San Leotaldo di Auch

Vescovo

Festa: 22 ottobre

Nascita-morte: Aquitania, Francia, metà del VII sec. - Borgogna, Francia, 718

Nascita - morte:
Aquitania, Francia, metà del VII sec. - Borgogna, Francia, 718

Festa:
22 ottobre

Patronato:
Auch; contro l'epilessia e alcune malattie.

Etimologia:
Dal nome germanico Leut-Ad, latinizzato in Leuthadus o Leotaldus.

Emblema:
Vescovo, libro, pastorale.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera L

Calendario: I santi del 22 ottobre

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

A Auch in Aquitania, ora in Francia, san Leotaldo, vescovo.

E' venerato come vescovo di Auch nella Francia sud-occidentale durante l'alto Medioevo. Le notizie sulla sua vita sono estremamente scarse e la sua biografia è stata in parte ricostruita attraverso tradizioni agiografiche posteriori. La tradizione ecclesiastica di Auch lo presenta come monaco e abate di Moissac prima della sua elezione alla sede episcopale, collocata generalmente nel 691, e come vescovo fino alla morte, tradizionalmente avvenuta in Borgogna nel 718. La cronologia e soprattutto l'identificazione dell'abate di Moissac con il vescovo di Auch sono però oggetto di discussione nella storiografia. La stessa successione episcopale di Auch per questo periodo presenta difficoltà documentarie. Il culto di Leotaldo è antico nella Chiesa di Auch e la sua memoria compare nei calendari locali; il Martyrologium Romanum lo ricorda come vescovo di Auch. La tradizione gli attribuisce inoltre una particolare venerazione popolare contro l'epilessia. Le reliquie oggi venerate ad Auch furono riconosciute durante una ricognizione effettuata nel 1610.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Le fonti antiche non conservano una biografia contemporanea di Leotaldo (Léotade, Léothade, Leothadius, Leotadius, Leutade). La sua origine familiare è stata oggetto di tradizioni divergenti. Alcune fonti agiografiche posteriori lo collegano alla famiglia di Eudes, duca d'Aquitania, mentre altre lo fanno discendere dalla stirpe carolingia attraverso Carlo Martello. I Bollandisti considerarono tali genealogie scarsamente attendibili e non sostenute da documentazione adeguata. La nascita può essere collocata soltanto in termini molto approssimativi nell'Aquitania del VII secolo.

Il rapporto con Moissac
La tradizione più diffusa presenta Leotaldo come monaco e successivamente abate del monastero di Moissac, prima della sua elevazione alla sede di Auch. La questione è tuttavia più complessa.
Una tradizione relativa alle origini monastiche di Moissac associa un Leuthade ad Ansberto nella fondazione o organizzazione della comunità. La Vita di san Desiderio di Cahors conserva infatti il nome di Leuthade accanto ad Ansberto. Inoltre, una carta attribuita al 680 o 677 menziona un Leutade come abate di Moissac. La tradizione agiografica ha identificato questo Leutade con il futuro vescovo di Auch.
L'identificazione non è però certa. La Gallia Christiana contestò l'equivalenza fra l'abate di Moissac e il vescovo di Auch, mentre i Bollandisti considerarono possibile l'identificazione sulla base della vicinanza cronologica dei dati. La questione rimane quindi aperta sul piano storico-critico.
Un'ulteriore difficoltà riguarda la stessa carta di Nizezius, tradizionalmente datata al 680. Studi moderni hanno messo in discussione l'autenticità dell'atto nella forma conservata, pur riconoscendo che parte del suo contenuto può risalire a epoche anteriori. Di conseguenza, la menzione dell'abate Leutade non può essere utilizzata senza ulteriori cautele come prova definitiva dell'identità con il futuro vescovo di Auch.

Il vescovato di Auch
La tradizione ecclesiastica di Auch colloca l'elezione di Leotaldo alla sede episcopale nel 691. La cronotassi ufficiale pubblicata dall'arcidiocesi di Auch lo inserisce infatti come vescovo dal 691 al 718. Anche i Bollandisti, sulla base delle ricostruzioni cronologiche di Cointius e di altri autori, accettarono convenzionalmente il 691 come inizio dell'episcopato e il 718 come anno della morte.
La cronotassi critica della sede di Auch presenta però una situazione meno lineare. Louis Duchesne registra un vescovo Leutadas, attestato fra il 673 e il 675, e non inserisce Leotaldo nella successione fra Auderico e i vescovi dell'VIII-IX secolo. Una diversa tradizione, basata su un'iscrizione molto posteriore conservata nella cattedrale, collocava invece un Leotadus negli anni 770-796; l'iscrizione è stata considerata tarda e non è sufficiente a fondare una cronologia storica.
Pertanto, il dato secondo cui Leotaldo fu vescovo di Auch dal 691 al 718 appartiene alla tradizione ecclesiastica consolidata e alla cronotassi attualmente adottata dall'arcidiocesi, ma non possiede lo stesso grado di documentazione diretta dei vescovi di Auch attestati da concili o documenti contemporanei.

Gli ultimi anni e la morte
Secondo la tradizione accolta dalle fonti agiografiche, Leotaldo governò la Chiesa di Auch per ventisette anni e morì nel 718 durante un viaggio in Borgogna. La tradizione collega il viaggio a esigenze ecclesiastiche, ma non esistono testimonianze contemporanee che permettano di ricostruirne lo svolgimento. I Bollandisti considerano plausibile la morte in Borgogna soprattutto in rapporto alla successiva tradizione della permanenza del corpo in quella regione.
Una carta di ambito cluniacense, riferita al X secolo, menziona un luogo chiamato Oydellis, nell'area della diocesi di Autun, dove sarebbe stato conservato il corpo di un santo Leotadus. I Bollandisti giudicarono probabile che si trattasse del vescovo di Auch, ma sottolinearono che mancava una documentazione sulla traslazione capace di chiudere definitivamente la questione.

Le reliquie ad Auch
La tradizione di Auch ha sempre considerato il corpo di Leotaldo presente nella cattedrale. Nel 1610, durante i lavori di restauro della cattedrale, l'arcivescovo Léonard de Trapes fece aprire alcuni sepolcri della cripta, nei quali la tradizione locale collocava i corpi di Leotaldo e di altri santi della Chiesa di Auch.
Secondo il resoconto della ricognizione, in uno dei sepolcri furono rinvenuti resti ossei attribuiti a Leotaldo e un osso del braccio conservato in una teca fu ritenuto corrispondente agli altri resti per dimensioni e articolazione. La ricognizione appartiene alla storia documentata del culto, mentre l'identificazione archeologica dei resti con il santo del VII-VIII secolo rimane legata alla tradizione ecclesiastica.

Il culto
Il culto di Leotaldo è attestato nella Chiesa di Auch da una lunga tradizione locale. I Bollandisti rilevavano che la memoria del santo era particolarmente radicata nella diocesi, nonostante la scarsità delle notizie biografiche. Antichi calendari e martirologi locali ne conservarono la memoria, mentre gli Auctaria del martirologio di Usuardo lo ricordavano come vescovo e confessore di Auch.
La data della memoria presenta una particolarità. Le fonti agiografiche antiche e numerosi calendari riportano il 23 ottobre, mentre il Martyrologium Romanum e il calendario locale moderno della diocesi di Auch indicano il 22 ottobre. La tradizione locale moderna costituisce quindi la base della festa del 22 ottobre oggi utilizzata ad Auch.

La devozione contro l'epilessia
La devozione popolare ad Auch attribuisce a Leotaldo una particolare intercessione contro l'epilessia. I Bollandisti attestano questa pratica cultuale già nella tradizione ecclesiastica locale e la collegano alla venerazione del santo nella diocesi. Non sono invece documentate le origini precise di questa specifica invocazione.

Cronologia
- metà del VII secolo circa - Nascita di Leotaldo, secondo una tradizione agiografica non documentata da fonti contemporanee.
- 677 - Un documento tradizionalmente datato a questo anno menziona un Leutade come abate di Moissac; l'identificazione con il futuro vescovo di Auch è discussa.
- 691 - Inizio tradizionale dell'episcopato di Leotaldo ad Auch. La data è accolta dalla cronotassi dell'arcidiocesi di Auch e dalla tradizione agiografica, ma non è documentata da un atto contemporaneo.
- 718 - Morte tradizionalmente collocata in Borgogna dopo ventisette anni di episcopato.
- X secolo - Una carta cluniacense menziona a Oydellis un corpo attribuito a un santo Leotadus; l'identificazione con il vescovo di Auch è considerata probabile ma non dimostrata.
- 1610 - Ricognizione delle reliquie attribuite a Leotaldo nella cattedrale di Auch durante i lavori di restauro.
- 22 ottobre - Memoria liturgica locale oggi adottata dall'arcidiocesi di Auch e riportata dal Martyrologium Romanum.
- 23 ottobre - Data della festa conservata da antichi calendari e dalla tradizione agiografica bollandista.

Valutazione storico-critica
- La storicità di Leotaldo come vescovo venerato di Auch è sostenuta dalla continuità del culto locale e dalla sua presenza nella tradizione martirologica; il Martyrologium Romanum lo ricorda come vescovo di Auch.
- La ricostruzione cronologica 691-718 è consolidata nella tradizione ecclesiastica di Auch e nell'attuale annuario diocesano, ma non è accompagnata da una serie di documenti contemporanei che permetta di verificarne autonomamente tutti gli estremi.
- La cronotassi critica di Auch presenta una difficoltà significativa: Duchesne registra Leutadas fra il 673 e il 675, mentre non inserisce Leotaldo nella successione episcopale tradizionale del periodo 691-718.
- L'identificazione di Leotaldo con l'abate Leutade di Moissac è antica e cronologicamente possibile, ma è stata contestata dalla Gallia Christiana e rimane discussa.
- Le genealogie che fanno di Leotaldo un membro della famiglia di Eudes d'Aquitania o della stirpe di Carlo Martello appartengono alla tradizione agiografica e non sono sufficientemente documentate.
- La morte in Borgogna nel 718 appartiene alla tradizione consolidata, ma la documentazione diretta è assente. L'esistenza di una tradizione relativa a un corpo di Leotadus conservato in Borgogna rafforza l'ipotesi senza dimostrarla definitivamente.
- La presenza delle reliquie attribuite a Leotaldo nella cattedrale di Auch è documentata dalla ricognizione del 1610; l'identificazione storica dei resti con il vescovo altomedievale resta invece fondata sulla continuità della tradizione cultuale.
- La discrepanza fra il 22 e il 23 ottobre riguarda la trasmissione liturgica della memoria: il 23 ottobre è attestato nelle fonti agiografiche antiche, mentre il 22 ottobre è la data del Martyrologium Romanum e del calendario locale moderno di Auch.
- Il titolo di arcivescovo, presente in alcune tradizioni posteriori, non è storicamente appropriato per il periodo di Leotaldo. La dignità metropolitana di Auch risulta attestata solo posteriormente; Leotaldo è quindi propriamente vescovo di Auch.

Fonti e bibliografia essenziale
- J. V. H., 'De S. Leothadio, confessore episcopo, Augustæ Ausciorum', in Acta Sanctorum, 23 ottobre, tomo X, pp. 122-128. Lo studio bollandista esamina criticamente le tradizioni relative alla famiglia, a Moissac, all'episcopato, alla morte in Borgogna e alle reliquie.
- Denis de Sainte-Marthe, Gallia Christiana, t. I, Ecclesia Ausciensis, Parigi, 1715, coll. 976 ss. La fonte discute criticamente l'identificazione dell'abate Leutade di Moissac con il vescovo Leotaldo di Auch.
- Louis Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, t. II, Paris, 1910. La ricostruzione critica della successione episcopale di Auch distingue il Leutadas attestato nel VII secolo dalla tradizione relativa a Leotaldo.
- Camille Daux, 'Éclaircissements sur la charte de Nizezius (680)', Revue d'histoire de l'Église de France, t. II, 1911, pp. 513-538 e 641-663.
- Diocèse d'Auch, L'Église du Gers et son histoire, calendario e memoria dei santi del territorio diocesano.
- Diocèse d'Auch, Annuaire 2024, cronotassi dei vescovi di Auch, con Leotaldo indicato dal 691 al 718.

Aggiunto/modificato il 2 ottobre 2026