San Pirmino
Abate
Festa: 3 novembre
Nascita-morte: Circa VII/VIII sec. - Hornbach, Germania, 3 novembre 753.
Nascita - morte:
Circa VII/VIII sec. - Hornbach, Germania, 3 novembre 753.
Festa:
3 novembre
Patronato:
Isola di Reichenau
Etimologia:
Dal latino firmus, saldo.
Emblema:
Abiti episcopali o monastici
Categoria: I santi che iniziano con la lettera P
Calendario: I santi del 3 novembre
Martirologio Romano
San Pirmino (Pirminio, Pirminius) fu uno dei protagonisti dell'organizzazione monastica nell'Europa centro-occidentale dell'VIII secolo. La sua attività si colloca nel quadro dell'espansione del potere franco e del consolidamento delle istituzioni ecclesiastiche tra l'alto Reno, l'Alsazia e le regioni vicine. La fondazione dell'abbazia di Reichenau, nel 724, costituisce il punto più sicuro e celebre della sua vicenda, cui si aggiungono i legami con Murbach e Hornbach. Le sue origini rimangono controverse: le ricostruzioni lo hanno collegato alla Gallia, all'Aquitania e al mondo visigoto, senza una conclusione condivisa. Anche la natura esatta della sua dignità episcopale e l'attribuzione di numerose fondazioni richiedono prudenza. La memoria del santo si conservò soprattutto nelle comunità monastiche da lui promosse e nelle tradizioni di Hornbach, dove morì e fu sepolto. La sua festa ricorre il 3 novembre. La sua figura è importante non soltanto per l'attività missionaria, ma anche per il ruolo delle fondazioni monastiche nella formazione religiosa e culturale dell'Europa carolingia.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le origini e la questione della provenienza
Le notizie sulla giovinezza di Pirmino sono frammentarie. Le fonti posteriori lo presentano come un religioso giunto da fuori delle regioni nelle quali avrebbe esercitato il proprio ministero. La sua origine è stata variamente ricondotta alla Gallia, all'Aquitania o ai territori visigoti. La qualifica di vescovo compare nella tradizione che lo riguarda, ma la ricostruzione delle sedi e delle funzioni esercitate prima dell'arrivo in Alemannia non è univoca. L'identificazione con un vescovo di Meaux, presente in alcune narrazioni, non può essere accolta senza riserve.
La fondazione di Reichenau
Nel 724 Pirmino fondò una comunità monastica sull'isola di Reichenau, nel lago di Costanza. L'impresa si svolse in un contesto politico nel quale la protezione dei potenti franchi e le donazioni territoriali erano decisive per l'esistenza di un monastero. Le tradizioni della fondazione ricordano il sostegno del maestro di palazzo Carlo Martello e il ruolo di donatori locali. L'abbazia divenne in seguito uno dei maggiori centri religiosi, intellettuali e artistici dell'Europa medievale; questa successiva grandezza non va però confusa con le condizioni modeste dei suoi inizi. Pirmino lasciò Reichenau pochi anni dopo, intorno al 727, in connessione con le tensioni politiche che interessarono l'Alemannia e i rapporti con il potere franco.
L'attività nell'Alsazia e nelle regioni renane
Dopo la partenza da Reichenau, Pirmino continuò a operare in altri territori. Un legame particolarmente significativo lo unisce a Murbach, in Alsazia, la cui fondazione viene collocata nel 727. Diverse altre abbazie, tra cui Gengenbach, Schuttern, Schwarzach e altri centri, hanno tramandato rapporti con il santo. Tuttavia l'esistenza di un culto o di una tradizione monastica non equivale alla prova di una fondazione personale. In alcuni casi potrebbe trattarsi di riforme, contatti indiretti o attribuzioni maturate dopo la sua morte. La rete di comunità legate al suo nome testimonia comunque la rilevanza assunta dal modello monastico nell'organizzazione ecclesiastica dell'area renana.
Hornbach e gli ultimi anni
Hornbach, nell'odierna Renania-Palatinato, fu l'ultima sede della sua attività. La fondazione del monastero viene situata intorno agli anni Quaranta dell'VIII secolo. Qui Pirmino trascorse l'ultima fase della vita e ricevette sepoltura. Il 3 novembre è il giorno della sua commemorazione e viene tradizionalmente identificato con quello della morte. L'anno 753 è ampiamente riportato, ma alcuni repertori storici propongono cronologie leggermente diverse, compreso il 755. Il monastero divenne il centro principale della memoria funeraria e del culto del fondatore.
Il testo attribuito a Pirmino
Al nome del santo è collegato lo Scarapsus, noto anche come Dicta abbatis Pirminii de singulis libris canonicis, una raccolta di insegnamenti religiosi e morali che affronta la catechesi, la disciplina cristiana e la persistenza di pratiche ritenute superstiziose. L'opera è preziosa per conoscere la pastorale altomedievale. L'attribuzione personale a Pirmino, tuttavia, non è giudicata ugualmente sicura da tutti gli studiosi: il suo contenuto non deve quindi essere utilizzato automaticamente come testimonianza diretta delle parole e dell'attività del santo.
La memoria e il culto
Il ricordo di Pirmino fu trasmesso dalle comunità monastiche, dalla tradizione liturgica e dalle biografie redatte dopo la sua morte. Le Vitae di Hornbach, nelle forme antiche e più tarde, riflettono sia la memoria del fondatore sia gli interessi delle istituzioni che ne custodivano il culto. Le attestazioni poetiche di autori carolingi, come Rabano Mauro, costituiscono ulteriori testimonianze della sua fama. Hornbach divenne luogo di pellegrinaggio; nel corso dei secoli la storia delle reliquie fu segnata dai mutamenti religiosi e politici dell'età moderna. La sua figura rimase particolarmente associata a Reichenau, Murbach e Hornbach.
Biografia
A cura di Maria Chiara Celletti
L'iconografia di Pirmino abbraccia una vasta regione in cui più intenso fu il culto, dal Brabante al lago di Costanza, dal Palatinato al Tirolo. Altrove risulta rara ed occasionale.
Raffigurato in veste di abate benedettino, con aspetto benigno e solenne, appoggiato al pastorale, egli ha spesso accanto un serpente e una rana o un rospo, collegati alla sua leggenda e al patronato sui colpiti dal morso velenoso dei rettili. Con questi attributi infatti lo vediamo in una vetrata della chiesa di Reichenau» opera di Bartolomeo Luschez (sec. XVI) in cui è notevole la grandezza del pastorale.
Come abate benedettino lo rappresentano diverse miniature fra cui una delle più antiche è quella del Sacramentario di Hornbach (Reichenau) del X sec, in cui il santo, in abiti pontificali, è in atto di offrire il Sacramentario stesso a s. Pietro.
Pure miniata su smalto è l'immagine di Pirmino nel medaglione centrale di un pastorale del XIV sec. proveniente da Reichenau ed ora nel Victoria and Albert Museum di Londra. Ancora una vetrata del sec. XVI, infine, nella cattedrale di Metz rappresenta Pirmino nell'esercizio del suo ministero pastorale.
Biografia
A cura di Johannes Emil Gugumus
Le notizie che di questo santo sono in nostro possesso derivano da una Vita, redatta verso l'830 a Hornbach, ricca peraltro di tratti leggendari, da un'altra Vita di poco posteriore, ed infine da una Vita metrica di scarso rilievo storico. Altri punti di riferimento per la sua attività si trovano nella storia di alcuni monasteri da lui fondati.
Secondo queste fonti, Pirmino era originario di una regione occupata dai Visigoti, la Francia meridionale o la Spagna settentrionale, e approssimandosi l'invasione saracena fuggi in Francia dove fu vescovo di una località chiamata Castellum Meltis e dove predicava nelle lingue latina e franca. Si recò a Roma, dove ricevette dal papa il permesso di svolgere attività missionaria ed una raccomandazione per il re franco Teodorico. Fu quindi invitato da un nobile tedesco di nome Sintlaz a predicare nel suo territorio dove l'ignoranza riportava i cristiani verso il paganesimo. Ricevette in dono l'isola di Sintlazau, sul lago di Costanza, che trasformò in fiorente territorio, chiamato poi Augia Dives, in tedesco Reichenau, dove nel 724 costruì una chiesa e fondò il suo primo monastero che, dopo quello di S. Gallo, doveva divenire uno dei più famosi.
Dopo tre anni di attività in questo luogo, Pirmino fondò in Alsazia il monastero di Murbach (727) cui fecero seguito Schuttern, Gengenbach e Schwar-zach, sulla riva destra del Reno, in diocesi di Strasburgo, Maursmiinster e Neuweiler sulla riva sinistra. Alcuni indicano anche come opera sua le fondazioni di Pfafers in Svizzera e Nieder-altaich in Baviera. La sua ultima fondazione fu il monastero di Hornbach, presso Zweibriicken, allora in diocesi di Metz, dove un nobile franco, Wernharius, lo aveva invitato ad istituire un monastero nel suo possedimento, chiamato in origine Gamundium. Qui Pirmino visse dal 742 ca. fino alla morte, avvenuta il 3 novembre 753.
Le fondazioni di Pirmino avevano tra l'altro per scopo il consolidamento della vita cristiana nel ducato alemanno, mentre in Alsazia erano anche sorte nell'interesse della politica franca mirante a legare sempre più strettamente Alemannia e Alsazia al regno franco dal punto di vista politico ed ecclesiastico. La vita dei monasteri fu regolata all'inizio dalla solita Regula mixta, ma un poco alla volta Pirmino ne accentuò l'influenza benedettina. Dal monastero pirminiano di Maursmiinster, infatti, doveva venire Benedetto di Amane, il quale, nell'817, all'epoca di Ludovico il Pio, sottomise tutti i monasteri franchi all'osservanza benedettina.
Pirmino lasciò un'opera normalmente chiamata Sca-rapsus: si tratta di una specie di catechismo dell'insegnamento e della vita cristiana, un breviario per il lavoro missionario. Scritta probabilmente intorno al 720, Pirmino l'aveva intitolata Incipit liber de singutis cannonicis scarapsus; più tardi venne chiamata Dieta Pirminii. Dopo una breve introduzione l'autore fa un riassunto della storia della redenzione dalla creazione del mondo e dal peccato originale alla redenzione; parla della passione, morte, risurrezione e ascensione di Gesù e della discesa dello Spirito Santo, Immagina poi che gli Apostoli redigano insieme il Credo. La prima parte dello Scarapsus si chiude con il mandato agli apostoli di evangelizzare tutto il mondo. Segue l'insegnamento sul sacramento del Battesimo, che qui appare come pactum, come contratto fra l'uomo e Dio. La seconda parte fornisce istruzioni per la vita cristiana e respinge gli usi pagani ancora in voga. Raccomanda la santificazione della domenica, la frequenza alla Messa e alla predica, l'Eucaristia e la Penitenza. Per la sua opera Pirmino si basa sulla Sacra Scrittura e sui Padri della Chiesa, soprattutto su s. Agostino, Cesario di Arles e Martino di Braga. Lo Scarapsus ci presenta il suo autore come un missionario e propagatore della fede cristiana, ed è una fonte importante per la storia della attività pastorale all'inizio del sec. VIII.
Sulla tomba di s. Pirmino a Hornbach ha inizio la sua venerazione. Già nel sec. VIII egli viene definito sanctus in un ms. di Metz del Martirologio Geronimiano; in un Breviario di Reichenau all'inizio del sec. IX si parla di una sua festa; la sua ultima fondazione prende nell'826 il nome di Monasterium sancii Firmimi. Miracoli e guarigioni attirano alla sua tomba a Hornbach pellegrinaggi di cui parla il Liber de miraculis sancii Pirminii. All'epoca della Riforma le sue reliquie vennero trasportate nella chiesa dei Gesuiti ad Innsbruck, dove fu venerato come patrono della città. La sua festa si celebrava soprattutto nei conventi benedettini della Germania meridionale e della Svizzera, ma anche nelle diocesi di Metz, Verdun e Salisburgo; ancora oggi viene celebrata a Speyer, Strasburgo, Friburgo e Coira. Era invocato dalle donne incinte e per la guarigione degli animali. A Innsbruck si benediva un'acqua «di S. Pirminio», a Holtzheim, presso Strasburgo, l'olio santo per malattie agli occhi, a Wiltz (Lussemburgo) si immergevano i bambini malati in un pozzo benedetto dedicato a s. Pirmino.
Quando nel sec. XIX Hornbach fu unito alla diocesi di Speyer, la venerazione per il santo crebbe ancora. Molte leggende, molti usi popolari si collegano al suo nome, specialmente nel Palatinato (dioc. di Speyer), dove nel 1953 venne celebrato solennemente il milleduecentesimo anniversario della sua morte e in tale occasione la sua tomba, nel territorio che era appartenuto una volta all'abbazia, fu trovata vuota. Il consiglio delle Chiese protestanti di Speyer fece costruire sul luogo un degno monumento.
Approfondimenti
La regola monastica
L'attività di Pirmino viene spesso presentata come espressione della diffusione della regola benedettina. Gli studi storici hanno tuttavia osservato che nel suo ambiente erano presenti anche forme di osservanza mista, anteriori alla piena uniformazione carolingia. La definizione di ogni sua fondazione come strettamente benedettina fin dalle origini semplifica una realtà istituzionale più complessa.
Cronologia
- 724 - Fondazione del monastero di Reichenau.
- Circa 727 - Partenza da Reichenau e attività nell'area alsaziana; fondazione di Murbach tradizionalmente collocata in quest'anno.
- Circa 741-742 - Fondazione o consolidamento del monastero di Hornbach.
- 3 novembre 753, secondo la datazione tradizionale - Morte a Hornbach; l'anno non è unanimemente accettato.
- IX secolo - Prime redazioni della tradizione biografica di Hornbach e consolidamento della memoria cultuale.
Valutazione storico-critica
- La fondazione di Reichenau nel 724 e il legame con Hornbach appartengono al nucleo più solido della ricostruzione.
- L'origine geografica di Pirmino resta discussa; le ipotesi galloromana e visigota non sono dimostrate in modo conclusivo.
- La sua qualifica episcopale è tradizionale, ma la sede e la natura delle funzioni precedenti all'attività renana sono controverse.
- Numerose fondazioni monastiche gli sono attribuite da tradizioni posteriori senza prove equivalenti per ciascun monastero.
- L'anno della morte oscilla nei repertori tra il 753 e altre date vicine; il 3 novembre è stabilmente legato al culto.
- Lo Scarapsus è storicamente importante, ma l'attribuzione diretta al santo è discussa.
- Le Vitae furono composte dopo gli eventi e richiedono confronto con testimonianze documentarie più antiche.
Fonti e bibliografia essenziale
- Deutsche Biographie, Pirmin von Reichenau, voce storico-biografica con riferimenti alle fonti e alla bibliografia specialistica.
- Historisches Lexikon der Schweiz, Pirmin, voce di Werner Vogler, versione aggiornata nel 2010.
- Diocesi di Augusta, Pirmin, profilo storico e liturgico.
- Reichenau Tourismus, Heiliger Pirmin, ricostruzione della tradizione locale della fondazione.
- Klosterstadt Hornbach, Stadt- & Klostergeschichte, storia del monastero e del culto del fondatore.

