Beato Gaspare Stanggassinger
Sacerdote redentorista
Festa: 26 settembre
Nascita-morte: Berchtesgaden, Germania, 12 gennaio 1871 - Gars, Germania, 26 settembre 1899
Nascita - morte:
Berchtesgaden, Germania, 12 gennaio 1871 - Gars, Germania, 26 settembre 1899
Festa:
26 settembre
Categoria: I santi che iniziano con la lettera G
Calendario: I santi del 26 settembre
Martirologio Romano
Nel villaggio di Gars vicino a Monaco di Baviera in Germania, beato Gaspare Stanggassinger, sacerdote della Congregazione del Santissimo Redentore, che, incaricato della formazione dei giovani, offrì loro un esempio di gioiosa carità e di preghiera assidua.
Biografia
A cura di Antonio Borrelli
Una vita veloce e breve, tutta dedita all’amore di Dio sin dalla fanciullezza, un angelo di passaggio in questo mondo, che ritornò presto al Padre, lasciando però un’orma di bontà e spiritualità, tale da essere elevato alla gloria degli altari, quale esempio edificante di vita consacrata.
Gaspare (Kaspar) Stanggassinger, nacque a Berchtesgaden in Baviera, il 12 gennaio 1871 e battezzato nello stesso giorno; già a dieci anni entrò nel seminario di Frisinga ben disposto alla sua precoce vocazione sacerdotale, si distinse già a quella età per il rigido programma di pietà e studio.
A 16 anni emise il voto di castità, a 18 anni dopo la guarigione da una grave malattia, si consacrò in perpetuo al S. Cuore di Gesù e già a 21 anni, il 2 aprile 1892, ricevette la tonsura ed i quattro Ordini minori, anticipando la sua preparazione al sacerdozio.
Ma nell’estate del 1892, durante un pellegrinaggio ad un santuario mariano, sentì che doveva consacrarsi come religioso tra i Redentoristi, fondati da s. Alfonso Maria de’ Liguori, che già lo dirigevano spiritualmente.
Vincendo l’opposizione paterna, entrò nel noviziato di Gars, con un programma di vita racchiuso nella frase “Io posso, io voglio, io debbo farmi santo”.
Il 16 giugno 1895 fu ordinato sacerdote, aggiungendo al suo programma questo proposito: “Tutto ciò che ho, vita, sangue, salute, voce; debbo tutto consacrare alla salvezza delle anime, fino alla morte, sotto le insegne di s. Alfonso”.
Per esaudire il suo desiderio di partire missionario per il Brasile, fu destinato alla scuola missionaria di Dürrnberg; nell’estate del 1899 questa scuola fu trasferita a Gars ed egli sebbene giovanissimo ne fu nominato direttore, ma la sua parabola lucente era finita, un’improvvisa peritonite acuta lo stroncò a quasi 29 anni, il 26 settembre 1899.
La sua santa vita e morte portò ad aprire il processo di beatificazione l’8 aprile 1935, conclusasi con la proclamazione di beato da papa Giovanni Paolo II il 24 aprile 1988; felice emulo del grande e giovane redentorista san Gerardo Maiella, figlio come lui della Congregazione del SS. Redentore, morto un secolo prima, anch’egli a soli 29 anni e canonizzato nel 1904.
Gaspare (Kaspar) Stanggassinger, nacque a Berchtesgaden in Baviera, il 12 gennaio 1871 e battezzato nello stesso giorno; già a dieci anni entrò nel seminario di Frisinga ben disposto alla sua precoce vocazione sacerdotale, si distinse già a quella età per il rigido programma di pietà e studio.
A 16 anni emise il voto di castità, a 18 anni dopo la guarigione da una grave malattia, si consacrò in perpetuo al S. Cuore di Gesù e già a 21 anni, il 2 aprile 1892, ricevette la tonsura ed i quattro Ordini minori, anticipando la sua preparazione al sacerdozio.
Ma nell’estate del 1892, durante un pellegrinaggio ad un santuario mariano, sentì che doveva consacrarsi come religioso tra i Redentoristi, fondati da s. Alfonso Maria de’ Liguori, che già lo dirigevano spiritualmente.
Vincendo l’opposizione paterna, entrò nel noviziato di Gars, con un programma di vita racchiuso nella frase “Io posso, io voglio, io debbo farmi santo”.
Il 16 giugno 1895 fu ordinato sacerdote, aggiungendo al suo programma questo proposito: “Tutto ciò che ho, vita, sangue, salute, voce; debbo tutto consacrare alla salvezza delle anime, fino alla morte, sotto le insegne di s. Alfonso”.
Per esaudire il suo desiderio di partire missionario per il Brasile, fu destinato alla scuola missionaria di Dürrnberg; nell’estate del 1899 questa scuola fu trasferita a Gars ed egli sebbene giovanissimo ne fu nominato direttore, ma la sua parabola lucente era finita, un’improvvisa peritonite acuta lo stroncò a quasi 29 anni, il 26 settembre 1899.
La sua santa vita e morte portò ad aprire il processo di beatificazione l’8 aprile 1935, conclusasi con la proclamazione di beato da papa Giovanni Paolo II il 24 aprile 1988; felice emulo del grande e giovane redentorista san Gerardo Maiella, figlio come lui della Congregazione del SS. Redentore, morto un secolo prima, anch’egli a soli 29 anni e canonizzato nel 1904.
