Nascita - morte:
320 circa - Colonia, 400/404
Festa:
23 ottobre
Etimologia:
Dal latino, diminutivo di Severus, con il significato di 'severo', 'rigoroso'.
Emblema:
Abito episcopale, mitra, pastorale.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera S
Calendario: I santi del 23 ottobre
Martirologio Romano
Fu il terzo vescovo di Colonia di cui sia tramandato il nome, e appartenne alla Chiesa renana della seconda metà del IV secolo. Le notizie sulla sua vita sono estremamente limitate: le liste episcopali medievali lo collocano dopo Eufrate, mentre Gregorio di Tours lo ricorda come vescovo di Colonia in occasione della morte di san Martino di Tours, avvenuta alla fine del IV secolo. Questo riferimento costituisce il principale punto d'appoggio per collocare il suo episcopato intorno al 400. Una tradizione medievale più tarda lo fece invece provenire da Bordeaux e identificò il vescovo di Colonia con l'omonimo vescovo di Bordeaux, ma la storiografia moderna distingue le due figure. Il culto di Severino è documentato a Colonia almeno dalla seconda metà del VI secolo e si sviluppò soprattutto intorno alla chiesa che porta il suo nome, dove sono tuttora conservate reliquie attribuite al santo. La memoria liturgica ricorre il 23 ottobre.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le fonti non permettono di stabilire con sicurezza la data e il luogo di nascita di Severino. Anche l'anno dell'inizio del suo episcopato non è documentato con precisione. Le liste dei vescovi di Colonia lo presentano come successore di Eufrate e terzo vescovo nominativamente attestato della città. L'odierno elenco ufficiale dell'arcidiocesi colloca il suo episcopato nel 397, mentre la liturgia propria dell'arcidiocesi lo presenta più prudentemente come vescovo della Chiesa di Colonia intorno all'anno 400.
La scarsità delle fonti impedisce di ricostruire l'organizzazione della comunità cristiana di Colonia durante il suo episcopato, le sue attività pastorali e i rapporti con le altre Chiese della Gallia e della regione renana. Non sono documentati con sicurezza né la sua formazione, né i suoi familiari, né le circostanze della sua elezione episcopale.
Severino e la morte di Martino di Tours
La testimonianza antica più importante relativa a Severino proviene da Gregorio di Tours, che alla fine del VI secolo raccontò un episodio collegato alla morte di san Martino di Tours. Secondo il racconto, Severino, vescovo di Colonia, percorreva di domenica con il proprio clero i luoghi santi della città dopo gli inni mattutini. In quel momento udì in alto un coro che cantava. Il suo arcidiacono non riuscì inizialmente a comprendere ciò che stava accadendo; Severino interpretò il canto come quello degli angeli che accompagnavano Martino nella morte.
Il racconto appartiene al genere agiografico e non costituisce una testimonianza diretta dell'evento. Il suo valore storico principale consiste nel fatto che Gregorio presenta esplicitamente Severino come vescovo di Colonia e collega la sua figura al periodo della morte di Martino. La data tradizionale del 397 per la morte di Martino non è però unanimemente accettata nella moderna ricostruzione cronologica; la tradizione antica e medievale trasmise infatti differenti indicazioni.
L'episodio non consente di dimostrare che Severino fosse stato realmente discepolo o amico personale di Martino. Questa relazione compare nella tradizione successiva, mentre la fonte di Gregorio attesta soprattutto il suo episcopato a Colonia.
La presunta fondazione di San Severino
Una tradizione medievale attribuisce a Severino la fondazione di un monasterium dedicato ai martiri Cornelio e Cipriano, tradizionalmente collocata nel 376. Il complesso sarebbe sorto presso un'area funeraria romana a sud della città e avrebbe costituito il nucleo dell'istituzione ecclesiastica che in seguito assunse il nome di San Severino.
L'attribuzione della fondazione a Severino non è documentata da una fonte contemporanea al IV secolo. La data del 376 compare nella tradizione relativa alla storia del complesso, ma non può essere considerata un dato biografico certo. Gli studi archeologici confermano l'antichità dell'area funeraria e l'esistenza di strutture cristiane riconducibili alla tarda antichità, ma non consentono da sole di attribuire con certezza a Severino ogni fase del primo edificio.
La successiva dedicazione della chiesa al vescovo ha progressivamente fatto prevalere il nome di Severino su quello dei martiri Cornelio e Cipriano. La documentazione archeologica e storica mostra inoltre una lunga evoluzione dell'area cultuale, che divenne uno dei principali centri religiosi della Colonia medievale.
La confusione con Severino di Bordeaux
Un problema fondamentale nella ricostruzione della vita di Severino riguarda l'identificazione con un altro vescovo omonimo, Severino di Bordeaux. La confusione compare soprattutto nella Vita et Translatio Sancti Severini, composta tra la fine del IX e l'inizio del X secolo. La fonte racconta che il vescovo di Colonia sarebbe partito per Bordeaux, sua patria, dove sarebbe morto e sarebbe stato sepolto; successivamente parte delle sue reliquie sarebbe stata trasferita a Colonia.
La ricostruzione è stata respinta dalla critica storica moderna. La sovrapposizione di due vescovi omonimi, vissuti nello stesso periodo ma associati a sedi diverse, spiega meglio la tradizione che presenta un unico Severino come vescovo prima di Colonia e poi di Bordeaux. Gli studi specialistici distinguono pertanto il Severino di Colonia dal vescovo Severino di Bordeaux.
Questa distinzione corregge anche alcune informazioni tradizionali sulla nascita e sulla morte. Non è documentato che il vescovo di Colonia sia nato a Bordeaux né che sia morto nella città aquitana. La data di morte rimane incerta e viene generalmente collocata intorno al 400.
Il culto a Colonia
Il principale centro della venerazione di Severino è la basilica di San Severino, nella parte meridionale dell'antica Colonia. Il culto del vescovo è documentabile almeno dalla seconda metà del VI secolo. La continuità della venerazione è confermata dalla successiva documentazione liturgica, dalle strutture ecclesiastiche e dalla presenza delle reliquie.
Il 23 ottobre è attestato come giorno della memoria di Severino nei calendari e nei martirologi medievali. Wandelberto e Usuardo lo ricordano in questa data; la tradizione liturgica della Chiesa di Colonia ha mantenuto il 23 ottobre come festa del vescovo.
Severino è venerato come patrono della città di Colonia e, nella tradizione locale, dei tessitori. È inoltre invocato in tempo di siccità per ottenere la pioggia. Questi patronati appartengono alla storia del culto e della devozione sviluppatasi nei secoli successivi alla sua morte.
Le reliquie
Le reliquie attribuite a Severino sono conservate nella basilica omonima di Colonia. L'attuale reliquiario risale al 1819, mentre all'interno è conservata una più antica cassa lignea. La ricerca interdisciplinare condotta dopo l'apertura del reliquiario nel 1999 ha individuato una cassa lignea databile al X secolo, tessuti antichi, sigilli relativi alle aperture del reliquiario e altri materiali.
La cassa lignea interna è stata collegata alla documentazione relativa alla ricognizione e alla traslazione delle reliquie nel periodo dell'arcivescovo Wichfried di Colonia, nel X secolo. Le analisi scientifiche hanno inoltre mostrato che le ossa appartengono a un uomo vissuto nell'antichità tarda, ma non consentono di identificare in modo definitivo i resti con Severino. Una ricerca dell'Università di Bonn ha sottolineato che i dati antropologici e radiometrici sono compatibili con la cronologia attribuita al santo, ma non costituiscono una prova conclusiva dell'identificazione.
Iconografia
Le rappresentazioni di Severino lo mostrano come vescovo, generalmente con mitra e pastorale. Un attributo particolarmente legato alla tradizione iconografica di Colonia è il modello della chiesa di San Severino. Un medaglione in smalto della seconda metà dell'XI secolo lo raffigura assiso in abito episcopale, con pastorale e libro; la provenienza originaria del medaglione dal perduto reliquiario medievale rimane tuttavia non certa.
Curiosità
- Il nome Severino deriva dal latino Severinus, forma derivata da Severus. Da questa stessa base onomastica si sono sviluppate diverse forme personali nelle lingue europee.
- Il culto di Severino ha lasciato una traccia profonda nella toponomastica di Colonia: il suo nome è presente nella Severinsbrücke e nel Severinsviertel, il quartiere sorto intorno alla chiesa e alla Severinstraße.
- L'apertura del reliquiario nel 1999 ha trasformato il complesso di San Severino in un importante caso di studio per la collaborazione tra storia, archeologia, antropologia e analisi dei materiali.
Cronologia
- IV secolo - Severino vive nel contesto della Chiesa di Colonia della tarda antichità; luogo e data di nascita non sono documentati.
- 376 - La tradizione medievale colloca in questo anno la fondazione o dedicazione di un monasterium dedicato ai santi Cornelio e Cipriano; l'attribuzione diretta a Severino non è contemporaneamente documentata.
- Fine del IV secolo - Severino è vescovo di Colonia, dopo Eufrate.
- 397 circa - Gregorio di Tours collega Severino alla morte di Martino di Tours e lo presenta come vescovo di Colonia.
- Circa 400 - Periodo generalmente indicato per la morte di Severino; luogo e giorno non sono documentati con certezza.
- Seconda metà del VI secolo - Il culto di Severino è attestato a Colonia presso la chiesa che porta il suo nome.
- IX secolo - La memoria liturgica di Severino è attestata nei calendari e nei martirologi dell'Occidente latino.
- Fine del IX secolo - inizio del X secolo - Viene composta la Vita et Translatio Sancti Severini, che collega Severino di Colonia a Bordeaux e contribuisce alla successiva confusione tra i due vescovi omonimi.
- 948 - La documentazione relativa al reliquiario e i sigilli conservati nella cassa lignea attestano una ricognizione delle reliquie nel periodo dell'arcivescovo Wichfried.
- XI secolo - Il culto di Severino è pienamente inserito nella vita religiosa medievale di Colonia e si sviluppa la monumentale tradizione del reliquiario.
- 1819 - Viene realizzato l'attuale reliquiario contenente le reliquie attribuite a Severino.
- 1999 - Il reliquiario viene aperto e sottoposto a un'indagine interdisciplinare; vengono studiati i resti umani, la cassa lignea, i tessuti e gli altri materiali conservati al suo interno.
Valutazione storico-critica
- Severino è storicamente attestato come terzo vescovo nominativamente noto di Colonia, dopo Maternus ed Eufrate. La successione episcopale è conservata nelle liste dei vescovi di Colonia.
- La testimonianza di Gregorio di Tours, composta nel VI secolo, costituisce la principale fonte narrativa antica per Severino. Il racconto della visione relativa alla morte di Martino ha carattere agiografico, ma conferma che Severino era considerato vescovo di Colonia alla fine del IV secolo.
- La data di morte non è certa. Le fonti liturgiche dell'arcidiocesi collocano Severino intorno al 400, mentre il 404, talvolta riportato nei repertori moderni, non dispone di una base documentaria sufficiente per essere assunto come data certa.
- La nascita intorno al 320 o al 330 e la nascita a Bordeaux appartengono a ricostruzioni tradizionali prive di una documentazione antica sufficiente. Il luogo di nascita deve pertanto rimanere non documentato.
- La tradizione che identifica Severino di Colonia con il vescovo Severino di Bordeaux deriva dalla tarda Vita et Translatio ed è stata spiegata dalla critica come una fusione di due figure omonime. La distinzione tra i due vescovi è oggi essenziale per evitare contaminazioni biografiche.
- L'attribuzione a Severino della fondazione del complesso dedicato ai santi Cornelio e Cipriano nel 376 appartiene a una tradizione successiva. L'antichità dell'area cristiana è archeologicamente documentata, ma il rapporto preciso tra il vescovo e le singole fasi costruttive non è dimostrabile con certezza.
- Le reliquie conservate a San Severino sono oggetto di una venerazione antica e documentata. Le analisi scientifiche dei resti hanno stabilito che appartengono a un uomo dell'antichità tarda, ma non hanno consentito di dimostrare in maniera definitiva che si tratti del vescovo Severino.
- Il culto di Severino a Colonia è attestato almeno dalla seconda metà del VI secolo e presenta una continuità documentaria particolarmente significativa. Il 23 ottobre è la sua memoria liturgica tradizionale.
Fonti e bibliografia essenziale
- Gregorio di Tours, De virtutibus sancti Martini, I, 4, fonte narrativa del VI secolo che presenta Severino come vescovo di Colonia e riferisce il racconto della visione collegata alla morte di Martino.
- Vita et Translatio Sancti Severini, BHL 7647-7648, fonte agiografica tarda, composta tra la fine del IX e l'inizio del X secolo, fondamentale per la storia medievale della leggenda e della traslazione delle reliquie.
- Joachim Oepen, Bernd Päffgen, Sabine Schrenk, Ursula Tegtmeier (a cura di), Der hl. Severin von Köln. Verehrung und Legende. Befunde und Forschungen zur Schreinsöffnung von 1999, Studien zur Kölner Kirchengeschichte, 40, Verlag Franz Schmitt, Siegburg 2011, 602 pp. L'opera raccoglie studi storici, archeologici, antropologici e scientifici sulle reliquie e sulla tradizione di Severino.
- Bernd Päffgen, Der hl. Severin im Spiegel der frühen historischen Überlieferung, in Oepen, Päffgen, Schrenk, Tegtmeier (a cura di), Der hl. Severin von Köln. Verehrung und Legende, Siegburg 2011, pp. 441-534.
- Bernd Päffgen, Grab und Schrein des hl. Severin in ihrem architektonischen Kontext vom 5. bis 13. Jahrhundert, in Oepen, Päffgen, Schrenk, Tegtmeier (a cura di), Der hl. Severin von Köln. Verehrung und Legende, Siegburg 2011, pp. 373-439.
- Matthias Zender, Die Verehrung des hl. Severin von Köln, Geschichtlicher Atlas der Rheinlande, Beiheft XI/2, Köln 1985.
- Joachim Oepen, Bernd Päffgen, Sabine Schrenk, Ursula Tegtmeier, Die Vita et Translatio Sancti Severini (BHL 7647/7648) in kommentierter Übersetzung, in Der hl. Severin von Köln. Verehrung und Legende, Siegburg 2011, pp. 543-581.
Biografia
A cura di Mauro Bonato
San Severino (Severinus che nel martirologio è Severo e il nome scandinavo "Søren" deriva da Saint Severin) di Colonia è un vescovo vissuto nel IV secolo. Nella lista dei vescovi della diocesi è il terzo vescovo, dopo Eufrate e prima di Carentino.
Su di lui sappiamo ben poco. Si presume sia nato intorno al 320.
Alcuni cronisti ci dicono che nel 376 aveva fondato un monastero nell'allora “Colonia Agrippina” in onore dei santi martiri Cornelio e Cipriano, su i cui resti fu eretta in epoca successiva basilica di San Severino, a lui dedicata.
Inoltre san Severino è ricordato come un grande oppositore al dilagare della dottrina cristologica elaborata dal monaco e teologo Ario, detta comunemente arianesimo, e condannata nel 325 dal concilio di Nicea.
Infine su di lui è stato tramandato un racconto di san Gregorio Magno, secondo il quale san Severino avrebbe sentito cantare il coro celeste degli angeli alla morte del suo amico san Martino di Tours.
San Severino di Colona è morto nell’anno 404.
Le sue ossa sono conservate in una teca d’oro nel coro della chiesa di San Severino a Colonia.
Nel 1999 è stata fatta una ricognizione dei suoi resti, durante il quale è stato confermati documento che asserisce il trasferimento delle ossa di san Severino da parte del vescovo Wigfried di Colonia (924-953), nell’attuale collocazione. Con le moderne tecniche dendrocronologiche è stato possibile risalire alla datazione della parte inferiore della teca in legno, collocandola nell’anno 948. Infine si è scoperta la presenta di un tessuto antico, probabilmente bizantino, con il quale era stata ricoperta la teca stessa.
Nel martirologio romano, la festa per san severo di Colonia è stata fissata nel giorno 23 ottobre.
