Sant' Antonino di Milano
Vescovo
Festa: 31 ottobre (29 ottobre)
Nascita-morte: † Milano, 31 ottobre, circa 671
Nascita - morte:
† Milano, 31 ottobre, circa 671
Festa:
31 ottobre (29 ottobre)
Categoria: I santi che iniziano con la lettera A
Calendario: I santi del 31 ottobre
Martirologio Romano
Chiamato anche Antonio I, fu vescovo di Milano nel VII secolo, durante la dominazione longobarda dell'Italia settentrionale. Gli antichi cataloghi episcopali gli attribuiscono due anni di governo, ma non permettono di fissare con sicurezza l'inizio e la conclusione del suo episcopato. La tradizione lo ricorda come oppositore dell'arianesimo ancora presente fra i Longobardi; tale attività è menzionata anche dal Martirologio Romano, sebbene le testimonianze storiche specifiche siano incerte. La sua memoria è legata soprattutto alla basilica milanese di San Simpliciano, dove venne sepolto e dove le reliquie furono riconosciute in età moderna. La documentazione distingue la data tradizionale della morte, il 31 ottobre, dall'anno, sul quale non esiste un accordo sicuro. La festa, celebrata il 31 ottobre nel calendario romano, fu trasferita al 29 ottobre nella tradizione ambrosiana. La sua figura rappresenta una fase poco documentata della storia della Chiesa milanese, segnata dal rapporto tra istituzioni ecclesiastiche e regno longobardo.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Un vescovo noto soprattutto attraverso i cataloghi
Le notizie più affidabili su Antonio, detto Antonino, provengono dagli antichi elenchi dei vescovi di Milano. Tali cataloghi gli attribuiscono due anni di governo, indicano il 31 ottobre come giorno della morte e ne collocano la sepoltura nella basilica di San Simpliciano. Non forniscono invece dati attendibili sulla nascita, la famiglia, la formazione o le circostanze dell'elezione episcopale. La forma Antonio è la più frequente nelle attestazioni antiche; Antonino compare, tra l'altro, nel catalogo conservato nel codice E 24 della Biblioteca Ambrosiana. Le due denominazioni riguardano la medesima figura, senza che sia necessario ipotizzare due vescovi distinti.
Il problema della cronologia
La collocazione cronologica del suo episcopato è discussa. Antonio va inserito nella successione compresa tra Giovanni il Buono e Mansueto, ma in questo intervallo sono ricordati anche Mauricillo e Ampelio. Giovanni il Buono risulta ancora attivo nel 649, quando partecipò al concilio lateranense; l'elezione di Mansueto è collocata probabilmente intorno al 671. Secondo gli elenchi, Mauricillo avrebbe governato quattro mesi e Ampelio cinque anni. La successione non consente tuttavia di distribuire senza incertezze tutte le date, e sono state ipotizzate anche vacanze della sede. Alcuni studiosi hanno proposto il 31 ottobre 661 come data di morte di Antonio; altri lo collocano verso il 671. Nessuna delle due ricostruzioni può essere considerata definitivamente dimostrata.
Milano e il regno longobardo
Nel VII secolo Milano faceva parte del regno longobardo. La città conservava la sua antica importanza ecclesiastica, ma gli equilibri politici e religiosi erano mutati dopo la conquista longobarda. Tra i sovrani e le élite del regno si erano confrontati orientamenti cattolici e ariani, in un processo di trasformazione che non seguì un percorso uniforme. L'elezione di Ariperto I nel 653 è generalmente associata al rafforzamento della componente cattolica. Alla sua morte nel 661, il regno venne diviso tra i figli Pertarito e Godeperto, presto coinvolti in un conflitto che favorì l'ascesa di Grimoaldo. Questo scenario costituisce lo sfondo storico entro il quale va collocato Antonio, ma non dimostra automaticamente una sua partecipazione diretta alle decisioni politiche dei sovrani.
La tradizione della lotta contro l'arianesimo
Il Martirologio Romano ricorda Antonino per l'impegno volto a contrastare l'arianesimo fra i Longobardi. L'attribuzione è significativa per la memoria ecclesiastica, ma gli studi critici osservano che non possediamo testimonianze sufficientemente precise sulle iniziative personali del vescovo. Non sono noti sermoni, lettere, sinodi da lui presieduti o atti ufficiali che permettano di ricostruire in dettaglio tale attività. Anche l'idea di un suo intervento determinante nella conversione del re Ariperto deve essere considerata con prudenza: il sovrano salì al trono nel 653, mentre la cronologia dell'episcopato di Antonio rimane incerta. Il rapporto diretto fra i due non è dimostrato.
La sepoltura in San Simpliciano
Un dato antico e relativamente stabile è la sepoltura nella basilica di San Simpliciano. Il luogo era strettamente connesso alla memoria dei primi secoli cristiani milanesi. La deposizione di Antonio in questa basilica riveste interesse anche perché, secondo la ricostruzione di Nicola Raponi, non vi erano stati sepolti vescovi di Milano dalla metà del V secolo. La scelta funeraria non consente da sola di spiegare le ragioni dell'eccezione, ma offre un elemento concreto della storia del suo culto.
Le ricognizioni delle reliquie
Nel 1517, in occasione dell'ingresso dei monaci cassinesi nella basilica di San Simpliciano, furono ritrovate reliquie attribuite ad Antonio insieme a quelle di altri vescovi milanesi e dei martiri Sisinnio, Alessandro e Vigilio. Una ricognizione ebbe luogo il 12 agosto di quell'anno. Nel 1582 si svolse una nuova ricognizione promossa da san Carlo Borromeo, alla presenza anche del cardinale Gabriele Paleotti, arcivescovo di Bologna. Questi interventi documentano la continuità della venerazione e la cura ecclesiastica delle memorie sepolcrali. L'attribuzione delle reliquie appartiene alla tradizione di identificazione conservata dalla basilica e non equivale a una moderna verifica scientifica dell'identità dei resti.
Lo sviluppo della memoria liturgica
Antonio è qualificato come santo dal catalogo Beroldiano e dagli antichi calendari. Nel breviario pubblicato nel 1582, in coincidenza con la ricognizione borromaica, la sua festa venne fissata al 31 ottobre. Il breviario riedito nel 1625 sotto il cardinale Federico Borromeo la collocò invece al 29 ottobre. La differenza sopravvive nelle commemorazioni: il rito ambrosiano conserva il 29 ottobre, mentre il Martirologio Romano lo ricorda il 31. La vicenda mostra come una memoria episcopale antica sia stata mantenuta e ridefinita nelle riforme liturgiche dell'età moderna.
Approfondimenti
Il nome Antonio e la variante Antonino
La differenza fra Antonio e Antonino non è un semplice errore di trascrizione moderna. Il codice E 24 della Biblioteca Ambrosiana conserva infatti la forma Antonino, mentre altre testimonianze preferiscono Antonio. La storiografia ha riunito le due forme sotto un'unica identità episcopale. La variante Antonio I è utilizzata per distinguere il presule da altri omonimi nella successione milanese.
L'ipotetico cognome Fontana
Alcuni autori moderni attribuiscono al santo l'appartenenza alla famiglia Fontana. Nicola Raponi osserva che non sono noti fondamenti documentari sicuri per tale indicazione. È stata prospettata una possibile confusione con Serafino Fontana, abate di San Simpliciano, che chiese la ricognizione delle reliquie nel 1582. L'ipotesi non dimostra l'origine dell'attribuzione e il cognome non può essere assunto come dato biografico.
Curiosità
- Il nome del vescovo compare nelle fonti sia come Antonio sia come Antonino.
- Il giorno della memoria ambrosiana, 29 ottobre, non coincide con quello del Martirologio Romano, 31 ottobre.
- La ricognizione delle reliquie del 1582 coinvolse san Carlo Borromeo e il cardinale Gabriele Paleotti.
- L'attribuzione del cognome Fontana non possiede una base storica sicura.
Cronologia
- Dopo il 649 - Limite iniziale generale per la successione episcopale successiva a Giovanni il Buono.
- VII secolo - Episcopato di Antonio, durato due anni secondo gli antichi cataloghi.
- 31 ottobre 661 oppure intorno al 671 - Ipotesi cronologiche sulla morte; l'anno rimane incerto.
- 1517 - Ritrovamento di reliquie attribuite al vescovo nella basilica di San Simpliciano.
- 12 agosto 1517 - Ricognizione delle reliquie.
- 1582 - Nuova ricognizione delle reliquie alla presenza di Carlo Borromeo e Gabriele Paleotti; festa fissata al 31 ottobre nel breviario ambrosiano.
- 1625 - Festa collocata al 29 ottobre nel breviario promosso dal cardinale Federico Borromeo.
Valutazione storico-critica
- Gli antichi cataloghi episcopali concordano sui due anni di governo, sul giorno della morte e sulla sepoltura in San Simpliciano.
- La cronologia assoluta dell'episcopato è incerta; la data 661 è congetturale e quella intorno al 671 non è dimostrabile con precisione.
- La forma Antonino è attestata nel codice E 24 della Biblioteca Ambrosiana; Antonio è la forma prevalente in altre fonti.
- L'attività contro l'arianesimo è tramandata dalla memoria ecclesiastica, ma manca una documentazione contemporanea dettagliata.
- Il rapporto personale con Ariperto I non è verificabile sulla base delle testimonianze consultate.
- L'eventuale appartenenza alla famiglia Fontana è priva di fondamento documentario accertato.
- Le ricognizioni delle reliquie del 1517 e del 1582 attestano la continuità della venerazione.
- Le differenti date liturgiche derivano da scelte documentate dei breviari ambrosiani di età moderna.
Fonti e bibliografia essenziale
- Nicola Raponi, Antonio (Antonino), santo, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 3, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1961.
- Catalogus Archiepiscoporum Mediolanensium, a cura di L. C. Bethmann e W. Wattenbach, Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, VIII, Hannover, 1848, pp. 101-110, citato nello studio di Raponi.
- Martyrologium Romanum, memoria del 31 ottobre, testo riportato dal sito ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana.
- Marco Stoffella, Pertarito, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 82, 2015.
- Istituto della Enciclopedia Italiana, Ariperto I, Enciclopedia on line.
