San Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla)
Papa
Festa: 22 ottobre — Memoria Facoltativa
Nascita-morte: Wadowice, Cracovia, 18 maggio 1920 - Città del Vaticano, 2 aprile 2005
Nascita - morte:
Wadowice, Cracovia, 18 maggio 1920 - Città del Vaticano, 2 aprile 2005
Festa:
22 ottobre — Memoria Facoltativa
Etimologia:
Giovanni dall'ebraico Yochanan, 'Dio ha fatto grazia'; Paolo dal latino Paulus, 'piccolo'; Karol è forma polacca di Carlo, nome germanico interpretato come 'uomo libero'.
Emblema:
Abito pontificio bianco, croce pastorale, talvolta immagine mariana o motto Totus tuus.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera G
Calendario: I santi del 22 ottobre
(Papa dal 22/10/1978 al 02/04/2005).
Primo papa polacco e primo pontefice non italiano dopo Adriano VI, portò nel suo ministero l'esperienza della Polonia oppressa prima dal nazismo e poi dal comunismo. Partecipò al Concilio Vaticano II come vescovo e ne promosse l'attuazione durante il pontificato. Instancabile annunciatore del Vangelo, compì numerosi viaggi apostolici nei cinque continenti, sostenendo la libertà dei popoli, la pace e la dignità della persona umana. Il suo magistero, espresso in importanti encicliche come 'Redemptor hominis', 'Laborem exercens', 'Veritatis splendor' ed 'Evangelium vitae', affrontò le grandi questioni spirituali, sociali e morali del mondo contemporaneo. Promosse il dialogo ecumenico e interreligioso, con gesti significativi come l'incontro di Assisi del 1986 e la preghiera al Muro Occidentale di Gerusalemme. Dedicò particolare attenzione ai giovani, istituendo le Giornate Mondiali della Gioventù. Il 13 maggio 1981 sopravvisse a un grave attentato in Piazza San Pietro. Negli ultimi anni affrontò pubblicamente una progressiva debilitazione fisica. Morì il 2 aprile 2005, dopo aver accompagnato la Chiesa nel terzo millennio. Beatificato da Benedetto XVI il 1° maggio 2011 e canonizzato da Francesco il 27 aprile 2014, riposa nella Basilica di San Pietro in Vaticano.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Karol Józef Wojtyła nacque il 18 maggio 1920 a Wadowice, non lontano da Cracovia, da Karol Wojtyła ed Emilia Kaczorowska. La sua infanzia fu segnata da lutti familiari: la madre morì nel 1929, il fratello maggiore Edmund, medico, nel 1932, e il padre nel 1941. Frequentò le scuole a Wadowice, sviluppando interessi per la letteratura, la poesia, il teatro e la vita religiosa. Nel 1938 si iscrisse all'Università Jagellonica di Cracovia, dove studiò lettere.
L'invasione tedesca della Polonia nel settembre 1939 e la chiusura dell'università interruppero gli studi regolari. Per mantenersi e sottrarsi al rischio di deportazione al lavoro coatto, Wojtyła lavorò tra il 1940 e il 1944 dapprima in una cava e successivamente negli stabilimenti chimici Solvay. Partecipò all'esperienza clandestina del Teatro Rapsodico, nel quale la parola poetica e la cultura polacca diventavano strumenti di resistenza spirituale e culturale all'occupazione. Nel 1942 iniziò la formazione sacerdotale nel seminario clandestino di Cracovia, guidato dall'arcivescovo Adam Stefan Sapieha. La sua scelta maturò dunque in condizioni nelle quali la libertà religiosa e l'istruzione erano gravemente limitate.
Sacerdote, studioso e pastore
Il 1 novembre 1946 ricevette l'ordinazione sacerdotale da Sapieha. Proseguì gli studi a Roma, presso l'Angelicum, approfondendo la teologia di san Giovanni della Croce, e nel 1948 tornò in Polonia. Svolse il ministero pastorale a Niegowić e poi nella parrocchia di San Floriano a Cracovia, dedicandosi in particolare ai giovani e agli universitari. L'esperienza pastorale si accompagnò alla riflessione filosofica sull'essere umano, sulla coscienza, sull'amore e sulla responsabilità morale.
Insegnò etica e filosofia in ambito accademico, anche presso l'Università Cattolica di Lublino. La sua ricerca intrecciava la tradizione tomista con la fenomenologia e il personalismo, ponendo al centro l'irriducibilità della persona a semplice mezzo. Tra le opere del periodo precedente il pontificato figurano Amore e responsabilità e Persona e atto. La sua attività intellettuale non rimase separata dalla cura pastorale: nei suoi scritti il valore della libertà è costantemente collegato alla verità, alla coscienza e alla responsabilità verso gli altri.
Vescovo, concilio e arcivescovo di Cracovia
Pio XII lo nominò vescovo ausiliare di Cracovia e titolare di Ombi il 4 luglio 1958; ricevette l'ordinazione episcopale il 28 settembre successivo. Partecipò al Concilio Vaticano II, contribuendo soprattutto alla riflessione sulla Chiesa nel mondo contemporaneo e alla costituzione pastorale Gaudium et spes. Il 13 gennaio 1964 Paolo VI lo nominò arcivescovo di Cracovia e il 26 giugno 1967 lo creò cardinale.
Come arcivescovo operò in una società sottoposta al controllo politico del regime comunista. Difese gli spazi della vita ecclesiale, la formazione religiosa e la libertà delle comunità, senza ridurre la missione della Chiesa a una funzione partitica. Il confronto con le autorità statali richiese un equilibrio tra fermezza di principi e capacità di negoziazione. La sua esperienza pastorale e conciliare avrebbe profondamente influenzato le priorità del futuro pontificato.
L'elezione del 1978
Dopo la morte di Paolo VI e il brevissimo pontificato di Giovanni Paolo I, il conclave elesse Wojtyła il 16 ottobre 1978. Il nuovo papa assunse il nome di Giovanni Paolo II in continuità con il predecessore e con i due pontefici del Concilio. Il 22 ottobre iniziò solennemente il ministero petrino in piazza San Pietro. La sua elezione ebbe una forte risonanza internazionale: per la prima volta da oltre quattro secoli il vescovo di Roma non era italiano, e proveniva da una nazione situata oltre la cortina di ferro.
Il pontificato si caratterizzò fin dall'inizio per una presenza pubblica intensa, per il contatto diretto con le folle e per l'impiego dei viaggi come forma ordinaria di governo pastorale e di comunicazione. Giovanni Paolo II compì 104 viaggi apostolici fuori d'Italia e 146 visite pastorali in Italia. L'ampiezza geografica di tali spostamenti rese più visibile la dimensione mondiale del cattolicesimo, ma comportò anche una particolare centralità della figura personale del pontefice.
La Polonia, i diritti umani e la fine della guerra fredda
Il primo viaggio in Polonia, nel giugno 1979, rappresentò un evento religioso e civile di grande portata. La presenza del papa rafforzò l'identità culturale e spirituale di ampi settori della società polacca e contribuì a creare un clima favorevole alle rivendicazioni di libertà. Nel 1980 nacque il sindacato indipendente Solidarność, guidato da Lech Wałęsa. Il ruolo di Giovanni Paolo II nel processo che condusse alla crisi dei regimi comunisti europei fu rilevante sul piano morale e simbolico, ma non può essere considerato l'unica causa di trasformazioni determinate anche da fattori politici, economici e sociali.
Nel suo magistero la libertà religiosa fu presentata come diritto fondamentale della persona. Il papa denunciò forme di oppressione e violazione della dignità umana, opponendosi sia ai sistemi totalitari sia a una concezione della vita sociale dominata esclusivamente dal profitto o dall'interesse materiale. Le encicliche Laborem exercens del 1981, Sollicitudo rei socialis del 1987 e Centesimus annus del 1991 affrontarono il lavoro, lo sviluppo, la solidarietà e le trasformazioni del mondo contemporaneo.
L'attentato del 13 maggio 1981
Il 13 maggio 1981, durante l'udienza generale in piazza San Pietro, Giovanni Paolo II fu gravemente ferito dai colpi sparati da Mehmet Ali Ağca. Subì un lungo intervento chirurgico al Policlinico Gemelli e affrontò una convalescenza complessa. Dichiarò pubblicamente di perdonare l'attentatore e lo incontrò in carcere nel dicembre 1983. Attribuì alla protezione della Madonna di Fátima un significato decisivo nella propria sopravvivenza: tale interpretazione appartiene alla sua esperienza religiosa e non costituisce una ricostruzione medico-storica dell'evento. L'attentato divenne uno degli episodi più riconoscibili del suo pontificato.
Il magistero e le riforme ecclesiali
Giovanni Paolo II pubblicò quattordici encicliche. Redemptor hominis del 1979 presentò Cristo e la dignità dell'uomo come cardini del programma pontificale; Dives in misericordia del 1980 e Dominum et vivificantem del 1986 completarono un ampio percorso di riflessione teologica. Veritatis splendor del 1993 affrontò i fondamenti della morale cattolica; Evangelium vitae del 1995 difese la dignità e l'inviolabilità della vita umana; Ut unum sint del 1995 rilanciò l'impegno ecumenico; Fides et ratio del 1998 esaminò i rapporti tra fede e ragione; Ecclesia de Eucharistia del 2003 approfondì il significato ecclesiale dell'Eucaristia.
Nel 1983 promulgò il nuovo Codice di diritto canonico per la Chiesa latina e nel 1990 il Codice dei canoni delle Chiese orientali. Sotto il suo pontificato fu pubblicato nel 1992 il Catechismo della Chiesa cattolica, la cui edizione tipica latina apparve nel 1997. Queste opere furono tra gli strumenti più importanti di sistemazione dottrinale e disciplinare dopo il Concilio Vaticano II. Il suo insegnamento sulla corporeità, sul matrimonio e sull'amore umano, sviluppato anche nelle catechesi note come teologia del corpo, ebbe ampia diffusione.
La sua guida fu segnata anche da discussioni e controversie. Le posizioni su ordinazione sacerdotale riservata agli uomini, contraccezione, morale sessuale e disciplina ecclesiastica incontrarono critiche in parte dell'opinione pubblica e della teologia cattolica. La gestione di casi di abusi sessuali da parte di ecclesiastici e le risposte delle autorità ecclesiastiche durante il suo pontificato sono oggetto di un esame storico e istituzionale che distingue conoscenze, responsabilità e decisioni dei diversi soggetti coinvolti. Una valutazione complessiva non può ignorare questi problemi, né attribuire senza riscontri al pontefice conoscenze specifiche di ogni singolo caso.
Dialogo, pace e incontro con le religioni
Giovanni Paolo II promosse incontri ecumenici e interreligiosi di notevole importanza. Il 13 aprile 1986 visitò la sinagoga di Roma, incontrando la comunità ebraica in un gesto di grande significato storico. Il 27 ottobre dello stesso anno convocò ad Assisi una giornata mondiale di preghiera per la pace con rappresentanti di diverse tradizioni religiose. Nel 2000 si recò in Terra Santa e pregò presso il Muro Occidentale a Gerusalemme; nel 2001 visitò la moschea degli Omayyadi a Damasco. Questi gesti non cancellarono le differenze dottrinali, ma resero il dialogo un elemento riconoscibile del suo ministero.
Intervenne ripetutamente a favore della pace, criticando il ricorso alla guerra e richiamando la protezione delle popolazioni civili. Nel 2003 espresse una netta opposizione alla guerra in Iraq. Il suo magistero internazionale cercò di coniugare difesa dei diritti umani, libertà religiosa, riconciliazione e responsabilità delle istituzioni politiche.
Giovani, giubileo e santità
Le Giornate mondiali della gioventù, avviate durante il suo pontificato, divennero incontri periodici capaci di riunire grandi numeri di giovani di diversi paesi. Particolarmente rilevante fu la celebrazione di Roma nell'anno 2000, durante il Grande Giubileo. Il papa volle che l'ingresso nel nuovo millennio fosse accompagnato da un rinnovamento della vita cristiana, dalla memoria dei martiri e da richieste di perdono per colpe commesse da cristiani nel corso della storia.
Promosse un numero molto elevato di cause di beatificazione e canonizzazione, proponendo modelli di santità provenienti da contesti geografici e sociali diversi. Nel corso del pontificato celebrò 147 riti di beatificazione, proclamando 1.338 beati, e 51 canonizzazioni, con 482 santi. L'ampiezza di questa attività modificò sensibilmente la visibilità pubblica delle figure riconosciute dalla Chiesa come esempi di vita cristiana.
Malattia, morte e riconoscimento del culto
Negli ultimi anni Giovanni Paolo II soffrì di un progressivo peggioramento delle condizioni di salute, reso visibile dalla difficoltà di movimento e di parola. Continuò tuttavia a esercitare il ministero, affidando sempre più spesso ad altri la lettura dei testi e alcune funzioni pubbliche. Morì nel Palazzo Apostolico il 2 aprile 2005 alle ore 21.37. I funerali dell'8 aprile riunirono a Roma rappresentanti religiosi e civili di numerosi paesi e una grande folla di fedeli. Fu inizialmente sepolto nelle Grotte Vaticane.
La causa di beatificazione ebbe un avvio particolarmente rapido, dopo la dispensa dal consueto termine di attesa. Benedetto XVI lo proclamò beato il 1 maggio 2011. Dopo il riconoscimento canonico di un ulteriore miracolo attribuito alla sua intercessione, papa Francesco lo canonizzò il 27 aprile 2014 insieme a Giovanni XXIII. Le sue spoglie, trasferite nella cappella di San Sebastiano della basilica di San Pietro in occasione della beatificazione, sono meta di venerazione. La memoria del 22 ottobre richiama l'inaugurazione del suo pontificato e non il giorno della morte.
Approfondimenti
Il significato storico del pontificato
Il pontificato di Giovanni Paolo II, durato quasi ventisette anni, attraversò la conclusione della guerra fredda, la dissoluzione del blocco sovietico e l'avvio del terzo millennio. Il suo contributo alla ricezione del Concilio Vaticano II si espresse nel magistero, nella legislazione ecclesiastica, nei sinodi e nelle iniziative pastorali mondiali. La forte visibilità del pontefice diede al papato una dimensione pubblica senza precedenti nell'età dei mezzi di comunicazione di massa. Il suo modello di governo, caratterizzato da una marcata centralità della Santa Sede, alimentò anche discussioni sulla collegialità episcopale e sull'autonomia delle Chiese locali.
La Polonia, Solidarnosc e la fine del comunismo europeo
L'esperienza del nazismo e del regime comunista polacco segnò profondamente la sua concezione della libertà religiosa e dei diritti umani. Il viaggio in Polonia del giugno 1979 ebbe un forte impatto sulla società civile; negli anni successivi il pontefice sostenne moralmente le aspirazioni di libertà incarnate anche dal sindacato indipendente Solidarnosc. Il suo ruolo nella trasformazione dell'Europa orientale fu importante sul piano spirituale e diplomatico, ma il crollo dei regimi comunisti dipese da molteplici fattori politici, economici e sociali e non può essere attribuito a una sola personalità.
Il Concilio Vaticano II e le riforme della Chiesa
Già da vescovo Wojtyła contribuì ai lavori conciliari, in particolare alla costituzione pastorale Gaudium et spes. Da papa promulgò il nuovo Codice di diritto canonico per la Chiesa latina nel 1983, il Codice dei canoni delle Chiese orientali nel 1990 e il Catechismo della Chiesa Cattolica nel 1992. Questi interventi offrirono strumenti normativi e dottrinali di riferimento per la vita ecclesiale successiva al Concilio. La loro applicazione si intrecciò con il confronto tra differenti interpretazioni del rinnovamento conciliare.
Il magistero e le encicliche
Le quattordici encicliche di Giovanni Paolo II affrontarono temi teologici, antropologici, morali e sociali. Redemptor hominis (1979) pose Cristo e la dignità dell'uomo al centro del programma pontificale; Dives in misericordia (1980) approfondì la misericordia divina; Laborem exercens (1981), Sollicitudo rei socialis (1987) e Centesimus annus (1991) svilupparono la dottrina sociale della Chiesa. Veritatis splendor (1993) ed Evangelium vitae (1995) trattarono questioni fondamentali della morale, mentre Fides et ratio (1998) esaminò il rapporto tra fede e ragione. Ecclesia de Eucharistia (2003) fu l'ultima enciclica del pontificato.
I giovani e le Giornate Mondiali della Gioventù
Giovanni Paolo II attribuì ai giovani un ruolo centrale nella trasmissione della fede. Dopo i grandi incontri romani del 1984 e del 1985 istituì nel 1985 le Giornate Mondiali della Gioventù, la cui prima celebrazione diocesana si svolse nel 1986. Gli incontri internazionali, tra cui Santiago de Compostela nel 1989, Częstochowa nel 1991, Denver nel 1993, Manila nel 1995 e Roma nel 2000, divennero un tratto distintivo del suo pontificato. Il rapporto diretto con le nuove generazioni trasformò anche il linguaggio e le modalità della pastorale giovanile cattolica.
L'ecumenismo e il dialogo tra le religioni
L'impegno ecumenico trovò una formulazione organica nell'enciclica Ut unum sint del 1995. Il pontefice promosse incontri con rappresentanti delle Chiese ortodosse e delle comunità nate dalla Riforma, pur senza superare tutte le divergenze dottrinali e istituzionali. Il 27 ottobre 1986 convocò ad Assisi una giornata mondiale di preghiera per la pace con esponenti di diverse tradizioni religiose, seguita da ulteriori iniziative. Il dialogo fu concepito come incontro e collaborazione, senza cancellare le differenze tra le fedi.
Il rapporto con l'ebraismo
La visita alla sinagoga di Roma del 13 aprile 1986 rappresentò una tappa storica nei rapporti tra cattolici ed ebrei. Durante il pellegrinaggio in Terra Santa del marzo 2000 Giovanni Paolo II visitò il memoriale della Shoah Yad Vashem e si raccolse in preghiera presso il Muro Occidentale di Gerusalemme. Il suo pontificato favorì un approfondimento della riflessione cattolica sull'antisemitismo, sulla memoria della persecuzione degli ebrei e sulle responsabilità dei cristiani nella storia. Rimase tuttavia aperto il confronto sull'interpretazione di alcuni eventi e documenti del passato.
Il Grande Giubileo del 2000
Il Giubileo del 2000 costituì uno dei momenti culminanti del pontificato. La preparazione fu delineata nella lettera apostolica Tertio millennio adveniente del 1994. Il 12 marzo 2000, nella Giornata del perdono, il papa guidò una celebrazione penitenziale nella quale furono riconosciute colpe commesse da cristiani nel corso della storia. Il Giubileo unì grandi celebrazioni pubbliche, pellegrinaggi, riflessione sulla riconciliazione e attenzione ai debiti dei Paesi poveri. La lettera Novo millennio ineunte del 2001 ne raccolse le prospettive pastorali.
La dignità umana, la pace e la dottrina sociale
La difesa della dignità della persona costituì un filo conduttore del magistero di Giovanni Paolo II. Egli denunciò le violazioni della libertà religiosa, criticò sia i sistemi totalitari sia gli effetti disumanizzanti di un'economia priva di responsabilità etica e richiamò l'attenzione sulla povertà e sulla solidarietà internazionale. Si oppose alla guerra come strumento ordinario di soluzione dei conflitti e intervenne pubblicamente contro la guerra in Iraq del 2003. Le sue posizioni sulla vita nascente, sull'eutanasia, sulla famiglia e sulla morale sessuale suscitarono adesioni ma anche discussioni all'interno e all'esterno della Chiesa.
La devozione mariana e Fatima
Il motto episcopale e pontificio Totus tuus esprimeva l'affidamento personale a Maria, ispirato alla spiritualità di san Luigi Maria Grignion de Montfort. Giovanni Paolo II interpretò religiosamente la propria sopravvivenza all'attentato del 13 maggio 1981 alla luce della protezione mariana e collegò questa esperienza alla Madonna di Fatima. Nel 1982 si recò al santuario portoghese per ringraziare della salvezza. Un proiettile dell'attentato fu poi collocato nella corona della statua della Madonna di Fatima. Questa interpretazione spirituale è distinta dalla ricostruzione giudiziaria delle responsabilità dell'attacco.
La spiritualità della sofferenza
Nella lettera apostolica Salvifici doloris del 1984 Giovanni Paolo II rifletté sul significato cristiano della sofferenza. Nel 1992 istituì la Giornata Mondiale del Malato, celebrata annualmente dall'11 febbraio 1993. Negli ultimi anni la malattia e la progressiva limitazione delle capacità motorie e vocali resero visibile la dimensione fragile della sua persona. La scelta di continuare il ministero, pur tra crescenti difficoltà, divenne uno degli aspetti più riconoscibili dell'ultima fase del pontificato.
Le beatificazioni, le canonizzazioni e la memoria dei martiri
Giovanni Paolo II diede grande impulso al riconoscimento ecclesiale della santità. Secondo i dati ufficiali della Santa Sede presiedette 147 celebrazioni di beatificazione, proclamando 1.338 beati, e 51 canonizzazioni, proclamando 482 santi. La riforma delle procedure delle cause, attuata nel 1983, accompagnò questa intensa attività. Particolare rilievo ebbe la valorizzazione dei martiri del Novecento, delle figure laicali, dei missionari e di testimoni provenienti da numerosi Paesi, rendendo più evidente la dimensione universale della santità cattolica.
Le questioni controverse del governo ecclesiale
Il lungo pontificato fu segnato anche da controversie. Furono discussi il grado di centralizzazione delle decisioni romane, la disciplina del dissenso teologico, il ruolo delle donne nella Chiesa e le posizioni su alcune questioni morali. La gestione delle denunce di abusi sessuali commessi da ecclesiastici, e in particolare il trattamento di figure influenti poi coinvolte in gravi accuse, è stata oggetto di successive indagini e valutazioni critiche. La ricostruzione delle responsabilità richiede di distinguere le informazioni disponibili all'epoca, le decisioni dei diversi organismi ecclesiastici e quanto emerso dopo la morte del pontefice.
La cultura, il teatro e la produzione letteraria
Prima dell'ordinazione sacerdotale Karol Wojtyła coltivò la poesia e il teatro, partecipando durante l'occupazione tedesca al Teatro Rapsodico clandestino di Cracovia. Continuò a scrivere opere filosofiche e letterarie, tra cui Amore e responsabilità e Persona e atto. Da pontefice pubblicò libri di riflessione autobiografica e spirituale come Varcare la soglia della speranza, Dono e mistero, Alzatevi, andiamo! e Memoria e identità. Nel 2003 pubblicò il Trittico romano, meditazione poetica che testimonia la continuità del suo interesse per la letteratura.
Curiosità
- Il nome Giovanni Paolo II riprendeva quello del suo immediato predecessore e richiamava Giovanni XXIII e Paolo VI.
- Fu il primo pontefice polacco e il primo non italiano dall'elezione di Adriano VI nel 1522.
- Durante l'occupazione nazista partecipò a rappresentazioni teatrali clandestine a Cracovia.
- La sua memoria liturgica del 22 ottobre coincide con la solenne inaugurazione del pontificato nel 1978, non con il giorno della morte.
- Compì 104 viaggi apostolici internazionali e 146 visite pastorali in Italia.
- Visitò 317 parrocchie romane durante il suo ministero di vescovo di Roma.
- Pubblicò quattordici encicliche nel corso del pontificato.
- Nel dicembre 1983 incontrò in carcere Mehmet Ali Ağca, l'uomo che gli aveva sparato nel 1981.
- Fu il primo papa a visitare ufficialmente la sinagoga di Roma, il 13 aprile 1986.
- Nel 2000 si recò al Muro Occidentale di Gerusalemme e vi lasciò una preghiera scritta.
- Nel 2003 pubblicò il Trittico romano, opera poetica composta durante il pontificato.
- Il suo corpo riposa nella cappella di San Sebastiano della Basilica di San Pietro.
Cronologia
- 18 maggio 1920 - Nasce a Wadowice, in Polonia.
- 1938 - Si iscrive all'Università Jagellonica di Cracovia.
- 1939 - L'occupazione nazista interrompe gli studi universitari regolari.
- 1942 - Inizia la formazione nel seminario clandestino di Cracovia.
- 1 novembre 1946 - È ordinato sacerdote.
- 1948 - Torna in Polonia dopo gli studi a Roma.
- 4 luglio 1958 - È nominato vescovo ausiliare di Cracovia.
- 28 settembre 1958 - Riceve l'ordinazione episcopale.
- 1962-1965 - Partecipa al Concilio Vaticano II.
- 13 gennaio 1964 - È nominato arcivescovo di Cracovia.
- 26 giugno 1967 - È creato cardinale.
- 16 ottobre 1978 - È eletto papa.
- 22 ottobre 1978 - Inizia solennemente il ministero petrino.
- giugno 1979 - Compie il primo viaggio pontificio in Polonia.
- 13 maggio 1981 - Subisce l'attentato in piazza San Pietro.
- 1983 - Promulga il Codice di diritto canonico latino.
- 13 aprile 1986 - Visita la sinagoga di Roma.
- 27 ottobre 1986 - Promuove l'incontro interreligioso di Assisi per la pace.
- 1990 - Promulga il Codice dei canoni delle Chiese orientali.
- 1992 - Viene pubblicato il Catechismo della Chiesa cattolica.
- 2000 - Celebra il Grande Giubileo e compie il pellegrinaggio in Terra Santa.
- 2 aprile 2005 - Muore in Vaticano.
- 1 maggio 2011 - È beatificato da Benedetto XVI.
- 27 aprile 2014 - È canonizzato da Francesco.
Valutazione storico-critica
- Le principali tappe biografiche, le date degli incarichi ecclesiastici e gli atti del pontificato sono attestati da documenti ufficiali e da una vasta documentazione contemporanea.
- Le interpretazioni del suo ruolo nel crollo dei regimi comunisti devono tenere conto di una pluralità di cause e protagonisti; l'influenza religiosa e morale del pontefice non coincide con una causalità politica esclusiva.
- Il significato mariano attribuito dal papa alla sopravvivenza all'attentato del 1981 appartiene alla sua testimonianza di fede e va distinto dall'accertamento storico delle circostanze dell'aggressione.
- Il pontificato è oggetto di valutazioni differenti per le scelte dottrinali, la prassi di governo, le relazioni ecumeniche e la gestione ecclesiastica delle denunce di abusi; il giudizio storico richiede la distinzione tra responsabilità personali e istituzionali.
- Beatificazione, canonizzazione e memoria liturgica del 22 ottobre sono documentate dagli atti ecclesiastici ufficiali.
- Una pagina della Direzione delle Cause dei Santi presenta una discrepanza interna nella descrizione del numero dei figli della famiglia Wojtyła; il profilo biografico vaticano indica Karol come terzo di tre figli.
Fonti e bibliografia essenziale
- Santa Sede, Profilo biografico di Giovanni Paolo II, libretto della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, 27 aprile 2014.
- Dicastero delle Cause dei Santi, Giovanni Paolo II, profilo e documentazione della causa di beatificazione e canonizzazione.
- Santa Sede, Alcuni dati salienti del Pontificato di Giovanni Paolo II, cronologia ufficiale.
- Santa Sede, Statistiche del pontificato di Giovanni Paolo II, aggiornamento del 28 dicembre 2005.
- Giovanni Paolo II, Redemptor hominis, 1979.
- Giovanni Paolo II, Laborem exercens, 1981.
- Giovanni Paolo II, Centesimus annus, 1991.
- Giovanni Paolo II, Veritatis splendor, 1993.
- Giovanni Paolo II, Evangelium vitae, 1995.
- Giovanni Paolo II, Ut unum sint, 1995.
- Giovanni Paolo II, Fides et ratio, 1998.
