Sant' Epimaco (Epimachio) di Pelusio

Martire

Festa: 31 ottobre

Nascita-morte: † Alessandria d'Egitto, 250 circa

Nascita - morte:
† Alessandria d'Egitto, 250 circa

Festa:
31 ottobre

Etimologia:
Dal greco Epimachos, nome composto con riferimento al combattimento o alla lotta.

Emblema:
Abbigliamento da martire e croce.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera E

Calendario: I santi del 31 ottobre

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

Ad Alessandria d’Egitto, sant’Epimachio di Pelusio, martire, che, come si tramanda, durante la persecuzione dell’imperatore Decio, vedendo che il prefetto costringeva i cristiani a sacrificare agli idoli, tentò di rovesciare l’altare e fu per questo arrestato, torturato e, infine, decapitato con la spada.

Il suo nome è legato a Pelusio, antico centro del delta orientale del Nilo, e ad Alessandria, dove la tradizione greca colloca la sua testimonianza durante una persecuzione dei cristiani. I racconti agiografici lo presentano dapprima come asceta ritirato in solitudine e poi come cristiano che affrontò pubblicamente l'autorità pagana, subendo la tortura e la decapitazione. La cronologia precisa non è sicura: gli studiosi degli Acta Sanctorum hanno proposto, con riserva, l'ottobre del 250, durante la persecuzione di Decio. La narrazione del martirio è conservata in differenti redazioni greche, il cui valore non equivale a quello di atti giudiziari contemporanei. Anche alcuni particolari miracolosi appartengono al linguaggio della passione agiografica. La sua figura è quindi significativa sia come testimonianza di un culto antico sia per lo studio della trasmissione letteraria dei racconti sui martiri egiziani.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Pelusio e l'ambiente egiziano
Pelusio sorgeva presso il ramo orientale del delta del Nilo ed era una città strategica nei collegamenti tra l'Egitto e la regione siro-palestinese. Il legame di Epimaco con questo luogo è espresso dall'appellativo Pelusiota, attestato nella tradizione agiografica. Non sono documentati l'anno di nascita, la famiglia e gli studi del martire. La passione greca lo descrive come uomo dedito all'ascesi e alla vita solitaria nei pressi di Pelusio. Questa descrizione, pur importante per la storia del suo culto, non consente di ricostruire con sicurezza le concrete pratiche quotidiane di Epimaco.

La persecuzione e la scelta di Alessandria
Le redazioni greche collocano l'azione durante una persecuzione che costringeva i cristiani a sacrificare agli dèi. Epimaco, appresa la notizia delle violenze ad Alessandria, avrebbe lasciato la solitudine per manifestare pubblicamente la propria fede. La passione racconta che abbatté un altare o degli idoli e affrontò il magistrato responsabile dei procedimenti contro i cristiani. Il nome del funzionario e le circostanze variano nelle tradizioni; non esistono elementi sufficienti per considerare ogni particolare una registrazione contemporanea dei fatti. Il quadro generale richiama le persecuzioni imperiali del III secolo, mentre la datazione specifica alla persecuzione di Decio resta un'ipotesi storica.

Il processo e il martirio nella tradizione
Secondo il racconto orientale, Epimaco rifiutò di sacrificare agli dèi e venne sottoposto a tormenti prima della decapitazione. Una versione narra la guarigione miracolosa di una donna che aveva perduto la vista da un occhio, grazie a una goccia del sangue del martire. Si tratta di un episodio della passione, non verificabile attraverso testimonianze indipendenti. Le redazioni conservano inoltre dialoghi ed episodi di conversione che appartengono alla costruzione narrativa del testo agiografico. La sostanza del culto riguarda la memoria di un cristiano venerato come martire; la ricostruzione puntuale del procedimento e della morte rimane incerta.

Trasmissione delle passioni
Gli Acta Sanctorum pubblicano una passione anonima tratta da un manoscritto greco parigino e un'altra redazione attribuita a Simeone Metafraste. La presenza di più versioni documenta una storia letteraria articolata. Il commento critico bollandista distingue le notizie liturgiche e il culto dagli elementi narrativi difficili da confermare e propone soltanto come verosimile la data del 250. La trasmissione del nome in differenti lingue e calendari ha favorito anche accostamenti con altri martiri chiamati Epimaco, da non identificare automaticamente con il Pelusiota.

Biografia

A cura di Joseph-Marie Sauget

Il Sinassario Alessandrino di Michele vescovo di Atrib e Malig commemora al 14 basano (= 9 maggio) il martirio di Epimaco. Oltre che dalla notizia del Sinassario in lingua araba, il martirio viene conosciuto anche dalla traduzione dello stesso al giorno corrispondente del 14 genbot dove, però, per una lettura corrotta, il martire viene chiamato Simmaco. Gli Atti del martirio di Epimaco sono pervenuti pure in copto, ma purtroppo in un testo molto frammentario. In greco possediamo sia le notizie di diversi sinassari (Menologio di Basilio II, Sinassario sirmondiano) alla data del 30 o 31 ottobre, sia due passiones, la prima anonima e la seconda metafrastica. Le divergenze che le diverse fonti presentano, nonché il loro stile enfatico, fanno dubitare della loro completa veracità e del grado di valore storico da attribuire ai diversi episodi di un martirio certamente autentico.
Risulta dunque che Epimaco era un cristiano ancora giovane (ventisette anni, secondo il Sinassario Alessandrino), oriundo di El-Farma o Pelusio e, sempre secondo il Sinassario Alessandrino, esercitava il mestiere di tessitore, allorché, secondo la passio metafrastica, si dedicò alla vita eremitica. Desideroso di confessare la sua fede in Cristo, si recò ad El-Barkrug, località vicina a Damirah piuttosto che Manùrat. Dal Sinassario Alessandrino non possiamo ricavare altre precisazioni suU’itinerario di Epimaco, oltre Damirah. Invece, nelle fonti greche è ad Alessandria che avrebbe subito il martirio. Comunque, Epimaco si presenta davanti al governatore Bùlàmis (in arabo) o Polendo (in copto) forma nella quale si riconosce, più o meno corrotto, e confessa la sua fede rovesciando l’altare delle divinità pagane. Si succedono quindi le fasi abituali: Epimaco viene messo in carcere, conforta i suoi compagni, rifiuta di adorare gli idoli, è sottoposto a diversi tormenti accompagnati da miracoli spettacolari. Tutte le fonti, per esempio, riferiscono il miracolo della ragazza che assisteva come spettatrice ai tormenti di Epimaco, e alla quale una goccia di sangue sprizzata da una ferita del martire venne a guarire immediatamente un occhio cieco. Finalmente Epimaco muore decapitato. Secondo il Sinassario Alessandrino, invece, Epimaco fu sì condannato alla decapitazione, ma morì di esaurimento mentre veniva portato fuori della città con una corda al collo. Dopo la morte del santo la sua salma fu portata a Pelusio dove, in seguito, una chiesa fu costruita in suo onore. Il martirio di Epimaco avvenne il 9 maggio, secondo il Sinassario, il 7, secondo la passio anonima greca. L’epoca, però, non viene precisata. Negli Atti dei martiri egiziani vittime della persecuzione di Diocleziano, il governatore di Alessandria è sempre Armenio; Apelliano (o Polemio) non viene mai altrove menzionato. Basta questo particolare per concludere che il martirio è avvenuto durante un’altra persecuzione (quella di Decio per esempio?). Si presenta allora il problema di un’eventuale identificazione del nostro martire con l’omonimo martire, compagno di Alessandro di cui conosciamo l’esistenza dal vescovo Dionigi di Alessandria e che è stato martirizzato sotto Decio. Non è più chiara l’identificazione con un altro Epimaco celebrato insieme a Gordiano, benché sia detto che quell'Epimaco è stato venerato a Roma dopo che le sue reliquie vi erano state portate dall'Egitto. Nel Sinassario Alessandrino vengono celebrati il 4 hartur (31 ottobre) i santi martiri romani Epimaco e Azariano; è molto probabile che sotto quest'ultimo nome si debba riconoscere Gordiano. Rimane molto oscura la soluzione da dare a questi problemi, come alla questione di diverse traslazioni di reliquie del martire (unico o triplo) Epimaco.

Fonte: Bibliotheca Sanctorum

Approfondimenti

Il valore degli Acta Sanctorum
Il dossier bollandista intitolato De S. Epimacho Pelusiota martyre Alexandriae in Aegypto conserva sia un commento introduttivo sia testi greci della passione. È particolarmente importante perché permette di distinguere il contenuto dei manoscritti dalle congetture cronologiche formulate dagli studiosi. La data del 250 viene esplicitamente proposta come ipotesi plausibile, non come certezza documentaria.

Le memorie liturgiche
La Chiesa ortodossa in America ricorda Epimaco il 31 ottobre e segnala anche l'11 marzo in relazione alla traslazione delle reliquie. L'esistenza di differenti memorie conferma la diffusione della venerazione, senza dimostrare da sola la data effettiva della morte o l'autenticità di tutte le tradizioni sulle reliquie.

Curiosità
- Il soprannome Pelusiota distingue questo martire da altri santi di nome Epimaco presenti nei repertori agiografici.
- Gli Acta Sanctorum tramandano due differenti testi greci della sua passione, uno anonimo e uno attribuito a Simeone Metafraste.
- La guarigione di una donna ferita a un occhio è uno degli episodi miracolosi caratteristici del racconto orientale.

Cronologia

- III secolo - Epoca tradizionalmente attribuita alla vita e al martirio di Epimaco.
- circa 250 - Data del martirio proposta come verosimile dal commento bollandista, senza certezza documentaria.
- 31 ottobre - Memoria liturgica nella tradizione bizantina.
- 11 marzo - Commemorazione orientale collegata alla traslazione delle reliquie.

Valutazione storico-critica

- L'identificazione cultuale di Epimaco come martire di Pelusio venerato ad Alessandria è attestata dalla tradizione agiografica greca.
- La datazione al 250 è una congettura motivata, non un fatto accertato.
- Le passioni non costituiscono verbali contemporanei del processo e includono episodi edificanti e miracolosi.
- L'esistenza di più martiri omonimi richiede di distinguere rigorosamente i rispettivi culti.
- I particolari sulla guarigione miracolosa e sulle torture non sono verificabili mediante testimonianze indipendenti.

Fonti e bibliografia essenziale

- Acta Sanctorum, Octobris, 31 ottobre, De S. Epimacho Pelusiota martyre Alexandriae in Aegypto, commento preliminare e passioni greche.
- Chiesa ortodossa in America, commemorazione del martire Epimaco di Alessandria, 31 ottobre.

Aggiunto/modificato il 14 ottobre 2026