Santi Simproniano, Claudio, Nicostrato, Castorio e Simplicio (Quattro Coronati)
Martiri
Festa: 8 novembre
Nascita-morte: Pannonia, tra l'odierna Croazia e Serbia, circa III sec. - Sremska Mitrovica, tra l'odierna Croazia e Serbia 8 novembre del 304-306 d.C.
Nascita - morte:
Pannonia, tra l'odierna Croazia e Serbia, circa III sec. - Sremska Mitrovica, tra l'odierna Croazia e Serbia 8 novembre del 304-306 d.C.
Festa:
8 novembre
Emblema:
Strumenti da scalpellino e da scultore, palma del martirio
Categoria: I santi che iniziano con la lettera Q
Calendario: I santi del 8 novembre
Martirologio Romano
Costituiscono il gruppo dei cinque martiri pannonici ricordati l'8 novembre nella tradizione dei Quattro Coronati. Un'antica Passio, trasmessa in numerosi manoscritti, li presenta come artigiani della pietra impegnati nelle cave imperiali presso Sirmio e condannati sotto Diocleziano per il rifiuto di scolpire un'immagine del dio Esculapio. La vicenda ha un nucleo cultuale antico, ma il racconto del processo e della morte contiene elementi agiografici che non possono essere verificati come cronaca contemporanea. La denominazione 'Quattro Coronati', benché riferita anche ai cinque scultori, nasce da una tradizione complessa che intreccia la loro memoria con quella di quattro martiri romani. Il loro culto è attestato nella topografia cristiana di Roma e ha conosciuto una notevole diffusione medievale, specialmente nelle corporazioni dei lavoratori della pietra.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Il contesto pannonico
La Passio colloca i protagonisti in Pannonia, regione danubiana dell'impero romano, nelle vicinanze di Sirmio, importante centro amministrativo e militare. Le cave e le officine lapidarie costituivano un ambiente plausibile per la produzione di materiali e manufatti destinati ai cantieri imperiali. La conoscenza di questo contesto, tuttavia, non dimostra da sola la storicità dei singoli episodi narrati.
Il racconto presenta Claudio, Nicostrato, Simproniano e Castorio come abili lavoratori del marmo. Simplicio è associato al gruppo e, in alcune fasi della narrazione, appare come un collega avvicinatosi alla fede cristiana grazie agli altri. La composizione di cinque nomi è stabile in una parte significativa della tradizione testuale, mentre la denominazione collettiva continua a parlare di quattro coronati.
La prova religiosa nella Passio
Secondo la narrazione agiografica, gli artigiani avrebbero eseguito opere richieste dall'amministrazione imperiale, ma si sarebbero rifiutati di scolpire una statua di Esculapio destinata al culto pagano. Il contrasto non riguarda dunque genericamente la scultura figurativa: nel racconto è l'impiego idolatrico dell'immagine a suscitare l'obiezione religiosa.
La Passio descrive interrogatori, pressioni e condanne, attribuendo un ruolo all'imperatore Diocleziano e ai suoi funzionari. La sorte finale dei cinque è narrata come una morte per annegamento in recipienti di piombo gettati nelle acque. Si tratta di particolari della tradizione letteraria, non di circostanze provate da atti giudiziari conservati. Anche le date precise proposte in alcune ricostruzioni non possiedono una verifica indipendente sufficiente.
Due gruppi di martiri e un solo titolo
La principale difficoltà storica consiste nella sovrapposizione fra i cinque scultori pannonici e quattro martiri venerati a Roma. Nella parte conclusiva della Passio compare infatti un secondo episodio, riguardante quattro militari cristiani che avrebbero rifiutato un atto di culto pagano. La tradizione manoscritta non è uniforme nell'assegnare il titolo di Quattro Coronati all'uno o all'altro gruppo.
Una tradizione successiva identifica i quattro romani con Severo, Severiano, Carpoforo e Vittorino. Gli studi agiografici hanno però riconosciuto il carattere secondario di questa identificazione e la possibile interferenza con un diverso gruppo di martiri venerati ad Albano. Non è pertanto corretto trasferire automaticamente ai cinque pannonici le vicende e i nomi dei quattro romani, né considerare tutti i racconti come una sola biografia.
La presenza di tradizioni distinte aiuta a comprendere il paradosso numerico: cinque nomi sotto un titolo che ne indica quattro. Il numero rimase fissato nell'appellativo liturgico e monumentale, anche quando le narrazioni successive precisarono diversamente l'identità dei martiri.
La memoria a Roma
La tradizione dei Coronati è radicata nella storia del culto romano. Gli itinerari antichi dei pellegrini ricordano la venerazione di martiri con questo titolo presso il cimitero dei santi Marcellino e Pietro, sulla via Labicana. Sul colle Celio si sviluppò inoltre il titolo ecclesiastico e poi il complesso monumentale dei Santi Quattro Coronati, divenuto uno dei luoghi più riconoscibili della loro memoria.
La documentazione liturgica e topografica attesta la rilevanza del culto, ma non scioglie ogni questione sull'identità delle reliquie o sull'esatta relazione tra i gruppi ricordati dalle diverse tradizioni. La testimonianza della venerazione è storicamente distinta dall'attendibilità integrale della Passio.
La fortuna medievale
Nel Medioevo il mestiere attribuito ai martiri favorì la loro adozione come protettori di scalpellini, muratori e scultori. Questa fortuna è documentata anche nell'arte. A Firenze, la corporazione dei Maestri di Pietra e Legname commissionò a Nanni di Banco il celebre gruppo dei Quattro Santi Coronati per Orsanmichele, realizzato nei primi decenni del XV secolo. La rappresentazione di quattro figure corrisponde al titolo tradizionale, senza risolvere il problema dei cinque nomi della Passio.
La vicenda dei Coronati mostra così l'incontro tra memoria martiriale, elaborazione agiografica, topografia ecclesiastica e identità delle corporazioni artigiane. Il loro culto può essere studiato attraverso testimonianze di epoche diverse, mentre la ricostruzione biografica dei singoli rimane necessariamente prudente.
Approfondimenti
La Passio e i suoi problemi testuali
La Passio attribuita a Porfirio è anteriore al VI secolo secondo la valutazione di una parte della storiografia, ma la sua attribuzione autoriale e il rapporto con gli eventi narrati non equivalgono a una testimonianza oculare dimostrata. La tradizione manoscritta presenta titoli e conclusioni differenti. Gli studi di Louis Duchesne, Hippolyte Delehaye e altri agiografi hanno esaminato la compresenza di due gruppi e le interpolazioni dei nomi romani.
L'arte delle corporazioni
La protezione accordata ai lavoratori della pietra deriva dal mestiere assegnato ai protagonisti pannonici. L'iconografia li rappresenta spesso con strumenti di lavoro, talvolta con abiti da artigiani e con le palme del martirio. L'immagine di Orsanmichele documenta in modo particolarmente eloquente l'appropriazione civica e professionale del loro culto.
Curiosità
- Il titolo Quattro Coronati può accompagnare un elenco di cinque martiri: la divergenza dipende dalla sovrapposizione di tradizioni agiografiche differenti.
- Il gruppo marmoreo di Nanni di Banco a Orsanmichele fu commissionato dall'Arte dei Maestri di Pietra e Legname.
Cronologia
- Fine del III - inizi del IV secolo - Epoca tradizionalmente assegnata al martirio dei lavoratori della pietra in Pannonia.
- Entro il VI secolo - Circolazione della Passio nella quale si intrecciano i cinque martiri pannonici e quattro martiri romani.
- Medioevo - Diffusione del patrocinio dei Coronati nelle corporazioni dei mestieri della pietra.
- Circa 1410-1415 - Realizzazione del gruppo dei Quattro Santi Coronati di Nanni di Banco per Orsanmichele a Firenze.
Valutazione storico-critica
- La memoria liturgica e monumentale dei Quattro Coronati è antica; i dettagli biografici dei cinque pannonici dipendono principalmente dalla Passio.
- Il rifiuto di scolpire Esculapio, gli interrogatori e le modalità della morte appartengono al racconto agiografico e non risultano verificati da atti contemporanei indipendenti.
- La tradizione fonde o accosta due gruppi, cinque artigiani pannonici e quattro martiri romani.
- I nomi Severo, Severiano, Carpoforo e Vittorino non possono essere assunti senza riserve come identificazione originaria dei quattro romani della Passio.
- La data esatta del martirio e l'identificazione delle singole reliquie non sono accertate.
Fonti e bibliografia essenziale
- Passio sanctorum Simproniani, Claudii, Nicostrati, Castorii et Simplicii, tradizione testuale BHL 1837, edizione negli Acta Sanctorum, novembre.
- Acta Sanctorum, novembre, trattazione dei Santi Quattro Coronati e commento storico-critico.
- Carlo Cecchelli, 'Quattro Coronati, santi', Enciclopedia Italiana, 1935.
- Hippolyte Delehaye, Les Passions des Martyrs et les genres littéraires, Bruxelles, 1921.
- Enciclopedia Cattolica, voce 'Coronati, Quattro, santi', 1950.
- Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, scheda sui Santi Quattro Coronati e sulle tradizioni corporative.
Patronati
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