuro della biografia. La basilica del martire Asterio attestata nel IV secolo e le antiche memorie martirologiche costituiscono elementi indipendenti dalle narrazioni agiografiche posteriori.
- Le reliquie attribuite ad Asterio presentano problemi di identificazione. Le tradizioni relative a Ostia e a Roma non permettono di stabilire con certezza che tutti i resti successivamente attribuiti ad Asterio appartengano allo stesso martire.
- Non sono documentati con sufficiente certezza i dati personali fondamentali, quali luogo e data di nascita, genitori, età, formazione, professione precedente al presunto ministero presbiterale e circostanze storiche precise del martirio.
- La memoria liturgica del 19 ottobre costituisce il dato cultuale oggi riferito ad Asterio di Ostia, mentre la tradizione del 21 ottobre deriva dalla complessa trasmissione degli atti di Callisto.
Fonti e bibliografia essenziale
- Martyrologium Hieronymianum, memoria del 19 ottobre: 'In Hostia Asteri' e varianti testuali.
- Faustinus e Marcellinus, Libellus precum, circa 383-384, testimonianza della basilica del martire Asterio a Ostia.
- Gesta Callisti, BHL 1523, tradizione del presbitero Asterio collegato alla sepoltura di papa Callisto I.
- Passio sanctorum Marii, Marthae et filiorum, tradizione del martirio di Asterio sotto Claudio II il Gotico.
- Acta Sanctorum, ottobre, IX, pp. 11 ss., De S. Asterio seu Austerio martyre Ostiae.
- Acta Sanctorum, 21 ottobre, discussione critica sulla memoria di Asterio e sulla diversa cronologia del 19 e 21 ottobre.
- Francesco Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII, vol. II, Faenza, 1927, sezione relativa a Ostia e al martire Asterio.
- A. Canellis, ed., Libellus precum, Paris, 2006, testo e studio della tradizione di Faustinus e Marcellinus.
Biografia
A cura di Maria Vittoria Brandi
Vissuto in epoca incerta. I suoi atti, se mai sono esistiti, per l'imprecisato numero di redazioni e alterazioni, ne hanno sdoppiato la figura in due personaggi omonimi, entrambi vissuti nell'ambito del III sec., entrambi martiri, ma attraverso vicende assolutamente indipendenti. Il primo, secondo gli atti del papa Callisto, sarebbe stato quello dei 44 presbiteri ordinati da questo papa (Eusebio, Historia Ecclesiastica, VI, 43), che ne recuperò le spoglie dal pozzo e le seppellì nel cimitero di Calepodio, sulla via Aurelia, la vigilia delle idi di ottobre, il 14.
Sei giorni dopo Alessandro Severo l'avrebbe fatto precipitare dal ponte Sublicio. Il corpo sarebbe stato rinvenuto ad Ostia ed ivi seppellito il XII giorno prima delle calende di novembre, cioè il 21 ottobre del 222, primo anno d'impero di Alessandro (Acta SS. Octobris, IX, Bruxelles 1858, p. 7). Ma una iscrizione del cimitero di Commodilla, sulla via Ostiense, ricorda la depositio di un certo Paschasius il IV giorno prima delle idi di ottobre, cioè il 12, otto giorni prima della festa di sant' Asterio, che viene posta, come nel Martirologio Geronimiano, al 19 ottobre. Quindi, il dies natalis del presbitero Asterio, secondo la passio Callisti, sarebbe il 21 di ottobre, secondo l'iscrizione di cui sopra, il 19.
L'agiografo che compilò la Passio SS. Marii et Martae fece vivere Asterio una cinquantina d'anni più tardi, sotto l'imperatore Claudio II il Gotico e ne fece un princeps del prefetto Calpurnio, convertito e battezzato dal presbitero san Valentino. L'occasione di venire a contatto con una comunità cristiana gli era stata offerta dallo stesso prefetto, che, stimando la sua preparazione filosofica, gli aveva affidato il presbitero Valentino per indurlo all'apostasia: « ... si potuerit eum mollibus sermonibus humiliare... ». Valentino, invece, discettando sulla verità e sulla illuminazione divina, turbò a tal punto Asterio che questi gli raccomandò la figlia cieca; Valentino operò miracolosamente la guarigione:
« ... filiae eius visum precatione restituerat... » e Asterio «cum omni domo sua» chiese il battesimo e ricevette la cresima dal papa Callisto (!). A questo punto la vicenda di Asterio si collega alla vera e propria Passio SS. Marii et Martae tramite un motivo comunissimo all'agiografia dei martiri: quello delle visite. Infatti Mario e Marta si rifugiano nella sua casa e vi restano nascosti per più di un mese. Claudio li sorprende e li fa incarcerare. Alla consueta imposizione di sacrificare agli dèi Asterio risponde con accenti nobilissimi: «Sacrificent eis et cum eis pereant qui eorum similes sunt». Tutti, allora, sono inviati ad Ostia per esservi tormentati e uccisi. Il preside Gelasio fa avvolgere Asterio al cavalletto, poi con i compagni lo espone, invano, alle fiere e alle fiamme, finché lo fa decapitare, mentre gli altri sono lapidati o massacrati, fuori le mura di Ostia, il XV giorno prima delle calende di febbraio, cioè il 18 gennaio (Acta SS. Ianuarii, II, Venezia 1734, p. 190).
Dufourcq sostenne che il nome Asterio sia stato inventato per illustrare la famiglia di Turcius Rufius Apronianus Asterius, console nel 494; l'ipotesi si rivela inattendibile per essere il culto di Asterio molto più antico. Già nel Libellus Precum (ca. III-IV sec.) Faustino e Marcellino parlano di un prete Macario, morto in Ostia e seppellito nella basilica del martire Asterio. Della basilica abbiamo ulteriori notizie dal Liber Pontificalis (I, pp. 376-80) dove si dice che Sergio II la restaurò alla fine del VI sec., come circa un secolo dopo, Leone III (ibid., II, 14). Già in quest'epoca però la chiesa era intitolata a Sant'Aurea e di sant'Asterio s'era persa la memoria con le reliquie.

