San Narsete e Giuseppe

Martiri in Persia

Festa: 10 novembre

Nascita-morte: † Beth Garmay, Iraq, 10/12 novembre 343

Nascita - morte:
† Beth Garmay, Iraq, 10/12 novembre 343

Festa:
10 novembre

Etimologia:
Narsete nome iranico antico, Giuseppe deriva dall'ebraico Yosef, 'Dio aggiunga'

Categoria: I santi che iniziano con la lettera N

Calendario: I santi del 10 novembre

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

In Persia, santi martiri Narsete, vescovo, di veneranda età, e Giuseppe, suo discepolo, giovane, che furono decapitati con la spada per essersi rifiutati di obbedire all’ordine del re Sabor II di adorare il sole.

I santi Narsete (Narsay, Nerses) e Giuseppe sono due martiri cristiani della Persia sasanide, commemorati il 10 novembre nel Martirologio Romano. Narsete era vescovo di Sahrqart, località situata nella regione di Beth Garmay, nei pressi dell'antica Karka de Beth Selok, identificata con l'area dell'odierna Kirkuk in Iraq; Giuseppe è ricordato come suo giovane discepolo. La loro morte viene collocata tradizionalmente nel 343, durante la persecuzione di Sapore II. Il racconto del martirio è conservato in una passione siriaca, mentre il nome del vescovo compare anche in un antico elenco siriaco di presuli martirizzati. La tradizione narra che i due rifiutarono di adorare il sole per ordine del sovrano e furono decapitati. Alcuni particolari, compresa la precisa data dell'esecuzione, dipendono da tradizioni testuali non uniformi. La vicenda è significativa sia per la storia delle comunità cristiane dell'impero sasanide sia per la trasmissione delle memorie dei martiri dall'ambiente siriaco ai calendari bizantini e latini.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

La Chiesa persiana e la persecuzione
Nel IV secolo comunità cristiane erano presenti in numerose città dell'impero sasanide, dove convivevano con istituzioni e tradizioni religiose legate allo zoroastrismo. Durante il lungo regno di Sapore II, dal 309 al 379, i rapporti tra la monarchia persiana e i cristiani divennero particolarmente difficili. La rivalità con l'impero romano, progressivamente associato al cristianesimo dopo Costantino, contribuì al clima di sospetto politico nei confronti di alcune comunità cristiane.
Narsete è ricordato come vescovo di Sahrqart, presso Karka de Beth Selok, nella regione del Beth Garmay. Non sono noti il suo luogo di nascita, la formazione, la data di ordinazione o la durata dell'episcopato. Il Martirologio siriaco antico lo menziona tra i vescovi martirizzati in Persia, senza assegnargli un giorno preciso. Giuseppe non compare nello stesso elenco; la sua associazione a Narsete è tramandata dalla passione siriaca.

La passione siriaca
La narrazione principale del martirio è una passio in lingua siriaca, pubblicata in edizioni erudite collegate ai lavori di Stefano Evodio Assemani e Paul Bedjan e successivamente ripresa, con traduzione latina, da Paul Peeters. Il racconto è relativamente breve e si concentra sul confronto tra Narsete e il re. Non è attribuibile con certezza a un testimone oculare contemporaneo, benché la sua trasmissione manoscritta sia antica.
Secondo questa tradizione, nel quarto anno della persecuzione, generalmente identificato con il 343, Sapore II si trovava a Saptà, nel Beth Garmay. Alcuni seguaci della religione mazdea accusarono Narsete presso il sovrano. Il vescovo, descritto come ottantenne, fu condotto davanti al re insieme al discepolo Giuseppe. L'età di Narsete è un particolare del racconto agiografico, non un dato anagrafico indipendentemente verificabile.
La passio riferisce che il sovrano tentò di ottenere l'abbandono della fede cristiana e l'adesione al culto richiesto dall'autorità regia. Al rifiuto dei due seguì la condanna a morte. La tradizione ricorda Giuseppe come il primo a essere ucciso e attribuisce a entrambi la decapitazione. Il Martirologio Romano attuale sintetizza la loro testimonianza nel rifiuto di adorare il sole su ordine di Sapore II. Non sono documentabili in modo autonomo le parole precise pronunciate durante l'interrogatorio.

La questione della data
La passione siriaca colloca il martirio nel decimo giorno del mese di tisrin secondo, corrispondente a novembre, ma il rapporto tra indicazioni lunari e calendario solare ha dato luogo a interpretazioni diverse. Peeters prese in considerazione il 10 e il 12 novembre 343. La data esatta della morte rimane quindi discussa; il 10 novembre è oggi il giorno della commemorazione nel Martirologio Romano.

Trasmissione del culto
I sinassari bizantini inserirono Narsete e Giuseppe al 20 novembre. In alcune redazioni Giuseppe, pur essendo definito discepolo di Narsete, è presentato erroneamente come ottantacinquenne o persino come vescovo. Queste incongruenze mostrano le trasformazioni subite dal racconto nella trasmissione e non possono essere assunte come notizie biografiche autonome.
Alcuni testi bizantini associano ai due altri martiri, tra i quali ecclesiastici e donne consacrate. La menzione deriva dalla rielaborazione della tradizione siriaca e non permette di stabilire che tutte queste persone morirono insieme a Narsete e Giuseppe. I martirologi latini medievali non conservarono ordinariamente la loro memoria; Cesare Baronio li inserì nel Martirologio Romano al 20 novembre, probabilmente sulla base di una tradizione sinassariale bizantina. La redazione attuale li ricorda invece il 10 novembre.

Biografia

A cura di Joseph-Marie Sauget

Santi NARSETE (Narsay), vescovo di Sahqart, e GIUSEPPE, suo discepolo. 

La passio siriana di Narsete e Giuseppe, che era già stata pubblicata, successivamente, ed in base ai versi scritti da S. E. Assemani e da P. Bedjan, fu nuovamente edita con traduzione latina da P. Peeters tenendo conto delle due precedenti pubblicazioni.
Secondo questo testo, nel quarto anno della persecuzione di Sapore II (343), mentre il re si trovava a Saptà nel Beth Garmay, i mazdei profittarono della sua presenza per accusare Narsete il quale, ottantenne, era vescovo della città di Sahrqart, posta in prossimità di Karka de-Beth Selók (odierna Kerkùk nell’Iraq). Narsete e il suo giovane discepolo Giuseppe sono condotti davanti a Sapore il quale tenta dapprima con lusinghe di portarli ad apostatare dalla loro fede cristiana ma, non essendovi riuscito, pronuncia contro di loro la sentenza che li condanna alla pena capitale. È il caso di citare la risposta di Narsete che precedette la conclusione del giudizio: «O re! Anche se tu potessi ucciderci e riucciderci sette volte, non abbandoneremmo il nostro Dio per ubbidirti». I due martiri sono giustiziati in loco (per primo il discepolo) in mezzo ad una numerosa folla.
La brevità del testo, quasi esclusivamente costituito dal dialogo tra Sapore e Narsete, e l’assenza di dettagli precisi, indicano che questa passio non fu redatta da un testimone, né da un contemporaneo, malgrado l’antichità dei manoscritti che l’hanno conservata (uno di essi può risalire al V secolo. Tuttavia le rare precisazioni che essa riporta non contraddicono affatto la storia e la geografia, cosicché non si può negare l’autenticità di questo doppio martirio che ebbe luogo il decimo giorno della luna di tisrin II (novembre) del quarto anno della persecuzione. Dopo aver tentato di pervenire ad una corrispondenza tra i calendari, P. Peeters proponeva più semplicemente, basandosi anche su altre passiones, di ridurre il calendario lunare a quello solare ed accettava come data del martirio sia il 10 novembre 343 sia il 12 dello stesso mese (= decimo giorno della luna)).
Il Martirologio Siriaco del secolo IV nomina Narsete vescovo di Sahrqart nell’elenco dei vescovi martirizzati in Persia, ma, come avviene per tutti i nomi contenuti in questo supplemento, senza assegnargli un giorno determinato. Giuseppe invece non figura in questa fonte.
I sinassari bizantini hanno iscritto Narsete e Giuseppe al 20 novembre avendo forse preso, per errore, come quarto della persecuzione di Sapore l’anno 345, oppure in seguito a qualche altro errore di interpretazione. La breve notizia che è loro dedicata assegna a Narsete l’età di ottant’anni, ma pur presentando Giuseppe come suo discepolo, lo dice ottantacinquenne, o anche ne fa un vescovo. Gli stessi sinassari non ne precisano la città episcopale, contentandosi di dire che si tratta di martiri persiani; alcuni mss. aggiungono che furono martirizzati con altri compagni: vescovi, preti e donne, vergini e monache. Questa notizia deriva certamente da una traduzione della passio siriaca, che essa riassume, e si vedrà più oltre da dove provenga questa aggiunta a proposito dei «compagni» di Narsete e Giuseppe.
Questi martiri sono rimasti sconosciuti ai martirologi medievali dell’Occidente e soltanto con C. Baronio furono introdotti al 20 novembre nel Martirologio Romano con il semplice annunzio: «in Perside passio sanctorum Nersae episcopi et sociorum» che proviene direttamente da qualche sinassario bizantino, verosimilmente dal cosiddetto Menologio del cardinale Sirleto nel quale, per altro, Giuseppe viene nominato esplicitamente. 

Fonte: Bibliotheca Sanctorum

Approfondimenti

Narsete e gli omonimi
Il nome Narsete ricorre in diverse figure della storia persiana, armena e bizantina, compresi altri martiri cristiani. Il vescovo di Sahrqart non deve essere identificato con il Narsete appartenente ad altri gruppi di martiri persiani, né con il celebre generale bizantino di età giustinianea o con il catholicos armeno Narsete il Grande.

Cronologia

- 309-379 - Regno di Sapore II nell'impero sasanide.
- 343 circa - Quarto anno della persecuzione secondo la cronologia della passione siriaca.
- 10 o 12 novembre 343 - Data proposta per il martirio di Narsete e Giuseppe a Saptà.
- IV secolo - Antica tradizione martirologica siriaca che registra Narsete tra i vescovi martirizzati.
- Età bizantina - Commemorazione dei due martiri al 20 novembre nei sinassari.
- Fine del XVI secolo - Inserimento della memoria nel Martirologio Romano a opera di Cesare Baronio, al 20 novembre.
- Età contemporanea - Commemorazione al 10 novembre nel Martirologio Romano riformato.

Valutazione storico-critica

- La menzione di Narsete nell'antico elenco siriaco dei vescovi martirizzati sostiene l'identificazione storica del presule.
- Giuseppe è conosciuto soprattutto attraverso la passione siriaca e le tradizioni che da essa dipendono.
- La passione è una fonte agiografica antica, ma non una testimonianza oculare contemporanea dimostrata; i dialoghi e i particolari narrativi non sono indipendentemente verificabili.
- Il 10 e il 12 novembre 343 sono proposte cronologiche alternative; la festa del 10 novembre non elimina l'incertezza sulla data del martirio.
- Le differenze dei sinassari bizantini sull'età e sulla dignità ecclesiastica di Giuseppe riflettono problemi di trasmissione testuale.
- L'identificazione con altri personaggi di nome Narsete non è giustificata.
- Non risultano documentate con sicurezza sepolture, traslazioni o reliquie attribuibili ai due martiri.

Fonti e bibliografia essenziale

- Martyrologium Romanum, memoria del 10 novembre, edizione contemporanea della Chiesa cattolica.
- Passio siriaca di Narsete e Giuseppe, tradizione testuale edita da Stefano Evodio Assemani, Paul Bedjan e Paul Peeters.
- Martirologio siriaco antico, elenco dei vescovi martirizzati in Persia.
- Sinassari bizantini, commemorazione al 20 novembre.
- Cesare Baronio, Martyrologium Romanum, memoria dei martiri persiani al 20 novembre.
- Joseph-Marie Sauget, voce dedicata a Narsete e Giuseppe nella Bibliotheca Sanctorum.

Aggiunto/modificato il 20 ottobre 2026