Nascita - morte:
Sec. IV-V
Festa:
6 novembre
Etimologia:
Dal latino Felix, 'felice', 'fortunato', 'fecondo'.
Emblema:
Bastone pastorale, Mitra
Categoria: I santi che iniziano con la lettera F
Calendario: I santi del 6 novembre
E' venerato come uno dei più antichi vescovi di Genova e viene tradizionalmente collocato tra Valentino e Siro nella successione dei pastori della città. La sua figura appartiene alla memoria delle origini della comunità cristiana genovese, ma le testimonianze biografiche sono estremamente limitate. La tradizione lo colloca tra il IV e il V secolo e lo ricorda come predecessore e maestro di san Siro; non sono però conosciuti documenti contemporanei che permettano di ricostruirne con precisione l'attività, la durata dell'episcopato o le vicende personali. Il suo culto ha conservato un carattere soprattutto locale. La commemorazione del 6 novembre lo unisce a Valentino e Romolo, altri vescovi dell'antica tradizione genovese. Il legame con la basilica di San Siro, luogo importante della memoria episcopale cittadina, testimonia la continuità del ricordo liturgico, senza risolvere le incertezze sulla cronologia dei primi titolari della sede.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le origini della comunità cristiana di Genova
La storia delle prime generazioni episcopali genovesi è conosciuta attraverso una documentazione discontinua. Le liste tradizionali pongono Valentino all'inizio della successione, seguito da Felice, Siro e Romolo. Tale ordine esprime una memoria ecclesiastica consolidata, ma non costituisce da solo una cronotassi contemporanea agli avvenimenti. Per Felice mancano date certe di nascita, consacrazione episcopale e morte; non sono noti scritti, atti conciliari o episodi della sua attività pastorale attribuibili a lui con sicurezza.
Felice e san Siro
La tradizione descrive Felice come predecessore di Siro e, in alcune formulazioni, come suo padre e maestro. L'espressione può riflettere un rapporto spirituale o una dipendenza nella formazione ecclesiastica, ma non dimostra una parentela biologica. Siro divenne la figura di maggior rilievo nella memoria dell'antica Chiesa genovese, al punto che la basilica già dedicata ai Dodici Apostoli ne assunse il nome. Il rapporto tra i due vescovi appartiene alla tradizione locale e non è corroborato da una testimonianza coeva indipendente.
La collocazione cronologica
La datazione di Felice tra IV e V secolo deriva dalla ricostruzione tradizionale della serie episcopale. Non si può indicare con sicurezza un anno di inizio o di fine del governo. Anche l'ordine dei primi vescovi, benché ripetuto nei repertori, richiede prudenza: le memorie cultuali possono conservare nomi autentici senza trasmettere una successione cronologica verificabile in ogni dettaglio. Non sono attestati viaggi, controversie dottrinali, fondazioni o miracoli individuali che possano essere inseriti nella sua biografia storica.
Il ricordo nelle chiese genovesi
Il nome di Felice si lega al culto dei primi pastori cittadini e alla basilica di San Siro, centro della memoria ecclesiastica genovese. La tradizione riferisce la sepoltura dei primi vescovi nella chiesa anticamente intitolata ai Dodici Apostoli e la presenza di reliquie attribuite a essi anche nella cattedrale. Il dato testimonia una venerazione radicata, ma l'attribuzione materiale delle reliquie non equivale alla ricostruzione documentata della loro storia dall'epoca tardoantica. È pertanto necessario distinguere l'esistenza del culto dalle notizie sulle singole vicende personali.
La memoria del 6 novembre
Nel calendario dell'arcidiocesi di Genova Felice viene commemorato il 6 novembre con Valentino e Romolo. La celebrazione comune riunisce figure particolarmente significative per la coscienza storica della Chiesa locale. Questa data è liturgica e non può essere assunta come anniversario accertato della morte di Felice. La sua assenza dalle commemorazioni del Martirologio Romano universale non annulla la tradizione cultuale diocesana, ma ne segnala il carattere specificamente locale.
Biografia
A cura di Fabio Arduino
La Chiesa genovese nutre una particolare venerazione per alcuni santi che sono stati suoi pastori nella fede: il più celebre è sicuramente il terzo vescovo, San Siro, con il cui nome è universalmente nota la cattedra episcopale della città, poiché il cui culto per motivi a noi ignoti si espanse oltre i confini liguri in altre zone dell’Italia settentrinale.
Oggi si festeggià invece il suo predecessore, San Felice, sulla cui vita sono state tramandate ben poche notizie certe dal punto di vista storico. Visse a cavallo tra il IV ed il V secolo ed fu ricordato in particolare per essere stato padre e maestro di San Siro.
Il suo culto è sempre stato riservato ad un ambito ristrettamente locale, tanto da non essere mai stato citato dal Martyrologium Romanum. L’Arcidiocesi di Genova ha inserito nel calendario liturgico la sua commemorazione in data 6 novembre, unitamente ai santi Valentino e Romolo, che furono rispettivamente il primo ed il quarto vescovo della città.
Le spoglie mortali dei tre santi pastori ricevettero sepoltura nella basilica genovese dei dodici Apostoli, dedicata in seguito a San Siro, ma alcune loro insigni reliquie sono custodite ancora oggi anche nella cattedrale cittadina.
Approfondimenti
Il problema delle antiche liste episcopali
Per le sedi cristiane di origine antica le cronotassi trasmesse da compilazioni medievali possono includere materiali più remoti, ma anche ordinamenti successivi. La posizione di Felice quale secondo vescovo di Genova è quindi una notizia tradizionale da non confondere con una datazione fondata su documenti del IV secolo. La mancanza di testimonianze contemporanee limita soprattutto la possibilità di attribuirgli episodi concreti.
Il culto e la topografia religiosa
La basilica di San Siro e la cattedrale rappresentano due luoghi fondamentali della memoria dei primi vescovi. Il riferimento a sepolture e reliquie conserva un valore storico per la storia del culto, anche quando non permette di identificare con certezza le singole spoglie. Il collegamento con Siro e Romolo non autorizza a trasferire a Felice fatti appartenenti alla biografia degli altri due santi.
Cronologia
- Tra IV e V secolo, secondo la tradizione - Episcopato attribuito a Felice nella successione dei primi vescovi di Genova.
- Epoca non determinabile - Formazione della memoria cultuale di Felice insieme agli antichi pastori genovesi.
- 6 novembre, ricorrenza annuale - Commemorazione liturgica locale insieme ai santi Valentino e Romolo.
Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Felice come antico vescovo di Genova appartiene alla tradizione ecclesiastica locale; la sua biografia non è ricostruibile attraverso documenti contemporanei noti.
- La collocazione al secondo posto nella serie episcopale e la datazione tra IV e V secolo non consentono di fissare anni precisi.
- Il rapporto di maestro con san Siro è tradizionale; l'eventuale espressione 'padre' non prova una parentela naturale.
- La commemorazione del 6 novembre è attestazione liturgica, non prova della data di morte.
- Le attribuzioni di reliquie sono elementi della storia del culto, distinti dall'accertamento archeologico e documentario dell'identità dei resti.
- Felice di Genova non va confuso con il martire Felice venerato il 6 novembre in Numidia né con altri vescovi omonimi.
Fonti e bibliografia essenziale
- Calendario e tradizione liturgica dell'arcidiocesi di Genova, commemorazione dei santi vescovi Valentino, Felice e Romolo al 6 novembre.
- Jacopo da Varazze, Chronicon Ianuense, testimonianza medievale sulla memoria storica ed ecclesiastica genovese.
- Martyrologium Romanum, edizione contemporanea, per il confronto con le commemorazioni del 6 novembre.
