Sant' Odilia
Vergine, Martire
Festa: 21 ottobre
Nascita-morte: † Colonia, Renania Settentrionale-Vestfalia, Germania, data non documentata
Nascita - morte:
† Colonia, Renania Settentrionale-Vestfalia, Germania, data non documentata
Festa:
21 ottobre
Etimologia:
Dal germanico antico uodil, 'eredità, patrimonio', o dalla radice ot, 'ricchezza, possesso'.
Emblema:
Corona, vessillo e scene del martirio e della traslazione delle reliquie.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera O
Calendario: I santi del 21 ottobre
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
La figura storica di Odilia (Odila, Otilia, Ottilia, Odile) non è separabile dalle difficoltà documentarie proprie della tradizione di sant'Orsola e delle sue compagne. Il nucleo antico del culto di Orsola a Colonia è attestato dalla tradizione liturgica e dalla presenza di un culto martiriale, ma le successive narrazioni ampliarono enormemente il numero delle compagne e attribuirono loro nomi, parentele e vicende individuali.
Odilia compare nella tradizione delle compagne di Orsola come una delle vergini associate al gruppo. Una testimonianza particolarmente significativa è costituita dalle opere del canonico premostratense Ermanno Giuseppe di Steinfeld, vissuto tra il XII e il XIII secolo. Nelle sue narrazioni sulle rivelazioni riguardanti Orsola e le vergini, Odilia è già nominata tra le principali componenti del gruppo. In una delle redazioni è presentata come figlia di una persona potente; in un'altra come una delle principali vergini della compagnia. Queste testimonianze dimostrano l'esistenza medievale del nome all'interno della tradizione ursulana, ma non consentono di ricostruire una biografia individuale attendibile.
La leggenda medievale
La vera e propria leggenda di Odilia si sviluppò alla fine del XIII secolo, in stretta connessione con la storia delle presunte reliquie ritrovate a Colonia. Secondo la tradizione conservata dai Crocigeri, nel 1287 il religioso Giovanni di Eppa, membro dell'Ordine della Santa Croce, avrebbe ricevuto una visione nella quale Odilia gli indicava il luogo della propria sepoltura e quello della sorella Ida.
La tradizione identifica Odilia come figlia del re Maromeo e parente di Orsola. Nella successiva Historia de translatione beatae virginis et martyris Odiliae, conservata in un manoscritto della Biblioteca dell'Università di Liegi copiato nel 1467 da Wolterus di Nijmegen, Odilia è presentata come una delle figure principali della compagnia ursulana. Il manoscritto rinvia tuttavia a una versione più antica della leggenda, risalente al 1291. La presenza di questa documentazione è importante per la storia del culto, ma non trasforma la narrazione leggendaria in una fonte contemporanea al presunto martirio.
La tradizione colloca quindi il martirio di Odilia a Colonia insieme alle compagne di Orsola. La data precisa del martirio non è documentata. La cronologia tradizionale oscilla inoltre tra il IV secolo e il periodo delle incursioni degli Unni nel V secolo. Il Martyrologium Romanum celebra il 21 ottobre Orsola e le sue compagne come gruppo di vergini martiri a Colonia, ma non nomina individualmente Odilia.
La scoperta delle presunte reliquie nel 1287
Il passaggio decisivo nella storia di Odilia avvenne nel 1287. Secondo la tradizione dei Crocigeri, Giovanni di Eppa, accompagnato da un sacerdote, si recò a Colonia dopo le visioni attribuite alla santa. Il 1° settembre avrebbe individuato in un giardino una sepoltura posta sotto un pero e avrebbe fatto esumare i resti attribuiti a Odilia e alla sorella Ida. Alla presenza dell'arcivescovo di Colonia, le reliquie furono quindi riconosciute e destinate al convento dei Crocigeri di Huy.
La Translatio Hoium del 1287 costituisce una testimonianza medievale diretta della formazione di questo culto. La banca dati dei leggendari latini dell'Institut de Recherche et d'Histoire des Textes identifica infatti la Translatio Hoium an. 1287 come testo relativo a Ida e Odilia, compagne di sant'Orsola. I testimoni manoscritti conservati sono posteriori, ma il testo documenta la tradizione della traslazione e il suo inserimento nella memoria delle compagne di Orsola.
Il culto a Huy
L'arrivo delle reliquie a Huy segnò l'inizio di una particolare devozione a Odilia presso i Crocigeri. La tradizione dell'Ordine attribuisce alle reliquie numerosi miracoli avvenuti durante il viaggio e dopo il loro arrivo. Il culto si consolidò rapidamente e Odilia divenne la patrona principale dell'Ordine della Santa Croce.
Nel 1292 i Crocigeri commissionarono un reliquiario ligneo dipinto destinato a conservare le reliquie della santa. L'opera, proveniente dal convento di Huy e oggi conservata presso l'abbazia Mariënlof di Kerniel, presso Borgloon, costituisce una testimonianza eccezionale della diffusione medievale del culto. Il reliquiario è datato al 1292 ed è considerato il più antico esempio datato di pittura su pannello dei Paesi Bassi meridionali e dei territori del Basso Reno. Le sue scene illustrano in successione la leggenda di Odilia, il martirio delle vergini, la scoperta delle reliquie e la loro traslazione.
Il cambiamento della festa
La memoria di Odilia fu inizialmente legata alla festa di sant'Orsola. Nel 1419, a Huy, la sua celebrazione cadeva ancora il 21 ottobre, giorno della festa di Orsola, ed era celebrata con grado liturgico elevato. Nel XV secolo il sacerdote crocigero Pietro di Amsterdam promosse una celebrazione autonoma di Odilia. La festa propria fu successivamente trasferita al 18 luglio, data collegata alla traslazione delle sue reliquie a Huy.
Il 21 ottobre rimase tuttavia una data tradizionale associata alla santa nella memoria delle compagne di Orsola. Per questo la sua presenza nei repertori italiani del giorno 21 ottobre non coincide necessariamente con l'attuale calendario proprio dei Crocigeri, nel quale Odilia è celebrata il 18 luglio.
Il reliquiario di Borgloon
Il reliquiario del 1292 passò attraverso diverse vicende. Dopo la soppressione del convento dei Crocigeri di Huy durante la Rivoluzione francese, fu trasferito a Borgloon da Lambertus Hayweghen. Nel XIX secolo fu collocato nella chiesa di San Pantaleone a Kerniel e nel 1933 giunse nell'abbazia Mariënlof, dove è tuttora conservato.
Nel 2016 il reliquiario fu aperto per uno studio interdisciplinare. Furono esaminati 83 frammenti ossei, tutti di origine umana e appartenenti a individui adulti. L'analisi osteologica indicò la presenza di almeno cinque individui diversi. Alcuni frammenti presentavano caratteristiche compatibili con un individuo di sesso femminile, ma non fu possibile identificare le ossa come appartenenti ad Odilia. Le analisi al radiocarbonio dei resti studiati produssero inoltre datazioni comprese, a seconda dei campioni, tra il 120 e il 540 circa, mentre l'eterogeneità isotopica indicò una provenienza biologica non omogenea dei resti.
Questi risultati non permettono quindi di confermare l'identità delle reliquie come quelle di una singola donna vissuta nel periodo tradizionalmente attribuito al martirio di Odilia. Il reliquiario conserva invece una testimonianza storica di eccezionale importanza sul culto medievale della santa e sulla tradizione delle reliquie attribuitele.
La leggenda di Odilia e la tradizione ursulana
La tradizione relativa a Odilia appartiene a una fase tarda della formazione della leggenda di Orsola. Le fonti del XII secolo mostrano già l'inserimento del nome Odilia tra le compagne, mentre la sua biografia autonoma si sviluppò soltanto alla fine del XIII secolo, in rapporto alla scoperta e alla traslazione delle reliquie. La sequenza documentaria rende quindi difficile considerare come storicamente accertati i dettagli genealogici e biografici presenti nella leggenda.
Il reliquiario del 1292
Il reliquiario conservato a Borgloon costituisce una delle testimonianze più importanti del culto medievale di Odilia. La ricerca storico-artistica ha collegato le immagini dipinte a una versione antica della leggenda conservata in un manoscritto del 1467, che a sua volta rinvia a una redazione del 1291. La ricostruzione dell'opera ha mostrato che le scene dovevano essere lette secondo un preciso ordine narrativo, consentendo ai pellegrini di seguire visivamente la leggenda compiendo due volte il giro del reliquiario.
Il culto e le reliquie
Il culto di Odilia è storicamente ben documentato a partire dal 1287, quando le presunte reliquie furono trasferite a Huy. È invece molto più problematico stabilire l'identità storica dei resti oggi venerati. Gli studi scientifici condotti sul reliquiario di Kerniel hanno evidenziato la presenza di resti appartenenti ad almeno cinque individui e non hanno fornito una prova dell'identificazione con la martire.
Curiosità
- Il reliquiario di Odilia del 1292 è uno dei più antichi manufatti pittorici su legno datati dei Paesi Bassi meridionali ed è oggi conservato nell'abbazia Mariënlof di Kerniel, presso Borgloon.
- La festa di Odilia fu inizialmente celebrata il 21 ottobre insieme a sant'Orsola; nel XV secolo la celebrazione propria dei Crocigeri fu trasferita al 18 luglio, in rapporto alla traslazione delle reliquie a Huy.
- Il reliquiario medievale raffigura anche Giovanni di Eppa e la scoperta delle presunte reliquie sotto un pero, elementi centrali della tradizione crocigera su Odilia.
- L'esame scientifico del 2016 ha stabilito che i resti contenuti nel reliquiario appartengono ad almeno cinque individui diversi, rendendo impossibile attribuire l'intero insieme a una sola persona.
Cronologia
- fine XII secolo - Ermanno Giuseppe di Steinfeld inserisce Odilia tra le principali compagne di sant'Orsola nelle sue narrazioni sulle vergini di Colonia.
- 1287 - Secondo la tradizione crocigera, Giovanni di Eppa individua a Colonia la sepoltura attribuita a Odilia e ne fa esumare i resti.
- 1 settembre 1287 - Tradizionale data dell'esumazione delle reliquie attribuite a Odilia e Ida a Colonia.
- 1287 - Le presunte reliquie di Odilia vengono trasferite al convento dei Crocigeri di Huy.
- 1291 - È datata la redazione più antica ricostruibile della leggenda di Odilia collegata al reliquiario di Huy.
- 1292 - Viene realizzato per i Crocigeri di Huy il reliquiario ligneo dipinto oggi conservato a Kerniel.
- 1419 - A Huy Odilia è ancora celebrata il 21 ottobre, insieme alla memoria di sant'Orsola.
- XV secolo - Pietro di Amsterdam promuove a Huy una celebrazione autonoma di Odilia; la festa propria viene successivamente trasferita al 18 luglio.
- 1467 - Wolterus di Nijmegen copia la Historia de translatione beatae virginis et martyris Odiliae, conservando una versione della leggenda che rinvia a una redazione del 1291.
- XVIII secolo - La soppressione dei conventi durante la Rivoluzione francese determina il trasferimento del reliquiario di Huy verso Borgloon.
- 1933 - Il reliquiario viene trasferito nell'abbazia Mariënlof di Kerniel.
- 9 marzo 2016 - Il reliquiario viene aperto e sottoposto a esame interdisciplinare.
- 2016 - L'analisi osteologica individua resti appartenenti ad almeno cinque individui; le analisi radiometriche e isotopiche evidenziano l'eterogeneità dei resti.
Valutazione storico-critica
- L'esistenza di una tradizione medievale relativa a una Odilia appartenente alle compagne di Orsola è documentata almeno dalla fine del XII secolo. L'esistenza storica di una martire individuale identificabile con la Odilia della tradizione non può però essere ricostruita con certezza a partire dalle fonti disponibili.
- La biografia personale di Odilia, compresa la presunta discendenza reale, la parentela con Orsola e la qualifica di principale guida delle vergini, appartiene alla leggenda sviluppatasi tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo e non trova conferma in testimonianze contemporanee al presunto martirio.
- La cronologia del martirio non è stabilita. La tradizione ursulana è stata collocata sia nel IV secolo sia nel contesto delle invasioni degli Unni del V secolo. Il Martyrologium Romanum conserva la memoria collettiva di Orsola e delle compagne il 21 ottobre senza fornire una biografia individuale di Odilia.
- Il culto di Odilia è invece storicamente documentato dal XIII secolo. La traslazione delle reliquie a Huy nel 1287 e il reliquiario del 1292 costituiscono testimonianze concrete dello sviluppo del culto medievale.
- Le reliquie conservate nel reliquiario di Kerniel non possono essere identificate scientificamente con Odilia. L'esame osteologico ha individuato almeno cinque individui, mentre le datazioni radiocarboniche e le analisi isotopiche mostrano una composizione eterogenea dei resti.
- La festa del 21 ottobre appartiene alla fase antica del culto di Huy, quando Odilia era celebrata insieme a Orsola. La successiva festa propria del 18 luglio deriva dalla tradizione della traslazione delle reliquie e divenne quella caratteristica dei Crocigeri.
- Non risultano documenti relativi a una beatificazione o canonizzazione individuale di Odilia. Il suo titolo di santa deriva dalla tradizione cultuale e liturgica delle martiri di Colonia e dal culto sviluppatosi nel Medioevo.
Fonti e bibliografia essenziale
- Translatio Hoium an. 1287, BHL 4151, testo relativo a Ida e Odilia, compagne di sant'Orsola.
- Jeroen Reyniers, Mathieu Boudin, Kim Quintelier, Mark Van Strydonck, The Relics of Saint Odilia in Abbey Mariënlof (Kerniel, Belgium), studio interdisciplinare sulle reliquie e sul reliquiario di Odilia.
- Jeroen Reyniers, The Reliquary Shrine of Saint Odilia in Borgloon (1292): An Iconographical Reconstruction, in Oud Holland, 136, 4, 2023, pp. 157-179.
- Jeroen Reyniers, studi sul reliquiario di Odilia e sulla leggenda conservata nel manoscritto di Liegi, Biblioteca dell'Università, ms. 135C.
- KIK-IRPA, Reliekschrijn van de Heilige Odilia van Keulen, reliquiario datato 1292, oggi conservato a Borgloon-Kerniel.
