Nascita - morte:
† circa 450
Festa:
12 novembre
Etimologia:
Dal latino renatus, 'rinato', participio di renasci
Emblema:
Abiti episcopali
Categoria: I santi che iniziano con la lettera R
Calendario: I santi del 12 novembre
Venerato localmente il 12 novembre, appartiene alla storia religiosa dell'Angiò soprattutto come figura di culto e protagonista di una complessa tradizione agiografica. Il racconto medievale lo presenta come un fanciullo richiamato in vita dalle preghiere di san Maurilio, vescovo di Angers, e successivamente divenuto egli stesso vescovo della città. La vicenda, però, non proviene da testimonianze del V secolo: si sviluppò in una redazione della Vita di Maurilio composta intorno al 905 e attribuita indebitamente ad autori più antichi. La critica storica ha messo in dubbio l'esistenza stessa di Renato quale distinto vescovo di Angers. Il suo nome è inoltre entrato in rapporto con quello di un omonimo venerato a Sorrento, dando luogo a tradizioni che unirono le due figure. La sua importanza storicamente riconoscibile riguarda quindi la formazione e la persistenza di un culto, la circolazione delle leggende episcopali e la memoria religiosa della città.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Il racconto della risurrezione
La tradizione colloca Renato nell'ambiente di san Maurilio, vescovo di Angers nel V secolo. Secondo la narrazione agiografica, Maurilio sarebbe giunto troppo tardi per battezzare un bambino gravemente malato, che nel frattempo era morto. Sconvolto dall'accaduto, avrebbe abbandonato la sede episcopale e raggiunto una terra straniera. Le chiavi gettate in acqua e ritrovate nel corpo di un pesce avrebbero segnato, nel racconto, la possibilità del suo ritorno. Una volta rientrato ad Angers, Maurilio avrebbe pregato sulla sepoltura del fanciullo, restituendolo miracolosamente alla vita e conferendogli il battesimo con il nome Renato, cioè 'rinato'. Il giovane sarebbe poi succeduto al vescovo. Nessuno di questi particolari costituisce una biografia contemporanea verificabile di Renato.
La formazione della leggenda
L'elemento decisivo è la distanza fra il tempo in cui la vicenda viene ambientata e quello della sua attestazione. Una Vita di Maurilio redatta intorno al 905 da Archanald introdusse il racconto e lo rivestì di un'autorità antica, presentandolo come opera di Venanzio Fortunato rivista da Gregorio di Tours. La falsa attribuzione contribuì alla sua fortuna. La Vita più antica di Maurilio, collegata al vescovo Mainbeuf e risalente al VII secolo, non fornisce una testimonianza equivalente sull'esistenza di Renato. La critica dell'autenticità dei testi, avviata con particolare vigore nell'età moderna, mise in evidenza il carattere composito della tradizione. Nel 1649 la questione dell'attribuzione fu apertamente contestata; l'anno seguente comparvero scritti polemici sulla storia di Renato.
La confusione di toponimi nella narrazione offre un altro indizio della sua elaborazione tardiva. Célestin Port osservò che la località indicata nella Vita originaria di Maurilio era Pocé, mentre la tradizione successiva aveva associato l'episodio a La Possonnière. Questa trasformazione geografica non può essere utilizzata come prova di un ricordo locale risalente al V secolo.
Il culto ad Angers
Il dubbio sulla biografia non cancella la realtà storica della venerazione. Nel Medioevo ad Angers si custodivano resti venerati come reliquie di san Renato. Port documenta riconoscimenti e traslazioni tradizionalmente riferiti agli anni 1012, 1082, 1151 e 1255, nonché il loro rapporto con la chiesa di Saint-Maurille e la cattedrale. Queste testimonianze attestano la presenza di un culto e di un'identificazione cultuale, non l'autenticità delle ossa attribuite al personaggio della leggenda. Nella cattedrale era rappresentato anche un ciclo figurativo dedicato alla sua storia, segno della diffusione del racconto nella memoria cittadina.
Durante le violenze confessionali del 1562 il reliquiario venne infranto e le ossa furono bruciate, secondo la ricostruzione storica di Port. I resti successivamente raccolti e conservati in un altro reliquiario andarono perduti durante la Rivoluzione francese. La vicenda testimonia l'importanza che il culto aveva acquisito, pur senza risolvere la questione dell'identità del santo.
Renato di Angers e Renato di Sorrento
Un secondo filone agiografico riguarda Renato venerato nella penisola sorrentina. La comunanza del nome e del titolo episcopale favorì, soprattutto nei secoli dei rapporti politici tra l'Angiò e il Regno di Napoli, l'accostamento delle due figure. Alcune narrazioni immaginarono un trasferimento del vescovo da Angers a Sorrento, dove avrebbe trascorso l'ultima parte della vita. Tale viaggio non è attestato da documenti contemporanei e non può essere trattato come un evento accertato. La tradizione sorrentina possiede una propria storia cultuale: non è corretto trasferirne automaticamente a Renato di Angers date, reliquie e vicende.
Il nome di Renato rimase significativo anche nella cultura dinastica angioina: Renato I d'Angiò, sovrano del XV secolo, portò il nome del santo venerato nel territorio. Questo rapporto onomastico non costituisce naturalmente una testimonianza dell'esistenza del presunto vescovo del V secolo.
La lettura storico-critica
Nel 1901 Albert Houtin dedicò uno studio specifico alle origini della Chiesa di Angers e alla leggenda di san Renato, inserendo la vicenda nel problema più ampio della formazione delle memorie episcopali. La distinzione fondamentale è fra un culto medievale realmente attestato e una vita antica non comprovata. Anche il repertorio ecclesiastico francese Nominis definisce Renato un vescovo leggendario. Perciò l'indicazione di 'vescovo' descrive il titolo tradizionale sotto il quale fu venerato, non un episcopato indipendentemente documentato.
Approfondimenti
La trasmissione della Vita di Maurilio
La pretesa attribuzione a Venanzio Fortunato e a Gregorio di Tours conferiva al racconto un'apparente vicinanza cronologica agli eventi. L'esame della tradizione manoscritta e il confronto con la Vita più antica hanno invece mostrato che il nucleo narrativo su Renato appartiene a una fase posteriore. Il caso è significativo per la storia dell'agiografia medievale: un racconto poteva consolidarsi nel culto e nell'arte anche quando il suo fondamento documentario era debole.
Curiosità
- Il nome latino Renatus, 'rinato', divenne il centro narrativo della leggenda della risurrezione del bambino.
- La storia di Renato era illustrata in un ciclo pittorico presso un altare della cattedrale di Angers.
- Il culto locale lo ricorda anche come patrono dei fabbricanti di zoccoli.
Cronologia
- V secolo - Epoca alla quale la tradizione colloca la vicenda di Renato e di san Maurilio.
- Circa 905 - Redazione della Vita di Maurilio attribuita ad Archanald, che sviluppa la leggenda di Renato.
- XI-XIII secolo - Attestazioni medievali del culto e di ricognizioni di reliquie attribuite al santo ad Angers.
- 11-12 aprile 1562 - Distruzione del reliquiario di Renato durante le violenze confessionali, secondo Célestin Port.
- 1649-1650 - Contestazioni erudite sull'autenticità del racconto e pubblicazione di scritti polemici.
- 1878 - Célestin Port pubblica una ricostruzione critica della tradizione nel suo dizionario storico dell'Angiò.
- 1901 - Albert Houtin pubblica uno studio sulle origini della Chiesa di Angers e sulla leggenda di Renato.
Valutazione storico-critica
- L'esistenza di Renato come vescovo storico di Angers non è dimostrata da testimonianze contemporanee.
- La narrazione della risurrezione e della successione episcopale appartiene a una Vita tardiva attribuita falsamente ad autori del VI secolo.
- Il culto medievale ad Angers è storicamente attestato, ma non prova l'autenticità delle reliquie né la biografia narrata.
- Renato di Angers e Renato di Sorrento rappresentano tradizioni da distinguere; la loro identificazione non è documentariamente sicura.
- Il 12 novembre è una ricorrenza cultuale, non una data di morte storicamente accertata.
Fonti e bibliografia essenziale
- Célestin Port, Dictionnaire historique, géographique et biographique de Maine-et-Loire, tomo III, Angers, 1878, p. 237.
- Nominis, Conférence des évêques de France, voce Saint René d'Angers.
- Histoire religieuse de Savennières, sezione dedicata alle Vite di san Maurilio e alla tradizione di san Renato.
- Albert Houtin, Les origines de l'Église d'Angers. La légende de saint René, Laval, 1901, opera identificata nei repertori bibliografici.
