Card. Ersilio Tonini
Arcivescovo emerito di Ravenna-Cervia
Festa: Cardinale defunto
Nascita-morte: San Giorgio Piacentino, Piacenza, 20 luglio 1914 - Ravenna, 28 luglio 2013
Nascita - morte:
San Giorgio Piacentino, Piacenza, 20 luglio 1914 - Ravenna, 28 luglio 2013
Festa:
Cardinale defunto
Emblema:
Abito episcopale o cardinalizio.
Categoria: Cardinali defunti
Calendario: I santi senza data
Fu sacerdote piacentino, vescovo di Macerata e Tolentino, arcivescovo di Ravenna-Cervia e cardinale della Chiesa cattolica. Nato in una famiglia contadina, unì la formazione seminaristica e l'esperienza parrocchiale a un interesse costante per la stampa e, successivamente, per la televisione. Nominato vescovo nel 1969 da Paolo VI, si confrontò con l'applicazione del concilio Vaticano II e con le tensioni che attraversavano le comunità ecclesiali italiane. A Ravenna promosse la riapertura del seminario, iniziative di assistenza sociale e il dialogo con la società civile. Dopo il ritiro dal governo diocesano, nel 1990, continuò a intervenire nel dibattito pubblico e a sostenere attività umanitarie in Brasile e in Africa. Giovanni Paolo II lo creò cardinale nel 1994. La sua figura appartiene alla storia religiosa e della comunicazione italiana del Novecento: la notorietà televisiva non esaurisce la sua esperienza pastorale, segnata anche dall'attenzione ai malati e alle persone emarginate. Non risulta proclamato santo o beato e non possiede una memoria liturgica propria.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Ersilio Tonini nacque il 20 luglio 1914 a Centovera, frazione di San Giorgio Piacentino, da Cesare Tonini e Celestina Guarnieri. Era il terzo di cinque figli di una famiglia impegnata nel lavoro agricolo. Il rapporto con la madre e la memoria del mondo contadino ricorrono nelle testimonianze autobiografiche e nella sua successiva comunicazione pubblica; non sono soltanto elementi pittoreschi, ma riferimenti alla formazione di un linguaggio religioso accessibile.
Nel 1925 entrò nel seminario vescovile di Piacenza. Secondo la ricostruzione del Dizionario Biografico degli Italiani, la prosecuzione degli studi fu resa possibile anche da aiuti economici familiari e dell'Azione cattolica. Il 18 aprile 1937 ricevette l'ordinazione presbiterale dal vescovo Ersilio Menzani. La sua prima attività si svolse nell'ambito della formazione dei seminaristi, come vicerettore del seminario piacentino fino al 1939.
Gli studi romani, l’insegnamento e la stampa cattolica
Nel 1939 si trasferì a Roma per studiare diritto civile e canonico presso l'Università Lateranense. Tornò a Piacenza nel 1943, durante la seconda guerra mondiale, e insegnò italiano, latino e greco. Svolse anche il servizio di assistente spirituale della Federazione universitaria cattolica italiana e dei gruppi dei laureati cattolici. Il lavoro con gli studenti lo mise a contatto con una generazione chiamata a ricostruire la vita culturale e civile dopo la guerra.
Nel 1947 assunse la direzione del settimanale diocesano Il nuovo giornale. L'Italia del dopoguerra era attraversata da conflitti politici, sociali e sindacali, e la stampa cattolica rappresentava uno strumento importante di orientamento. L'esperienza giornalistica fu una parte strutturale della sua attività sacerdotale: imparò a rivolgersi anche a lettori estranei ai circuiti strettamente ecclesiastici, senza abbandonare il proprio punto di vista religioso.
La parrocchia di Salsomaggiore e il ritorno al seminario
Il 14 maggio 1953 fu nominato parroco a Salsomaggiore. Qui affiancò alla cura liturgica e catechetica un impegno educativo, legato in particolare alla costruzione dell'Oratorio Don Bosco. Seguì inoltre spiritualmente le universitarie del collegio di Castelnuovo Fogliani dell'Università Cattolica. La lunga esperienza parrocchiale, proseguita sino al 1968, precedette quindi la nomina episcopale e contribuì a definire un ministero attento alla formazione dei giovani.
Nel settembre 1968 tornò a Piacenza come rettore del seminario. Il nuovo incarico durò pochi mesi: il 28 aprile 1969 Paolo VI lo nominò vescovo di Macerata e Tolentino, affidandogli anche responsabilità di amministrazione apostolica in altre circoscrizioni marchigiane. La successione di questi incarichi si colloca nella fase di riorganizzazione della vita ecclesiale seguita al concilio Vaticano II.
Il ministero episcopale nelle Marche
Il 2 giugno 1969 ricevette la consacrazione episcopale da Umberto Marchiodi; tra i conconsacranti figuravano Agostino Casaroli e Carlo Colombo. Assunse il governo pastorale di Macerata e Tolentino e delle amministrazioni apostoliche collegate. La biografia pubblicata dalla Santa Sede mette in rilievo il tentativo di tradurre le indicazioni conciliari nella vita concreta delle diocesi.
Il periodo marchigiano, concluso nel 1975, coincise con anni di trasformazione sociale e di discussione sul ruolo del clero. La successiva notorietà ravennate ha spesso oscurato questa prima esperienza episcopale, che fu invece decisiva per la maturazione del suo metodo pastorale: attenzione ai rapporti personali, alla formazione e alla comunicazione pubblica.
L’arrivo a Ravenna e la ricomposizione della vita diocesana
Il 22 novembre 1975 fu promosso arcivescovo di Ravenna e vescovo di Cervia; l'ingresso a Ravenna avvenne il 17 dicembre. Succedeva a Salvatore Baldassarri in un contesto segnato da forti contrasti interni, anche in relazione alla ricezione delle riforme conciliari. Le due sedi di Ravenna e Cervia furono successivamente unite nella circoscrizione di Ravenna-Cervia nel 1986.
Tonini attribuì grande importanza alla formazione sacerdotale. Il 28 settembre 1978 riaprì il seminario ravennate, precedentemente chiuso, con il sostegno di religiosi gesuiti. La riapertura ebbe valore istituzionale e simbolico: significava ricostruire un luogo di preparazione al ministero e di incontro tra diverse sensibilità ecclesiali.
La sua residenza presso l'Opera Santa Teresa del Bambino Gesù, anziché nell'appartamento del palazzo arcivescovile, divenne un tratto riconoscibile del suo episcopato. La vicinanza ai malati, e in particolare ai bambini con gravi disabilità, fu una scelta di vita continuata anche dopo la rinuncia al governo pastorale. Non va ridotta a un singolo gesto pubblico: contribuì a dare continuità al suo rapporto con l'istituzione assistenziale ravennate.
Carità organizzata, lavoro e comunicazione
Durante il governo ravennate sostenne lo sviluppo della Caritas e di servizi rivolti alle persone in difficoltà. Nel 1984 nacque il Centro Ravennate di Solidarietà per l'accoglienza delle persone con dipendenze, inserito nella rete delle comunità terapeutiche. Tra le iniziative ricordate dalla biografia vaticana figurano la Mensa della Fratellanza, attività di volontariato sanitario e assistenziale e un centro di accoglienza alla vita nell'area di Cervia-Milano Marittima.
Nel 1978 Paolo VI lo chiamò a presiedere il consiglio di amministrazione della società editrice del quotidiano Avvenire. Nel 1985 Tonini contribuì al rilancio del settimanale diocesano Risveglio 2000 e dell'emittente Ravegnana Radio. Si trattava di strumenti differenti, accomunati dalla convinzione che la presenza ecclesiale non dovesse limitarsi alle celebrazioni e alle strutture parrocchiali.
Il suo intervento pubblico toccò anche la dignità del lavoro. Dopo l'incendio della nave Elisabetta Montanari nel porto di Ravenna, nel marzo 1987, che causò tredici morti, denunciò le logiche economiche che subordinavano la sicurezza delle persone al profitto. Nello stesso anno si espresse in difesa del riposo domenicale in una controversia relativa all'organizzazione del lavoro. Queste prese di posizione documentano l'attenzione dell'arcivescovo alle trasformazioni dell'economia locale.
I rapporti con Giovanni Paolo II e la dimensione internazionale
Nel maggio 1986 Giovanni Paolo II visitò la Romagna. Tonini accompagnò il pontefice in un territorio caratterizzato da una lunga storia di contrapposizioni fra cultura cattolica e ambienti laici e anticlericali. Nel 1987 partecipò al Sinodo dei vescovi dedicato ai laici. Tra il 1988 e il 1989 ebbe anche responsabilità temporanee di amministrazione apostolica nelle sedi di Rimini e San Marino-Montefeltro.
Il suo interesse per le popolazioni indigene del Brasile si manifestò in iniziative di sostegno agli Yanomami nella regione di Roraima. La campagna denominata Uma vaca para o Indio mirava a rafforzare la possibilità delle comunità di difendere l'uso delle terre mediante attività di allevamento. Le spiegazioni sulle conseguenze giuridiche del progetto, presenti in alcune ricostruzioni ecclesiastiche, vanno riferite al contesto specifico della campagna e non intese come descrizione generale del diritto fondiario brasiliano.
Nel 1992 partecipò in Roraima a un incontro di rappresentanti indigeni. Il sostegno alle missioni e alle popolazioni vulnerabili proseguì anche dopo il termine del governo diocesano.
L’emeritato e il cardinalato
Giovanni Paolo II accolse la rinuncia di Tonini al governo pastorale di Ravenna-Cervia il 27 ottobre 1990. Nella fase di transizione rimase amministratore apostolico fino all'insediamento del successore. Da arcivescovo emerito continuò a insegnare, predicare, scrivere e intervenire sui mezzi di comunicazione.
Nel febbraio 1991 predicò gli esercizi spirituali alla Curia romana, dedicandoli alla speranza della Chiesa nel tempo contemporaneo. Partecipò inoltre con Enzo Biagi alla trasmissione televisiva I dieci Comandamenti. La televisione ne amplificò la popolarità e rese familiare a un pubblico molto vasto il suo modo di esprimersi, basato su immagini quotidiane, racconti brevi e richiami morali.
Il 26 novembre 1994 Giovanni Paolo II lo creò cardinale presbitero del titolo del Santissimo Redentore a Val Melaina. Aveva già compiuto ottant'anni: per questo non rientrava tra i cardinali elettori dei successivi conclavi. La porpora non coincise con un ritorno al governo diocesano, ma con il riconoscimento del suo lungo servizio ecclesiale.
Gli interventi umanitari e gli ultimi anni
Nel 1999 si recò in Burundi, segnato dalle violenze della regione dei Grandi Laghi, portando un messaggio pontificio all'arcivescovo di Gitega. La biografia della Santa Sede ricorda il suo sostegno a un reparto di maternità a Songa e a programmi di aiuto abitativo per famiglie vulnerabili e vedove di guerra. Nel 2003 fu avviata la Fondazione Pro Africa, collegata alla continuità di questi interventi.
Negli ultimi anni rimase legato all'Opera Santa Teresa del Bambino Gesù di Ravenna. Le carte personali, compresi numerosi quaderni di riflessioni, costituiscono una testimonianza importante per lo studio della sua spiritualità e della sua attività intellettuale, distinta dall'immagine pubblica costruita dai media.
Morì a Ravenna il 28 luglio 2013, otto giorni dopo il novantanovesimo compleanno. Il 30 luglio si svolsero le esequie nel duomo di Ravenna, presiedute dal cardinale Dionigi Tettamanzi. Papa Francesco inviò un telegramma di cordoglio all'arcivescovo Lorenzo Ghizzoni, ricordando il ministero di Tonini a Piacenza, nelle Marche e a Ravenna. La sua figura resta quella di un cardinale defunto, non di un santo canonizzato: la stima personale e il ricordo ecclesiale non equivalgono al riconoscimento canonico del culto.
Approfondimenti
La comunicazione come dimensione del ministero pastorale
Per Ersilio Tonini la comunicazione non fu soltanto uno strumento per diffondere messaggi religiosi, ma una componente essenziale dell'azione pastorale. La sua esperienza cominciò nel 1947 con la direzione del settimanale piacentino «Il Nuovo Giornale» e si sviluppò attraverso la stampa diocesana, la radio e la televisione. Nel 1978 Paolo VI lo chiamò alla presidenza della società editrice del quotidiano «Avvenire», incarico mantenuto fino al 1989. Tonini riteneva necessario che la Chiesa conoscesse i problemi concreti della società e sapesse intervenire nel dibattito pubblico con un linguaggio comprensibile. La collaborazione con Enzo Biagi, soprattutto nella trasmissione televisiva del 1991 dedicata ai Dieci Comandamenti, lo rese noto anche a persone lontane dalla pratica religiosa. La sua popolarità derivò dalla capacità di collegare le questioni morali alle esperienze quotidiane, pur conservando posizioni precise sui temi ecclesiali e sociali.
La scelta di vivere accanto ai malati
Uno degli aspetti più significativi del suo episcopato ravennate fu la decisione di stabilire la propria residenza presso l'Opera Santa Teresa del Bambino Gesù, istituzione dedicata all'assistenza di persone fragili e malate, anziché nell'appartamento del palazzo arcivescovile. Non si trattò di una sistemazione provvisoria: Tonini mantenne questo legame anche dopo la conclusione del governo diocesano, fino alla morte. La scelta esprimeva una concezione del ministero episcopale nella quale la vicinanza alle persone più vulnerabili doveva accompagnare l'esercizio dell'autorità. La stessa sensibilità si manifestò nell'impegno contro le dipendenze e nella promozione di iniziative assistenziali.
La dignità del lavoro e la tragedia della Mecnavi
Il 13 marzo 1987 tredici lavoratori morirono nell'incendio sviluppatosi a bordo della nave «Elisabetta Montanari», nel porto di Ravenna, durante lavori affidati all'impresa Mecnavi. Tonini intervenne pubblicamente denunciando le condizioni che avevano esposto gli operai a un rischio mortale. La sua omelia del 19 marzo, conosciuta con il titolo «Uomini o topi», ebbe una vasta risonanza nazionale. L'episodio mostra come il suo magistero pastorale comprendesse anche questioni economiche e sociali: la tutela della vita e della dignità del lavoratore non poteva essere subordinata alle esigenze produttive. In quell'occasione incontrò il giornalista Enzo Biagi, con il quale nacque un rapporto destinato ad avere importanti sviluppi nella sua attività televisiva.
L'attenzione alle popolazioni indigene e all'Africa
L'impegno umanitario di Tonini superò i confini delle diocesi affidategli. Alla fine degli anni Ottanta sostenne una campagna di solidarietà a favore delle popolazioni indigene del Brasile, minacciate dalla perdita delle proprie terre. Negli anni successivi rivolse particolare attenzione al Burundi, paese africano colpito da conflitti e gravi difficoltà sociali. Dal 1999 promosse iniziative di sostegno alle famiglie, alle madri e alle persone vulnerabili, contribuendo nel 2003 alla nascita della Fondazione Pro Africa. Queste attività documentano la continuità del suo impegno caritativo anche dopo il pensionamento ecclesiastico e la creazione cardinalizia.
Una figura da studiare oltre la notorietà televisiva
La documentazione conservata presso l'Opera Santa Teresa del Bambino Gesù comprende circa duecento quaderni di meditazioni e riflessioni personali, redatti a partire dagli anni Cinquanta. Si tratta di un patrimonio importante per approfondire il pensiero spirituale e intellettuale di Tonini, senza limitarsi alla sua immagine di comunicatore televisivo. Lo storico Gianluca Della Maggiore, nel «Dizionario Biografico degli Italiani», sottolinea la necessità di distinguere la ricostruzione critica della sua attività dalle narrazioni prevalentemente celebrative. La sua vicenda attraversa infatti passaggi complessi della storia italiana: il secondo dopoguerra, il confronto tra cattolicesimo e comunismo, il concilio Vaticano II, le trasformazioni del lavoro e l'affermazione della comunicazione televisiva.
Curiosità
- Ersilio Tonini ricevette l'ordinazione sacerdotale il 18 aprile 1937 dal vescovo di Piacenza Ersilio Menzani. La coincidenza del nome, piuttosto raro, costituisce un particolare biografico curioso, ma non documenta di per sé alcun rapporto di parentela tra i due ecclesiastici.
- Tonini conservò fino alla vecchiaia una notevole curiosità intellettuale. Conosceva il francese e il tedesco e, secondo la ricostruzione del «Dizionario Biografico degli Italiani», iniziò a studiare anche l'inglese quando aveva già superato gli ottant'anni. Il particolare testimonia il suo interesse per l'apprendimento anche in età avanzata.
- Nel 1976 cominciò a pubblicare su «Avvenire» una rubrica utilizzando lo pseudonimo «Guido Vescovo». L'intenzione era instaurare un dialogo diretto con i lettori sulle questioni della vita quotidiana. La scelta di uno pseudonimo rifletteva il desiderio di presentarsi come interlocutore accessibile, senza rinunciare alla propria identità episcopale.
- Giovanni Paolo II lo creò cardinale il 26 novembre 1994, quando Tonini aveva già compiuto ottant'anni. In base alle norme vigenti, non poteva quindi partecipare come elettore ai conclavi. Non prese parte né a quello del 2005, che elesse Benedetto XVI, né a quello del 2013, che elesse Francesco.
- Durante l'occupazione tedesca di Piacenza, Tonini svolse anche il servizio di cappellano del carcere. Secondo la ricostruzione storica pubblicata nel «Dizionario Biografico degli Italiani», utilizzò la conoscenza della lingua tedesca per intervenire presso i nazifascisti in favore di alcuni partigiani comunisti. L'episodio è particolarmente significativo perché mostra un intervento personale a tutela della vita umana al di là delle appartenenze politiche.
- Durante il ministero episcopale nelle Marche, nel 1970, Tonini decise di vendere ad alcuni mezzadri terreni appartenenti alla diocesi di Cingoli. La decisione, motivata anche da considerazioni sociali, suscitò attenzione e ricevette apprezzamenti persino da ambienti politici comunisti. Fu un episodio inconsueto nel contesto delle tensioni ideologiche dell'Italia del tempo.
Cronologia
- 20 luglio 1914 - nascita a Centovera di San Giorgio Piacentino.
- 18 aprile 1937 - ordinazione sacerdotale.
- 1947 - direzione del settimanale Il nuovo giornale.
- 14 maggio 1953 - nomina a parroco di Salsomaggiore.
- 28 aprile 1969 - nomina a vescovo di Macerata e Tolentino.
- 2 giugno 1969 - consacrazione episcopale.
- 22 novembre 1975 - nomina ad arcivescovo di Ravenna e vescovo di Cervia.
- 28 settembre 1978 - riapertura del seminario ravennate.
- 27 ottobre 1990 - accettazione della rinuncia al governo di Ravenna-Cervia.
- 26 novembre 1994 - creazione cardinalizia.
- 28 luglio 2013 - morte a Ravenna.
Valutazione storico-critica
- Identità, date delle ordinazioni, incarichi episcopali, creazione cardinalizia e morte sono attestati da fonti ecclesiastiche ufficiali.
- Il Dizionario Biografico degli Italiani offre un inquadramento critico più ampio rispetto alle biografie commemorative e istituzionali.
- La biografia vaticana e la biografia diocesana presentano ampie corrispondenze testuali e non costituiscono testimonianze pienamente indipendenti per tutti gli episodi narrati.
- La data del 28 luglio è l’anniversario della morte, non una memoria liturgica: Tonini non è stato proclamato santo o beato.
- Alcune descrizioni delle iniziative missionarie provengono da ricostruzioni celebrative e non permettono da sole di quantificarne tutti gli esiti.
- Le date di inizio effettivo del governo delle sedi e delle amministrazioni apostoliche vanno distinte dalle date di nomina, come mostrano i repertori ecclesiastici.
Fonti e bibliografia essenziale
- Sala Stampa della Santa Sede, Tonini Card. Ersilio, profilo biografico del Collegio cardinalizio.
- Conferenza Episcopale Italiana, Annuario dei vescovi, S.Em. Card. Ersilio Tonini.
- Arcidiocesi di Ravenna-Cervia, Card. Ersilio Tonini, cronologia episcopale.
- Gianluca Della Maggiore, Tonini, Ersilio, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 96, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2019.
- Sala Stampa della Santa Sede, Telegramma di cordoglio del Santo Padre per la scomparsa del cardinale Ersilio Tonini, 29 luglio 2013.
- L’Osservatore Romano, Uomo di ascolto e di dialogo, 31 luglio 2013.
