Nascita - morte:
591 - 630
Festa:
23 novembre
Emblema:
Bastone pastorale
Categoria: I santi che iniziano con la lettera G
Calendario: I santi del 23 novembre
Martirologio Romano
Ad Agrigento, san Gregorio, vescovo, che si tramanda abbia commentato i libri sacri, aprendo agli incolti i misteri divini.
Biografia
A cura di Raimondo Lentini
Nato ad Agrigento nel 559, morto ivi nel 630. Avviato alla carriera Ecclesiastica, si entusiasmò per i continui pellegrinaggi, che in quel tempo si organizzavano per la Terra Santa, e nel 578, all'insaputa dei genitori, partì per Cartagine, donde, da tre monaci romani, fu condotto a Gerusalemme
Dopo la visita ai luoghi saliti, si ritirò per quattro anni in solitudine di studio e di preghiera, e netl584, rientrò a Gerusalemme. Di là si recò in Antiochia e a Costantinopoli dove la sua fama giunse all'orecchio dell'Imperatore Maurizio. Fu invitato a prendere parte ad un concilio tenuto a Costantinopoli, dove intervennero tutti i Vescovi dell'Oriente, per inquisire su alcune eresie, fra cui l'arianesimo.
Gregorio, dopo aver operato molte conversioni, partì per Roma. Colà fu consacrato Vescovo e destinato alla chiesa agrigentina, dove tornò nel 591. Ad Agrigento cominciò una grandiosa opera di apostolato in favore dei poveri, e degli umili. Ingiustamente e ignobilmente accusato dall'invidia di Sabino e Crescentino che volevano sostituirlo nel Vescovado con un certo Lencio, fu chiamato a Roma e messo in carcere. Ma i prodigi che Gregorio compì nel carcere stesso segnarono l'inizio delle prove i in favore dell'innocenza di lui.
Il papa, in un concilio di 150 Vescovi per discutere la causa di Gregorio, fu lieto di riconoscerne e proclamarne l'innocenza.
Liberato e restituito allora ad Agrigento, vi continuò la sua missione apostolica.
Nel 595 costruì nella sua diocesi un tempio ai SS. Pietro e Paolo.
Fondò parecchi collegi per l'istruzione delle donne agrigentine ed ebbe a collaboratrice la mamma sua, Teodata, che ne era istitutrice.
Dottissimo nelle discipline teologiche e anche nelle scienze fisiche, pur tra le tante occupazioni del suo apostolato, lasciò molti scritti, fra i quali le Orazioni sui dommi della Fede degli Antiocheni, le
Dommatiche, le Encomiastiche, le Orazioni sulla Quaresima e sull'apostolo Andrea, e molti altri scritti pubblicati a Costantinopoli. Ma gli scritti più importanti sono le Omelie, dettate in greco, che sono un commento al libro dell'Ecclesiaste, da lui esposto in modo così luminoso da renderne facilmente intelligibili anche i concetti più astrusi.
Versatissimo nell'astronomia, sostenne la teoria del movimento della terra attorno al sole, conciliando mirabilmente la scienza con l'interpretazione della Bibbia, circa la pretesa immobilità della terra.
Studiò e risolse molti problemi di fisica e fu anche profondo in medicina, operando guarigioni che avevano del miracoloso.
Negli ultimi anni della sua vita si ritirò in solitudine.
Dal Codice basiliano II parrebbe che Gregorio fosse morto in Ispagna, dove si era recato per una missione; ma Leonzio, nella "Vita di San Gregorio", afferma che morì ad Agrigento.
La memoria si celebra il 23 novembre mentre, nel calendario delle Chiese di Sicilia, la memoria è celebrata il 25 novembre.
Nel 2005 la Congregazione per il Culto Divino ha proclamato San Gregorio Agrigentino patrono della conservazione dei bei archeologici, in particolare di quelli architettonici.
Dopo la visita ai luoghi saliti, si ritirò per quattro anni in solitudine di studio e di preghiera, e netl584, rientrò a Gerusalemme. Di là si recò in Antiochia e a Costantinopoli dove la sua fama giunse all'orecchio dell'Imperatore Maurizio. Fu invitato a prendere parte ad un concilio tenuto a Costantinopoli, dove intervennero tutti i Vescovi dell'Oriente, per inquisire su alcune eresie, fra cui l'arianesimo.
Gregorio, dopo aver operato molte conversioni, partì per Roma. Colà fu consacrato Vescovo e destinato alla chiesa agrigentina, dove tornò nel 591. Ad Agrigento cominciò una grandiosa opera di apostolato in favore dei poveri, e degli umili. Ingiustamente e ignobilmente accusato dall'invidia di Sabino e Crescentino che volevano sostituirlo nel Vescovado con un certo Lencio, fu chiamato a Roma e messo in carcere. Ma i prodigi che Gregorio compì nel carcere stesso segnarono l'inizio delle prove i in favore dell'innocenza di lui.
Il papa, in un concilio di 150 Vescovi per discutere la causa di Gregorio, fu lieto di riconoscerne e proclamarne l'innocenza.
Liberato e restituito allora ad Agrigento, vi continuò la sua missione apostolica.
Nel 595 costruì nella sua diocesi un tempio ai SS. Pietro e Paolo.
Fondò parecchi collegi per l'istruzione delle donne agrigentine ed ebbe a collaboratrice la mamma sua, Teodata, che ne era istitutrice.
Dottissimo nelle discipline teologiche e anche nelle scienze fisiche, pur tra le tante occupazioni del suo apostolato, lasciò molti scritti, fra i quali le Orazioni sui dommi della Fede degli Antiocheni, le
Dommatiche, le Encomiastiche, le Orazioni sulla Quaresima e sull'apostolo Andrea, e molti altri scritti pubblicati a Costantinopoli. Ma gli scritti più importanti sono le Omelie, dettate in greco, che sono un commento al libro dell'Ecclesiaste, da lui esposto in modo così luminoso da renderne facilmente intelligibili anche i concetti più astrusi.
Versatissimo nell'astronomia, sostenne la teoria del movimento della terra attorno al sole, conciliando mirabilmente la scienza con l'interpretazione della Bibbia, circa la pretesa immobilità della terra.
Studiò e risolse molti problemi di fisica e fu anche profondo in medicina, operando guarigioni che avevano del miracoloso.
Negli ultimi anni della sua vita si ritirò in solitudine.
Dal Codice basiliano II parrebbe che Gregorio fosse morto in Ispagna, dove si era recato per una missione; ma Leonzio, nella "Vita di San Gregorio", afferma che morì ad Agrigento.
La memoria si celebra il 23 novembre mentre, nel calendario delle Chiese di Sicilia, la memoria è celebrata il 25 novembre.
Nel 2005 la Congregazione per il Culto Divino ha proclamato San Gregorio Agrigentino patrono della conservazione dei bei archeologici, in particolare di quelli architettonici.
Fonte: Dizionario dei siciliani illustri, Ciuni Editore, Palermo 1939
