Sant' Alderaldo di Troyes
Arcidiacono
Festa: 20 ottobre
Nascita-morte: Troyes, Aube, Francia, circa 950 - Villacerf, Aube, Francia, circa 1004
Nascita - morte:
Troyes, Aube, Francia, circa 950 - Villacerf, Aube, Francia, circa 1004
Festa:
20 ottobre
Categoria: I santi che iniziano con la lettera A
Calendario: I santi del 20 ottobre
Martirologio Romano
Fu canonico e arcidiacono della Chiesa di Troyes tra la fine del X e l'inizio dell'XI secolo. La sua figura è legata soprattutto alla riforma della vita canonicale nella diocesi e al pellegrinaggio in Terra Santa, durante il quale, secondo la sua Vita, subì una lunga prigionia presso i Saraceni. Tornato nella regione di Troyes, avrebbe portato con sé reliquie provenienti dai Luoghi Santi e promosso a Samblières, l'attuale Villacerf, la fondazione di un priorato dedicato al Santo Sepolcro. La fonte agiografica principale, la Vita sancti Aderaldi, è attribuita a un autore anonimo considerato vicino cronologicamente al santo, ma contiene numerosi elementi panegirici e non consente di verificare tutti gli episodi narrati. Un documento che reca la qualifica di arcidiacono permette tuttavia di collocare Alderaldo con sufficiente sicurezza nell'episcopato di Manassè di Troyes, tra il 982 e il 991. Il suo culto è attestato nella tradizione liturgica di Troyes e compare nel Martirologio Romano il 20 ottobre.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
La Vita di Alderaldo (Aderaldo, Adérald, Aderaldus, Adraldus, Adroldus, Adrolo, Alderaldus) lo presenta come originario di Troyes e appartenente a una famiglia agiata. Una tradizione successiva identifica i genitori nei nomi di Walon e Odrade e riferisce che il giovane fu affidato all'educazione di religiosi. Questi particolari appartengono tuttavia a una narrazione agiografica e non sono confermati indipendentemente da documenti contemporanei.
La stessa tradizione colloca la nascita verso la metà del X secolo. L'analisi dei Bollandisti consente di porre la sua nascita intorno alla metà del secolo, mentre la documentazione storica sicura lo presenta già inserito nel clero di Troyes nella seconda metà del X secolo.
Canonico e arcidiacono di Troyes
Alderaldo entrò nel clero della Chiesa di Troyes e divenne canonico. La fonte agiografica gli attribuisce una rigorosa osservanza della disciplina canonicale e una particolare attenzione alla vita comune dei chierici.
Un documento di donazione proveniente da Montier-en-Der, databile tra il 982 e il 991, reca la sua sottoscrizione con il titolo di arcidiacono. Questa attestazione costituisce il principale elemento documentario per collocare Alderaldo nel tempo e conferma il suo ruolo ecclesiastico durante l'episcopato di Manassè di Troyes. I Bollandisti collocano infatti la sua nomina all'arcidiaconato entro questo intervallo cronologico.
La Vita gli attribuisce un ruolo importante nella riforma del clero e delle comunità religiose della diocesi. Il suo intervento sarebbe stato rivolto in particolare al ripristino della disciplina canonicale, della vita comune e dell'osservanza delle consuetudini ecclesiastiche. Il Martirologio Romano conserva proprio questo aspetto della tradizione, ricordandolo come colui che diede lustro alla regola canonica mediante gli ammonimenti e l'esempio.
I pellegrinaggi
Secondo la Vita, Alderaldo compì numerosi pellegrinaggi a Roma e successivamente intraprese un viaggio in Terra Santa. Una tradizione agiografica posteriore parla di dodici pellegrinaggi a Roma, ma questo numero non trova una conferma documentaria indipendente.
Il viaggio verso la Palestina è invece inserito in una narrazione più ampia che trova riscontro nel contesto storico dei pellegrinaggi occidentali verso Gerusalemme intorno all'anno Mille. Una testimonianza della Vita colloca Alderaldo anche a Salerno durante il percorso verso Oriente. La sua presenza in Terra Santa è considerata dalla storiografia tra gli elementi principali della tradizione biografica, pur rimanendo difficile verificare nei dettagli l'itinerario.
La prigionia in Terra Santa
La Vita racconta che Alderaldo, durante il viaggio di ritorno o nel corso della permanenza in Oriente, fu catturato e tenuto prigioniero dai Saraceni. Il racconto presenta la prigionia come una prova della sua fedeltà alla disciplina ecclesiastica e insiste sulla sua volontà di non abbandonare le consuetudini della vita canonicale.
I particolari relativi ai pirati, ai diversi gruppi di carcerieri e alle torture subite appartengono alla narrazione agiografica e non sono verificabili attraverso testimonianze contemporanee indipendenti. Il nucleo della tradizione, cioè il pellegrinaggio in Terra Santa seguito dalla cattività, è invece conservato anche nell'elogio del Martirologio Romano.
Il ritorno e la fondazione di Samblières
Dopo il ritorno in area francese, Alderaldo avrebbe portato con sé numerose reliquie provenienti dalla Terra Santa. Tra queste la tradizione colloca un frammento associato al Santo Sepolcro di Gerusalemme. L'identificazione e l'autenticità di questa reliquia non possono essere stabilite con certezza storica.
A Samblières, località oggi denominata Villacerf, Alderaldo promosse quindi la fondazione di un priorato dedicato al Santo Sepolcro. Il luogo si trova nel territorio dell'attuale dipartimento dell'Aube, presso Troyes. La fondazione è ricordata dalla tradizione locale e dalla documentazione storica successiva relativa al priorato. Il villaggio assunse in seguito il nome di Saint-Sépulcre, conservato fino al XVII secolo, quando fu sostituito dall'attuale Villacerf.
La tradizione attribuisce ad Alderaldo il progetto di riprodurre nel territorio della diocesi di Troyes un santuario ispirato al Santo Sepolcro di Gerusalemme. Il priorato fu successivamente collegato alla tradizione cluniacense e divenne il centro principale della memoria del santo.
Morte
La data della morte non è completamente certa. Le diverse tradizioni oscillano tra il 1002 e il 1005. I Bollandisti, nel loro studio del XIX secolo, collocavano la morte dopo il 1000, mentre altre opere hanno adottato il 1002 o il 1004. La storiografia più recente continua a indicare un intervallo intorno al 1002-1005, con il 1004 come data tradizionalmente più diffusa.
Secondo la tradizione, Alderaldo morì presso il monastero del Santo Sepolcro di Samblières e fu sepolto nello stesso luogo. La memoria della sua sepoltura rimase legata a Villacerf per molti secoli.
Il culto e le reliquie
La memoria di Alderaldo è legata principalmente a Troyes e a Villacerf. L'Institut de recherche et d'histoire des textes inserisce Alderaldo tra i santi legati alla tradizione di Troyes, indicandolo come fondatore del priorato di Villacerf e associandolo alla festa del 20 ottobre.
Il suo culto è attestato nella tradizione liturgica locale e nella trasmissione dei martirologi. L'Acta Sanctorum del 1853 lo ricorda come arcidiacono e confessore di Troyes il 20 ottobre e dedica particolare attenzione alla fondazione del priorato del Santo Sepolcro, alle reliquie e alla memoria liturgica.
Nel 1791 le ossa attribuite ad Alderaldo furono trasferite dal priorato del Santo Sepolcro alla chiesa parrocchiale di Villacerf. Durante la Rivoluzione francese la cassa fu profanata e le ossa furono mescolate con altre. Nel 1802 furono nuovamente riconosciute, ma rimase l'incertezza sulla precisa identificazione dei singoli resti; per questo furono conservate in una cripta murata. Nel 1803 venne eretto un monumento commemorativo.
La fonte agiografica
La principale fonte narrativa è la Vita sancti Aderaldi, conservata nella tradizione manoscritta e pubblicata dai Bollandisti negli Acta Sanctorum, tomo VIII di ottobre, alle pagine 991-993. L'edizione ottocentesca considera l'autore anonimo vicino cronologicamente al santo e particolarmente informato sulla sua vita. La critica moderna ha tuttavia sottolineato il carattere panegirico della composizione, ricca di temi esemplari e povera di riferimenti cronologici puntuali. La Bibliotheca Sanctorum ha pertanto trattato con cautela i dati biografici derivati esclusivamente dalla Vita.
Curiosità
Il villaggio di Samblières, legato alla fondazione di Alderaldo, assunse il nome di Saint-Sépulcre in relazione al santuario e alle reliquie provenienti dalla Terra Santa; nel 1673 prevalse il nome di Villacerf.
Cronologia
- Circa 950 - Nascita di Alderaldo a Troyes, secondo la ricostruzione cronologica dei Bollandisti.
- 982-991 - Alderaldo è attestato come arcidiacono di Troyes durante l'episcopato di Manassè.
- Circa 1000 - Tradizionale pellegrinaggio di Alderaldo in Terra Santa; la Vita lo presenta anche come prigioniero dei Saraceni.
- Inizio XI secolo - Ritorno nella regione di Troyes e fondazione del priorato del Santo Sepolcro a Samblières, secondo la tradizione agiografica.
- Tra 1002 e 1005 - Morte di Alderaldo; il 1004 è la data tradizionalmente più diffusa.
- XII secolo - Il priorato e il luogo di Samblières risultano inseriti nella successiva organizzazione ecclesiastica e patrimoniale del territorio.
- Dal XIII secolo - Sono attestate più ampiamente le testimonianze del culto di Alderaldo nella diocesi di Troyes.
- 1791 - Le ossa attribuite ad Alderaldo vengono trasferite dal priorato del Santo Sepolcro alla chiesa parrocchiale di Villacerf.
- 1802 - Le reliquie vengono riconosciute e collocate in una cripta murata, a causa dell'incertezza sull'identificazione dei singoli resti.
- 1803 - Viene eretto un monumento sopra il luogo di conservazione delle reliquie.
Valutazione storico-critica
- Alderaldo è storicamente identificabile come canonico e arcidiacono di Troyes vissuto tra la fine del X e l'inizio dell'XI secolo. L'attestazione documentaria dell'arcidiaconato tra il 982 e il 991 costituisce il principale punto fermo cronologico.
- La Vita sancti Aderaldi è la fonte narrativa fondamentale, ma il suo carattere panegirico rende problematici molti particolari biografici. L'attribuzione dei nomi Walon e Odrade ai genitori, il numero dei pellegrinaggi a Roma e numerosi dettagli della prigionia appartengono alla tradizione agiografica e non risultano confermati da fonti contemporanee indipendenti.
- Il pellegrinaggio in Terra Santa costituisce uno degli elementi centrali della tradizione su Alderaldo ed è coerente con la documentazione storica sui pellegrinaggi occidentali verso Gerusalemme intorno all'anno Mille. I dettagli dell'itinerario e della cattività non sono invece verificabili nella loro interezza.
- La data della morte rimane discussa. Le fonti e i repertori oscillano tra il 1002 e il 1005, mentre il 1004 è la data maggiormente diffusa nella tradizione moderna. La certezza del solo anno 1004 non è quindi assoluta.
- Il culto è storicamente legato alla diocesi di Troyes e soprattutto a Villacerf. La memoria liturgica del 20 ottobre è attestata nei repertori agiografici e nel Martirologio Romano. La storia delle reliquie dopo la Rivoluzione è documentata, mentre la precisa identificazione dei resti oggi conservati rimane problematica.
Fonti e bibliografia essenziale
- Acta Sanctorum, Octobris tomus VIII, Bruxelles, 1853, pp. 980-995, commento storico e Vita sancti Aderaldi, pp. 991-993. La raccolta conserva la principale fonte agiografica e l'analisi critica tradizionale della cronologia, del culto e delle reliquie.
- Maria Vittoria Brandi, Aderaldo, Aderaldo, Adraldo, Adrolo, arcidiacono di Troyes, santo, in Bibliotheca Sanctorum, vol. I, Roma, 1961, coll. 748-749. Lo studio sottolinea il carattere panegirico della Vita e i limiti della sua utilizzazione come fonte storica.
- Institut de recherche et d'histoire des textes, repertorio dei santi francesi, voce Adérald, fondatore del priorato di Villacerf, festa 20 ottobre.
- F. Defer, Vie des saints du diocèse de Troyes, et histoire de leur culte jusqu'à nos jours, Troyes, 1865. Opera locale dedicata alla tradizione cultuale e alla storia delle reliquie di Alderaldo.
- Christianitas, n. 9, 2017, contributo sui pellegrinaggi in Terra Santa intorno all'anno Mille, con riferimento alla Vita sancti Aderaldi e alla sua attestazione a Salerno.
Biografia
A cura di Maria Vittoria Brandi
Si può tentare una ricostruzione della vita di Alderaldo localizzando gli elementi leggendari della tradizione manoscritta in un periodo storico indicato, anche se approssimativamente, da un documento di donazione redatto a Montierender. La sua Vita, infatti, si riduce ad un panegirico tenuto insieme da luoghi comuni ed esortazioni a ben fare. Manca qualunque precisazione storica in seno al racconto stesso e qualunque indizio che permetta di individuare le fonti e l'agiografo che se ne servì. Alderaldo è appena ricordato nelle cronache di san Mariano d'Auxerre e di san Pietro di Sens; probabilmente visse nell'ambito del sec. XI.
Secondo la Vita, Alderaldo, nato nei pressi di Troyes da genitori facoltosi, sarebbe stato educato in un monastero e, più tardi, sarebbe diventato canonico della chiesa locale di San Pietro. Tra il 982 e il 991, il vescovo Manasse nominò Alderaldo arcidiacono, poiché la sua firma seguita da questo titolo compare nel documento di Montierender.
Il santo introdusse radicali riforme nei monasteri della diocesi di Troyes, dove, invece di una vita ascetica e distaccata, si curavano commerci e guadagni. In seguito Alderaldo, partito per un pellegrinaggio in Terra Santa, riuscì a fuggire dai ceppi dei pirati barbareschi, ma cadde in mano ai Turchi, che lo sottoposero ad ogni sorta di torture pur di costringerlo ad infrangere la regola. Ma Alderaldo non ne interruppe mai l'osservanza e resisté valorosamente ad ogni pressione. Ebbe particolarmente a cuore la consuetudine del silenzio dopo compieta.
Visitò la Palestina e tornò poi a Troyes per via di terra, recando numerose reliquie, fra cui uno di quei supposti frammenti del Santo Sepolcro che riempivano i mercati dell'epoca.
Alderaldo, per custodire la preziosa reliquia, edificò a Samblières, località distante 12 Km. da Troyes, un santuario intorno al quale sorse presto un borgo, che divise con quel monastero il nome di Santo Sepolcro fino al 1673 (anno in cui si inaugurò la denominazione attuale di Villacerf). L'officiatura del santuario fu affidata ai monaci cistercensi di Cluny. Tra loro Alderaldo morì e fu sepolto nel 1002 (nel 1004 o 1005 secondo altri).
Il culto di Alderaldo si estese nella intera diocesi di Troyes e ve ne sono numerose testimonianze, a partire dal sec. XIII in poi; la festa fu sempre celebrata il 2 ottobre. Nel sec. XVII le reliquie furono traslate nella chiesa parrocchiale di Villacerf, dove agli inizi del sec. XIX gli fu dedicato un monumento.

