San Giuseppe Le Dang Thi

Martire

Festa: 24 ottobre

Nascita-morte: Văn Quỹ, Hải Lăng, Quảng Trị, Annam, Viet Nam, 1825 - An Hòa, Huế, Annam, Viet Nam, 24 ottobre 1860

Nascita - morte:
Văn Quỹ, Hải Lăng, Quảng Trị, Annam, Viet Nam, 1825 - An Hòa, Huế, Annam, Viet Nam, 24 ottobre 1860

Festa:
24 ottobre

Etimologia:
Dall'ebraico Yosef, interpretato come 'egli aggiungerà' o 'Dio aggiunga'.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera G

Calendario: I santi del 24 ottobre

Gruppo: Santi Martiri Vietnamiti (Andrea Dung Lac e 116 compagni)

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

A Huê in Annamia, ora Viet Nam, san Giuseppe Lê Dang Thi, martire: ufficiale, messo in carcere perché cristiano, testimoniò tra i supplizi in mezzo ai compagni di prigionia la fede, dalla quale mai deviò, e fu infine strangolato sotto l’imperatore Tu Duc.

Fu un laico vietnamita e ufficiale dell'esercito imperiale, appartenente alla comunità cattolica di Kẻ Văn, nella regione di Quảng Trị. Visse durante il regno dell'imperatore Tự Đức, in una fase di particolare intensificazione delle persecuzioni contro i cristiani. La sua posizione nell'apparato militare rese particolarmente significativo il conflitto tra l'obbedienza alle disposizioni imperiali e la sua volontà di non rinnegare la fede cristiana. Arrestato nel 1860 e sottoposto a detenzione, fu condannato allo strangolamento e giustiziato ad An Hòa, presso Huế, il 24 ottobre dello stesso anno. Il Martyrologium Romanum lo ricorda come ufficiale dell'esercito imprigionato perché cristiano e rimasto fermo nella fede. Fu beatificato da Pio X nel 1909 e canonizzato da Giovanni Paolo II nel 1988 tra i 117 martiri del Viet Nam.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Giuseppe Lê Đăng Thị nacque nel 1825 a Kẻ Văn, villaggio di Văn Quỹ, nella provincia di Quảng Trị, in una famiglia legata alla carriera militare. Le fonti ecclesiastiche vietnamite concordano sull'anno di nascita, mentre alcune fonti secondarie riportano anche il 1828. Il dato del 1825 è quello recepito dalle principali fonti ecclesiastiche contemporanee e dagli elenchi ufficiali dei martiri vietnamiti. Non sono noti il giorno e il mese della nascita.
Il territorio di origine apparteneva all'Annam e si trovava nell'area dell'odierna Quảng Trị. Kẻ Văn era già nel XVII secolo una comunità cristiana conosciuta nella regione, e la tradizione locale conserva la memoria di una presenza cattolica antica nel territorio.

La carriera militare
Lê Đăng Thị seguì la professione del padre e entrò nell'esercito della corte imperiale. Le fonti ecclesiastiche vietnamite lo indicano inizialmente come Cai đội e successivamente come Chưởng vệ, un ufficiale incaricato del comando di un reparto di soldati. Fu destinato a Hà Tĩnh e in seguito a Nghệ An. Le fonti concordano quindi sul suo ruolo di ufficiale dell'esercito, anche se le descrizioni moderne non sono sempre uniformi nella traduzione dei gradi militari vietnamiti. Il Martyrologium Romanum lo presenta semplicemente come ufficiale dell'esercito.
Durante il periodo trascorso a Hà Tĩnh e Nghệ An si sposò ed ebbe figli. Le fonti ecclesiastiche vietnamite riferiscono che la prima moglie morì e che egli contrasse successivamente un secondo matrimonio. Questi particolari appartengono alla tradizione biografica ecclesiale vietnamita e non sono presenti nella breve notizia del Martyrologium Romanum.

La persecuzione sotto Tự Đức
Nel 1859 la politica imperiale contro il cristianesimo si fece più severa e coinvolse anche gli appartenenti all'amministrazione e all'esercito. La persecuzione prevedeva, tra l'altro, l'obbligo per alcuni funzionari e militari cristiani di rinunciare alla fede, pena la perdita dell'incarico e ulteriori sanzioni. Il caso di Lê Đăng Thị si colloca precisamente in questo contesto.
Secondo le fonti ecclesiastiche vietnamite, Lê Đăng Thị chiese di essere congedato adducendo motivi di salute e tornò nella sua terra d'origine, mentre la famiglia rimase temporaneamente a Nghệ An. All'inizio del 1860 fu individuato e arrestato. Dopo un primo rilascio, fu nuovamente convocato e arrestato insieme ad altri militari cristiani. La ricostruzione delle singole fasi dell'arresto varia nei dettagli tra le fonti locali, ma il nucleo della vicenda è concorde: egli fu riconosciuto come cristiano, rifiutò di rinnegare la fede e fu sottoposto a procedimento giudiziario.

La prigionia
Lê Đăng Thị fu detenuto dapprima nella regione di Quảng Trị e successivamente trasferito a Huế. Le fonti ecclesiastiche vietnamite riferiscono che durante la prigionia subì pressioni e maltrattamenti affinché rinunciasse alla fede. Il Martyrologium Romanum conserva in forma molto più sintetica la stessa sostanza, ricordando che, mentre era detenuto perché cristiano, diede testimonianza della propria fede anche tra gli altri prigionieri.
Le narrazioni devozionali vietnamite tramandano inoltre numerosi particolari sulla sua vita spirituale in carcere, compresi colloqui con altri detenuti, l'assistenza religiosa ricevuta clandestinamente e il battesimo amministrato a un compagno di prigionia. Questi episodi appartengono alla tradizione agiografica posteriore e non risultano attestati nella breve documentazione ufficiale utilizzata dal Martyrologium Romanum; per questo non possono essere trattati allo stesso livello dei dati fondamentali sul processo e sul martirio.

Il processo e il martirio
La condanna di Lê Đăng Thị fu la pena dello strangolamento, corrispondente al supplizio indicato nelle fonti vietnamite con il termine xử giảo. L'accusa era legata alla sua appartenenza alla fede cristiana e al rifiuto di rinunciarvi. Le fonti locali riportano anche la formula della sentenza, nella quale egli è qualificato come Chưởng vệ e accusato di seguire la religione considerata illecita dalle autorità imperiali.
Il 24 ottobre 1860 fu condotto al luogo dell'esecuzione, ad An Hòa, presso Huế. Il Martyrologium Romanum registra per questo giorno la sua morte e precisa che fu infine strangolato sotto l'imperatore Tự Đức. Anche l'elenco ufficiale dei 117 martiri pubblicato dalla Santa Sede indica il 24 ottobre 1860 come data del suo martirio e lo qualifica come laico.
Alcune fonti secondarie, tra cui la voce della New Catholic Encyclopedia dedicata ai martiri del Viet Nam, riportano invece il 25 ottobre 1860. La discrepanza non modifica la data liturgica né la data registrata dalle fonti ecclesiastiche ufficiali, che indicano il 24 ottobre.

Sepoltura e memoria
Secondo la tradizione ecclesiale della Chiesa di Huế, il corpo di Lê Đăng Thị fu consegnato ai cristiani e sepolto presso Phủ Cam. La memoria locale collega ancora oggi il suo culto alla comunità di Phủ Cam e alla chiesa della Congregazione del Santissimo Redentore a Huế, dove vengono indicate le sue reliquie.
La tradizione delle reliquie è significativa per la storia del culto locale, ma la documentazione pubblicamente accessibile non consente di ricostruire in modo completo e continuo la storia materiale della conservazione dei resti dal 1860 a oggi.

Beatificazione e canonizzazione
Giuseppe Lê Đăng Thị apparteneva al gruppo di venti martiri vietnamiti beatificati da Pio X il 2 maggio 1909. La documentazione della Santa Sede relativa ai martiri vietnamiti distingue quattro grandi gruppi di beatificazioni, celebrate nel 1900, nel 1906, nel 1909 e nel 1951. Il gruppo del 1909 comprendeva venti martiri, tra i quali Lê Đăng Thị.
Il 18 aprile 1986 le cause dei 117 martiri vietnamiti confluirono in una causa unitaria. Il 5 giugno 1986 un decreto riconobbe la perdurante fama di segni e miracoli relativa al gruppo. Il 19 giugno 1988 Giovanni Paolo II canonizzò a Roma i 117 martiri vietnamiti, comprendenti 96 vietnamiti, 11 spagnoli e 10 francesi. Giuseppe Lê Đăng Thị fu così proclamato santo insieme agli altri membri del gruppo.

Il contesto della persecuzione
Il martirio di Lê Đăng Thị si colloca nell'ultima grande fase delle persecuzioni contro i cristiani durante il regno di Tự Đức. La Santa Sede, nella documentazione relativa ai martiri vietnamiti, ricorda una lunga successione di provvedimenti repressivi contro il cristianesimo e sottolinea che i 117 martiri canonizzati nel 1988 appartengono a un gruppo selezionato tra un numero molto più ampio di vittime della persecuzione.
Nel caso di Lê Đăng Thị la repressione assunse una particolare rilevanza perché egli apparteneva all'esercito imperiale. La sua vicenda mostra quindi il contrasto tra l'appartenenza istituzionale alla struttura politica e militare del regno e il rifiuto di rinunciare alla fede cristiana. Giovanni Paolo II, nell'omelia della canonizzazione, interpretò la testimonianza dei martiri vietnamiti anche alla luce della loro volontà di rimanere fedeli alla fede senza negare la propria appartenenza alla patria e alle sue istituzioni.

Il culto
La memoria individuale di Giuseppe Lê Đăng Thị è fissata al 24 ottobre nel Martyrologium Romanum. La memoria liturgica comune dei 117 martiri vietnamiti è invece celebrata il 24 novembre. La distinzione deriva dalla diversa funzione delle due commemorazioni: il 24 ottobre ricorda individualmente il suo martirio, mentre il 24 novembre celebra unitariamente il gruppo dei martiri vietnamiti.

Cronologia
- 1825 - Nascita di Giuseppe Lê Đăng Thị a Kẻ Văn, nel territorio di Quảng Trị.
- Prima metà del XIX secolo - Ingresso nell'esercito imperiale e sviluppo della carriera militare.
- 1859 - Intensificazione della persecuzione contro i cristiani durante il regno di Tự Đức, con provvedimenti rivolti anche ai funzionari e ai militari cristiani.
- Gennaio 1860 - Arresto di Lê Đăng Thị dopo essere stato individuato come cristiano.
- 1860 - Detenzione nella regione di Quảng Trị e successivo trasferimento a Huế.
- 24 ottobre 1860 - Lê Đăng Thị viene strangolato ad An Hòa, presso Huế, durante il regno dell'imperatore Tự Đức.
- 2 maggio 1909 - Beatificazione di Lê Đăng Thị da parte di papa Pio X, insieme ad altri diciannove martiri vietnamiti.
- 18 aprile 1986 - Le cause dei 117 martiri vietnamiti confluiscono in una causa unitaria.
- 5 giugno 1986 - Decreto relativo alla perdurante fama di segni e miracoli dei 117 martiri.
- 19 giugno 1988 - Canonizzazione dei 117 martiri vietnamiti da parte di papa Giovanni Paolo II.

Valutazione storico-critica
- L'identità di Giuseppe Lê Đăng Thị come laico vietnamita, ufficiale dell'esercito e martire della persecuzione sotto Tự Đức è solidamente attestata dalle fonti ecclesiastiche ufficiali. La Santa Sede lo inserisce nell'elenco dei 117 martiri canonizzati nel 1988 e lo qualifica esplicitamente come laico.
- L'anno di nascita 1825 è quello maggiormente attestato dalle fonti ecclesiastiche vietnamite e dagli elenchi ufficiali. Il giorno e il mese della nascita non sono documentati. Una fonte ecclesiastica locale ha recentemente segnalato anche il 1828, ma questa variante rimane minoritaria e non prevale sul dato del 1825.
- La data del martirio presenta una divergenza limitata nelle fonti secondarie: alcune riportano il 25 ottobre 1860, mentre il Martyrologium Romanum, la documentazione della Santa Sede e le principali fonti ecclesiastiche vietnamite indicano il 24 ottobre 1860. Il 24 ottobre costituisce pertanto il dato maggiormente fondato.
- La qualifica militare è certa, mentre la traduzione dei gradi Cai đội e Chưởng vệ varia nelle fonti moderne. Il Martyrologium Romanum utilizza la più generale qualifica di ufficiale dell'esercito; le fonti vietnamite conservano i titoli originali.
- I racconti relativi alla vita familiare, alle vicende della prigionia, ai colloqui con altri detenuti e ad alcuni episodi religiosi avvenuti in carcere appartengono soprattutto alla tradizione agiografica vietnamita. Il nucleo storico più saldamente attestato comprende l'appartenenza all'esercito, la condizione di cristiano, la detenzione, il rifiuto di rinnegare la fede e il martirio mediante strangolamento.
- L'appartenenza di Lê Đăng Thị al gruppo dei martiri vietnamiti e il riconoscimento ecclesiastico del suo martirio sono privi di ambiguità. Fu beatificato nel 1909 e canonizzato nel 1988 insieme agli altri 116 martiri.
- La tradizione relativa alla conservazione delle reliquie presso la chiesa del Santissimo Redentore di Huế è attestata dalla memoria ecclesiale locale. La documentazione pubblicamente accessibile non permette tuttavia di ricostruire integralmente la storia delle reliquie dalla sepoltura originaria fino alla loro attuale collocazione.
- Il culto individuale è attestato liturgicamente il 24 ottobre, mentre il 24 novembre è la memoria comune dei 117 martiri vietnamiti. La distinzione tra le due date è documentata nella tradizione liturgica cattolica.

Fonti e bibliografia essenziale
- Santa Sede, Congregazione delle Cause dei Santi, 'Martiri del Vietnam', elenco ufficiale dei 117 martiri e ricostruzione delle quattro fasi delle beatificazioni. Giuseppe Lê Đăng Thị figura al n. 99, con la qualifica di laico e la data del martirio 24 ottobre 1860.
- Santa Sede, Congregazione delle Cause dei Santi, 'Martiri del Vietnam', quadro della confluenza delle cause nel 1986, del decreto de signis e della canonizzazione del 19 giugno 1988.
- Giovanni Paolo II, Omelia per la canonizzazione dei 117 martiri vietnamiti, 19 giugno 1988, Roma.
- Catholic Bishops' Conference of Vietnam, 'Martyr Saints of Viet Nam', elenco dei martiri vietnamiti con dati biografici essenziali, qualifica, luogo del martirio e data della beatificazione.
- Tổng Giáo phận Huế, 'Lược sử Giáo xứ Kẻ Văn', storia della comunità cristiana di Kẻ Văn e identificazione del territorio di Văn Quỹ.
- Tổng Giáo phận Huế, 'Lược sử Giáo xứ Chính Tòa Phủ Cam', tradizione locale relativa al martirio di Lê Đăng Thị ad An Hòa e alla sepoltura presso Phủ Cam.
- New Catholic Encyclopedia, voce 'Vietnam, Martyrs of, Ss.', con la ricostruzione del gruppo dei martiri e la variante secondaria del 25 ottobre 1860 per Lê Đăng Thị.

Aggiunto/modificato il 6 ottobre 2026