San Benedetto di Poitiers
Sacerdote
Festa: 23 ottobre
Nascita-morte: † Herbauge, Poitou, Francia, prima dell'anno 800
Nascita - morte:
† Herbauge, Poitou, Francia, prima dell'anno 800
Festa:
23 ottobre
Etimologia:
Dal latino Benedictus, 'benedetto', participio di benedicere, 'benedire'.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera B
Calendario: I santi del 23 ottobre
Martirologio Romano
È una figura dell'alto Medioevo della quale sono documentati soprattutto il ministero sacerdotale, la sepoltura nell'antico territorio di Herbauge e la successiva venerazione delle reliquie. La testimonianza più antica risale al Sacramentarium Godelgaudi, compilato intorno all'anno 800, nel cui calendario Benedetto è ricordato come sacerdote deposto nel territorio di Herbauge. Pochi decenni più tardi il Martyrologium Usuardi lo ricorda il 23 ottobre come confessore nel territorio di Poitiers, memoria poi confluita nel Martyrologium Romanum. Gli studi dei Bollandisti hanno identificato con buona probabilità il Benedetto di Herbauge con il Benedetto venerato a Quinçay, distinguendolo da san Benedetto di Macérac. Al contrario, l'antica tradizione che lo presenta come vescovo di Sebaste o di Samaria non trova sostegno nella documentazione più antica ed è stata considerata leggendaria.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le notizie storicamente più solide su Benedetto (Benedetto di Herbauge; Benedetto di Quinçay) provengono da fonti liturgiche altomedievali. Il Sacramentarium Godelgaudi, realizzato intorno all'anno 800 dal sacerdote Lantberto per Godelgaudo, sacerdote e monaco nonché decano dell'abbazia di Saint-Remi a Reims, contiene un calendario nel quale compare la deposizione di san Benedetto sacerdote nel pagus Herbadillicus, cioè nell'antico territorio di Herbauge. L'indicazione costituisce la testimonianza più antica e sicura sulla sua esistenza e sul suo stato ecclesiastico.
La formula del sacramentario è particolarmente importante perché non presenta Benedetto come vescovo, ma esplicitamente come sacerdote. Anche la tradizione successiva conservata nel Martyrologium Romanum lo presenta come presbitero, mentre l'antico Martyrologium Usuardi lo qualifica come confessore.
Non sono noti il luogo e la data della sua nascita, né sono documentati i nomi dei genitori, la formazione, l'ordinazione sacerdotale o gli incarichi pastorali eventualmente ricoperti.
Herbauge e la sepoltura
Il territorio di Herbauge apparteneva all'area settentrionale dell'antico Poitou e comprendeva una regione situata tra la Loira e la costa atlantica. L'identificazione geografica dell'antico pagus Herbadillicus è stata oggetto di approfondimento negli studi storici collegati alla tradizione di Benedetto.
Il Sacramentarium Godelgaudi colloca la deposizione di Benedetto in questo territorio. La data indicata dalla fonte è l'undicesimo giorno prima delle calende di novembre, corrispondente al 22 ottobre. La memoria liturgica trasmessa dal Martyrologium Usuardi, invece, è fissata al 23 ottobre. Questa differenza tra la data antica della deposizione e la festa liturgica successivamente stabilizzata non consente di fissare con certezza il giorno della morte.
Il dato fondamentale rimane dunque quello della sepoltura a Herbauge, avvenuta prima dell'anno 800. Non è documentato l'anno della morte.
Benedetto di Herbauge e Benedetto di Quinçay
La tradizione medievale collegò strettamente Benedetto all'abbazia di Quinçay, presso Poitiers. La questione dell'identità tra il sacerdote sepolto a Herbauge e il santo venerato a Quinçay fu esaminata criticamente dai Bollandisti.
Il loro studio distingue anzitutto Benedetto di Herbauge da san Benedetto di Macérac, la cui memoria ricorre il 22 ottobre. La distinzione è fondata soprattutto sulla diversa cronologia delle tradizioni relative ai due santi e sull'attestazione di Benedetto di Herbauge già nel Sacramentarium Godelgaudi.
Per quanto riguarda invece Benedetto di Herbauge e Benedetto di Quinçay, i Bollandisti ritennero che si trattasse della stessa persona. Un elemento importante è costituito dalla tradizione delle reliquie: mentre non risultano più tracce delle reliquie di Benedetto a Herbauge dopo le incursioni normanne, una parte delle reliquie del santo venne successivamente venerata a Quinçay. Il collegamento è quindi considerato altamente probabile, ma la ricostruzione dei singoli trasferimenti rimane in parte ipotetica.
Le incursioni normanne e il trasferimento delle reliquie
Nel IX secolo le incursioni normanne sconvolsero numerosi centri religiosi del Poitou e delle regioni circostanti. Le fonti ricordano devastazioni ripetute a partire dagli anni Quaranta del secolo. In questo contesto divenne consuetudine trasferire le reliquie dei santi in luoghi ritenuti più sicuri.
Secondo la ricostruzione dei Bollandisti, le reliquie di Benedetto furono probabilmente trasferite da Herbauge a Quinçay intorno all'anno 858. L'ipotesi si fonda sul confronto tra le vicende delle reliquie di Benedetto e quelle conservate dai monaci legati alla tradizione di san Filiberto. La distruzione di Quinçay durante le incursioni normanne rese successivamente necessario un nuovo trasferimento.
Il Martyrologium Usuardi, nella sua prima redazione, già intorno agli anni 859-860, ricordava Benedetto il 23 ottobre nel territorio di Poitiers. La notizia è particolarmente significativa perché dimostra che il culto era già stabilmente associato all'area di Poitiers nella seconda metà del IX secolo.
Una parte delle reliquie sarebbe stata poi trasferita insieme ad altre reliquie custodite dai monaci verso l'Alvernia e successivamente a Tournus, in Borgogna. La tradizione relativa a Tournus è collegata alla presenza, nell'abbazia, di una parte del corpo di 'san Benedetto di Quinçay'.
Le reliquie a Quinçay
Quinçay divenne progressivamente il principale centro della memoria di Benedetto. Il nome di san Benedetto finì per prevalere nella denominazione dell'abbazia, che assunse la forma di Saint-Benoît de Quinçay.
Nel 1027 l'abbazia è documentata con la denominazione Abbas Sancti Benedicti de Quinciaco. La presenza delle reliquie del santo contribuì alla progressiva identificazione dell'abbazia con il suo culto.
Un tumulo posto dietro l'altare maggiore dell'abbazia era ritenuto quello di Benedetto. I Bollandisti, tuttavia, sottolinearono che la tradizione locale non forniva una prova sufficiente per stabilire che quel sepolcro fosse effettivamente il luogo originario della sua morte e sepoltura. Anche se il tumulo fosse stato autentico, la sua presenza non dimostrerebbe che Benedetto fosse vissuto o morto a Quinçay, poiché le reliquie potevano essere state trasferite e nuovamente deposte in un sepolcro.
Nel 1226 l'abate di Quinçay Aimerico I dispose una solenne traslazione delle reliquie di Benedetto. L'evento costituisce una delle attestazioni più tarde e precise della venerazione del santo presso l'abbazia.
La tradizione episcopale
Una tradizione agiografica più tarda attribuì a Benedetto la dignità episcopale, talvolta identificandolo con un vescovo di Sebaste o di Samaria che sarebbe giunto in Gallia durante le persecuzioni dell'imperatore Giuliano l'Apostata.
Questa ricostruzione non è sostenuta dalle fonti più antiche. Il Sacramentarium Godelgaudi dell'anno 800 lo qualifica esplicitamente come sacerdote e i Bollandisti dedicarono una parte significativa della loro analisi alla dimostrazione che non vi erano elementi sufficienti per considerarlo vescovo. Le vicende relative alla presunta provenienza orientale, all'arrivo in Gallia e alla fondazione di un eremitaggio appartengono alla tradizione agiografica tarda e non possono essere utilizzate come dati biografici certi.
Anche l'eventuale identificazione con un Benedetto presente nei cataloghi episcopali di Poitiers non è sufficientemente documentata e non modifica l'identificazione storicamente più solida del santo come sacerdote.
Il culto liturgico
La memoria di Benedetto è attestata già nel IX secolo. Il Martyrologium Usuardi lo ricorda il 23 ottobre come confessore nel territorio di Poitiers e questa memoria passò successivamente nel Martyrologium Romanum. Il martirologio romano contemporaneo lo ricorda come sacerdote nel territorio di Herbauge presso Poitiers, in Aquitania, nella Gallia.
Il culto rimase particolarmente legato alle diocesi di Poitiers e Luçon, corrispondenti ai territori nei quali la tradizione di Benedetto era maggiormente radicata.
Le reliquie e Tournus
La tradizione documentata dagli studi dei Bollandisti collega le reliquie di Benedetto alla città di Quinçay e successivamente all'abbazia di Tournus. Nel 1562 una parte delle reliquie custodite a Tournus andò perduta durante la distruzione dell'abbazia da parte dei Calvinisti. Tra le reliquie distrutte viene ricordata anche una parte del corpo attribuito a Benedetto di Quinçay.
La successiva storia delle reliquie non consente di ricostruire con certezza la sorte di tutti i resti.
La tradizione di Aizenay
Un'antica tradizione locale collegò Benedetto ad Aizenay, nell'Herbauge, dove sorse successivamente un priorato dedicato al santo. Alla fine dell'XI secolo la controversia tra Quinçay e il monastero di Marmoutier riguardò anche la proprietà della cella di Aizenay e la presenza di una parte delle reliquie di Benedetto.
La presenza di una grotta tradizionalmente associata a san Benedetto ha favorito l'ipotesi che Aizenay fosse il luogo della sua primitiva sepoltura, ma tale identificazione non può essere considerata certa.
Curiosità
- Il nome di Benedetto finì per prevalere nella denominazione dell'antico monastero di Quinçay, che divenne Saint-Benoît de Quinçay.
- Il Sacramentarium Godelgaudi costituisce una delle testimonianze più antiche del culto di Benedetto e lo qualifica esplicitamente come sacerdote, non come vescovo.
- La memoria liturgica del 23 ottobre è più tarda della data di deposizione indicata dal Sacramentarium Godelgaudi, che corrisponde al 22 ottobre.
Cronologia
- 800 circa - Il Sacramentarium Godelgaudi registra la deposizione di san Benedetto sacerdote nel pagus Herbadillicus, l'antico territorio di Herbauge.
- Prima dell'860 - Il Martyrologium Usuardi inserisce Benedetto tra i confessori commemorati il 23 ottobre nel territorio di Poitiers.
- 843 circa - Le incursioni normanne colpiscono i territori di Herbauge e delle regioni vicine, creando le condizioni per il trasferimento delle reliquie dei santi.
- 858 circa - Secondo la ricostruzione dei Bollandisti, le reliquie di Benedetto vengono probabilmente trasferite da Herbauge a Quinçay.
- 871 circa - Le reliquie sarebbero state trasferite con quelle custodite dai monaci collegati a san Filiberto verso il monastero di Saint-Pourçain in Alvernia.
- 876 circa - Una parte delle reliquie sarebbe giunta a Tournus, in Borgogna.
- 1027 - L'abbazia di Quinçay è documentata con il nome Abbas Sancti Benedicti de Quinciaco.
- 1097-1098 - Una controversia riguarda il possesso della cella di Aizenay e una parte delle reliquie di Benedetto.
- 30 dicembre 1226 - L'abate Aimerico I di Quinçay celebra una solenne traslazione delle reliquie di Benedetto.
- 1562 - Le guerre di religione provocano la distruzione dell'abbazia di Tournus e la perdita di parte delle reliquie attribuite a Benedetto di Quinçay.
- 23 ottobre - Memoria liturgica di san Benedetto di Poitiers, sacerdote e confessore.
Valutazione storico-critica
- L'esistenza di Benedetto e il suo stato sacerdotale sono solidamente attestati dalla tradizione liturgica altomedievale, soprattutto dal Sacramentarium Godelgaudi, databile intorno all'anno 800.
- La data precisa della morte non è documentata. La fonte più antica registra la deposizione il 22 ottobre, mentre il Martyrologium Usuardi e la tradizione liturgica successiva collocano la memoria al 23 ottobre.
- L'identificazione tra Benedetto di Herbauge e Benedetto di Quinçay è stata sostenuta criticamente dai Bollandisti ed è più plausibile dell'ipotesi di due persone distinte, soprattutto per la continuità della tradizione delle reliquie.
- Benedetto di Herbauge deve essere distinto da Benedetto di Macérac, la cui memoria e tradizione appartengono a un diverso contesto.
- La qualifica episcopale attribuita dalla tradizione tarda non è sostenuta dalle testimonianze più antiche. Il Sacramentarium Godelgaudi lo definisce sacerdote e i Bollandisti respingono come non storicamente fondata la ricostruzione che lo presenta come vescovo.
- Il racconto della provenienza da Sebaste o Samaria, dell'arrivo in Gallia durante la persecuzione di Giuliano l'Apostata e della fondazione di un eremitaggio appartiene alla tradizione agiografica tarda e non costituisce una biografia storicamente verificabile.
- La storia delle reliquie è meglio documentata a partire dal loro collegamento con Quinçay, mentre i singoli trasferimenti del IX secolo rimangono in parte ricostruzioni probabili.
- Il culto è antico e attestato liturgicamente almeno dall'inizio del IX secolo; la memoria del 23 ottobre è confluita nel Martyrologium Romanum.
- Non risultano una beatificazione o una canonizzazione nel senso delle procedure canoniche moderne; il culto appartiene alla tradizione ecclesiale antica.
Fonti e bibliografia essenziale
- Sacramentarium Godelgaudi, calendario liturgico del manoscritto di Saint-Remi di Reims, circa 800, con la menzione della deposizione di san Benedetto sacerdote nel pagus Herbadillicus.
- Usuardo, Martyrologium, redazione del IX secolo, memoria di san Benedetto il 23 ottobre nel territorio di Poitiers.
- Martyrologium Romanum, 23 ottobre: 'In pago Pictaviensi sancti Benedicti Confessoris' e, nella formulazione moderna, 'In pago Herbadillico apud Pictavium in Aquitania Galliae, sancti Benedicti, presbyteri'.
- Acta Sanctorum, ottobre X, 23 ottobre, commentario critico su san Benedetto, con analisi delle fonti, dell'identificazione Herbauge-Quinçay e della storia delle reliquie.
- Denis de Sainte-Marthe, Gallia Christiana, tomo II, sezione relativa alle diocesi di Poitiers e Luçon.
- Recherches sur les peuples qui habitaient le nord de l'ancien Poitou sur la Loire et la Mer, studio ottocentesco sui territori storici di Herbauge, Tiffauges e Mauges, citato negli Acta Sanctorum.
- Marie-Thérèse Camus, studi sull'abbazia di Saint-Benoît-de-Quinçay e sul patrimonio romanico del Poitou.
Biografia
A cura di Gian Michele Fusconi
Conosciuto anche sotto i nomi di Benedetto di Quincay e di Benedetto di Herbauge. La più antica menzione di lui è contenuta nel calendario premesso al cosiddetto Sacramentarium Godelgaudi, composto verso l'800 dal sacerdote Lamberto per Godelgaldo, decano di San Remigio a Reims. Vi si legge, infatti: «XI Kal. Novembris, in pago Hertabilico depositio Sancti Benedicti presbyteri». Dunque nell'Herbauge, piccolo territorio compreso tra i dipartimenti della Loira inferiore e della Vandea, si ricordava un Benedetto, sacerdote, vissuto prima del sec. IX. Verso l'860 il Martirologio di Usuardo (PL, CXXIV, coll. 609 sg.) al 23 ottobre riporta il seguente elogio, passato poi nel Martirologio Romano: «In pago Pictavensi sancti Benedicti confessoris». Con ogni probabilità bisogna ammettere che tali elogi si riferiscono allo stesso santo, il quale invece va nettamente distinto da san Benedetto di Macérac venerato al 22 ottobre, dal momento che quest'ultimo era ancora vivo al tempo della composizione del Sacramentarium Godelgaudi, e che la sua festa in tale data ricorda la traslazione delle sue reliquie all'abbazia di Redon. Verso la metà del IX sec.. l'Herbauge subì l'invasione normanna. Quasi certamente fu in questa occasione che le reliquie di Benedetto furono portate nel monastero fondato da sant'Acadro a Quincay nei pressi di Poitiers. Non molti anni dopo, verso l'874, il monastero di Quincay fu distrutto dai Normanni; ma quei monaci s'erano già rifugiati altrove portando con sé le reliquie di Benedetto. Infatti verso l'876 dette reliquie furono accolte nell'abbazia di Tournus (Saône-et-Loire. Nel 1562 tra le reliquie profanate dai calvinisti in detta abbazia viene ricordato anche il «corpus Sancti Benedicti de Quinciaco». I monaci di Quinçay, tuttavia, tornando al loro monastero, vi avevano riportato parte delle reliquie del loro patrono. E dal sec. X tale monastero, dedicato al Salvatore, alla Vergine e a sant'Andrea, viene designato comunemente come San Benedetto di Quincay, nome passato poi all'attuale villaggio. Nel 1034 ad Azenay nell'Herbauge, in diocesi di Luçon, dai monaci di Quincay fu fondato e dedicato a Benedetto un priorato, nella cui chiesa furono portate alcune reliquie del santo. A motivo di tale scelta e per il fatto che in quel territorio veniva indicato uno speco col nome di «Grotte de Saint Benoit», si è fatta l'ipotesi che Azenay fosse il luogo della primitiva sepoltura del sacerdote Benedetto. Il 30 dicembre 1226 Aimerico I, abate di Quincay, procedette ad una solenne traslazione delle reliquie di Benedetto, delle quali poi è andata perduta ogni traccia.
Probabilmente al sec. XI bisogna far risalire la leggenda sorta attorno alla figura di Benedetto sulla base della favolosa Vita di san Vivenzio. Benedetto sarebbe stato vescovo di Samaria in Palestina, donde sarebbe fuggito col sacerdote Vivenzio e quaranta compagni per sottrarsi alla persecuzione di Giuliano l'Apostata. Dopo una sosta a Roma per ricevere la benedizione del papa, si diressero verso Poitiers, dove furono benevolmente accolti da sant'Ilario. Benedetto poi avrebbe ottenuto di condurre vita eremitica nei pressi della città, «iuxta Castellum Gravionem», dove sul suo sepolcro sant'Acadro fonderà il monastero di Quincay. La leggenda, pur purgata dagli elementi contraddittori che conteneva, fu accolta nelle lezioni dei breviari delle diocesi di Luçon e di Poitiers, dove la festa del vescovo Benedetto viene celebrata con Ufficio proprio al 23 ottobre. Da parte di alcuni è stata avanzata l'ipotesi, per altro gratuita, che Benedetto sia da identificare col «Benedictus» menzionato nei cataloghi episcopali di Poitiers, e che avrebbe retto la diocesi nella seconda metà del sec. VIII.

