Nascita - morte:
† Persia, Iran, circa 256-260
Festa:
10 novembre
Etimologia:
Dal latino Demetrianus, formato su Demetrius, nome greco connesso a Demetra
Categoria: I santi che iniziano con la lettera D
Calendario: I santi del 10 novembre
Martirologio Romano
Fù vescovo di Antiochia di Siria nel III secolo, durante una fase di intensi rapporti e conflitti fra l'Impero romano e quello sasanide. È ricordato fra i pastori della Chiesa antiochena nelle testimonianze raccolte da Eusebio di Cesarea. La tradizione orientale collega la sua sorte alla conquista persiana di Antiochia e alla deportazione di numerosi abitanti sotto Sapore I, collocata generalmente nel 256. La sua memoria è importante anche per la storia delle prime comunità cristiane della Persia, poiché alcune tradizioni gli attribuiscono un ruolo nell'organizzazione dei deportati a Gundishapur. Il suo nome ricorre inoltre nella vicenda della successione episcopale antiochena: Domno, scelto dopo la deposizione di Paolo di Samosata, viene esplicitamente presentato come suo figlio. Il Martirologio Romano lo commemora il 10 novembre, ricordandone il transito in Persia e l'esilio imposto dal sovrano sasanide. Le circostanze della morte e numerosi particolari delle tradizioni posteriori restano incerti.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
La sede di Antiochia
Antiochia sull'Oronte era uno dei maggiori centri urbani e cristiani dell'Oriente romano. Demetriano vi esercitò l'episcopato nella metà del III secolo, in un periodo segnato da controversie ecclesiali, instabilità politica e guerre lungo la frontiera orientale. La sua elezione è comunemente collocata intorno al 253, ma la precisione dell'anno dipende dalla ricostruzione delle successioni episcopali e delle cronologie antiche.
Eusebio di Cesarea, nella Storia ecclesiastica, conserva una lettera di Dionigi d'Alessandria nella quale Demetriano compare fra i vescovi orientali uniti nella comunione ecclesiale. Il passo testimonia direttamente la sua posizione nella rete delle Chiese del tempo. Non permette però di ricostruire in dettaglio le sue iniziative pastorali, i suoi viaggi o le sue decisioni personali.
La conquista persiana e la deportazione
Durante il regno di Sapore I, l'esercito sasanide penetrò in Siria e conquistò Antiochia. La data della prima occupazione è stata discussa dagli storici; una ricostruzione autorevole la colloca nel 256. Le campagne persiane comportarono trasferimenti forzati di popolazione verso territori dell'impero sasanide, dove artigiani e altri deportati contribuirono alla vita di nuovi insediamenti.
La Cronaca di Seert, compilazione orientale più tarda che conserva materiali anteriori, collega Demetriano ai deportati di Antiochia e lo colloca nell'ambiente delle città persiane fondate o sviluppate sotto Sapore. Una tradizione lo presenta come guida religiosa dei cristiani trasferiti a Bendosabora, identificata con Gundishapur. Il valore di questa testimonianza è significativo per la storia della memoria ecclesiastica orientale, ma i dettagli della sua attività persiana non sono attestati da documenti contemporanei indipendenti.
La sorte del vescovo
Il Martirologio Romano colloca in Persia il transito di Demetriano e ricorda esplicitamente l'esilio inflittogli da Sapore I. La data esatta della morte non è nota. Non risultano verificabili le descrizioni particolareggiate di prigionia, ultimi gesti o parole attribuitegli da racconti posteriori. Anche le notizie di specifici compagni di deportazione e di successive traslazioni di reliquie richiedono una distinzione fra tradizione agiografica e prova storica.
Una difficoltà cronologica nasce dal testo di Eusebio, che presenta la morte di Demetriano in connessione con l'accesso di Paolo di Samosata alla sede di Antiochia, senza raccontare la deportazione. Il riferimento alla morte 'ad Antiochia' nella traduzione della Storia ecclesiastica non concorda letteralmente con il transito persiano della tradizione martirologica. Non è possibile eliminare questa divergenza con certezza.
Il figlio Domno e la successione
La documentazione eusebiana offre un dato particolarmente solido: nella lettera sinodale contro Paolo di Samosata, Domno viene designato come figlio del beato Demetriano, già vescovo della medesima Chiesa. Ciò mostra che Demetriano aveva avuto un figlio; non sono però conosciuti con sicurezza i dettagli della sua vita familiare e della sua condizione prima dell'episcopato.
Dopo la controversa guida di Paolo, deposto da un sinodo antiocheno, Domno fu scelto come vescovo. La vicenda si colloca negli anni successivi alla morte di Demetriano e culmina nella controversia sul possesso degli edifici ecclesiastici, risolta con l'intervento dell'imperatore Aureliano. Il legame di parentela fra i due vescovi è una rara informazione personale conservata in una fonte antica di particolare rilievo.
Memoria liturgica
Demetriano fu ricordato in tradizioni liturgiche orientali e occidentali. Alcuni calendari siriaci conservano forme del nome quali Demetrino; la memoria occidentale è fissata al 10 novembre. Le divergenze fra i calendari non provano differenti date di morte, ma documentano percorsi distinti della trasmissione cultuale. La sua commemorazione non equivale alla prova di una specifica procedura di canonizzazione, inesistente nelle forme moderne per un vescovo dell'età antica.
Biografia
A cura di Carla Sisto
Due calendari di Qennesre (cod. ms. del Museo Britannico Add. 17134 e Add. 14504) menzionano un s. Demetrino o Demetriano vescovo, festeggiato col re Onorio il 20 o meglio il 21 tesrin (nov.). Il Martirologio Geronimiano al 10 nov. ricorda un s. Demetrio di Antiochia; inoltre un s. Demetrio è nominato in una lista di santi e vescovi di Antiochia, in un panegirico siriaco, tradotto dal greco ed attribuito ad Eusebio di Cesarea.
Chi sia questo Demetrio o Demetriano lo apprendiamo da testimonianze storiche soprattutto orientali, che parlano di un Demetriano, vescovo di Antiochia, padre del vescovo Domno, eletto nella prima metà del 253 e morto prima del 261, data in cui fu eletto vescovo di Antiochia Paolo di Samosata. Egli si adoperò per combattere l'eresia di Novato. La data di elezione ci è nota da una lettera di Dionigi d'Alessandria al papa Cornelio e dal Chronicon di Eusebio. Dalle fonti orientali invece veniamo a conoscere i particolari della sua fine.
Una cronaca ritrovata a Seert, basata sulle notizie fornite da Daniele bar Maria, storico siriaco del sec. VII, racconta che il re Sapore I, dopo avere devastato la Siria nel 256, deportò in massa gli abitanti di Antiochia in alcune città recentemente fondate nel suo regno : Sadsabur (corrispondente a Sadhsabur), Sapor (Sabur in Persia) e Bendo-sabora (Gundaisabur). I cristiani di Antiochia, deportati a Bendosabora, elessero come successore del loro vescovo Demetriano, morto di dolore in esilio, un antiocheno di nome Azdaq.
Altri autori arabi, tra i quali At-Tabari, confermano queste notizie sull'opera di Sapore I e ci forniscono validi confronti con l'operato di altri re persiani. Inoltre cronografi più recenti, Mari ibn-Sulayman, Amr ben Matta e Saliba ben Iohanna, raccontano, sebbene in forma non attendibile, il modo in cui avvenne l'elezione di Demetriano a vescovo di Bendosabora.
È probabile che la notizia della sua morte non sia giunta subito ad Antiochia e che quindi solo nel 261 gli abitanti della città abbiano pensato ad eleggergli un successore. È facile capire come possa essere stato considerato martire un pio vescovo deportato da un re pagano e morto in esilio nell'adempiere al suo ministero. Il silenzio delle fonti occidentali non è facilmente spiegabile; possiamo però notare che questo è solo uno dei molti avvenimenti importanti, quali ad esempio la cattura e la morte in esilio dell'imperatore Valeriano, che Eusebio tace. In seguito troviamo che alcune diocesi persiane si dicevano dipendenti da Antiochia ed i loro vescovi avevano nome greco. Il Martirologio Romano celebra al 10 nov. Demetrio vescovo di Antiochia, col suo diacono Aniano, con Eustosio e venti compagni. Si tratta in realtà di Demetriano sdoppiato in Demetrio e Aniano. Eustosio è sconosciuto e i venti compagni non hanno alcun rapporto con Demetriano.
Approfondimenti
La memoria di Gundishapur
L'associazione fra Demetriano e Gundishapur appartiene alla tradizione storiografica cristiana siriaca. La deportazione di abitanti di Antiochia è compatibile con il quadro generale delle campagne di Sapore I; più difficile è determinare quali istituzioni ecclesiastiche fossero già stabilmente organizzate e quale ruolo personale vi svolgesse il vescovo. La figura di Demetriano è così importante tanto per la storia antiochena quanto per la ricostruzione, necessariamente prudente, delle origini cristiane in territorio sasanide.
Cronologia
- Circa 253 - Demetriano è collocato alla guida della Chiesa di Antiochia.
- Metà del III secolo - Dionigi d'Alessandria lo ricorda fra i vescovi orientali.
- Probabilmente 256 - Conquista persiana di Antiochia; la tradizione orientale associa Demetriano alla deportazione.
- Tra il 256 e il 260 circa - Morte di Demetriano, secondo la ricostruzione che collega la sua fine alla deportazione.
- Seconda metà del III secolo - Paolo di Samosata occupa la sede antiochena; dopo la sua deposizione viene designato Domno, figlio di Demetriano.
- 10 novembre - Memoria nel Martirologio Romano.
Valutazione storico-critica
- L'episcopato antiocheno e il rapporto di paternità con Domno sono attestati da Eusebio di Cesarea.
- La deportazione in Persia è tramandata da fonti orientali posteriori ed è coerente con le campagne di Sapore I, ma i particolari individuali non sono tutti verificabili.
- La data della presa di Antiochia è controversa; il 256 è sostenuto da autorevoli ricostruzioni storiche.
- Il luogo della morte presenta una divergenza fra la formulazione di Eusebio e la tradizione del transito in Persia.
- Non sono documentate con sicurezza le circostanze della morte, i compagni nominati nelle narrazioni tarde o l'autenticità delle reliquie attribuitegli.
- Demetriano di Antiochia non va confuso con l'omonimo vescovo di Citro, a Cipro, vissuto molti secoli dopo.
Fonti e bibliografia essenziale
- Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica, VII, 5; VII, 27; VII, 30.
- Martyrologium Romanum, memoria del 10 novembre.
- Enciclopedia Cattolica, voce 'Demetriano, santo', vol. IV, 1950.
- Encyclopaedia Iranica, voce 'Antioch', sezione sulle invasioni sasanidi.
- Syriaca.org, voce 'Demetrianus', con rinvii agli studi di Paul Peeters e Jean-Maurice Fiey.

