San Mauronto
Vescovo di Marsiglia e abate di san Vittore
Festa: 21 ottobre
Nascita-morte: † Marsiglia, 20 ottobre 780 (?)
Nascita - morte:
† Marsiglia, 20 ottobre 780 (?)
Festa:
21 ottobre
Etimologia:
Dal latino Maurontus, collegato alla radice del nome Mauro, dal greco mauros, 'scuro', 'bruno'.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera M
Calendario: I santi del 21 ottobre
Martirologio Romano
Visse nella seconda metà dell'VIII secolo e fu vescovo di Marsiglia nonché abate della chiesa monastica di San Vittore. La sua figura è scarsamente documentata, ma possiede un rilievo particolare per la storia della Chiesa marsigliese in età carolingia, perché il suo nome compare in un documento relativo alla restituzione di beni appartenenti alla chiesa di Santa Maria e al monastero di San Vittore. Il 23 febbraio 780, a Digne, Mauronto ottenne infatti dai missi dominici di Carlo Magno la restituzione della villa di Chaudol, nel territorio di Digne, sulla base di antichi documenti prodotti a sostegno dei diritti dell'abbazia. Un'altra tradizione documentaria collega Mauronto a un soggiorno presso la corte di Héristal per difendere gli interessi patrimoniali di San Vittore. Le fonti medievali non consentono invece di ricostruire con sicurezza la sua origine, la nascita, gli anni della formazione monastica e l'intero periodo dell'episcopato. Anche la data della morte è discussa: una tradizione la colloca nel 780, altre fonti propongono il 782, il 786 o l'804. Il Martirologio Romano ne celebra la memoria il 21 ottobre e lo presenta semplicemente come vescovo di Marsiglia e abate della chiesa di San Vittore.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le notizie certe sulla vita di Mauronto (Maurontus, Mauront, Mauronte) sono molto limitate. Non sono documentati il luogo e la data della nascita, i nomi dei genitori, la formazione ricevuta e le circostanze del suo ingresso nella vita monastica. Le fonti che lo ricordano lo presentano come vescovo di Marsiglia e, nello stesso tempo, come abate della chiesa di San Vittore. La successione tra la vita monastica, l'abbaziato e l'episcopato è attestata dalla tradizione agiografica e dagli studi sulla sede episcopale marsigliese, mentre non è possibile ricostruire con precisione le date dei diversi passaggi.
Il nome di Mauronto richiede inoltre una particolare attenzione per evitare una confusione con un altro Maurontus, ricordato dalle fonti per le vicende politiche della Provenza negli anni Trenta del secolo VIII. Quest'ultimo era un esponente laico, indicato come dux della Provenza, associato alla ribellione contro Carlo Martello e alla consegna di Avignone ai Saraceni nel 737. Le fonti che documentano il vescovo Maurontus di Marsiglia appartengono invece alla fase successiva e ne attestano esplicitamente la dignità episcopale. I due personaggi non devono essere identificati.
Vescovo di Marsiglia e abate di San Vittore
Mauronto è attestato con certezza come vescovo di Marsiglia nel 780. La documentazione relativa al suo episcopato è particolarmente importante perché collega direttamente la sua attività alla tutela del patrimonio ecclesiastico e monastico.
Il 23 febbraio 780, a Digne, i missi dominici Viernarius e Arimodus, incaricati da Carlo Magno, esaminarono una controversia riguardante alcuni beni rivendicati da Mauronto per la chiesa di Santa Maria e il monastero di San Vittore di Marsiglia. Tra questi figurava la villa di Chaudol, indicata nel documento come Caladius o Caldio, situata nel pagus di Digne. Il documento conserva anche il riferimento ad antiche carte relative ai diritti di San Vittore.
La vicenda è significativa perché mostra Mauronto impegnato nella difesa dei beni ecclesiastici in un periodo di riorganizzazione politica della Provenza sotto il dominio carolingio. La restituzione di Chaudol non fu dunque soltanto una questione patrimoniale privata, ma riguardò la ricostituzione del patrimonio di un'importante istituzione ecclesiastica marsigliese. Studi sulla storia dei monasteri e dell'aristocrazia provenzale collocano proprio nel 780 una fase importante della ricostituzione del patrimonio di San Vittore.
La missione presso la corte carolingia
Una tradizione legata alla stessa documentazione riferisce che Mauronto si recò a Héristal per sottoporre alla corte carolingia le ragioni della chiesa marsigliese e di San Vittore. La tradizione è coerente con il contenuto dei documenti che mostrano Mauronto impegnato personalmente nella tutela dei beni del monastero, ma i particolari relativi ai suoi rapporti personali con Carlo Magno non sono sufficientemente documentati per ricostruire una biografia più ampia.
Il rapporto con la monarchia carolingia va quindi compreso soprattutto attraverso la documentazione patrimoniale. Nel 780 Mauronto appare come il vescovo che rivendica davanti ai rappresentanti del potere regio i diritti di San Vittore, presentando documenti antichi a sostegno delle proprie richieste.
La data della morte
La data della morte di Mauronto è controversa. Una tradizione diffusa la colloca nel 780, talvolta con il 20 ottobre e talvolta con il 21 ottobre. Altre ricostruzioni hanno proposto il 782, il 786 oppure l'804. La Gallia Christiana del XVIII secolo registrava la morte nel 804, ma la cronologia episcopale successiva ha ridimensionato questa datazione, collocando Mauronto tra i vescovi attestati intorno al 779-780 e indicando Ivo come suo successore documentato nel 786.
Il documento del 23 febbraio 780 dimostra comunque che Mauronto era ancora vivo e in carica in quella data. La presenza di Ivo come vescovo in un documento datato al 786 costituisce un ulteriore elemento cronologico, anche se la datazione dei documenti relativi alla successione episcopale è stata oggetto di revisione storiografica. Per questo motivo non è possibile attribuire con sicurezza a Mauronto l'anno 780, 782, 786 o 804 come data certa della morte.
Il rapporto tra episcopato e monastero di San Vittore
La vicenda di Mauronto documenta una situazione nella quale la sede episcopale di Marsiglia e il monastero di San Vittore risultavano strettamente collegati. Il Martirologio Romano conserva proprio questa caratteristica nella formula con cui lo commemora: Mauronto è ricordato come vescovo che fu anche abate della chiesa di San Vittore.
La sua attività documentata riguarda soprattutto la tutela del patrimonio ecclesiastico. La controversia di Chaudol mostra inoltre come il patrimonio di San Vittore fosse costituito da beni situati anche fuori dall'area immediatamente circostante Marsiglia. La restituzione del 780 si inserisce nella più ampia ricostituzione dei beni dell'abbazia durante la riorganizzazione carolingia della Provenza.
La memoria liturgica
La memoria di Mauronto è celebrata il 21 ottobre nel Martirologio Romano. Fonti liturgiche medievali e di età moderna mostrano tuttavia una certa oscillazione della data: un messale proveniente dall'area di Arles, databile al XIII secolo, registra la memoria il 21 ottobre, mentre un messale marsigliese del XVI secolo la colloca il 20 ottobre. La diversa data liturgica contribuisce a spiegare l'alternanza presente nelle fonti moderne tra 20 e 21 ottobre.
Curiosità
- Il nome di Mauronto è sopravvissuto nella toponomastica di Marsiglia: il quartiere di Saint-Mauront deriva dalla chiesa dedicata al santo, consacrata nel XIX secolo.
- Una chiesa di Horgues, nell'attuale diocesi di Tarbes e Lourdes, è dedicata a san Mauronto; la diffusione del suo culto è stata collegata alla rete di dipendenze dell'abbazia di San Vittore.
- Il documento del 23 febbraio 780 è particolarmente importante perché conserva il nome latino di Mauronto nella forma Maurontus, episcopus urbis Massiliensis, collegandolo direttamente alla controversia sui beni di Santa Maria e San Vittore.
Cronologia
- VIII secolo - Nascita di Mauronto, in luogo non documentato.
- Seconda metà dell'VIII secolo - Mauronto entra nella comunità monastica di San Vittore a Marsiglia e ne diviene abate, secondo la tradizione storica conservata dalle fonti successive.
- 779-780 - Mauronto è attestato nella successione dei vescovi di Marsiglia.
- 23 febbraio 780 - A Digne, i missi dominici di Carlo Magno esaminano la rivendicazione di Mauronto relativa ai beni di San Vittore e dispongono la restituzione della villa di Chaudol.
- Dopo il 23 febbraio 780 - La tradizione colloca in questo periodo l'attività di Mauronto presso la corte carolingia per la difesa dei diritti patrimoniali di San Vittore.
- 786 - Ivo è attestato come vescovo di Marsiglia; la datazione tradizionale del documento è stata successivamente rivista.
Valutazione storico-critica
- L'esistenza storica di Mauronto e il suo episcopato a Marsiglia sono solidamente attestati dalla documentazione dell'VIII secolo, soprattutto dal documento del 23 febbraio 780 nel quale è nominato esplicitamente come vescovo di Marsiglia.
- È documentato anche il suo rapporto con San Vittore: il documento del 780 lo mostra mentre agisce a tutela dei beni della chiesa di Santa Maria e del monastero di San Vittore. Il titolo di abate è inoltre conservato dalla tradizione liturgica e dal Martirologio Romano.
- La nascita, l'origine familiare, la formazione e gran parte della vita monastica di Mauronto non sono documentate.
- La figura del vescovo Mauronto non deve essere confusa con l'omonimo dux della Provenza coinvolto nelle vicende politiche del 737. La distinzione è sostenuta dalla cronologia e dalla diversa natura delle fonti.
- La data della morte rimane incerta. Il 780 è una data tradizionale frequentemente riportata, mentre fonti successive hanno proposto anche 782, 786 e 804. La presenza di Ivo come vescovo nel 786 rende particolarmente problematica l'attribuzione ad Mauronto di una morte nell'804.
- La data liturgica del 21 ottobre è quella recepita dal Martirologio Romano, mentre la tradizione liturgica marsigliese ha conosciuto anche la data del 20 ottobre.
- Il culto è antico e attestato nella tradizione liturgica; la memoria di Mauronto è rimasta legata soprattutto a Marsiglia e a San Vittore. Non risultano elementi sufficienti per attribuirgli un patronato specifico o attributi iconografici propri.
Fonti e bibliografia essenziale
- Cartulaire de l'abbaye de Saint-Victor de Marseille, documento n. 31, 23 febbraio 780, relativo alla restituzione dei beni rivendicati da Maurontus, vescovo di Marsiglia. Regnum Francorum Online, documento Saint-Victor n. 31
- Gallia Christiana, tomo relativo alla sede di Marsiglia, XVIII secolo, con la tradizione relativa all'episcopato e alla morte di san Mauronto. Gallia Christiana, Massiliensis
- Louis Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. I, Paris, 1907, p. 276, per la cronologia dei vescovi di Marsiglia.
- Patrick Geary, studi sulla documentazione patrimoniale di San Vittore e sulla documentazione provenzale dell'età carolingia.
- Studi sulla storia dei monasteri e dell'aristocrazia in Provenza, con particolare riferimento alla ricostituzione del patrimonio di San Vittore nel 780.
Biografia
A cura di Marie-Odile Garrigues
Secondo i pochissimi documenti superstiti dell’abbazia di san Vittore a Marsiglia, Mauronto (lat. Maurontus, fr. Mauronte) fu vescovo di Marsiglia e contemporaneamente abate di san Vittore.
Per quanto ci è dato sapere, egli appare come un uomo interamente devoto agli interessi dei suoi amministrati: poiché la grande abbazia marsigliese era stata ingiustamente spogliata del possesso di Chaudol, presso Digne, donato dalla principessa Adeltrude, Mauronto intentò un processo ad Antenero, patrizio di Marsiglia, ma, per ottenere il suo scopo, fu costretto a recarsi a Héristal, nel palazzo dei e Pipinidi, dove Carlo Martello e poi Pipino il Breve gli diedero causa vinta.
Si sa inoltre che amministrò con eguale fermezza la sua diocesi e sembra che sia stato più efficace e valido guerriero che non uomo di studi, cosa che ci spiega forse una certa leggenda piuttosto singolare: duca e conte di Marsiglia e di Avignone, egli fu fatto governatore di Marsiglia da Carlo Martello dopo la vittoria di Poitiers. Ma il re era lontano e i Saraceni vicini; Mauronto quindi giudicò che fosse meglio essere in buoni rapporti con questi ultimi piuttosto che con il primo e consegnò loro Avignone. Carlo Martello venne a riprendersi la città e volle punire il duca Mauronto, ma questi si chiuse a san Vittore, luogo d’asilo; poi, preso da rimorso e toccato dalla grazia si fece monaco. Morì il 20 ottobre 780 e il suo corpo è custodito nella cripta di san Vittore.
Il sarcofago che lo conteneva è ormai esposto al Museo Borely di Marsiglia, perché è risultato trattarsi d’un’opera del I secolo a. C., appartenente ad una certa Giulia Quintina.
Il culto di Mauronto risale a tempi immemorabili ed è stato approvato dalla santa Congregazione dei Riti. Egli è popolarissimo a Marsiglia, forse perché il quartiere che porta il suo nome, vicino al vecchio porto, è uno dei più antichi della città e pullula della vita tipica del grande centro Foceano. La chiesa dedicata a Mauronto non si collega direttamente a lui: edificio neo-romanico, aperto al culto nel 1876, fu costruito durante il secondo impero dall’architetto Espérandieu, come quasi tutta Marsiglia, e consacrato a san Mauronto da monsignor de Mazenod. A Marsiglia, il santo dovrebbe essere il patrono dei giocatori di calcio perché si dice che faccia vincere le squadre che portano il suo nome nelle partite che contrappongono tra loro i patroni.

