Festa:
5 novembre
Etimologia:
Dal latino Tigrinus, collegato a tigris, tigre.
Categoria: Corpi santi
Calendario: I santi del 5 novembre
San Tigrino è venerato come martire romano, ma la sua figura non è accompagnata da una narrazione antica verificabile della vita o del supplizio. Le testimonianze più concrete riguardano invece il culto delle reliquie, estratte nel 1611 dal cimitero di Priscilla lungo la via Salaria a Roma e trasferite nella chiesa torinese dei Santi Martiri, affidata ai Gesuiti. Il trasferimento avvenne nell’ambito della diffusione dei cosiddetti corpi santi delle catacombe in età moderna. Un commento degli Acta Sanctorum attesta a Torino una celebrazione l’11 febbraio, mentre la memoria del 5 novembre appartiene alla commemorazione dei santi della Chiesa locale. La distanza fra la supposta epoca del martirio e le testimonianze superstiti impone di distinguere la venerazione storicamente attestata dalla biografia, che resta sconosciuta.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le notizie su Tigrino si concentrano sulla storia delle reliquie e sulla loro venerazione a Torino. Non si conoscono l’epoca in cui visse, la famiglia, la condizione sociale, le vicende della conversione al cristianesimo o le circostanze del martirio. La qualifica di martire appartiene alla tradizione cultuale associata ai resti provenienti da un antico cimitero cristiano romano, non a un racconto processuale o a una passio contemporanea conosciuta.
Il luogo di provenienza delle reliquie è il cimitero di Priscilla, complesso funerario cristiano sulla via Salaria a Roma. Il 4 settembre 1611, durante il pontificato di Paolo V, furono estratti resti attribuiti a Tigrino con autorizzazione ecclesiastica. Il generale della Compagnia di Gesù Claudio Acquaviva ne promosse l’invio al cardinale Maurizio di Savoia, che li destinò alla chiesa dei Santi Martiri di Torino. La vicenda è ricostruita nella catalogazione ministeriale di un reliquiario e nella tradizione erudita torinese.
La chiesa torinese, dedicata ai martiri Solutore, Avventore e Ottavio, custodiva anche reliquie di altri santi. Il commento degli Acta Sanctorum dedicato a Tigrino descrive una festa celebrata l’11 febbraio con ufficio tratto dal comune di un martire non pontefice. L’uso di un formulario comune, anziché di letture proprie relative alla sua vita, è coerente con la mancanza di notizie biografiche particolareggiate.
Una teca lignea dorata, datata ai primi decenni del Seicento e censita nel Catalogo generale dei Beni Culturali, conserva un cofanetto con ceneri attribuite al martire. L’iscrizione latina del cartiglio le definisce polvere ricavata dalle ossa di Tigrino martire e le collega espressamente al cimitero di Priscilla. Il manufatto è quindi una testimonianza materiale precisa della devozione secentesca, non una prova indipendente dell’identità del defunto vissuto nell’antichità.
Nel corso del tempo il ricordo liturgico torinese ha conosciuto collocazioni differenti. La commemorazione del 5 novembre si inserisce nella celebrazione collettiva dei santi della Chiesa torinese. Non è possibile identificare tale data con il giorno della morte, ignoto. La vicenda di Tigrino appartiene dunque soprattutto alla storia del culto delle reliquie romane e della loro accoglienza nella Torino dei Savoia.
Biografia
A cura di Jose Cottino
Le reliquie di Tigrino furono prelevate nel cimitero della via Salaria, con il permesso di papa Paolo V, dal generale della Compagnia di Gesù, Claudio Acquaviva (4 settembre 1611), il quale le inviò a Torino al cardinale Maurizio di Savoia. Questi ne fece dono alla chiesa dei SS. Martiri, eretta nella stessa città dai Gesuiti, che collocarono le reliquie sotto l’altare dell’Immacolata Concezione, nella cappella delle Umiliate. La festa di Tigrino fu inserita nel calendario diocesano, con l’Ufficio del comune di un martire, e celebrata succesivamente in giorni diversi tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. Attualmente Tigrino è ricordato il 5 novembre nella festa “Omnium Sanctorum Ecclesiae Taurinensis”.
Approfondimenti
Il reliquiario e la testimonianza materiale
Il Catalogo generale dei Beni Culturali registra il reliquiario con il codice 0100007893, collocandone la realizzazione tra il 1610 e il 1624. La scheda descrive una teca di vetro con cornici e piedi di legno dorato e un cofanetto interno. Il cartiglio reca la formula latina «PVLVIS EX OSSIBVS EX TIGRINO M E COEMETERIO PRISCILLAE», che lega il contenuto alla tradizione dell’estrazione dal cimitero romano. La datazione dell’oggetto coincide con la stagione del trasferimento delle reliquie.
Il culto torinese
Gli Acta Sanctorum trattano Tigrino sotto l’11 febbraio, ricordandone la venerazione nella chiesa dei Gesuiti dedicata ai Santi Martiri. Il confronto con la memoria del 5 novembre evidenzia che il calendario del culto non rimase immutato. La ricorrenza odierna non permette di ricavare una cronologia della vita.
Curiosità
- Un reliquiario torinese dei primi decenni del Seicento conserva un cartiglio che nomina espressamente Tigrino e il cimitero di Priscilla.
- Gli Acta Sanctorum dedicano al martire un commento sotto l’11 febbraio, data diversa dall’attuale commemorazione del 5 novembre.
Cronologia
- Epoca antica non determinabile - Vita e presunto martirio di Tigrino, senza cronologia verificabile.
- 4 settembre 1611 - Estrazione a Roma di resti attribuiti a Tigrino dal cimitero di Priscilla.
- Primi decenni del XVII secolo - Realizzazione del reliquiario torinese oggi catalogato con il numero 0100007893.
- Età moderna - Culto di Tigrino nella chiesa torinese dei Santi Martiri, attestato anche dagli Acta Sanctorum.
- 5 novembre - Commemorazione nell’ambito della festa dei santi della Chiesa torinese.
Valutazione storico-critica
- L’esistenza storica di un martire individualmente identificabile con Tigrino non è dimostrabile attraverso testimonianze biografiche contemporanee note.
- L’estrazione e la traslazione delle reliquie nel 1611 sono attestate dalla tradizione documentaria e dalla catalogazione del reliquiario.
- L’iscrizione del reliquiario prova l’attribuzione cultuale dei resti, non l’identità personale del defunto antico.
- La memoria dell’11 febbraio attestata dagli Acta Sanctorum e quella del 5 novembre appartengono a differenti fasi della storia liturgica locale.
- Non sono accertabili la persecuzione, l’anno, il luogo preciso e la modalità della morte.
Fonti e bibliografia essenziale
- Acta Sanctorum, Februarii, tomo II, 11 febbraio, De S. Tigrino martyre Romano, Taurini in Pedemontio.
- Ministero della Cultura, Catalogo generale dei Beni Culturali, scheda 0100007893, Reliquiario a teca, Torino.
- Brevi cenni storici sulla chiesa dei Santi Martiri in Torino, Torino, 1928, citato nella scheda ministeriale del reliquiario.

