Sant' Andrea in Crisi (o il Calibita)

Monaco

Festa: 20 ottobre

Nascita-morte: Kastron, Creta, Impero bizantino, VIII sec. - Costantinopoli, Impero bizantino, 20 ottobre 767

Nascita - morte:
Kastron, Creta, Impero bizantino, VIII sec. - Costantinopoli, Impero bizantino, 20 ottobre 767

Festa:
20 ottobre

Etimologia:
Dal greco Andréas, collegato ad andrós, 'uomo', 'virile', 'coraggioso'.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera A

Calendario: I santi del 20 ottobre

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

A Costantinopoli, sant’Andrea, detto in Crisi o Calibita, monaco e martire, che, nato nell’isola di Creta, più volte fustigato sotto l’imperatore Costantino Copronimo per il culto delle sacre immagini e sottoposto a tortura, morì precipitato tra le immondizie dalle mura della città.

E' presentato dalla tradizione bizantina come un monaco originario di Creta che, durante il regno dell'imperatore Costantino V, si oppose alla politica iconoclasta e morì a Costantinopoli per la difesa della venerazione delle immagini sacre. La tradizione colloca il suo martirio il 20 ottobre 767 e lo lega al Forum Bovis, dove sarebbe stato ucciso dopo essere stato sottoposto a violenze e trascinato per le vie della capitale. Il suo corpo sarebbe stato successivamente deposto nel luogo chiamato Krisis, dal quale deriva l'appellativo 'in Crisi'. La memoria di Andrea entrò nella tradizione liturgica bizantina e successivamente nel Martirologio Romano. La ricostruzione storica della sua figura presenta tuttavia problemi rilevanti: le principali narrazioni agiografiche sono posteriori agli eventi e uno studio specialistico ha individuato nella figura di Andrea in Crisi una possibile elaborazione agiografica fondata sulla vicenda di un altro Andrea, martirizzato a Blacherne negli anni 761-762.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Le fonti agiografiche presentano Andrea come originario di Creta e più precisamente collegano la sua vita monastica a un luogo chiamato Kastron. La Prosopografia dell'Impero bizantino registra Andrea come monaco attivo nell'VIII secolo e collega la sua biografia a Creta e successivamente a Costantinopoli. Non sono conosciuti l'anno di nascita, la famiglia, l'educazione e le circostanze precise della sua vocazione monastica.
L'appellativo 'Calibita' è tradizionalmente riferito alla sua vita ascetica in una piccola abitazione o capanna. Il termine greco kalybe indicava infatti una piccola capanna o dimora povera. Nel caso di Andrea, tuttavia, il significato preciso dell'appellativo e la sua relazione con una specifica fase della vita rimangono legati alla tradizione agiografica.

Il viaggio a Costantinopoli
Secondo le Vitae conservate, Andrea, venuto a conoscenza delle persecuzioni contro i sostenitori della venerazione delle immagini, lasciò Creta e si recò a Costantinopoli. Qui avrebbe raggiunto il palazzo di San Mamas, dove l'imperatore Costantino V trattava i suoi oppositori.
Le fonti agiografiche descrivono Andrea mentre affronta direttamente l'imperatore, difendendo la venerazione delle immagini cristiane. Il racconto appartiene al genere delle narrazioni di martirio elaborate nel contesto della memoria iconofila successiva alla fine dell'iconoclastia. La prima Vita conservata, BHG 111, è trasmessa in un manoscritto dell'XI secolo, mentre il suo archetipo risale probabilmente al X secolo. Esiste inoltre una seconda versione, BHG 112, nella tradizione metafrastica.

Il martirio
La tradizione riferisce che Andrea fu arrestato e sottoposto a violenze dopo aver difeso davanti all'imperatore il culto delle immagini. Sarebbe stato successivamente condotto attraverso le strade di Costantinopoli e trascinato fino al Forum Bovis, dove sarebbe morto il 20 ottobre.
Le fonti agiografiche attribuiscono la morte a un'aggressione compiuta nel Forum Bovis e riferiscono che il corpo fu abbandonato insieme ai cadaveri dei criminali. La Prosopografia dell'Impero bizantino registra questi elementi come appartenenti alla tradizione agiografica di Andrea, mentre la Prosopografia dell'Impero bizantino orientale collega la vicenda alle Passiones BHG 111 e BHG 112.
Il Martirologio Romano conserva una versione sintetica della tradizione: Andrea, nato a Creta, sarebbe stato più volte fustigato sotto Costantino V per la difesa delle sacre immagini e infine sarebbe morto dopo essere stato precipitato tra le immondizie dalle mura della città.

La sepoltura a Krisis
Secondo la tradizione agiografica, dopo la morte il corpo fu abbandonato in un luogo destinato ai cadaveri degli emarginati. Alcuni fedeli lo avrebbero poi recuperato e sepolto in un luogo chiamato Krisis. Da questo toponimo sarebbe derivato il titolo 'Andrea in Crisi'.
Il luogo di Krisis era effettivamente associato a un importante complesso monastico di Costantinopoli. La chiesa oggi identificata con la moschea Koca Mustafa Pascià conserva la memoria del monastero di Sant'Andrea in Krisei. Le vicende della fondazione del complesso sono però più antiche e complesse della tradizione relativa al martire: il monastero era originariamente collegato al culto dell'apostolo Andrea e soltanto in seguito fu associato in modo particolare ad Andrea di Creta.

Le fonti agiografiche
La tradizione relativa ad Andrea è conosciuta soprattutto attraverso due testi greci classificati nella Bibliotheca Hagiographica Graeca come BHG 111 e BHG 112. Entrambi sono conservati negli Acta Sanctorum, ottobre, volume VIII, alle pagine 135-142 e 142-149.
La tradizione BHG 111 presenta una narrazione della persecuzione e del martirio, mentre BHG 112 rappresenta una versione metafrastica della vicenda. La distanza cronologica tra gli eventi narrati e i testi conservati impone cautela nell'utilizzare questi racconti come testimonianze dirette del martirio. La letteratura specialistica considera inoltre significativa la funzione che la figura di Andrea assunse nella costruzione della memoria iconofila del monastero di Krisis.

Andrea in Crisi e Andrea di Gortina
Andrea in Crisi non deve essere identificato con sant'Andrea di Creta, arcivescovo di Gortina, celebre autore di inni e omelie e morto nella prima metà dell'VIII secolo. La presenza di due santi omonimi originari di Creta ha favorito confusioni nella tradizione successiva e anche nell'identificazione di alcune raffigurazioni medievali. Studi iconografici specifici hanno dimostrato che i culti dei due Andrea si svilupparono parallelamente e che la loro identificazione non è sempre stata mantenuta correttamente nelle rappresentazioni medievali.

Il problema dell'identità storica
La questione più rilevante riguarda l'effettiva storicità della figura così come viene descritta dalle Vitae. Dirk Krausmüller ha sostenuto che Andrea in Crisi possieda un'origine storica, ma diversa da quella proposta dalla tradizione agiografica: la figura sarebbe stata costruita a partire dal martirio di Andrea di Blacherne, ucciso insieme ad altri compagni negli anni 761-762. Secondo questa interpretazione, la tradizione del monastero di Krisis avrebbe successivamente trasformato e rielaborato una memoria martiriale preesistente, collegandola al proprio ambiente e alla causa iconofila.
Questa interpretazione non elimina l'importanza storica del culto di Andrea in Crisi, ma distingue la storia della venerazione dalla ricostruzione tradizionale della sua vita. La figura venerata a Krisis ebbe infatti una funzione significativa nella memoria religiosa della controversia sulle immagini, anche se la sua biografia individuale non può essere ricostruita con la stessa sicurezza di quella di altri protagonisti dell'epoca.

Il culto
Il culto di Andrea è attestato nella tradizione liturgica bizantina e fu inserito anche nella tradizione del Menologion metafrastico. La sua memoria compare inoltre nel Martirologio Romano, che lo celebra il 20 ottobre.
La presenza del monastero di Sant'Andrea in Krisei costituisce un elemento importante per la storia del culto. La tradizione medievale collegò strettamente il luogo alla memoria del martire e alla conservazione delle sue presunte reliquie. Non è tuttavia possibile stabilire con sicurezza la sorte delle reliquie dopo la fine dell'Impero bizantino.

Curiosità
- L'appellativo 'in Crisi' non indica una località dell'isola di Creta, ma è collegato al luogo di Costantinopoli chiamato Krisis, dove la tradizione collocava la sepoltura del martire.
- La forma 'Calibita' è legata al greco kalybe, 'capanna' o 'piccolo tugurio', e appartiene alla terminologia tradizionale usata per alcuni asceti che conducevano una vita in condizioni di estrema povertà.
- Le fonti relative ad Andrea in Crisi comprendono due distinte Passiones greche, BHG 111 e BHG 112, entrambe pubblicate negli Acta Sanctorum.

Cronologia
- VIII secolo - Andrea nasce a Creta e conduce vita monastica a Kastron, secondo la tradizione agiografica.
- 761-762 - Martirio di Andrea di Blacherne, figura individuata da Dirk Krausmüller come possibile antecedente storico della successiva tradizione di Andrea in Crisi.
- 767 - La tradizione colloca in questo anno il viaggio di Andrea a Costantinopoli e il suo martirio.
- 20 ottobre 767 - Secondo la tradizione agiografica, Andrea muore a Costantinopoli nel Forum Bovis.
- IX-X secolo - Si sviluppa la memoria liturgica e agiografica di Andrea nel contesto della restaurazione del culto delle immagini.
- X secolo - Risale probabilmente a questo periodo l'archetipo della Vita conservata come BHG 111.
- Seconda metà del X secolo - Viene elaborata la versione metafrastica BHG 112.
- XI secolo - È attestato il manoscritto della Vita BHG 111 conservato a Parigi, il cui archetipo risale probabilmente al X secolo.
- Età bizantina - Il monastero di Sant'Andrea in Krisei diviene uno dei principali luoghi associati al culto del martire.

Valutazione storico-critica
- L'esistenza di un culto bizantino di Andrea in Crisi è storicamente attestata, così come l'esistenza di una tradizione agiografica che lo presenta come monaco cretese e martire dell'iconoclastia.
- La ricostruzione dettagliata del suo martirio dipende principalmente da fonti agiografiche posteriori agli eventi. BHG 111 e BHG 112 costituiscono testimonianze importanti per la storia del culto, ma non possono essere considerate testimonianze contemporanee dirette del martirio.
- La data del 20 ottobre 767 appartiene alla tradizione agiografica e liturgica ed è recepita dal Martirologio Romano; la certezza storica della biografia individuale alla quale tale data viene riferita è invece oggetto di discussione.
- La principale difficoltà riguarda l'identificazione del personaggio. L'ipotesi di Dirk Krausmüller collega la figura di Andrea in Crisi al martirio di Andrea di Blacherne del 761-762 e interpreta la successiva tradizione come una rielaborazione legata al monastero di Krisis.
- La tradizione relativa ad Andrea in Crisi non deve essere confusa con quella di Andrea di Gortina, arcivescovo di Creta. Le fonti prosopografiche e gli studi sull'iconografia confermano l'esistenza di due figure distinte e documentano la frequente sovrapposizione delle loro identità nella tradizione successiva.
- Il culto di Andrea è strettamente legato alla memoria bizantina della difesa delle immagini sacre. La sua figura acquisì particolare rilievo nel monastero di Krisis dopo la restaurazione del culto delle immagini, mentre la consistenza storica della biografia trasmessa dalle Vitae rimane discussa.
- La sorte delle reliquie attribuite ad Andrea dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453 non è documentata con certezza. L'associazione medievale delle reliquie con Krisis appartiene alla storia del culto, ma non consente di stabilire l'autenticità materiale dei resti oggi eventualmente attribuiti al martire.

Fonti e bibliografia essenziale
- Passio Andreae in Crisi, BHG 111, in Acta Sanctorum, Octobris VIII, pp. 135-142.
- Passio Andreae in Crisi, BHG 112, in Acta Sanctorum, Octobris VIII, pp. 142-149.
- Martyrologium Romanum, memoria di sant'Andrea in Crisi al 20 ottobre.
- Krausmüller, Dirk, 'The Identity, the Cult and the Hagiographical Dossier of Andrew in Crisi', Rivista di Studi Bizantini e Neoellenici, 43, 2006, pp. 57-86.
- Pavlović, Dragana, 'Le culte et l'iconographie des deux st. André de Crète', Zbornik radova Vizantološkog instituta, 2012.
- Brubaker, Leslie, Haldon, John, Byzantium in the Iconoclast Era (ca 680-850): The Sources. An Annotated Survey, Birmingham, 2001.
- Prosopographie der mittelbyzantinischen Zeit, Andreas, PMBZ 399, con le attestazioni relative ad Andrea in Crisi.
- Prosopography of the Byzantine Empire, Andreas 55, con le fonti relative alla Passio Andreae in Crisei e alla tradizione del martirio.

Biografia

A cura di Mario Salsano

Nacque a Creta nel sec. VIII e sin dalla gioventù praticò una vita ascetica tanto dura da meritarsi l'appellativo di «colui che vive in un tugurio», con cui talvolta è distinto dall'omonimo Andrea di Gortina, morto verso il 740. È dubbio se Andrea fu stilita in Creta, ma è certo che fu monaco o anacoreta. Al tempo della persecuzione dell'imperatore iconoclasta Costantino V Copronimo, Andrea, recatosi nel 767 a Costantinopoli, entrò nel palazzo di San Mamante, dove Costantino giudicava i cultori delle immagini, e apostrofò arditamente l'imperatore con queste parole: «Tu dici, o imperatore, che noi adoriamo idoli; ma noi adoriamo e veneriamo queste icone perché fatte a immagine e somiglianza di Dio, che per noi si è fatto uomo». Costantino, non essendo riuscito a competere con Andrea sulla dottrina, ordinò che il monaco fosse rinchiuso in carcere, dopo averlo fatto crudelmente flagellare. L'indomani Andrea fu condotto dinnanzi all'imperatore e, non piegandosi né a blandizie, né a minacce, venne abbandonato alla furia della plebaglia. Battuto a sangue per le vie di Costantinopoli, Andrea fu trascinato nel Forum Bovis (piazza che prendeva il nome da un camino bronzeo in forma di bue, in cui, secondo la tradizione, fu arso vivo il martire Antipa) e qui fu linciato, dopo che un pescatore gli aveva troncato il piede destro. Questo avvenne il 20 ottobre 767 e il corpo di Andrea fu gettato in una fossa comune nel cimitero chiamato «Pelagio» in turpe compagnia di pagani e assassini. Nottetempo però alcuni fedeli trafugarono la salma di Andrea, riconoscendola miracolosamente tra tante altre, e le diedero decorosa sepoltura in un luogo detto "Krisis", donde l'appellativo «in Crisi», e là sorse ben presto un monastero a lui dedicato.
Non sappiamo che fine abbiano fatto le reliquie di Andrea, dopo che i turchi conquistarono Costantinopoli (1453). La Chiesa latina festeggia Andrea il 17 ottobre, mentre nella Chiesa greca Andrea è celebrato il 17, 19 e 20 ottobre da solo e il 28 novembre assieme a santo Stefano junior, che è il più famoso martire della persecuzione di Costantino V. Di Andrea possediamo due Vitae, pubblicate entrambe negli Acta Sanctorum; l'una, anonima, fu scritta poco dopo la morte di Andrea, lungi da Costantinopoli, e, nella sua semplicità, è da considerarsi molto attendibile, mentre l'altra, opera di Simeone Metafraste, è meno accettabile per le amplificazioni leggendarie che l'autore, come è suo costume, spesso si concede.

Fonte: Bibliotheca Sanctorum

Aggiunto/modificato il 30 settembre 2026