San Donnino di Fidenza
Martire
Festa: 9 ottobre
Nascita-morte: Fidenza, Parma, 9 ottobre, tra la fine del III e l'inizio del IV sec.
Nascita - morte:
Fidenza, Parma, 9 ottobre, tra la fine del III e l'inizio del IV sec.
Festa:
9 ottobre
Etimologia:
Dal tardo latino Domninus, collegato a Domnus, forma sincopata di Dominus, 'signore, padrone'.
Emblema:
Palma
Categoria: I santi che iniziano con la lettera D
Calendario: I santi del 9 ottobre
Martirologio Romano
E' il martire al quale Fidenza deve il nome medievale di Borgo San Donnino e al cui culto è strettamente legata la storia religiosa della città. La sua memoria liturgica ricorre il 9 ottobre ed è attestata nel Martirologio Geronimiano con la semplice indicazione del natalis di un martire chiamato Domnino; il Martirologio Romano lo ricorda come martire presso Parma, in Emilia, all'inizio del IV secolo. Le informazioni sulla sua vita derivano invece da una Passio medievale, trasmessa in diverse redazioni, la cui elaborazione è stata collocata dalla critica tra l'VIII e il IX secolo. La tradizione lo presenta come cristiano della corte di Massimiano, costretto alla fuga dopo la conversione e raggiunto presso Fidentia, dove sarebbe stato decapitato. Il celebre episodio del martire che, dopo la decapitazione, raccoglie la propria testa e raggiunge il luogo della sepoltura appartiene alla tradizione agiografica e ha avuto una straordinaria fortuna nell'arte medievale. Il culto locale è documentato da una lunga continuità storica e le reliquie attribuite al martire sono tuttora custodite nella cattedrale fidentina.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
La figura storica di Donnino è molto più difficile da ricostruire di quanto lasci supporre la ricchezza della sua leggenda. Il dato più antico e sicuro è la presenza del suo nome nel Martirologio Geronimiano al 9 ottobre, nella formula Natalis sancti Domnini martyris. La notizia non fornisce né luogo, né epoca, né circostanze del martirio, ma attesta l'esistenza di una memoria cultuale relativa a un martire chiamato Domnino. Altri antichi martirologi non conservarono una memoria autonoma di Donnino, mentre Usuardo nel IX secolo ne trasmise un elogio più ampio.
La collocazione del martirio a Fidenza è sostenuta dalla tradizione locale e dalla successiva storia del culto. Il Martirologio Romano attuale lo celebra come martire presso Parma, nell'Emilia, e colloca la sua memoria il 9 ottobre. L'epoca viene indicata all'inizio del IV secolo, senza fornire un anno preciso.
Non sono documentate con certezza la nascita, la patria, la famiglia e l'età di Donnino. Anche il suo ruolo nella società romana non può essere stabilito indipendentemente dalla Passio. La tradizione lo presenta come cubicularius, cioè un alto funzionario della corte imperiale, e talvolta come soldato. Treccani definisce invece leggendaria la narrazione che lo presenta come cristiano romano e forse soldato collegato alla legione tebana.
La tradizione del martirio
Secondo la Passio sancti Domnini, Donnino apparteneva alla corte dell'imperatore Massimiano. Dopo essersi convertito al cristianesimo avrebbe abbandonato il proprio incarico e sarebbe fuggito verso l'Italia. I soldati imperiali lo avrebbero inseguito lungo la via Emilia e raggiunto presso il torrente Stirone, nei pressi dell'antica Fidentia. Qui sarebbe stato decapitato.
La stessa tradizione narra che, dopo la decapitazione, Donnino avrebbe raccolto la propria testa e attraversato il corso d'acqua per raggiungere il luogo nel quale desiderava essere sepolto. La sua tomba sarebbe quindi diventata il centro del culto e, in seguito, il nucleo attorno al quale si sviluppò l'abitato medievale di Borgo San Donnino.
L'appartenenza alla legione tebana non è un dato storico indipendentemente documentato. Si tratta di una tradizione che collega Donnino alla leggenda della legione comandata da san Maurizio, modello agiografico al quale la Passio fidentina appare in parte debitrice. Le redazioni della Passio sono infatti tarde rispetto agli eventi narrati. Lo studio di Xavier Lequeux sulle Passiones BHL 2264-2265 ha collocato la composizione della storia nella prima parte del IX secolo, mentre le tradizioni manoscritte comprendono diverse redazioni e rielaborazioni.
Anche le date 291, 293, 296, 299 o 304, talvolta attribuite al martirio, non possono essere considerate storicamente accertate. La tradizione fidentina ha privilegiato soprattutto il 9 ottobre 293, ma la documentazione antica non permette di stabilire l'anno. Il Martirologio Romano indica semplicemente l'inizio del IV secolo.
Fidentia e il luogo del martirio
Il collegamento con Fidenza possiede una rilevanza storica che va oltre i particolari leggendari della Passio. L'antica Fidentia era un centro romano posto sulla via Emilia presso il torrente Stirone. Le fonti itinerarie attestano il toponimo Fidentia e, nella tarda età imperiale, la forma Fidentiola vicus. L'area della cattedrale medievale si trova in prossimità del precedente insediamento romano.
La tradizione locale colloca il martirio presso lo Stirone e la sepoltura nell'area cimiteriale dell'antica città. Il rapporto tra il luogo del culto e il sito romano è stato rafforzato dalle indagini archeologiche condotte nell'area della cattedrale. Il sarcofago associato alle reliquie è un manufatto romano in marmo proconnesio, databile per tipologia tra il II e il III secolo, successivamente riutilizzato per la sepoltura cristiana.
Il sarcofago, tuttavia, non costituisce da solo una prova dell'identità del defunto con il martire Donnino. La sua datazione è quella del manufatto, non quella necessariamente della deposizione dei resti. Il coperchio, distinto dall'urna e caratterizzato da una croce di tipo carolingio, è stato datato all'VIII-IX secolo, mostrando che il sepolcro fu modificato e riutilizzato nel corso del Medioevo.
La memoria medievale
La storia di Donnino e quella dell'abitato fidentino finirono per diventare inseparabili. Il nome Fidentia scomparve progressivamente dalla denominazione medievale della località, sostituito da Borgo San Donnino, nome documentato almeno dal X secolo. La crescita dell'abitato fu strettamente connessa al santuario sorto attorno alla memoria del martire e al passaggio dei pellegrini diretti verso Roma.
La presenza di una chiesa dedicata a San Donnino è documentata nell'830, quando vi è attestato un prete vicedomino. La tradizione diocesana collega la prima chiesa alla tomba del martire e attribuisce a un periodo molto antico la formazione del santuario. L'esatta cronologia delle prime strutture cultuali rimane però difficile da stabilire.
Nel 1179 un documento registra la presenza del corpo di San Donnino presso la chiesa di San Giovanni Battista fuori dal centro urbano. Questa testimonianza mostra che le reliquie erano allora oggetto di una gestione cultuale consolidata e che il corpo era considerato il fulcro della memoria religiosa del luogo.
La traslazione del 1207
Il 1207 rappresenta una data fondamentale nella storia del culto. Le fonti locali ricordano la ricollocazione del corpo del martire nella cripta della grande chiesa in costruzione. La Diocesi di Fidenza collega a questo evento l'ampliamento della cripta e la sistemazione destinata ad accogliere le reliquie.
La vicenda presenta tuttavia aspetti discussi. Le fonti medievali e gli studi successivi non concordano pienamente sulla sequenza degli spostamenti delle reliquie e sull'identificazione precisa delle diverse fasi costruttive. Un documento del 1179 testimonia comunque che il corpo era allora conservato presso San Giovanni Battista, mentre la tradizione locale colloca nel 1207 il suo ritorno nella chiesa principale.
Le reliquie
Nel 1853, durante lavori nella cripta, venne individuato il sarcofago romano associato alla sepoltura di San Donnino. Le reliquie furono estratte e trasferite in un'urna, mentre il sarcofago venne riutilizzato nel complesso della cattedrale. La documentazione museale conserva memoria anche della precedente cassetta marmorea del 1207, nella quale erano state custodite alcune reliquie del santo.
Il sarcofago romano è oggi considerato un importante elemento della storia materiale del culto. Il suo riutilizzo come sepolcro cristiano e la presenza del coperchio con croce di epoca carolingia testimoniano una lunga continuità di venerazione del luogo. L'identificazione archeologica dei resti con il martire venerato come Donnino rimane invece distinta dalla semplice datazione del sarcofago.
Il culto e l'iconografia
San Donnino è patrono della città e della diocesi di Fidenza. La sua memoria liturgica è celebrata il 9 ottobre. Il culto contribuì in modo determinante alla formazione dell'identità medievale dell'abitato, che conservò il nome di Borgo San Donnino fino al 1927.
La rappresentazione più caratteristica è quella del martire cefaloforo, raffigurato mentre porta la propria testa tra le mani. Questa iconografia deriva direttamente dal racconto della Passio e trova una delle sue espressioni più importanti nella Cattedrale di Fidenza, dove il ciclo scultoreo della facciata racconta la vicenda di Donnino. Il Museo del Duomo documenta inoltre numerose opere successive nelle quali il santo appare in abito militare, con la palma del martirio e il capo reciso.
A Donnino è stata attribuita anche la protezione contro l'idrofobia. Il tema compare nella tradizione agiografica e in successive pratiche devozionali, ma non costituisce un dato biografico storicamente verificabile.
La Passio di San Donnino
La tradizione narrativa di San Donnino è conservata soprattutto nelle Passiones catalogate nella Bibliotheca Hagiographica Latina ai numeri BHL 2264-2267. Il repertorio dell'Institut de Recherche et d'Histoire des Textes distingue quattro redazioni principali relative al martire di Fidenza.
Lo studio di Xavier Lequeux ha mostrato la particolare importanza della tradizione testuale: una versione greca del martirio, BHG 2109, deriva da una redazione latina perduta della storia del santo, mentre le Passiones BHL 2264-2265 conservano redazioni riconducibili a una composizione dell'inizio del IX secolo. La Passio è quindi una fonte essenziale per comprendere la formazione medievale della memoria di Donnino, ma non può essere utilizzata come resoconto contemporaneo del suo martirio.
La Cattedrale e la memoria del martire
La Cattedrale di Fidenza sorse in rapporto diretto con il luogo della memoria di Donnino. La costruzione medievale, sviluppatasi tra XII e XIII secolo, conserva nella facciata un ampio ciclo scultoreo dedicato alla vicenda del martire. La cripta, destinata alla custodia delle reliquie, costituisce il centro storico e liturgico del culto.
La centralità del santo nella storia urbana è particolarmente evidente nel toponimo Borgo San Donnino, utilizzato per secoli fino al ripristino nel 1927 dell'antico nome romano Fidenza. Il culto non fu quindi soltanto una pratica religiosa, ma divenne anche un elemento fondamentale dell'identità territoriale dell'abitato medievale.
Cronologia
- 9 ottobre, epoca non precisata - Il Martirologio Geronimiano ricorda il natalis di San Donnino martire.
- fine III - inizio IV secolo - Tradizionale collocazione cronologica del martirio presso Fidentia, nell'area dell'attuale Fidenza.
- IV-VI secolo - Si consolida la memoria cultuale del martire e il collegamento tra la sua sepoltura e il territorio fidentino.
- 830 - È documentata la chiesa di San Donnino, amministrata dal prete Orso, vicedomino.
- IX secolo - Viene elaborata la tradizione narrativa della Passio sancti Domnini, nelle redazioni poi conservate dalla tradizione manoscritta.
- 923 - Il nome Borgo San Donnino compare nella documentazione medievale relativa all'abitato.
- 1179 - Un documento attesta il corpo di San Donnino presso la chiesa di San Giovanni Battista fuori dal centro urbano.
- 1207 - Le reliquie vengono ricollocate nella chiesa di San Donnino e sistemate nella cripta.
- 7 febbraio 1488 - L'arca di San Donnino viene collocata dietro l'altare e vi sono inseriti frammenti della cassetta marmorea del 1207 contenenti reliquie del santo.
- 1853 - Il sarcofago romano associato alla sepoltura di San Donnino viene rinvenuto durante i lavori nella cripta e le reliquie vengono trasferite in un'urna.
- 1927 - Borgo San Donnino riprende ufficialmente l'antico nome di Fidenza.
- 9 ottobre - La memoria liturgica di San Donnino viene celebrata dalla Chiesa cattolica.
Valutazione storico-critica
- L'esistenza di un martire chiamato Domnino, commemorato il 9 ottobre, è attestata dal Martirologio Geronimiano. Questa è la base documentaria più antica per l'identificazione del santo.
- Il collegamento con Fidenza appartiene a una tradizione antica e fortemente radicata nel territorio. La continuità del culto, la presenza della sepoltura venerata e la storia del santuario rendono storicamente rilevante il legame tra Donnino e Fidenza, pur non consentendo di verificare tutti i particolari della sua biografia.
- La Passio sancti Domnini è una fonte medievale e non contemporanea al martirio. La critica testuale colloca la sua elaborazione in epoca carolingia, probabilmente all'inizio del IX secolo.
- L'identità di Donnino come cubicularius di Massimiano, la sua eventuale appartenenza alla legione tebana, la fuga dalla corte imperiale e le circostanze precise dell'arresto derivano dalla tradizione agiografica e non da documenti contemporanei.
- L'anno del martirio non è stabilito. Le date 291, 293, 296, 299 e 304 presenti nella tradizione moderna non trovano un fondamento documentario sufficiente. Il Martirologio Romano si limita all'inizio del IV secolo.
- Il racconto del martire cefaloforo appartiene alla tradizione agiografica e costituisce il principale elemento della successiva iconografia di Donnino. Non può essere assunto come testimonianza storica indipendente della modalità della morte.
- Il sarcofago conservato a Fidenza è un manufatto romano databile tra il II e il III secolo, mentre il coperchio con croce appartiene a una fase successiva, probabilmente carolingia. La datazione del sarcofago non dimostra da sola l'identità dei resti con il martire.
- La tradizione locale attribuisce a San Donnino le reliquie conservate nella cripta della Cattedrale di Fidenza. La storia documentata della loro custodia comprende almeno la cassetta marmorea ricordata nel 1207, l'arca del 1488 e la ricognizione del sarcofago nel 1853.
- San Donnino di Fidenza non deve essere confuso con gli altri martiri omonimi, in particolare con il giovane medico martirizzato a Cesarea di Palestina e ricordato il 5 novembre. Quest'ultimo è un personaggio distinto, la cui esistenza è attestata dalla testimonianza di Eusebio di Cesarea.
- Il culto fidentino è storicamente documentato e ha avuto una funzione decisiva nella formazione dell'identità medievale di Borgo San Donnino. La città conservò il nome del martire fino al 1927.
- La memoria liturgica del 9 ottobre è tuttora presente nel Martirologio Romano, che considera Donnino martire presso Parma e ne colloca il martirio all'inizio del IV secolo.
Fonti e bibliografia essenziale
- Martyrologium Romanum, editio typica altera, Typis Vaticanis, 2004, memoria di San Donnino al 9 ottobre. L'edizione italiana ufficiale è stata approvata dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti nel 2006.
- Passio, inventio et translatio sancti Domnini martyris, BHL 2264-2267, in Monumenta historica ad Provincias Parmensem et Placentinam pertinentia, III, Parma, 1858, pp. 471-476.
- Lequeux, Xavier, Le martyre BHG 2109 et les Passions BHL 2264-2265 de Donnino le céphalophore de Fidenza, in Analecta Bollandiana, 122, 2004, pp. 247-268.
- Dall'Aglio, Pier Luigi, Aspetti storico-topografici della Passio di San Donnino, in San Donnino e la sua cattedrale. Nascita di un borgo, Parma, MUP, 2006, pp. 44-46.
- Dall'Aglio, Pier Luigi, Fidentia-Borgo San Donnino-Fidenza, in Journal of Ancient Topography, VII, 1997 [1999], pp. 37-48.
- Kojima, Yoshe, Storia di una cattedrale. Il Duomo di San Donnino a Fidenza: il cantiere medievale, le trasformazioni, i restauri, Pisa, 2006.
- Aimi, Alberto, Storia di Fidenza, Fidenza, 2003.
- Diocesi di Fidenza, documentazione storica della Cattedrale, della cripta e delle reliquie di San Donnino.
- Museo del Duomo di Fidenza, catalogazione dell'arca e delle opere relative al culto di San Donnino.
- Regione Emilia-Romagna, PatER, scheda archeologica di Fidentia-Fidenza e relativa bibliografia specialistica.
- Treccani, voce Donnino, santo, per la distinzione tra tradizione agiografica e dati biografici documentabili.
Biografia
A cura di Guido Tammi
Le varie redazioni della passio di s. Donnino, che narrano, con ricchezza di particolari, la sua vita, elencate dai Bollandisti, sono tutte posteriori al sec. V e in gran parte leggendarie. Sembra siano state compilate sulla falsariga di quella di s. Maurizio, ma sono importanti come testimonianza della diffusione del culto. Il nucleo storico della passio di Donnino si riduce probabilmente a quanto ci ha tramandato una recensione del Martirologio Geronimiano, in cui si legge, al 9 ottobre senza altra precisazione, Natalis S. Domnini martyris ed in cui si attesta l'esistenza di un Donnino martire. Non lo commemorano i Martirologi di Beda, Adone, Notkero e il Parvum Romanum. Usuardo ne ha forse ricevuto notizia da qualche codice del Geronimiano e ci dà un racconto più ampio, probabilmente attinto a una passio, e il suo elogio è passato nel Romano al 9 ottobre. Niente di certo sappiamo sulla sua patria d'origine e sull'epoca del suo martirio che viene posto alla fine del III o all'inizio del IV sec.
Il suo culto è legato ab immemorabili al territorio di Fidenza (Parma), che da lui ricevette il nome di Borgo S. Donnino, rimasto fino al 1927, e che ne custodisce, senza che altra località gliele contesti, le reliquie, ragione per cui acquista probabilità, se non vera certezza, la circostanza che egli abbia subito il martirio in quei paraggi. Il primitivo oratorio fidentino a lui dedicato risale al sec VI; ad esso si sostituì la basilica più antica nel sec. IX e, nel XII, l'odierna monumentale che porta sulla facciata dieci sculture rappresentanti la vita del santo, attribuite alla scuola dell'Antelami. Viene rappresentato con la palma del martirio, in abito militare, con il capo tronco fra le mani. Il suo culto è assai diffuso specialmente nell'Italia Settentrionale.
Il popolo ricorre a lui per essere guarito dall'idrofobia: questa devozione deve essere antica, poichè è attestata dal racconto di una redazione della passio, secondo il quale il santo guarì un idrofobo, dandogli da bere acqua e vino, dopo averla benedetta e aver invocato il Signore.
Patronati
- Castelfranco Emilia (MO)
- Fidenza (PR)
- Idrofobi, contro l'

