San Donnino di Vienne
Vescovo
Festa: 2 novembre
Nascita-morte: V-VI sec. - Vienne, Francia, circa 533-538.
Nascita - morte:
V-VI sec. - Vienne, Francia, circa 533-538.
Festa:
2 novembre
Etimologia:
Dal latino Domninus, diminutivo collegato a dominus, signore.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera D
Calendario: I santi del 2 novembre
Martirologio Romano
Fu vescovo di Vienne, importante sede ecclesiastica della Gallia, nella prima metà del VI secolo. Il suo episcopato è tradizionalmente collocato fra quello di Giuliano, attestato nel 533, e quello di Pantagato, documentato nel 538. Le notizie personali sono limitate e provengono soprattutto dalla tradizione dei cataloghi episcopali viennesi, da una memoria epigrafica e dai successivi repertori storici. La figura di Donnino è ricordata per la sollecitudine verso i poveri e, in particolare, per l'impegno a favore dei prigionieri: quest'ultimo tratto è conservato anche nel Martirologio Romano. Le cronotassi non concordano sul numero d'ordine attribuitogli fra i vescovi della città, e alcune ricostruzioni presentano problemi nella datazione della sua morte. Il culto ha conosciuto date commemorative differenti: il Martirologio Romano lo ricorda il 2 novembre, mentre altre tradizioni lo celebravano il 3 novembre. Non va confuso con Donnino, primo vescovo di Grenoble, vissuto nel IV secolo.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
La sede di Vienne nel VI secolo
Vienne, nella valle del Rodano, era una sede episcopale di antica importanza. Nella prima metà del VI secolo la Chiesa locale attraversava la fase successiva alla lunga attività del vescovo Avito, figura eminente della cultura ecclesiastica gallo-romana. Donnino appartiene alla generazione successiva e viene inserito nella successione dei vescovi di Vienne fra Giuliano e Pantagato. La sua attività si svolse dunque in un territorio segnato dai mutamenti politici della Gallia postromana, senza che siano conservate testimonianze sufficienti per attribuirgli interventi in singoli avvenimenti politici.
L'identità e la successione episcopale
Il nome compare nelle forme Donnino e Domninus. La sua presenza nella tradizione dei cataloghi episcopali è riferita anche ad Adone di Vienne, autore del IX secolo. Le liste non concordano nella numerazione dei vescovi: una tradizione gli assegna il diciannovesimo posto, un'altra il ventiduesimo. La differenza riflette problemi più ampi di trasmissione delle successioni episcopali e non dimostra di per sé l'esistenza di due vescovi omonimi a Vienne. Giuliano risulta attestato al concilio di Orléans del 533; Pantagato è documentato nel 538. Questi riferimenti permettono di collocare l'episcopato di Donnino, secondo la ricostruzione consueta, nell'intervallo fra le due attestazioni, ma non di precisarne l'inizio o la durata esatta.
Il ricordo della sua opera pastorale
La memoria trasmessa dalla tradizione viennese insiste sulle qualità morali del vescovo. Gli vengono attribuite attenzione ai poveri e azioni in favore della liberazione dei prigionieri. La seconda caratteristica è recepita dalla commemorazione del Martirologio Romano. Il tema è significativo nel quadro della carità episcopale tardoantica, quando i vescovi potevano intervenire come mediatori e protettori delle persone vulnerabili. Non sono tuttavia conservati, nelle fonti qui identificate, nomi di prigionieri liberati, circostanze giudiziarie o atti specifici riferibili con sicurezza a Donnino. La sua fama pastorale è quindi attestata come memoria agiografica, non come serie di episodi ricostruibili nei particolari.
La memoria epigrafica e la morte
La tradizione erudita ricorda un'epigrafe o epitaffio relativo al vescovo, segnalato anche negli studi sulle successioni episcopali della Gallia. L'indicazione dell'anno 534 associata all'epitaffio in alcuni repertori non si concilia senza difficoltà con le cronologie che collocano l'episcopato dopo Giuliano, attestato ancora nel 533, e prima di Pantagato nel 538. Occorre perciò distinguere la presenza di una testimonianza epigrafica dalla sicurezza della sua interpretazione cronologica. Non sono accertabili il giorno della morte, le circostanze del decesso o l'ubicazione attuale della sepoltura.
La venerazione e la distinzione dagli omonimi
Il culto di Donnino si conserva nei repertori ecclesiastici e nelle tradizioni liturgiche locali. Il Martirologio Romano lo commemora il 2 novembre, mentre una commemorazione al 3 novembre è attestata nella tradizione erudita relativa a Vienne. Nella diocesi contemporanea di Grenoble-Vienne gli antichi vescovi di Vienne sono inoltre ricordati collettivamente. Donnino di Vienne non coincide con il Donnino che partecipò al concilio di Aquileia nel 381 e che è ricordato come primo vescovo di Grenoble: la distanza cronologica e le diverse sedi episcopali impongono di tenerne separate le biografie.
Biografia
A cura di Mauro Bonato
San Donnino è un vescovo di Vienne. Non cvi è concordanza sulla sua posizione nella cronotassi dei vescovi. Secondo Adone figura al diciannovesimo posto, secondo altri è inserito al ventiduesimo posto. Quasi sicuri sono gli anni del suo governo. Infatti, in entrambe le liste figura dopo San Giuliano (518-533) e prima di San Pantagato menzionato nel 538. Da queste deduzioni possiamo affermare che governò la diocesi nel terzo decennio del Vi secolo per un breve periodo, tra gli anni 533 e 538.
Secondo la descrizione di Adone, San Donnino è stato amico dei poveri, liberatore dei prigionieri, prelato di santa vita. Nel libro episcopale di Vienne, compilato dall’arcivescovo Leodegario, il suo epitaffio era “tanto elogiativo, quanto vago” e la sua festa era fissata al 3 novembre.
Anche di questo vescovo non sappiamo altro.
Oggi la sua festa nel martirologio romano riformato è fissata nello stesso giorno indicato da Adone, il 2 novembre.
Approfondimenti
Il problema delle cronotassi
I cataloghi episcopali antichi e medievali sono indispensabili per la storia delle diocesi, ma la loro numerazione può variare in base a omissioni, duplicazioni e differenti criteri di inclusione. Nel caso di Donnino, la divergenza fra il diciannovesimo e il ventiduesimo posto non modifica l'identificazione fondamentale del vescovo di Vienne del VI secolo. Gli studi di Louis Duchesne e Ulysse Chevalier sono riferimenti importanti per inquadrare criticamente queste liste.
Cronologia
- Prima metà del VI secolo - Attività episcopale attribuita a Donnino a Vienne.
- 533 - Giuliano, suo predecessore nella cronotassi tradizionale, è attestato al concilio di Orléans.
- Tra il 533 e il 538 - Periodo tradizionalmente assegnato all'episcopato di Donnino.
- 538 - Pantagato, suo successore nelle liste, risulta documentato.
- IX secolo - La tradizione episcopale di Vienne è trasmessa anche da Adone.
- 2 novembre - Commemorazione nel Martirologio Romano.
Valutazione storico-critica
- L'esistenza di un vescovo Donnino di Vienne nel VI secolo è sostenuta dalla tradizione episcopale e dalla memoria epigrafica riportata dagli storici.
- La collocazione fra Giuliano e Pantagato è probabile, ma le date esatte dell'episcopato non sono direttamente documentate.
- L'anno 534 attribuito in alcuni repertori a un epitaffio presenta difficoltà interpretative rispetto alla cronotassi consueta.
- La liberazione dei prigionieri è un tratto stabile della memoria agiografica, senza episodi individuali verificabili nelle testimonianze considerate.
- La differente numerazione nelle liste episcopali non giustifica la fusione con l'omonimo vescovo di Grenoble del IV secolo.
- La memoria del 2 novembre è attestata dal Martirologio Romano; la tradizione locale conosce anche il 3 novembre.
Fonti e bibliografia essenziale
- Martyrologium Romanum, commemorazione del 2 novembre, voce relativa a Donnino vescovo di Vienne.
- Louis Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. I, Provinces du Sud-Est, Paris, 1894.
- Ulysse Chevalier, Notice chronologico-historique sur les archevêques de Vienne, Vienne, 1879.
- Gallia christiana, vol. XVI, Paris, 1865, coll. 23-24.
- Diocèse de Grenoble-Vienne, Histoire, calendario e memoria degli antichi vescovi.
