Nascita - morte:
circa III sec. - Roma, IV sec.
Festa:
4 novembre
Etimologia:
Deriva dal greco Pierios, nome legato alla Pieria, regione della Macedonia e luogo associato alle Muse nella tradizione classica.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera P
Calendario: I santi del 4 novembre
Martirologio Romano
Pierio (Pierius, Pierios) fu un presbitero e autore cristiano attivo ad Alessandria d'Egitto fra la fine del III e gli inizi del IV secolo. Eusebio di Cesarea lo ricorda per la cultura filosofica, l'esegesi biblica, la predicazione e la vita ascetica; Girolamo ne sottolinea l'eloquenza, tanto da riferire l'appellativo di Origene il giovane. La tradizione successiva gli attribuisce la direzione della scuola cristiana alessandrina e lo presenta come maestro di Panfilo di Cesarea, ma il preciso ruolo istituzionale non è unanimemente accertato. Le sue opere, conosciute quasi esclusivamente attraverso frammenti e testimonianze di altri autori, mostrano la continuità e le tensioni della riflessione teologica alessandrina anteriore al concilio di Nicea. Alcune testimonianze lo definiscono martire insieme al fratello Isidoro, mentre Girolamo afferma che sopravvisse alla persecuzione e trascorse a Roma l'ultima parte della vita. La memoria liturgica ricorre il 4 novembre. La sua figura è significativa sia per la storia della cultura cristiana antica sia per i problemi posti dalla trasmissione delle tradizioni agiografiche.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Il presbitero e l'ambiente alessandrino
Pierio visse nell'ambiente intellettuale cristiano di Alessandria, centro nel quale lo studio della Scrittura si intrecciava con la filosofia e con la tradizione esegetica legata a Origene. Non sono noti il luogo e la data della nascita, né gli elementi della formazione giovanile. Girolamo lo colloca durante gli imperatori Caro e Diocleziano, mentre la Chiesa alessandrina era governata dal vescovo Teona. Questa collocazione situa la sua attività più conosciuta negli ultimi decenni del III secolo.
Eusebio di Cesarea, nella Storia ecclesiastica, ne descrive la scelta di vita austera, la preparazione filosofica e l'efficacia nell'interpretazione delle Scritture e nella predicazione. Il ritratto è importante perché proviene da uno storico relativamente vicino all'epoca di Pierio. Non permette tuttavia di ricostruire nel dettaglio la sua attività quotidiana o un preciso programma didattico.
La scuola e il rapporto con Panfilo
Filippo di Side e Fozio collegano Pierio alla scuola cristiana di Alessandria e lo ricordano come maestro di Panfilo, futuro presbitero e martire di Cesarea. L'affermazione secondo cui Pierio avrebbe diretto la scuola è trasmessa soprattutto da testimonianze posteriori; Eusebio menziona invece anche Achilla tra gli uomini impegnati nell'insegnamento alessandrino. Non è dunque possibile stabilire con sicurezza una successione univoca dei responsabili o la durata di un eventuale incarico di Pierio.
L'appellativo di Origene il giovane, riferito da Girolamo, testimonia la reputazione conquistata come interprete biblico e oratore. Non implica un'identità completa fra le posizioni teologiche dei due autori e non autorizza a ricostruire dottrine di Pierio laddove i suoi testi sono perduti.
Le opere e la loro trasmissione
Fozio, nella Biblioteca, dichiara di aver letto una raccolta di dodici discorsi o trattati di Pierio. Ne apprezza la chiarezza espositiva e ne discute alcune formulazioni teologiche. Fra gli scritti ricordati dalla tradizione figurano trattazioni pasquali, riflessioni sul profeta Osea, un testo relativo alla Madre di Dio e un discorso sul Vangelo di Luca. Filippo di Side tramanda inoltre frammenti e notizie sull'interpretazione scritturistica dell'autore.
La maggior parte della produzione non è conservata integralmente. Questa perdita rende difficile distinguere ciò che Pierio effettivamente sosteneva da ciò che i lettori successivi hanno ricavato da singoli passi. Fozio giudica criticamente alcune sue espressioni sullo Spirito Santo e segnala formulazioni sulla distinzione fra Padre e Figlio. Tali giudizi appartengono a un'epoca successiva, nella quale il linguaggio trinitario era stato definito con maggiore precisione. Sono testimonianze preziose sulla ricezione delle opere, ma non equivalgono a una condanna ecclesiastica contemporanea di Pierio.
Gli ultimi anni e il problema del martirio
Girolamo riferisce che Pierio trascorse a Roma la parte conclusiva della vita dopo la persecuzione. La data esatta della morte non è attestata. Filippo di Side, riportando una testimonianza attribuita a un certo Teodoro, e Fozio trasmettono invece la notizia di un martirio condiviso con il fratello Isidoro; collegano inoltre i due a una grande chiesa di Alessandria. Le testimonianze non concordano dunque sul modo in cui si concluse la sua esistenza.
L'interpretazione secondo cui Pierio avrebbe sofferto per la fede senza essere ucciso tenta di conciliare i racconti, ma rimane un'ipotesi storiografica. Non sono documentati con precisione arresto, condanna, torture, esilio o data di un eventuale martirio. La qualifica di martire presente in alcune tradizioni non deve pertanto essere intesa come prova autonoma di una morte violenta.
La memoria nella tradizione ecclesiastica
Il nome di Pierio è ricordato il 4 novembre nel Martirologio Romano. La sua importanza storica è legata soprattutto alla testimonianza degli scrittori ecclesiastici antichi e alla circolazione delle sue opere. Le notizie relative a una chiesa alessandrina associata a Pierio e Isidoro richiedono cautela: attestano una tradizione di venerazione, ma non chiariscono da sole né la data della fondazione né l'identità delle reliquie eventualmente conservate.
Approfondimenti
La testimonianza di Fozio
I codici 118 e 119 della Biblioteca di Fozio costituiscono una fonte fondamentale per conoscere opere oggi perdute. Il patriarca bizantino distingue talvolta fra quanto ha letto e quanto riferisce come tradizione. Questa distinzione è decisiva soprattutto per la direzione della scuola alessandrina e per il martirio con Isidoro.
Curiosità
- L'appellativo Origene il giovane riflette la fama di Pierio come interprete e predicatore, non una parentela con Origene.
- Una parte dei frammenti attribuiti a Pierio è giunta attraverso estratti della storia ecclesiastica di Filippo di Side.
- Fozio conobbe una raccolta di dodici discorsi, oggi non conservata nella sua interezza.
Cronologia
- Ultimi decenni del III secolo - Attività di Pierio come presbitero e maestro ad Alessandria.
- Tra III e IV secolo - Circolazione dei suoi discorsi esegetici e teologici.
- Dopo la persecuzione di Diocleziano - Secondo Girolamo, soggiorno finale a Roma.
- IV secolo - Eusebio e Girolamo tramandano le principali notizie sulla sua attività.
- IX secolo - Fozio descrive la raccolta di dodici discorsi e riferisce la tradizione del martirio.
- 4 novembre - Memoria liturgica.
Valutazione storico-critica
- L'esistenza e l'attività alessandrina di Pierio sono solidamente attestate da Eusebio e Girolamo.
- La direzione della scuola catechetica e il rapporto didattico con Panfilo sono tramandati da fonti successive e non consentono di definire una successione istituzionale certa.
- La notizia del martirio con Isidoro contrasta con il racconto di Girolamo sugli ultimi anni trascorsi a Roma; la divergenza resta irrisolta.
- Le dottrine attribuitegli da Fozio sono note attraverso letture e citazioni posteriori, non attraverso l'intero corpus originale.
- La memoria del 4 novembre è attestata dalla tradizione martirologica, ma non coincide con una data di morte storicamente dimostrata.
- Patronati, sepoltura e reliquie non risultano accertati.
Fonti e bibliografia essenziale
- Eusebio di Cesarea, Historia ecclesiastica, VII, 32.
- Girolamo, De viris illustribus, 76.
- Fozio, Bibliotheca, codici 118-119.
- Filippo di Side, frammenti della Historia christiana relativi a Pierio.
- Acta Sanctorum, Novembris, tomo II, trattazione di san Pierio.
- Dictionary of African Christian Biography, voce Pierius.
- Catholic Encyclopedia, voce Pierius.
