San Clementino

Martire

Festa: 14 novembre

Festa:
14 novembre

Etimologia:
Dal latino Clementinus, derivato da Clemens, «mite», «clemente», «indulgente»

Emblema:
Palma del martirio.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera C

Calendario: I santi del 14 novembre

E' ricordato il 14 novembre come martire in una notizia trasmessa dalla tradizione martirologica latina, che lo associa a Teodoto e Filomeno e colloca il gruppo a Eraclea di Tracia, l'antica Perinto. La testimonianza, tuttavia, presenta difficoltà che impediscono di ricostruire con sicurezza la sua identità e la sua vicenda. Il Martirologio Geronimiano e la successiva elaborazione di Floro sono all'origine della commemorazione recepita nel Martirologio Romano tradizionale; una fonte più antica, il Martirologio Siriaco del IV secolo, ricorda invece a Perinto due martiri chiamati Teodoto e Demetrio, qualificati come sacerdoti. Per questo la corrispondenza fra i nomi delle diverse liste non può essere data per certa. Lo studioso Joseph-Marie Sauget ha inoltre prospettato la possibilità che Clementino sia da identificare con un omonimo martire africano ricordato all'11 novembre nel Geronimiano. Di Clementino non sono conosciuti con certezza l'epoca, le circostanze della morte o il luogo della sepoltura. La sua memoria costituisce dunque soprattutto una testimonianza della complessa trasmissione dei calendari dei martiri antichi.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

La memoria del 14 novembre
La figura di Clementino è conservata principalmente da una commemorazione martirologica, non da una biografia antica o da atti processuali del martirio. Nella formulazione del Martirologio Romano tradizionale, al 14 novembre sono ricordati a Eraclea, in Tracia, i martiri Clementino, Teodoto e Filomeno. Il dato certo è quindi l'esistenza di una memoria liturgico-agiografica trasmessa attraverso repertori; non è altrettanto certo che i tre nomi corrispondano a tre persone effettivamente martirizzate insieme nello stesso luogo.
La parola martire, applicata a Clementino in questi elenchi, appartiene alla tradizione ecclesiastica ricevuta. Non sono però disponibili, per questo personaggio, informazioni individuali che permettano di descrivere arresto, interrogatorio, persecuzione, condanna o morte. Non sarebbe corretto attribuirgli un imperatore persecutore, una professione, un'età o una modalità di esecuzione sulla sola base della qualifica tramandata. Anche la data del 14 novembre va intesa anzitutto come giorno della commemorazione, non come data storica della morte accertata.

Eraclea di Tracia e l'antica Perinto
La città indicata nella tradizione latina è Eraclea di Tracia, centro noto in età antica anche come Perinto. L'equivalenza dei due toponimi è rilevante perché le diverse fonti martirologiche non adoperano necessariamente lo stesso nome geografico. La menzione di Perinto in un elenco orientale e quella di Eraclea in uno occidentale possono dunque riferirsi alla medesima città, senza che ciò garantisca l'identità dei singoli martiri nominati.
Eraclea non va confusa con le numerose altre località antiche chiamate Eraclea. La specificazione «in Tracia» costituisce un elemento identificativo essenziale della notizia latina. È invece impossibile, allo stato delle testimonianze considerate, ricavare dalla sola indicazione della città una storia personale di Clementino: non sappiamo se vi sia nato, vi abbia abitato o vi sia stato condotto, né se il suo nome sia stato associato a quel luogo fin dall'origine della tradizione.

Il confronto con il Martirologio Siriaco
Un elemento decisivo per la valutazione critica è il Martirologio Siriaco, testimone antico del calendario dei martiri, risalente nella sua forma nota al IV secolo. Per Perinto esso registra Teodoto e Demetrio, qualificati come sacerdoti. La coincidenza del luogo e del nome Teodoto con la notizia latina del 14 novembre è significativa; altrettanto significativa è la divergenza degli altri nomi. Clementino e Filomeno non compaiono, in quella testimonianza, nella medesima coppia.
Il confronto non permette di concludere automaticamente che Clementino non sia mai esistito. Consente però di stabilire che l'elenco tradizionale dei tre martiri non può essere utilizzato come una registrazione contemporanea e incontestata di un gruppo storico. Il passaggio da una coppia di nomi attestata in una fonte orientale più antica a una triade registrata nella tradizione latina richiede cautela: nei calendari manoscritti sono possibili spostamenti, accostamenti e trasformazioni dei nomi, ma per ogni singolo caso occorrono prove specifiche.

Il Martirologio Geronimiano e Floro
La notizia recepita dal Martirologio Romano tradizionale è ricondotta, nella ricostruzione dello studioso Joseph-Marie Sauget, a Floro, che la riprese dal Martirologio Geronimiano alla stessa data. Il Geronimiano è una grande raccolta di memorie di martiri e santi, fondamentale per la storia del culto, ma caratterizzata da una trasmissione testuale complessa. Le sue liste, spesso molto concise, possono conservare nomi antichi senza fornire gli elementi necessari per identificarli con certezza.
Floro, autore di un martirologio medievale, appartiene a una fase successiva della trasmissione. Il suo intervento mostra come la commemorazione sia stata recepita e diffusa nella cultura liturgica latina; non costituisce, da solo, una conferma indipendente dei fatti avvenuti nell'antichità. La successiva presenza della triade nel Martirologio Romano tradizionale attesta la stabilità di una forma della memoria, non la disponibilità di una narrazione storica verificabile dei tre martiri.

L'ipotesi del Clementino africano
Sauget ha segnalato un'altra possibilità: il Clementino del 14 novembre potrebbe corrispondere a un omonimo martire africano menzionato all'11 novembre nel Martirologio Geronimiano. Questa ipotesi nasce dal confronto fra le liste e dalle difficoltà poste dall'attribuzione del nome alla triade di Eraclea. Se fondata, spiegherebbe perché il nome Clementino si trovi accanto a quelli di martiri la cui memoria più antica presenta una composizione diversa.
L'identificazione resta però un'ipotesi, non un fatto acquisito. Mancano, nella documentazione richiamata, elementi biografici autonomi capaci di dimostrare che il Clementino africano e quello collocato a Eraclea siano la stessa persona. Non si può pertanto trasferire senz'altro in Africa il luogo del suo martirio, così come non si può considerare dimostrata la sua appartenenza al gruppo di Perinto. La distinzione fra possibilità critica e identificazione certa è indispensabile per evitare di creare artificialmente una biografia.

I limiti della ricostruzione personale
Non risultano accertati la nascita, la famiglia, il ministero ecclesiastico, l'eventuale condizione sacerdotale, la data della morte o la sepoltura di Clementino. Il titolo di sacerdoti attribuito dal Martirologio Siriaco a Teodoto e Demetrio non può essere esteso a Clementino: la fonte più antica non lo nomina in quel contesto. Non sono inoltre documentabili, sulla base delle testimonianze qui considerate, reliquie autenticamente riconducibili a lui, una specifica chiesa sepolcrale o un ciclo narrativo antico dei suoi miracoli.
Questa scarsità non autorizza a colmare le lacune con elementi tipici delle passioni dei martiri. La storia di Clementino, in senso stretto, non può essere narrata come una successione di episodi. Può essere studiata, piuttosto, come storia di un nome tramandato nei calendari e di una commemorazione che ha attraversato diverse fasi di compilazione e ricezione.

Culto e significato della commemorazione
Il 14 novembre resta il riferimento della memoria tradizionale di San Clementino. La sua presenza nel Martirologio Romano storico e nei repertori che ne riproducono la notizia testimonia un riconoscimento liturgico di antica tradizione, diverso da una canonizzazione moderna formalmente documentata. Non sono accertati per lui un processo canonico individuale, una data di canonizzazione o un patronato particolare.
L'iconografia della palma può rappresentarlo genericamente come martire, secondo il linguaggio figurativo cristiano, ma non è prova di un episodio biografico specifico. Il caso di Clementino invita a leggere i martirologi insieme come documenti di culto e come testi storici da sottoporre a confronto: essi conservano memorie preziose, ma la loro forma sintetica e le vicende della tradizione manoscritta non sempre consentono di ricostruire la vita delle persone ricordate.

Biografia

A cura di Joseph-Marie Sauget

Il Martirologio Romano commemora al 14 novembre un gruppo di tre martiri di Eraclea in Tracia: Clementino, Teodoto e Filomeno. Questa menzione proviene da Floro che l'aveva presa dal Martirologio Geronimiano allo stesso giorno. Il Martirologio Siriaco del IV secolo, conosce a Perinto, cioè Eraclea, i due martiri Teodoto e Demetrio, sacerdoti; possiamo quindi ritenere come martiri a Eraclea questi ultimi due. Quanto a Clementino egli potrebbe essere identificato come un martire africano omonimo commemorato dal Martirologio Geronimiano all'11 novembre.

Fonte: Bibliotheca Sanctorum

Approfondimenti

Il valore delle divergenze martirologiche
La discordanza fra la coppia Teodoto-Demetrio del Martirologio Siriaco e la triade Clementino-Teodoto-Filomeno della tradizione latina riguarda direttamente l'identificazione dei martiri. Non si tratta di una semplice variante ortografica: muta la composizione stessa del gruppo. La coincidenza geografica, pur importante, non elimina questa difficoltà. Il nome di Clementino deve quindi essere mantenuto nella sua dimensione di memoria ricevuta, senza presentare come definitivamente dimostrata la sua presenza nel gruppo di Eraclea.

Cronologia

- IV secolo: il Martirologio Siriaco attesta a Perinto la memoria di Teodoto e Demetrio, sacerdoti; non nomina Clementino nella stessa coppia.
- Età della tradizione del Martirologio Geronimiano: risultano commemorazioni di Clementino e la notizia utilizzata per il 14 novembre; la ricostruzione dell'identità rimane problematica.
- Età medievale: Floro trasmette la memoria dei martiri ricordati al 14 novembre nella tradizione latina.
- Tradizione del Martirologio Romano: il 14 novembre è registrata la triade Clementino, Teodoto e Filomeno a Eraclea di Tracia.

Valutazione storico-critica

- È documentata la commemorazione martirologica di un Clementino al 14 novembre, non una biografia individuale verificabile.
- La triade di Eraclea attestata nella tradizione latina non coincide con la coppia Teodoto-Demetrio del più antico Martirologio Siriaco; la discordanza impedisce identificazioni sicure.
- L'ipotesi di identificare Clementino con un martire africano ricordato all'11 novembre nel Geronimiano è una proposta critica, non una conclusione dimostrata.
- Epoca, persecuzione, circostanze della morte, reliquie e luogo di sepoltura non sono accertati.

Fonti e bibliografia essenziale

- Martyrologium Romanum, tradizione anteriore alla riforma contemporanea, commemorazione del 14 novembre.
- Martyrologium Hieronymianum, commemorazioni dell'11 e del 14 novembre, tradizione testuale martirologica.
- Martyrologium Syriacum, testimonianza relativa ai martiri di Perinto.
- Floro di Lione, Martyrologium, commemorazione del 14 novembre.
- Joseph-Marie Sauget, voce «Clementino», in Bibliotheca Sanctorum, Istituto Giovanni XXIII della Pontificia Università Lateranense, Roma, Città Nuova.

Aggiunto/modificato il 22 ottobre 2026