Nascita - morte:
m. 446
Festa:
17 giugno
Categoria: I santi che iniziano con la lettera I
Calendario: I santi del 17 giugno
Martirologio Romano
In Bitinia, nell’odierna Turchia, sant’Ipazio, egúmeno del monastero dei Rufiniani, che con una vita di sobrietà e e di austeri digiuni insegnò ai suoi discepoli la perfetta obbedienza alla vita monastica e ai laici il timore di Dio.
Biografia
A cura di Antonio Borrelli
E’ noto soprattutto per la ‘Vita’ scritta dal suo discepolo Callinico. Nato forse in Frigia, egli era figlio di un letterato che voleva ispirargli la passione della retorica, mentre la sua vocazione era quella di farsi monaco.
Fuggito, si rifugiò in Tracia occupandosi come pastore, poi andò a raggiungere un ex soldato divenuto un’asceta, chiamato Giona e con lui fondarono un monastero raccogliendo un buon numero di confratelli,
il convento venne assalito durante un’incursione degli Unni.
Si spostò, insieme a Giona a Costantinopoli per chiedere aiuto contro queste incursioni a favore anche delle popolazioni che le subivano, qui ritrovò suo padre col quale si riconciliò.
Verso il 400, attraversò il Bosforo e si sistemò nel monastero dei Rufiniani, chiamato così perché fondato dal pretorio Rufino qualche anno prima, presso la chiesa dei ss. Apostoli.
Ipazio ebbe molte difficoltà con questa nuova destinazione sia per la condizioni dell’edificio andato in rovina, sia per le cattive disposizioni di alcuni suoi discepoli. Ospitò nel 403 i tre monaci egiziani perseguitati dal patriarca Teofilo detti “Fratelli lunghi”.
Fu visitato varie volte dalle tre sorelle dell’imperatore Teodosio II, le quali venivano a chiedere la sua benedizione, lo stesso imperatore lo visitò due volte. Molto venerato dai contadini del circondario che gli attribuivano svariati miracoli.
Combatté il nestorianesimo e si oppose alla restaurazione dei giochi olimpici da lui ritenuti una sopravvivenza del paganesimo. Morì a 80 anni nel 446, i Menologi dicono il 17 giugno.
Abbiamo sei santi con il nome Ipazio di cui ben cinque sono martiri, ma tutti sono dell’Oriente Cristiano.
Fuggito, si rifugiò in Tracia occupandosi come pastore, poi andò a raggiungere un ex soldato divenuto un’asceta, chiamato Giona e con lui fondarono un monastero raccogliendo un buon numero di confratelli,
il convento venne assalito durante un’incursione degli Unni.
Si spostò, insieme a Giona a Costantinopoli per chiedere aiuto contro queste incursioni a favore anche delle popolazioni che le subivano, qui ritrovò suo padre col quale si riconciliò.
Verso il 400, attraversò il Bosforo e si sistemò nel monastero dei Rufiniani, chiamato così perché fondato dal pretorio Rufino qualche anno prima, presso la chiesa dei ss. Apostoli.
Ipazio ebbe molte difficoltà con questa nuova destinazione sia per la condizioni dell’edificio andato in rovina, sia per le cattive disposizioni di alcuni suoi discepoli. Ospitò nel 403 i tre monaci egiziani perseguitati dal patriarca Teofilo detti “Fratelli lunghi”.
Fu visitato varie volte dalle tre sorelle dell’imperatore Teodosio II, le quali venivano a chiedere la sua benedizione, lo stesso imperatore lo visitò due volte. Molto venerato dai contadini del circondario che gli attribuivano svariati miracoli.
Combatté il nestorianesimo e si oppose alla restaurazione dei giochi olimpici da lui ritenuti una sopravvivenza del paganesimo. Morì a 80 anni nel 446, i Menologi dicono il 17 giugno.
Abbiamo sei santi con il nome Ipazio di cui ben cinque sono martiri, ma tutti sono dell’Oriente Cristiano.
