Festa:
19 novembre
Etimologia:
Dall’ebraico Shim‘on, interpretato 'Dio ha ascoltato'
Categoria: I santi che iniziano con la lettera S
Calendario: I santi del 19 novembre
Martirologio Romano
Ricordato il 19 novembre nel Martirologio Romano come eremita del massiccio del Mercurio in Calabria, appartiene alla memoria del monachesimo italo-greco dell'Italia meridionale medievale. La tradizione agiografica lo presenta come monaco incaricato dal proprio superiore di recarsi in Africa per liberare alcuni confratelli fatti prigionieri dagli Arabi. Il racconto attribuisce la loro liberazione a un intervento prodigioso, seguito dal ritorno di Simone in Calabria e dalla scelta di una vita solitaria. Non sono tuttavia conosciuti con sicurezza il suo luogo di nascita, le date della vita, il monastero di appartenenza o la documentazione contemporanea relativa alla missione. La qualifica di abate, diffusa in repertori agiografici, non coincide con la formulazione del Martirologio, che lo ricorda come eremita. La sua figura è significativa soprattutto per il legame con il Mercurion, territorio montano in cui si svilupparono esperienze monastiche di tradizione greca, e per la persistenza di una memoria cultuale che distingue il nucleo liturgico dalle narrazioni miracolose trasmesse dalla tradizione
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Il Mercurion e l’identificazione del santo
La memoria di Simone è legata al massiccio del Mercurio, denominazione che rinvia all'area storica del Mercurion, nel settore montuoso della Calabria settentrionale, in relazione con il territorio del Pollino. Nel Medioevo questa regione ospitò insediamenti monastici di tradizione greca. Il riferimento geografico del Martirologio Romano consente di collocare il culto in tale orizzonte, ma non permette da solo di assegnare a Simone un monastero preciso, una data di fondazione o una comunità identificabile.
Il titolo di 'abate' compare nella denominazione tradizionale del santo, mentre la formulazione ufficiale del Martirologio lo chiama 'eremita'. Le due qualifiche non devono essere automaticamente interpretate come prova di un abbaziato storicamente attestato: il termine potrebbe dipendere da usi agiografici o da una trasmissione successiva del racconto. Non sono noti atti amministrativi, sottoscrizioni o documenti coevi che ne attestino il governo di un cenobio.
La missione in Africa nella tradizione
Secondo il racconto agiografico, alcuni monaci di un monastero calabrese sarebbero stati catturati dagli Arabi e trasferiti in Africa. Il superiore della comunità avrebbe inviato Simone per ottenerne il rilascio. La narrazione presuppone il quadro dei contatti e dei conflitti mediterranei dell'alto Medioevo, ma non fornisce dati sufficienti per identificare un'incursione, un'autorità politica, una città africana o una data.
Nel racconto Simone apprende da uno dei prigionieri che i monaci erano stati sollecitati ad abbandonare la fede cristiana. Al loro rifiuto, gli aggressori avrebbero tentato di percuoterli, ma sarebbero stati fermati da un'improvvisa paralisi delle braccia. Simone avrebbe quindi guarito gli uomini colpiti e ottenuto dal loro capo la liberazione dei religiosi. Si tratta di un episodio miracoloso tramandato in forma agiografica: non risulta sostenuto da testimonianze contemporanee indipendenti o da documenti relativi a un riscatto storicamente identificabile.
La struttura del racconto mette in evidenza due motivi tipici dell'agiografia monastica: la fedeltà dei prigionieri alla professione cristiana e la misericordia del santo verso gli stessi persecutori. Questi motivi spiegano il significato religioso della narrazione, senza consentire di considerare verificati i suoi particolari.
Il ritorno e la vita eremitica
La tradizione conclude che, ottenuta la liberazione dei confratelli, Simone ritornò in Calabria e visse da eremita. Quest'ultima caratterizzazione concorda con il titolo liturgico conservato dal Martirologio Romano. Restano però ignoti il luogo esatto del ritiro, la durata della vita solitaria, le circostanze della morte e la localizzazione della sepoltura.
La vicenda si inserisce idealmente nella pluralità delle forme di vita monastica presenti nel Mezzogiorno bizantino, dove la vita comune e la solitudine ascetica potevano essere collegate. Tale contesto rende comprensibile il linguaggio del racconto, ma non dimostra che Simone abbia seguito un itinerario biografico ricostruibile nei dettagli. La collocazione nel X secolo, talvolta proposta nelle sintesi moderne, rimane un'indicazione tradizionale o congetturale in assenza di una cronologia indipendentemente accertata.
La memoria del 19 novembre
Il Martirologio Romano commemora Simone il 19 novembre con una breve notizia che lo identifica come eremita del massiccio del Mercurio in Calabria. È questa la testimonianza liturgica più chiaramente verificabile della sua venerazione. La brevità della notizia è significativa: essa non recepisce come fatti storici i particolari della missione africana e del miracolo.
Non risultano accertati, sulla base delle testimonianze qui considerate, una data di canonizzazione, un decreto moderno di riconoscimento delle virtù, una ricognizione delle reliquie o un patronato particolare. Per un santo di culto antico, la presenza nel Martirologio non implica necessariamente l'esistenza di una procedura di canonizzazione secondo le forme giuridiche sviluppatesi in epoca successiva. Anche la notizia di una particolare venerazione orientale richiede di essere distinta dalla prova di specifici calendari locali o uffici liturgici.
Cronologia
- Epoca medievale, data non accertata - Tradizionale collocazione della vita monastica di Simone nel Mercurion.
- Data non accertata - La tradizione colloca una missione per liberare monaci prigionieri in Africa.
- 19 novembre - Commemorazione liturgica di san Simone, eremita del Mercurio.
Valutazione storico-critica
- Il Martirologio Romano attesta la commemorazione e l’associazione di Simone al massiccio del Mercurio, senza precisare una cronologia biografica.
- La qualifica di abate è tradizionale; quella di eremita è esplicitamente presente nel Martirologio.
- Il viaggio in Africa, la liberazione dei monaci e la guarigione miracolosa appartengono alla narrazione agiografica e non sono confermati da documenti contemporanei identificati.
- Non sono accertati date di nascita e morte, monastero, sepoltura, reliquie o atti di canonizzazione.
- Il collegamento con il monachesimo italo-greco del Mercurion è storicamente plausibile come contesto territoriale, non come ricostruzione personale dettagliata.
Fonti e bibliografia essenziale
- Conferenza Episcopale Italiana, Martirologio Romano, 19 novembre, memoria di san Simone eremita sul massiccio del Mercurio in Calabria.
