San Farone di Meaux

Vescovo

Festa: 28 ottobre

Nascita-morte: † Meaux, attuale Seine-et-Marne, Île-de-France, Francia, circa 670

Immagini di San Farone di Meaux Vescovo

Nascita - morte:
† Meaux, attuale Seine-et-Marne, Île-de-France, Francia, circa 670

Festa:
28 ottobre

Emblema:
Abiti e insegne episcopali.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera F

Calendario: I santi del 28 ottobre

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

A Meaux ancora in Neustria, san Farone, vescovo, che, dopo essere stato domestico del re, indotto da sua sorella santa Fara a servire Dio in pienezza, persuase sua moglie a prendere il velo delle consacrate, per potere essere così lui stesso ammesso nel clero; chiamato al governo pastorale, dotò la Chiesa di generose donazioni, eresse parrocchie e sostenne i monasteri.

Noto anche come Burgundofaro, fu vescovo di Meaux nella Francia merovingia del VII secolo. Appartenente a una famiglia aristocratica legata alla corte franca, è attestato dapprima nell'amministrazione regia e successivamente alla guida della diocesi di Meaux. Un documento del 629 lo ricorda come referendario di Dagoberto I, mentre un privilegio concesso alla chiesa di Rebais testimonia che era già vescovo entro il 638. Il suo lungo episcopato si colloca nell'epoca di consolidamento delle istituzioni ecclesiastiche e di sviluppo del monachesimo franco. La tradizione lo collega alla sorella santa Fara, fondatrice di Faremoutiers, e al sostegno prestato a comunità monastiche e religiosi itineranti. La biografia composta nel IX secolo dal vescovo Ildegario contiene tuttavia episodi di carattere leggendario, da distinguere dalle testimonianze documentarie più antiche. La sua memoria, celebrata il 28 ottobre, è attestata nei martirologi medievali e conservata nel Martirologio Romano.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Origini familiari e ambiente merovingio
Farone (Faron, Faro, Burgundofaro, Burgondofare) apparteneva a una famiglia aristocratica inserita nelle reti politiche e religiose della Gallia franca. La parentela con santa Fara, fondatrice del monastero di Faremoutiers, e con Cagnoaldo, poi vescovo di Laon, lo colloca nell'ambiente che favorì la diffusione delle comunità monastiche ispirate a san Colombano. La tradizione familiare è trasmessa anche attraverso la Vita Columbani di Giona di Bobbio, fonte del VII secolo particolarmente importante per la storia di Fara. Le ricostruzioni più tarde hanno ampliato il racconto delle origini e della giovinezza di Farone, ma non permettono di fissarne con certezza il luogo e l'anno di nascita.

Il servizio alla corte
Nel 629 Farone compare come referendario del re Dagoberto I. L'incarico apparteneva all'amministrazione regia e comportava responsabilità nella preparazione e autenticazione degli atti. Questa attestazione è un punto fermo della sua biografia: mostra che prima dell'episcopato aveva ricoperto una funzione pubblica di rilievo. I racconti che lo presentano come protettore dei deboli e mediatore di clemenza presso i sovrani appartengono soprattutto alla tradizione agiografica successiva. Non è possibile verificare singolarmente tutti gli episodi attribuitigli.

Il passaggio alla vita ecclesiastica
Secondo la tradizione, Farone era sposato con Blidechilde e, incoraggiato dalla sorella Fara, scelse d'accordo con la moglie di lasciare la vita coniugale per entrare nel clero; Blidechilde avrebbe abbracciato la vita religiosa. La notizia è presente nelle narrazioni agiografiche, ma i particolari del dialogo familiare e delle circostanze della separazione non sono attestati da documenti contemporanei. Il passaggio dal servizio regio all'episcopato avvenne dopo il 629 e prima del 638, senza che sia possibile stabilire con sicurezza l'anno della consacrazione.

Il governo della diocesi di Meaux
Farone era già vescovo quando concesse un privilegio alla chiesa di Rebais, datato al 637-638 nelle ricostruzioni storiche. La sua attività episcopale proseguì per diversi decenni. Sottoscrizioni di documenti collocate negli anni 660, 664 e 667 ne attestano la presenza nelle vicende ecclesiastiche del regno franco. Il suo episcopato coincise con una fase di intensa relazione tra sedi vescovili, fondazioni religiose e aristocrazia locale. Il Martirologio Romano gli attribuisce generose donazioni alla Chiesa, l'erezione di parrocchie e il sostegno ai monasteri: sono tratti fondamentali della sua memoria ecclesiastica, anche se le singole iniziative non sono tutte ricostruibili con identico grado di certezza.

Relazioni con il monachesimo
La tradizione associa Farone all'accoglienza di monaci provenienti dalle isole britanniche, in particolare san Fiacrio, al quale avrebbe assegnato un terreno nella regione di Brie. Il racconto appartiene alla memoria monastica locale e riflette il ruolo attribuito al vescovo nella promozione degli insediamenti religiosi. Gli viene inoltre collegata la fondazione dell'abbazia di Sainte-Croix a Meaux, che in seguito prese il suo nome. Per questi episodi occorre distinguere il radicamento storico del culto e delle istituzioni dalle ricostruzioni biografiche elaborate nei secoli successivi.

Gli ultimi anni e la memoria
Beda il Venerabile riferisce il passaggio a Meaux di Teodoro, futuro arcivescovo di Canterbury, nel viaggio verso la sua sede, collocato nel 668-669. La tradizione identifica Farone come il vescovo che lo accolse. L'anno della morte non è accertato: ricorrono nelle fonti e nei repertori le date approssimative del 669, 670 e 672. La data liturgica del 28 ottobre non dimostra da sola il giorno esatto del decesso. Il vescovo Ildegario compose nell'869 una Vita Faronis che contribuì decisamente alla diffusione della memoria del predecessore, ma nella quale si intrecciano dati storici, tradizioni locali e motivi letterari agiografici.

Approfondimenti

La Vita Faronis e la sua attendibilità
La Vita attribuita a Ildegario fu redatta circa due secoli dopo gli avvenimenti narrati. Il suo valore principale consiste nella testimonianza della memoria ecclesiastica e del culto di Farone nel IX secolo. Le narrazioni di miracoli, gli episodi di corte e alcuni dettagli familiari non possiedono la stessa forza probatoria degli atti del VII secolo. La tradizione relativa a Farone è dunque ricostruibile su due piani: le attestazioni documentarie dell'attività pubblica ed episcopale e la successiva elaborazione della sua figura come modello di vescovo e protettore dei monaci.

La memoria liturgica
Il culto di Farone compare nei martirologi a partire dalla metà del IX secolo. La festa del 28 ottobre è rimasta legata alla sua memoria. L'antica abbazia di Sainte-Croix a Meaux, poi conosciuta con il nome del santo, rappresentò un centro significativo della sua venerazione. Le tradizioni relative alla conservazione e ai trasferimenti delle reliquie non consentono di identificare con certezza ogni fase della loro storia.

Curiosità
- Il nome Burgundofaro conserva il ricordo dei legami della famiglia con l'ambiente aristocratico burgundo.
- Sua sorella Fara diede il nome al monastero e alla località di Faremoutiers.
- La Vita Faronis del IX secolo è nota anche per la trasmissione di una composizione celebrativa tradizionalmente associata alla figura del vescovo.

Cronologia

- Fine del VI secolo - Epoca probabile della nascita, senza data accertata.
- 629 - Farone è attestato come referendario di Dagoberto I.
- Tra il 629 e il 638 - Passaggio al clero ed elevazione alla sede episcopale di Meaux.
- 637-638 - Privilegio concesso alla chiesa di Rebais.
- 660 - Sottoscrizione di un atto a favore di Saint-Pierre-le-Vif, secondo la tradizione documentaria riportata dagli studi.
- 664 - Sottoscrizione di un atto relativo a Corbie.
- 667 - Sottoscrizione di un atto relativo a Sainte-Marie di Soissons.
- 668-669 - Passaggio di Teodoro di Canterbury a Meaux, riferito da Beda.
- Intorno al 670 - Morte di Farone, di anno incerto.
- Metà del IX secolo - Attestazioni della memoria nei martirologi.
- 869 - Composizione della Vita Faronis da parte di Ildegario.

Valutazione storico-critica

- Documentato: l'esistenza di Farone, il servizio regio nel 629 e il suo episcopato già attestato entro il 638.
- Altamente probabile: l'appartenenza a una famiglia aristocratica legata al movimento monastico della Gallia franca.
- Tradizione agiografica: le circostanze dettagliate della separazione dalla moglie e vari episodi di clemenza presso la corte.
- Tradizione monastica: il ruolo personale nelle fondazioni e nelle concessioni a singoli eremiti richiede una valutazione distinta per ciascun racconto.
- Cronologia incerta: l'anno della morte non è stabilito concordemente; il 28 ottobre è una data liturgica.
- Fonte tarda: la Vita di Ildegario, redatta nell'869, contiene materiale leggendario e non può essere trattata come testimonianza contemporanea.
- Culto: attestato nei martirologi medievali e conservato nel Martirologio Romano.

Fonti e bibliografia essenziale

- Ildegario di Meaux, Vita Faronis, Bibliotheca Hagiographica Latina, nn. 2825 e seguenti.
- Giona di Bobbio, Vita Columbani, per il contesto familiare e monastico.
- Beda il Venerabile, Historia ecclesiastica gentis Anglorum, per il viaggio di Teodoro di Canterbury.
- Acta Sanctorum, ottobre, tomo XII, pp. 593-623.
- Henri Platelle, voce dedicata a Farone, Bibliotheca Sanctorum, volume V, 1964.
- New Catholic Encyclopedia, voce Faro of Meaux.
- Alban Butler, The Lives of the Saints, voce St. Faro, Bishop of Meaux.

Aggiunto/modificato il 13 ottobre 2026