Beato Girolamo De Angelis (Degli Angeli)

Sacerdote gesuita, martire

Festa: 4 dicembre

Nascita-morte: Enna, Sicilia, 1568 - Yeddo, Giappone, 4 dicembre 1623

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Nascita - morte:
Enna, Sicilia, 1568 - Yeddo, Giappone, 4 dicembre 1623

Festa:
4 dicembre

Patronato:
Enna

Emblema:
Palma

Categoria: I santi che iniziano con la lettera G

Calendario: I santi del 4 dicembre

Gruppo: Santi e Beati Martiri Gesuiti in Giappone

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

In località Edo in Giappone, beati martiri Francesco Gálvez, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori, Girolamo de Angelis, sacerdote, e Simone Yempo, religioso, entrambi della Compagnia di Gesù, dati al rogo in odio alla fede.

Entrato nella Compagnia di Gesù, fu ordinato sacerdote a Lisbona e partì, insieme col p. Carlo Spinola, alla volta del Giappone, dove giunse nel 1602. Fu prima superiore della casa di Fouchimi, poi eresse la residenza di Sourounga e stava lavorando per fondarne una a Yedo quando scoppiò violentissima la persecuzione. Nel 1614, anno in cui i missionari ebbero l'ordine di abbandonare il Giappone, egli si nascose a Nagasaki e continuò a far del bene.
Catturato e messo in carcere, dopo tormenti d'ogni genere fu ucciso il 4 dicembre 1623.

Biografia

Girolamo nacque a Enna nel 1567 da Gian Benedetto De Angelis. A 17 anni si trasferì a Palermo con il fratello Pietro per lo studio del diritto.
Qui venne a conoscenza degli "Esercizi Spirituali" di S. Ignazio da Loyola e ne rimase affascinato. Insieme al fratello entrò nella Compagnia di Gesù e a 20 anni andò a Lisbona per imparare la lingua, difatti il giovane da qualche tempo aveva deciso di partecipare alla vita delle missioni in Oriente.
Dopo un primo viaggio, che non lo portò a destinazione ma lo riportò in Portogallo, nel marzo del 1599 partì e nei primi del '600 arrivò a Macao. Due anni più tardi giunse finalmente a Nagasaki, in Giappone. Diresse la missione di Fushimi dal 1603 al 1614.
Il 27 gennaio 1614 il nuovo Shogùn (Primo Ministro) ordinò l'espulsione di tutti i missionari dal Giappone e per questo dovette trasferirsi in un'altra città e continuare la sua attività di apostolato segretamente.
Ma nel 1623 si insediò il nuovo Shogùn Iemitsu Tokugawa e a causa di una denuncia da parte di un apostasta arrestarono un uomo che aveva ospitato padre Girolamo a casa sua.
Allora pur di liberare quest'uomo si costituì alle autorità, insieme a lui il catechista Simone Jempo. Durante la prigionia continuò le sue preghiere e battezzò ben otto compagni di carcere.
Il 4 dicembre 1623, dopo che assistette alla esecuzione di quarantasette condanne, anch'esso con Simone Jempo venne legato a un palo e arso vivo. Nell'ultimo momento della sua vita riusci a slegarsi, poichè le corde si erano bruciate, e inginocchiarsi per rivolgere una ultima preghiera e un ultimo sguardo al Signore.
Il 7 luglio del 1867 il beato Pio IX celebrò la cerimonia di beatificazione di padre Girolamo e di altri duecentoquattro martiri del Giappone dal 1617 al 1652.
A Enna nella chiesa di San Marco è custodita la sua reliquia, che è il suo teschio.

Aggiunto/modificato il 23 ottobre 2002