Santa Vinfreda (Gwenfrewi, Winfred of Wales)

Vergine e martire

Festa: 2 novembre

Nascita-morte: Hollywell, Wales, 600 c. - Caradog of Hawarden, 3 novembre 660

Immagini di Santa Vinfreda (Gwenfrewi, Winfred of Wales) Vergine e martireImmagini di Santa Vinfreda (Gwenfrewi, Winfred of Wales) Vergine e martireImmagini di Santa Vinfreda (Gwenfrewi, Winfred of Wales) Vergine e martire

Nascita - morte:
Hollywell, Wales, 600 c. - Caradog of Hawarden, 3 novembre 660

Festa:
2 novembre

Etimologia:
Gwenfrewi è un nome gallese antico

Emblema:
Palma, abito monastico e talvolta pastorale abbaziale

Categoria: I santi che iniziano con la lettera V

Calendario: I santi del 2 novembre

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

Presso la fonte in località Holywell in Galles, santa Vinfreda, vergine, venerata come illustre monaca.

Santa Vinfreda (Gwenffrewi, Winefride, Winifred, Wenefreda), nota in gallese come Gwenfrewi e in inglese come Winefride o Winifred, appartiene alla tradizione religiosa del Galles settentrionale. Collocata convenzionalmente nel VII secolo, è ricordata come vergine e monaca, associata a san Beuno, al villaggio di Gwytherin e soprattutto alla sorgente di Holywell, uno dei più celebri luoghi di pellegrinaggio gallesi. Le narrazioni medievali riferiscono che un uomo di nome Caradog la decapitò dopo il rifiuto delle sue avances e che Beuno la restituì miracolosamente alla vita. Si tratta tuttavia di un racconto agiografico, non di un episodio confermato da testimonianze contemporanee. Le principali vite scritte risalgono al XII secolo, molti secoli dopo l'epoca attribuita alla santa. Il culto assunse particolare rilievo con la traslazione delle reliquie a Shrewsbury nel 1138 e con la diffusione dei pellegrinaggi a Holywell. Il Martirologio Romano la commemora il 2 novembre come vergine e illustre monaca; nel Galles la festa è celebrata il 3 novembre.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

La figura di Gwenfrewi si colloca nell'ambiente cristiano del Galles altomedievale, ma non esistono testimonianze biografiche contemporanee sufficienti a ricostruirne con sicurezza la vita. Le genealogie e le vite medievali la presentano come figlia di un uomo chiamato Tevyth o Tyfid e di Gwenlo; i nomi e i legami familiari appartengono a tradizioni fissate per iscritto molti secoli più tardi. L'associazione con san Beuno, importante figura della santità gallese, è uno degli elementi più persistenti del racconto.

La leggenda di Caradog e della sorgente
Secondo le vite medievali, Caradog cercò di costringere Gwenfrewi a unirsi a lui. Al suo rifiuto, la inseguì e la decapitò. Nel punto in cui cadde la testa sarebbe sgorgata una sorgente; Beuno avrebbe quindi ricomposto il corpo e ottenuto il ritorno della giovane alla vita. Questo episodio spiega simbolicamente la sacralità della fonte di Holywell e il titolo tradizionale di martire. Non è possibile accertare storicamente l'aggressione, la decapitazione o la resurrezione. La memoria ecclesiastica moderna pone invece l'accento sulla sua condizione di vergine e monaca.

Gwytherin e la vita religiosa
Le narrazioni proseguono riferendo il trasferimento della santa a Gwytherin, dove sarebbe vissuta in una comunità femminile in relazione con sant'Eleri. In alcune versioni avrebbe assunto il governo del monastero. Il legame con Gwytherin è importante anche per la storia del culto, poiché da questo luogo le reliquie attribuitele furono trasferite nel XII secolo. Non sono documentabili con precisione la durata del suo governo, l'anno di morte o gli episodi quotidiani della sua vita religiosa.

Le vite latine del XII secolo
La ricostruzione medievale dipende soprattutto da due vite latine distinte. Una è anonima, conservata in particolare in un manoscritto della British Library; l'altra fu composta da Roberto di Shrewsbury intorno al 1140, in relazione alla traslazione delle reliquie. Le versioni condividono la trama principale ma presentano divergenze, comprese quelle relative alle date. La tradizione manoscritta testimonia la costruzione e la diffusione della memoria della santa, non l'esistenza di un resoconto oculare del VII secolo.

La traslazione a Shrewsbury
Nel 1138 i resti venerati come reliquie di Vinfreda furono portati da Gwytherin all'abbazia benedettina di Shrewsbury. L'episodio segnò una svolta nella diffusione del culto e nella produzione delle narrazioni agiografiche. Shrewsbury divenne un centro importante della sua venerazione, mentre Holywell mantenne la propria identità di santuario legato alla sorgente. La traslazione è un evento della storia cultuale medievale; non costituisce da sola una prova dei particolari leggendari attribuiti alla vita della santa.

La continuità del pellegrinaggio
Nel tardo Medioevo la devozione alla fonte di Holywell richiamò pellegrini anche da territori lontani. Il santuario conobbe il patrocinio di personaggi di rango elevato e mantenne un ruolo significativo anche nei secoli delle trasformazioni religiose inglesi. La cappella monumentale presso la sorgente testimonia l'importanza raggiunta dal luogo. Il culto di Vinfreda conserva così una storia documentabile molto più ampia della sua biografia personale.

Biografia

A cura di Joachim Dolan

Il nome di Gwenfrewi, patrona del Galles, appare piú spesso nella forma inglese Winifred o Winifrid; un'altra forma è Guineura. Non c'è alcuna testimonianza della santità e neppure dell'esistenza di Gwenfrewi anteriore a due Vitae del sec. XII, cioè cinque secoli dopo l'epoca presunta della santa. La cosiddetta Vita prima fu scritta probabilmente da un monaco di Basingwerk intorno all'anno 1200; la secunda, che invece è la piú lunga e piú antica, è opera di Roberto, priore di Shrewshury intorno all'anno 1139. Il nome di Gwenfrewi non appare, d'altra parte, prima del sec. XIII nei Calendari gallesi.
Dalle due Vitae la storia di Gwenfrewi risulta abbastanza interessante; suo padre era Teuyth, figlio di Eylud, il quale visse nel Tegeingl (Flintshíre) e fu valoroso soldato e comandante sotto re Eliuth. Madre di Gwenfrewi era Gweolo, figlia di Bugi e sorella di s. Beuno.
Teuvth dette a s. Beuno della terra a Svchnant, ove questi costruí una chiesetta. In cambio s. Beuno divenne il maestro spirituale di Gwenfrewi, figlia unica di Teuyth. Una domenica, era il 22 giugno, i genitori di Gwenfrewi la lasciarono sola in casa per andare alla Messa. Disgraziatamente Caradog di Hawarden, figlio del re Alauc, che era andato a caccia ed era assetato, venne alla casa di Teuvth a cercare acqua. Quando comprese che Gwenfrewi era sola le fece proposte sconvenienti; benché allarmata, Gwenfrewi saggiamente disse di volersi ritirare in un'altra camera per indossare il suo abito migliore, e scappò, andando a Sychnant a chiamare in aiuto s. Benno. Adirato, Caradog la inseguí a cavallo e, raggiuntala davanti alla chiesa, l e tagliò la testa. Nel punto in cui cadde la testa scaturí una sorgente, chiamata poi Holvwell. Quando lo zio s. Beuno giunse. rimise la testa di Gwenfrewi al suo posto e, come fu detto, solo una cicatrice, come una linea bianca, rimase attorno al collo della santa, quindi maledisse Der la sua perfidia Caradog, che morí in una maniera orribile.
Vi sono diversi resoconti contrastanti su quello che accadde a Gwenfrewi dopo la sua meravigliosa guari gione. La Vita prima afferma che Gwenfrewi si recò a Roma, ma ne tornò per presenziare ad un concilio di monaci e eremiti britannici sulla riunione degli eremiti in conventi. La Vita seconda, invece, narra che s. Beuno lasciò Holywell per Clynnog, nel regno di re Cadvallon, figlio di Cadfan, intorno al 630. mentre, probabilmente, Gwenfrewi vi rimase dopo la sua partenza per sette o otto anni, fondando un convento per vergini. Si dice pure che trascorse un periodo di tempo a Bodfari con s. Deifer, che la mandò a Henllan da s. Sadwrn, che a sua volta la mandò a Gwytherin da s. Elerio il quale mise Gwenfrewi nel vicino convento di sua madre, Theonia. Gwenfrewi succedette a Theonia come superiora di undici vergini. e morí a Gwytherin il 2 o 3 novembre, circa quindici anni dopo la sua decapitazione (650?). Fu sepolta da s. Elerio.
La sorgente di Holywell, ora molto impoverita da scavi vicini, è stata sempre nota per il volume dell'acqua che vi scaturiva ed è la piú famosa fonte sacra delle isole britanniche continuando ad attrarre molti pellegrini, che vi si curano con risultati positivi confermati dalle autorità mediche. Altre fonti dedicate a Gwenfrewi si trovano a Woolston (Shropshire) e ad Oxford (Holywell).
Le reliquie di Gwenfrewi furono translate con grande solennità nell'abbazia di Shrewsbury nel 1138, come riferisce la Vita secunda scritta da Roberto priore di Shrewsbury, nel 1139 o 1140. Nel 1398 l'arcivescovo Arundel di Canterbury ordinò che si celebrasse la festa di Gwenfrewi nell'arcidiocesi di Canterbury, ordine rinnovato dal successore Chichele nel 1415 . Da allora la sua popolarità è cresciuta: Gwenfrewi è diventata la patrona del Galles e la sua intercessione è invocata ovunque si reciti la preghiera per il paese. La festa di Gwenfrewi è celebrata il 3 novembre probabilmente il giorno della sua morte, mentre il 22 giugno si celebrava la ricorrenza della sua decollazione; alcuni calendari menzionano invece Gwenfrewi al 19 ed al 20 settembre.
Gwenfrewi e lo zio s. Beuno sono effigiati su un pulpito del XIV sec. nel refettorio dell'abbazia di Shrewsbury. Una statua di Gwenfrewi, conservata alla sua fonte, la mostra con un ramo di palma ed un pastorale e, sebbene non fosse una principessa, il capo è coronato.

Fonte: Bibliotheca Sanctorum

Approfondimenti

Le date della memoria
Le fonti medievali non concordano sulle date. La vita attribuita a Roberto colloca la morte al 2 novembre, mentre la tradizione liturgica gallese ha privilegiato il 3 novembre. Altre date sono collegate alla leggenda del martirio o alla traslazione delle reliquie. Nessuna di queste ricorrenze consente di stabilire il giorno storico della morte.

Curiosità
- La sorgente di Holywell è nota in gallese come Ffynnon Gwenfrewi.
- La traslazione delle reliquie a Shrewsbury costituisce lo sfondo storico del romanzo La bara d'argento di Ellis Peters.
- Il santuario di Holywell è stato riconosciuto come santuario nazionale dalla diocesi di Shrewsbury.

Cronologia

- VII secolo, secondo la tradizione - Epoca attribuita alla vita di Gwenfrewi.
- 1093 - Attestazione documentaria di una chiesa a Holywell.
- 1138 - Traslazione a Shrewsbury delle reliquie attribuite alla santa.
- Circa 1140 - Composizione della vita latina di Roberto di Shrewsbury.
- Tardo Medioevo - Ampliamento della fama dei santuari di Holywell e Shrewsbury.

Valutazione storico-critica

- La collocazione nel VII secolo è tradizionale e non sostenuta da documentazione biografica contemporanea.
- Le principali vite latine risalgono al XII secolo e contengono materiale agiografico.
- Il racconto della decapitazione e del ritorno alla vita non è storicamente verificabile.
- La traslazione del 1138 e lo sviluppo del culto medievale sono meglio documentati degli episodi biografici.
- Le date liturgiche del 2 e del 3 novembre non devono essere confuse con una data di morte accertata.
- L'attribuzione del titolo di badessa appartiene alla tradizione delle vite.

Fonti e bibliografia essenziale

- David Callander, edizione e traduzione delle vite latine di Winefride, progetto Seintiau, 2023.
- Thomas Jones Pierce, Gwenfrewi, or Winifred, Dictionary of Welsh Biography, 1959.
- Robert of Shrewsbury, Vita sanctae Wenefredae, testo agiografico medievale.
- David Parsons, The Latin Lives of Winefride, Seintiau, 2023.
- Diocese of Shrewsbury, Holywell elevated to status of national shrine.

Patronati

  • Sherewsbury (Inghilterra)

Aggiunto/modificato il 15 ottobre 2026