San Licinio (Lézin) di Angers
Vescovo
Festa: 1 novembre
Nascita-morte: Gallia franca, circa 530-540 - Angers, attuale Maine-et-Loire, Francia, circa 606-618
Nascita - morte:
Gallia franca, circa 530-540 - Angers, attuale Maine-et-Loire, Francia, circa 606-618
Festa:
1 novembre
Etimologia:
Dal latino Licinius, nome gentilizio romano; l'etimologia ulteriore non è certa.
Emblema:
Insegne episcopali.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera L
Calendario: I santi del 1 novembre
Martirologio Romano
Fu vescovo di Angers fra il VI e l'inizio del VII secolo. La sua memoria si colloca nella Gallia merovingia, quando la distinzione tra servizio del sovrano e responsabilità ecclesiastica poteva attraversare la carriera di un medesimo personaggio. Le narrazioni agiografiche lo presentano dapprima impegnato in incarichi pubblici, quindi ritiratosi in monastero e infine chiamato alla guida della Chiesa angioina. La tradizione attribuisce al suo episcopato un ruolo nella vita religiosa della città e nella protezione delle comunità monastiche. Il Martirologio Romano lo ricorda il 1 novembre e colloca la sua morte intorno al 606; altre tradizioni propongono date differenti. Il suo culto, attestato nella memoria locale e in una toponomastica tuttora viva, fu accompagnato dalla composizione di biografie medievali. La distinzione fra questi racconti e le notizie verificabili è essenziale per comprendere la figura storica di Licinio.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
La Gallia merovingia e gli incarichi pubblici
Licinio visse nel periodo in cui la monarchia franca governava territori articolati in regni e circoscrizioni di tradizione romana. Le biografie tradizionali lo descrivono come funzionario di alto rango, al servizio di Clotario, e gli attribuiscono responsabilità militari e amministrative nelle regioni armoricane. Questi dettagli provengono dalla tradizione agiografica e non possono essere trattati tutti come attestazioni amministrative contemporanee.
Il rapporto fra aristocrazia franca e Chiesa rende plausibile il passaggio dalla vita pubblica al governo episcopale, ma la plausibilità del contesto non dimostra ogni episodio raccontato dalle Vite.
Il ritiro monastico
Secondo il racconto tradizionale, Licinio lasciò gli incarichi civili per ritirarsi in un monastero presso Chalonnes, nell'Angiò. La scelta del monastero costituisce uno snodo importante della sua immagine agiografica: il governante che rinuncia all'autorità civile viene presentato come candidato al servizio della comunità cristiana.
Le circostanze esatte del ritiro, la durata della permanenza e l'assetto istituzionale della comunità non sono stabiliti con la stessa sicurezza con cui è attestata la sua venerazione come vescovo di Angers.
L'episcopato di Angers
La tradizione riferisce che, dopo la morte del vescovo precedente, clero e fedeli richiamarono Licinio dal monastero e lo elessero alla sede angioina. La sua esperienza di governo sarebbe stata posta al servizio della diocesi. L'episodio riflette anche un motivo ricorrente nelle biografie dei vescovi santi: la chiamata a un incarico che il protagonista non avrebbe ricercato.
Il Martirologio Romano conserva un'indicazione particolarmente significativa: papa Gregorio Magno raccomandò a Licinio i monaci romani diretti in Inghilterra. Il riferimento collega la Chiesa di Angers alle comunicazioni ecclesiastiche dell'Occidente sul finire del VI secolo e all'inizio del VII.
Gli ultimi anni e la sepoltura
Le tradizioni sulla conclusione della sua vita non sono perfettamente concordi. Il Martirologio Romano colloca la morte intorno al 606; una biografia divulgativa tradizionale la pone invece intorno al 618, riferendo anche un'età di circa sessantacinque anni. L'esattezza di quest'ultima cifra non è accertata.
Secondo la tradizione, Licinio fu sepolto nella chiesa di San Giovanni Battista da lui fondata, in relazione con un monastero. Le notizie sulle reliquie e sulle loro elevazioni appartengono alla successiva storia del culto e richiedono una lettura distinta dalla cronologia della vita.
La memoria del vescovo
La venerazione di Licinio continuò nella regione di Angers e si espresse in calendari, racconti agiografici e dedicazioni. Il nome della località di Saint-Lézin, nel Maine-et-Loire, conserva un riferimento diretto al santo; gli abitanti sono tradizionalmente detti Liciniens. Le diverse date commemorative documentano una storia liturgica articolata, non necessariamente altrettante date di eventi della sua vita.
Biografia
A cura di Mauro Bonato
San Licinio (Lézin o Licinius) d'Angers è stato un vescovo vissuto tra i secoli VI e VII.
Nella lista dei vescovi figura tra il tredicesimo posto e il quindicesimo, dopo Audoveo, documentato nel 590 e prima di Caidulfo.
La tradizione ci riporta che San Licinio era un conte di Anjou tra gli anni 587 - 592 e successivamente fu nominato vescovo tra gli anni 592 - 610.
Licinio era dapprima l'agente del re Clotaire e poi governatore delle province armoricane. Subito dopo venne a vivere ad Angers che era allora la capitale. Qui svolgerà tutte le sue funzioni pubbliche con coscienza, abilità e onestà.
Su san Licinio è stata scritta una “Vita”, secondo la quale Licinio abbandonò le sue cariche pubbliche quando la sua fidanzata, prima del matrimonio, fu colpita dalla lebbra.
Licinio si ritirò e divenne monaco nell'abbazia di Châlonne.
Alla morte del vescovo di Angers, gli abitanti lo elessero come loro vescovo, mettendo a servizio della diocesi le qualità che aveva dimostrato durante il suo governo civile.
Storicamente il santo è attestato quando, nel 601 ricevette una lettera da Gregorio Magno che gli raccomandava alcuni missionari che il papa stava inviando in Inghilterra. Inoltre il suo nome di Licinio è menzionato anche nel testamento di Bertrando di Le Mans, vescovo tra l’anno 586 ed oltre l’anno 616.
San Licinio fece costruire la chiesa della Santa Croce in ricordo della guarigione di dodici persone non vedenti, nel luogo dove avvenne questo miracolo.
Nella biografia sopracitata si racconta che il santo fondò un monastero nei pressi della città, nel quale sarà sepolto dopo la sua morte.
Sempre nello stesso testo la sua morte è stata indicata nel giorno 1 novembre.
Nel martirologio romano la festa per San Licinio è stata fissata nel giorno 1 novembre.
Approfondimenti
Le Vite e la loro trasmissione
La letteratura agiografica su Licinio comprende una Vita attribuita alla memoria dei suoi discepoli e una rielaborazione di Marbodo, ecclesiastico di Angers e poi vescovo di Rennes. La presenza di più redazioni non garantisce che ciascuna sia una testimonianza indipendente. I racconti vanno valutati secondo la loro distanza cronologica dagli eventi e secondo i motivi letterari condivisi con altre biografie episcopali.
Calendario e reliquie
Accanto alla memoria del 1 novembre, repertori agiografici riportano il 13 febbraio e ricorrenze locali l'8 e il 21 giugno. La tradizione collega il 21 giugno a una traslazione delle reliquie nel 1169, mentre l'8 giugno è stata interpretata come possibile anniversario della consacrazione episcopale. Queste identificazioni non equivalgono a una prova indipendente delle date originarie.
Curiosità
- La località francese di Saint-Lézin porta ancora il nome del vescovo di Angers.
- Il nome tradizionale degli abitanti, Liciniens, conserva la forma latina Licinius.
- La memoria del santo è stata distribuita in calendari diversi fra novembre, febbraio e giugno.
Cronologia
- Tra il 530 e il 540, secondo una ricostruzione tradizionale - nascita presunta.
- VI secolo - incarichi pubblici e successivo ritiro monastico secondo le Vite.
- Tra VI e VII secolo - episcopato di Angers.
- Intorno al 606 - morte secondo il Martirologio Romano.
- Intorno al 618 - data alternativa tramandata da altra letteratura agiografica.
- 1169 - traslazione delle reliquie secondo la tradizione.
Valutazione storico-critica
- L'identità di Licinio quale vescovo venerato ad Angers è saldamente radicata nella tradizione ecclesiastica locale.
- La data della morte è controversa: il Martirologio Romano indica circa il 606, mentre una tradizione biografica propone circa il 618.
- I dettagli degli incarichi civili e del ritiro monastico dipendono soprattutto dalla tradizione agiografica.
- La menzione della raccomandazione di Gregorio Magno è significativa per il contesto ecclesiastico, ma richiede distinzione dalle amplificazioni narrative delle Vite.
- Le commemorazioni liturgiche multiple non identificano necessariamente il giorno della morte.
- Gli attributi iconografici specifici e la localizzazione attuale delle reliquie non sono sufficientemente accertati in questa ricostruzione.
Fonti e bibliografia essenziale
- Martyrologium Romanum, commemorazione di san Licinio al 1 novembre.
- Nominis, Conférence des évêques de France, voce 'Saint Lézin'.
- Alban Butler, The Lives of the Fathers, Martyrs, and Other Principal Saints, voce 'St. Licinius', 13 febbraio, per le tradizioni biografiche e liturgiche.
