Festa:
5 novembre
Patronato:
Martina Franca (TA), Pioggia
Emblema:
Palma del martirio e libro nella scultura lignea venerata a Martina Franca.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera C
Calendario: I santi del 5 novembre
Santa Comasia è venerata come vergine e martire e compatrona di Martina Franca, in provincia di Taranto, accanto a san Martino di Tours. La sua biografia antica non è ricostruibile: non sono noti con certezza il nome originario, la data del martirio, il contesto persecutorio o le circostanze della morte. La storia documentabile del culto si concentra soprattutto sull'arrivo a Martina Franca, nel Seicento, di reliquie provenienti dalle catacombe di Sant'Agnese a Roma. La concessione è collegata a un atto del 10 settembre 1645 e al pontificato di Innocenzo X. Da allora la venerazione della santa si è intrecciata con le richieste di pioggia nei periodi di siccità, con le processioni cittadine e con una ricca produzione di immagini e reliquiari. Nella Basilica di San Martino si conservano le sue reliquie e opere d'arte che testimoniano la continuità della devozione.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le origini e il problema dell'identità
Non è possibile scrivere una biografia di Comasia sul modello delle martiri antiche delle quali si conservano atti, passioni o testimonianze letterarie. La tradizione locale la qualifica come vergine e martire romana, ma non tramanda dati biografici verificabili riguardanti famiglia, età, attività o processo. L'attribuzione generica ai primi secoli cristiani non permette di scegliere una persecuzione determinata. In particolare, l'asserzione che sia stata decapitata durante la persecuzione di Diocleziano non risulta sostenuta dalle testimonianze qui esaminate.
La provenienza delle reliquie dalle catacombe di Sant'Agnese, sulla via Nomentana a Roma, costituisce il nucleo della tradizione sulla sua origine. Occorre tuttavia distinguere il ritrovamento di resti umani in un cimitero cristiano dall'identificazione storica certa di una specifica martire: i due dati non sono equivalenti. L'appellativo di martire appartiene al culto trasmesso a Martina Franca; le circostanze personali del presunto martirio rimangono ignote.
La concessione delle reliquie nel Seicento
Un momento decisivo della sua storia cultuale fu la concessione delle reliquie alla comunità di Martina Franca durante il pontificato di Innocenzo X. La tradizione locale ricorda un documento del 10 settembre 1645, custodito nella Basilica di San Martino, relativo alla consegna del corpo venerato come quello della santa. Nelle ricostruzioni divulgative compare anche l'anno 1646 per il dono o il trasferimento, mentre altre indicano il 1645. La distinzione fra data del documento, concessione e arrivo materiale può spiegare parte della divergenza, ma la sequenza esatta richiede l'esame diretto degli atti originali.
La donazione viene associata al cardinale Sacrati, presentato dalle narrazioni locali come responsabile dei cimiteri dei martiri. L'arrivo di un corpo santo a Martina Franca si colloca nella più ampia devozione post-tridentina per le reliquie dei cimiteri cristiani di Roma, che alimentò nuovi culti civici e forme di protezione comunitaria. La vicenda di Comasia si distingue soprattutto per la forte relazione stabilita fra la santa e la pioggia.
La processione e la pioggia
Secondo la tradizione martinese, all'arrivo delle reliquie il cielo si oscurò e una pioggia intensa ostacolò il trasferimento solenne alla collegiata di San Martino. Il corteo avrebbe trovato inizialmente riparo presso la cappella di San Nicola del Pendino, fuori dalle mura, e poi nella chiesa di San Vito dei Greci. Solo in seguito le reliquie sarebbero state introdotte definitivamente nella chiesa principale. Il racconto descrive l'itinerario rituale attraverso luoghi riconoscibili della città, ma l'interpretazione della pioggia come evento prodigioso appartiene alla tradizione devozionale.
La memoria del passaggio nella chiesa di San Vito è conservata anche dalla divulgazione storico-locale dedicata all'edificio. Questa localizzazione conferisce alla narrazione un preciso radicamento urbano, senza trasformare automaticamente ogni dettaglio meteorologico in un fatto storicamente dimostrato.
La protezione nei periodi di siccità
Nel corso dei secoli Comasia fu invocata specialmente quando la siccità minacciava le colture e le risorse idriche. La comunità esponeva l'urna o portava in processione le reliquie per chiedere la pioggia. Il legame fra la memoria del trasferimento e le pratiche penitenziali spiega il patronato popolare riferito alla pioggia, distinto dal suo riconoscimento come compatrona della città.
La tradizione ricorda processioni ancora nel 1908 e una nuova uscita delle reliquie nel luglio 2000, quando il trasporto sarebbe stato affidato a donne martinesi. Queste notizie attestano la persistenza della memoria locale, ma le date delle singole manifestazioni, trasmesse da resoconti successivi, non hanno tutte lo stesso grado di verifica documentaria.
Le immagini e la basilica
La venerazione di Comasia lasciò testimonianze materiali di particolare rilievo. Una statua-reliquiario d'argento fu eseguita nel 1714 dall'argentiere napoletano Andrea De Blasio. L'attribuzione e la data sono registrate nel Catalogo generale dei beni culturali e confermate dalla descrizione istituzionale della Basilica di San Martino pubblicata dal Comune di Martina Franca. La statua testimonia il valore civico assunto dal culto all'inizio del Settecento.
Nel transetto destro della basilica si trova un altare dedicato alla santa, eretto nel 1764, con una scultura lignea dorata riferita a botteghe leccesi del XVII secolo. La rappresentazione reca la palma, simbolo convenzionale del martirio, e un libro. La presenza di tali attributi documenta il modo in cui la santa veniva raffigurata, non episodi specifici della sua vita. Il Comune indica inoltre che le reliquie furono collocate nell'altare il 5 novembre 1764.
Il culto nella comunità
La devozione si rifletteva anche nell'onomastica: Comasia fu un nome femminile diffuso nella comunità martinese e ne è ricordata la forma familiare Sietta. La continuità del nome mostra come il culto abbia influito sulla vita domestica oltre che sulle celebrazioni pubbliche. La festa del 5 novembre convive nella tradizione locale con ricorrenze patronali estive, nel contesto della venerazione congiunta di san Martino e santa Comasia.
Non risulta una biografia antica che consenta di identificare con certezza la persona alla quale furono attribuite le reliquie. La vicenda storicamente più riconoscibile è dunque quella del culto sviluppatosi a Martina Franca a partire dal Seicento, con i suoi documenti, luoghi, immagini e pratiche rituali.
Biografia
A cura di Damiano Nicolella
Il suo corpo è stato traslato dalle catacombre di S. Agnese sulla via Nomentana nel 1645 a Martina Franca (TA), nella Basilica di san Martino.
Quando il sacro convoglio giunse a Martina Franca, il cielo da sereno si velò di nuvole, e cadde una copiosa pioggia, che impedì al Capitolo della Collegiata di San Martino di prendere in consegna il santo ossame, e costrinse la processione a rifugiarsi nella cappella extra moenia, oggi diruta, di San Nicola del Pendino. In un attimo di pausa della pioggia, il Capitolo si recò a prelevare le reliquie per portarle alla chiesa maggiore, ma di nuovo una violenta pioggia li sorprese appena entrati nelle mura costringendoli a rifugiarsi nella cappella di San Vito dei Greci, distante dalla precedente un 100 metri. Non smettendo le celestiali precipitazioni, dopo alcuni giorni il Capitolo, con tutta la pioggia che scendeva dal cielo, si avviò finalmente in sospirata processione prelevando le ossa da san Vito per portarle a San Martino.
Analogo miracolo avvenne nel 1714, quando da Napoli giunse in paese la statua-reliquiario in argento. La Santa (di cui non conoscendosi il nome fu chiamata "Santa Come Sia" da cui "Comasia") fu dal lontano '600 sempre invocata in tempi di siccità, in cui si portava con processioni penitenziali la sua urna per le strade del paese: e immediatamente pioveva.
Una delle ultime processioni si ottenne nel 1908.
Oggi il nome "Comasia", con il diminutivo "Sietta", purtroppo va perdendosi; così come non si porta più in processione l'urna con le reliquiese non in condizioni speciali. L'ultima volta che le ossa della Santa sono state recate processionalmente per le vie del paese è stato per la festa patronale di luglio del 2000, e significativamente le reliquie sono state portate a spalla dalle donne martinesi, depositarie del nome della martire. Una recente versione sostenuta dal diacono martinese prof. Giuseppe Calella afferma che invece il nome "Comasia" derivi da un termine greco che significa "traslazione solenne", e infatti proprio con una traslazione solenne le Sue reliquie giunsero a Martina. Per finire, un proverbio usato ancora oggi, che richiama l'antica virtù della Santa che intercede per la pioggia, cita quando vi sono piogge insistenti: "a' ssòt u curpe de Santa Cumasie", è uscito il corpo di santa Comasia, foriero dunque di pioggia non appena lo si porta in processione, cosa che è avvenuta anche nel 2000 anno particolarmente secco.
Approfondimenti
Il nome Comasia
La tradizione popolare ha spiegato il nome con l'espressione 'come sia', alludendo all'incertezza sull'identità originaria della santa. È stata proposta anche una derivazione da un termine greco connesso a una traslazione solenne. Nessuna delle due spiegazioni, nei materiali esaminati, è accompagnata da una dimostrazione linguistica e documentaria sufficiente: l'etimologia resta incerta.
Il patrimonio artistico
La statua argentea del 1714 appartiene alla produzione di Andrea De Blasio, autore di importanti lavori per committenze ecclesiastiche dell'Italia meridionale. La sua presenza nel Tesoro della Basilica di San Martino documenta il rango acquisito dalla devozione cittadina. L'altare settecentesco e la statua lignea più antica mostrano due diverse fasi della rappresentazione della santa.
Curiosità
- Un detto dialettale martinese associa l'uscita processionale del corpo di santa Comasia all'arrivo della pioggia.
- La tradizione riferisce che anche l'arrivo della statua d'argento da Napoli nel 1714 fu accompagnato da forti precipitazioni.
- Il diminutivo locale Sietta conserva memoria della diffusione del nome Comasia fra le donne di Martina Franca.
Cronologia
- 10 settembre 1645 - Data dell'atto di concessione delle reliquie ricordato dalla tradizione locale.
- 1645-1646 - Periodo indicato da fonti divergenti per la concessione e il trasferimento a Martina Franca.
- 1714 - Realizzazione della statua argentea di santa Comasia da parte di Andrea De Blasio.
- 5 novembre 1764 - Collocazione delle reliquie nell'altare della santa, secondo la descrizione del Comune di Martina Franca.
- 1908 - Processione ricordata dalla tradizione locale in relazione alla richiesta di pioggia.
- luglio 2000 - Processione delle reliquie ricordata dalle cronache devozionali cittadine.
Valutazione storico-critica
- L'esistenza di un culto cittadino stabile dal Seicento è sostenuta da testimonianze documentarie, artistiche e topografiche.
- Non sono disponibili elementi sufficienti a ricostruire la vita della persona identificata come Comasia o a stabilire epoca e modalità del martirio.
- L'origine catacombale delle reliquie appartiene alla storia della loro concessione; non prova da sola l'identità personale o il martirio.
- Le date 1645 e 1646 sono riportate diversamente nelle narrazioni sulla concessione e sul trasferimento; la data 10 settembre 1645 è riferita al documento di donazione.
- Le piogge miracolose appartengono alla tradizione locale e non sono verificabili come eventi soprannaturali mediante le fonti consultate.
- Le opere del 1714 e del 1764 offrono riscontri materiali e storico-artistici particolarmente solidi.
- Le spiegazioni proposte per il nome Comasia non costituiscono etimologie accertate.
Fonti e bibliografia essenziale
- Comune di Martina Franca, Basilica di San Martino, descrizione storico-artistica e del Tesoro della basilica.
- Basilica di San Martino, La Basilica, descrizione dell'altare e della scultura-reliquiario di santa Comasia.
- Ministero della Cultura, Catalogo generale dei beni culturali, Santa Comasia, statua del 1714, scheda 1600193223.
- Rita Mavelli, studio sull'argentiere Andrea De Blasio negli Atti del convegno di studi sulla Daunia, con riferimento alla statua di santa Comasia del 1714.
- Salvatore Panareo, I santi nella tradizione popolare pugliese, in Japigia, 1934.
- Martina Cultura, Chiesa di San Vito, ricostruzione della tradizione locale relativa alla traslazione delle reliquie.
Patronati
- Martina Franca (TA)
