Sant' Aurelia di Strasburgo

Vergine

Festa: 15 ottobre

Nascita-morte: † Strasburgo, Francia, epoca non documentata

Immagini di Sant' Aurelia di Strasburgo VergineImmagini di Sant' Aurelia di Strasburgo Vergine

Nascita - morte:
† Strasburgo, Francia, epoca non documentata

Festa:
15 ottobre

Patronato:
Invocata contro la febbre.

Etimologia:
E' la forma femminile del nome romano Aurelius, ricondotto al latino aureus, 'dorato', da aurum, 'oro'.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera A

Calendario: I santi del 15 ottobre

E' una vergine venerata fin dall'alto Medioevo a Strasburgo, nell'odierna Alsazia, ma la sua identità storica e la sua epoca di vita non possono essere stabilite con certezza. Il suo culto è documentato da antichi calendari e soprattutto dalla presenza di una tomba venerata nella zona dell'attuale chiesa di Sainte-Aurélie. Una tradizione agiografica medievale la identificò con una delle compagne di sant'Orsola e delle undicimila vergini, facendola morire a Strasburgo durante il viaggio da Basilea a Colonia. Tale racconto è però molto posteriore alle origini del culto e non costituisce una testimonianza storica sulla vita della santa. Un'ulteriore tradizione collega le sue reliquie a Bregenz, dove san Colombano avrebbe dedicato a lei un antico oratorio all'inizio del VII secolo. La memoria di Aurelia compare nel Martirologio Romano al 15 ottobre. La santa di Strasburgo è distinta dall'omonima Aurelia venerata a Ratisbona, tradizionalmente considerata morta nel 1027.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Le notizie sulla vita di Aurelia sono estremamente scarse. Non sono documentati il luogo e la data della nascita, i nomi dei genitori, la provenienza familiare, l'epoca precisa della morte né le circostanze della sua vita. Anche l'attribuzione a un determinato secolo rimane ipotetica. Gli Acta Sanctorum collocano prudentemente la santa nei secoli IV o V, senza però considerare tale datazione dimostrata.
Il dato più antico e consistente non riguarda quindi la biografia personale, ma l'esistenza di una memoria cultuale legata a Strasburgo. Un antico martirologio alsaziano, tradizionalmente datato all'VIII o IX secolo, ricordava Aurelia vergine il 15 ottobre. Gli Acta Sanctorum registrano inoltre la presenza del suo nome in repertori liturgici posteriori e distinguono esplicitamente la vergine di Strasburgo dall'omonima Aurelia di Ratisbona.

La tradizione delle compagne di sant'Orsola
Una Vita di Aurelia, conservata nella tradizione agiografica di Strasburgo, presenta la santa come una delle undicimila vergini associate a sant'Orsola. Secondo questo racconto, durante il viaggio sul Reno da Basilea verso Colonia Aurelia sarebbe stata colpita da una grave febbre e avrebbe dovuto fermarsi a Strasburgo. Sant'Orsola le avrebbe affidato tre compagne, Einteth, Worbeth e Vilbeth, incaricate di assisterla. Aurelia sarebbe poi morta nella città.
La redazione più antica conosciuta di questa Vita risale al 1399; il racconto entrò successivamente nel Proprio del breviario della diocesi di Strasburgo, stampato nel 1489. La sua distanza cronologica dalle origini del culto rende impossibile utilizzarlo come testimonianza contemporanea della vita della santa. Gli stessi Acta Sanctorum respingono l'identificazione con una compagna storica di sant'Orsola, mentre la storiografia alsaziana considera questa tradizione priva di sufficiente fondamento.

Il culto a Strasburgo
La testimonianza più significativa riguarda il luogo di culto sorto presso la tomba attribuita ad Aurelia. L'attuale chiesa di Sainte-Aurélie sorge in un'area caratterizzata da un'antica presenza funeraria. Una chiesa esistente nel luogo è documentata già nell'801 con il titolo di san Maurizio; la denominazione di Sainte-Aurélie compare esplicitamente in un documento del 1324, che parla della chiesa di san Maurizio comunemente chiamata Sainte-Aurélie.
La tradizione cultuale è tuttavia molto più antica della denominazione ufficiale medievale. La cripta custodiva il sepolcro venerato come quello della santa e fu per secoli meta di pellegrinaggi. Dall'XI al XVI secolo vi si svolgeva una processione il lunedì delle Rogazioni. La santa era invocata soprattutto contro la febbre, circostanza che contribuì alla diffusione della sua devozione locale.

Il rapporto con Bregenz e san Colombano
Una testimonianza distinta collega Aurelia a Bregenz, sul lago di Costanza. Nella Vita di san Gallo attribuita a Walafrido Strabone si racconta che san Colombano, durante la sua permanenza nella regione all'inizio del VII secolo, trovò a Bregenz un oratorio dedicato ad Aurelia e lo restaurò dopo che era stato profanato da pratiche pagane. Nel corso della riconsacrazione avrebbe collocato nell'altare reliquie attribuite alla santa.
Il collegamento tra l'Aurelia di Bregenz e quella venerata a Strasburgo è stato accolto da diversi studiosi, ma non può essere considerato dimostrato in modo assoluto. La tradizione è comunque importante perché testimonia l'antichità del culto di una santa Aurelia nella regione renana e alemanna già nel contesto del primo monachesimo irlandese.

La distruzione delle reliquie
La venerazione della tomba continuò fino all'epoca della Riforma. Nel 1490 la cripta e il sepolcro erano stati oggetto di importanti restauri. Nel 1524, durante l'affermazione della Riforma a Strasburgo, la tomba fu aperta e le ossa che vi erano custodite furono disperse. Fonti relative agli avvenimenti del periodo attestano l'apertura del sepolcro e la presenza di ossa, mentre la tradizione precedente attribuiva alla tomba un corpo incorrotto. La documentazione dell'epoca mostra quindi una netta distanza tra la tradizione devozionale e quanto fu effettivamente rinvenuto all'apertura del sepolcro.
La dispersione delle reliquie impedisce oggi di verificare materialmente l'identificazione dei resti con Aurelia. La memoria della santa, tuttavia, è rimasta legata alla chiesa che porta il suo nome.

Aurelia di Strasburgo e Aurelia di Ratisbona
L'omonimia con Aurelia di Ratisbona ha prodotto nel corso dei secoli diverse confusioni. L'Aurelia di Ratisbona è presentata dalla tradizione come figlia di Ugo Capeto e come reclusa presso Ratisbona, dove sarebbe morta nel 1027. Gli Acta Sanctorum insistono sulla distinzione tra le due figure: l'Aurelia di Strasburgo appartiene a una tradizione cultuale molto più antica e non può essere identificata con la reclusa di Ratisbona.

Il culto e la documentazione storica
La storia di Aurelia è un caso nel quale il culto è meglio documentato della biografia. Le attestazioni liturgiche, la tomba venerata, la cripta, le processioni e il collegamento tradizionale con Bregenz costituiscono testimonianze significative della continuità della memoria cultuale, ma non permettono di ricostruire una biografia sicura. L'antichità del culto non dimostra da sola i dettagli narrati dalle successive leggende agiografiche.

Curiosità
- Il nome Aurelia compare nei martirologi con il semplice titolo di vergine di Strasburgo, senza una narrazione biografica sviluppata.
- La chiesa oggi conosciuta come Sainte-Aurélie era documentata nell'801 con il titolo di san Maurizio; la denominazione collegata ad Aurelia è attestata esplicitamente nel 1324.
- La cripta della chiesa fu per secoli una meta delle processioni del lunedì delle Rogazioni.
- La tradizione che identifica Aurelia con una compagna di sant'Orsola è molto più tarda delle prime testimonianze del culto e non è considerata storicamente attendibile.

Cronologia
- VIII-IX secolo - Un antico martirologio alsaziano ricorda Aurelia vergine il 15 ottobre.
- circa 610-611 - Secondo la Vita di san Gallo, san Colombano trova a Bregenz un oratorio dedicato ad Aurelia e vi colloca reliquie attribuite alla santa dopo aver restaurato e riconsacrato l'edificio. L'identificazione con l'Aurelia di Strasburgo rimane tradizionale.
- 801 - Una chiesa nell'area dell'attuale Sainte-Aurélie è attestata con il titolo di san Maurizio.
- XI-XVI secolo - La cripta contenente il sepolcro attribuito ad Aurelia è meta della processione del lunedì delle Rogazioni.
- 1399 - È attestata la più antica redazione conosciuta della Vita di Aurelia che la collega alle compagne di sant'Orsola.
- 1489 - La Vita di Aurelia entra nel Proprio del breviario della diocesi di Strasburgo.
- 1490 - La cripta e il sepolcro di Aurelia vengono restaurati.
- 1524 - La tomba viene aperta durante la Riforma e le reliquie attribuite alla santa vengono disperse.

Valutazione storico-critica
- L'esistenza storica di una persona chiamata Aurelia e vissuta a Strasburgo non può essere ricostruita attraverso dati biografici contemporanei. La documentazione più consistente riguarda il culto e il sepolcro venerato, non la vita della santa.
- La datazione al IV o V secolo, proposta negli Acta Sanctorum, rimane ipotetica e non può essere trasformata in una datazione certa.
- Il collegamento con Bregenz e con le reliquie collocate da san Colombano all'inizio del VII secolo costituisce una testimonianza antica del culto di un'Aurelia, ma l'identificazione con la santa di Strasburgo non è dimostrabile in modo definitivo.
- L'identificazione di Aurelia con una delle compagne di sant'Orsola appartiene a una tradizione agiografica tarda. La redazione più antica conosciuta della relativa Vita risale al 1399 e non fornisce una testimonianza contemporanea agli eventi narrati.
- La tradizione della morte per febbre a Strasburgo è legata alla tarda Vita di Aurelia e non è verificabile come fatto biografico. L'invocazione contro la febbre appartiene invece alla storia documentata della devozione medievale.
- L'Aurelia di Strasburgo deve essere distinta dall'omonima reclusa venerata a Ratisbona e tradizionalmente morta nel 1027. Le due figure appartengono a tradizioni cultuali differenti.
- La venerazione della tomba a Strasburgo è storicamente più solida della ricostruzione della vita della santa. La dispersione delle ossa nel 1524 rende inoltre impossibile una verifica attuale delle reliquie attribuite ad Aurelia.
- Aurelia era ricordata nel precedente Martirologio Romano il 15 ottobre come vergine di Strasburgo. Non vi è nella formula del Martirologio Romano un'attribuzione del martirio.

Fonti e bibliografia essenziale
- Acta Sanctorum, Octobris, tomo VII, 1, Parigi, 1869, pp. 27-31, De S. Aurelia virgine Argentorati in Alsatia. La silloge raccoglie le testimonianze liturgiche e agiografiche, discute il culto e distingue Aurelia di Strasburgo dall'omonima di Ratisbona.
- Vetus Martyrologium Romanum, memoria di sant'Aurelia vergine a Strasburgo il 15 ottobre.
- André Marcel Burg, 'Aurélie (sainte)', in Nouveau Dictionnaire de Biographie Alsacienne, 1982. La voce sottolinea l'impossibilità di stabilire con certezza l'epoca della santa e documenta la storia della cripta, delle processioni e della dispersione delle reliquie nel 1524.
- Louis Pfleger, 'Aurélie', Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques, V, 1931, col. 714.
- Joseph Clauss, Die Heiligen im Elsass, Düsseldorf, 1935, pp. 40-41, 193-194.
- René Metz, 'L'action de saint Colomban en Alsace', Études Colombaniennes, Parigi, 1951, pp. 221-223.
- Enciclopedia Italiana, voce 'Aurèlia, santa', per la distinzione tra Aurelia di Strasburgo e Aurelia di Ratisbona e per la sintesi della tradizione agiografica.
- Bibliotheca Hagiographica Latina, BHL 0818, Vita Aureliae virginis Argentorati.

Biografia

A cura di Celestino Testore

Documenti autentici del sec. X attestano l’esistenza, fuori le mura di Strasburgo, di una chiesa dedicata a s. Aurelia, risalente ad un’epoca notevolmente anteriore. Una cripta, nella chiesa, custodiva le reliquie della santa, assai venerata dalla popolazione, che durante il Medioevo soleva invocarla contro la febbre. In seguito, al tempo dei moti religiosi suscitati dalla riforma protestante, la chiesa, che era stata eretta a parrocchia della città fin dal sec. XI, passò ai luterani, che nel 1524 profanarono la tomba della santa e ne dispersero le reliquie, non riuscendo però a spegnerne il culto, che è vivo ancora oggi.
A queste notizie può aggiungersi il racconto di Walafrido Strabone, secondo cui s. Colombano, partito da Zuscenil in compagnia di s. Gallo, suo discepolo, giunse a Bregenz sul lago di Costanza (610-11) e vi trovò un’oratorio in cattivo stato dedicato a s. Aurelia . In seguito (postmodum) Colombano, con una solenne funzione, riportò al primitivo onore il tempio, che era stato in precedenza profanato da riti pagani superstiziosi. Mentre il popolo girava processionalmente intorno alla chiesa restaurata, egli la asperse di acqua benedetta, ne rinnovò la dedicazione, “unxit altare et beatae Aureliae reliquias in eo collocavit”. Il fatto riporterebbe l’esistenza della santa e del suo culto ad una data assai antica. E se, d’accordo con autorevoli studiosi, si ammette che la santa di Strasburgo e quella di Bregenz sono una medesima persona, si può pensare che s. Colombano fosse in possesso di reliquie di Aurelia. E’ possibile, infatti, che il santo, passando per Strasburgo nel suo viaggio verso la Germania, abbia avuto in dono delle reliquie di Aurelia, da lui poi collocate a Bergenz, nell’altare restaurato.
Ma tutte queste notizie, pur essendo utili testimonianze del culto reso ad Aurelia, non valgono cerrto ad illuminarci sulla sua persona e sulle vicende della sua vita. D’altra parte, il racconto fornito dalla Vita di Aurelia, secondo cui la santa era una delle undicimila compagne di s. Orsola, è inaccettabile. Secondo questo testo, inserito nella più antica redazione che di esso si conosca (1399), nel Proprio del breviario della diocesi di Strasburgo (stampato nel 1489), Aurelia, durante il viaggio della comitiva di s. Orsola sul Reno, da Basilea a Colonia, colta da forte febbre sarebbe stata costretta a sbarcare a Strasburgo con tre compagne assegnattele da s. Orsolacome infermiere: Einteth, Worbeth e Vilbeth. Aurelia non si riprese dal suo male e morì in questa città. L’Aurelia venerata a Strasburgo non deve essere confusa con la sua omonima di Ratisbona.
La festa di Aurelia, che è ricordata nel Martirologio Romano, è celebrata il 15 ottobre.

Fonte: Bibliotheca Sanctorum

Aggiunto/modificato il 25 settembre 2026