Beata Lutgarda di Wittichen
Badessa
Festa: 16 ottobre
Nascita-morte: Kaltbrunn-Vortal presso Schenkenzell, Landkreis Rottweil, Germania, 1291 circa - Wittichen, Schenkenzell, Baden-Württemberg, Germania, 1348
Nascita - morte:
Kaltbrunn-Vortal presso Schenkenzell, Landkreis Rottweil, Germania, 1291 circa - Wittichen, Schenkenzell, Baden-Württemberg, Germania, 1348
Festa:
16 ottobre
Etimologia:
Dal germanico antico Liutgard, formato dagli elementi liut, 'popolo', e gard, 'protezione'; il significato tradizionale è 'protettrice del popolo'.
Emblema:
Abito religioso, rosario, cuore fiammeggiante, ostensorio, libro e modello del monastero.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera L
Calendario: I santi del 16 ottobre
Fu una religiosa e mistica della Germania sud-occidentale del XIV secolo, ricordata soprattutto come fondatrice del monastero di Wittichen, nel territorio dell'attuale Schenkenzell, nella Foresta Nera. Nata intorno al 1291 in una zona rurale del Kinzigtal, entrò ancora adolescente in una comunità di beghine a Oberwolfach, dove visse per circa vent'anni. Secondo la Vita composta da Berthold von Bombach, una tradizione visionaria la spinse a cercare un luogo nel quale fondare una nuova comunità religiosa. Nel 1324 iniziò la fondazione di Wittichen e nel 1325 vi si trasferì con altre 33 donne. La comunità appartenne inizialmente al Terz'Ordine francescano e solo nel 1376, quasi trent'anni dopo la morte della fondatrice, adottò ufficialmente la regola delle clarisse. Lutgarda morì il 16 ottobre 1348, secondo la cronologia oggi più comunemente accolta, probabilmente durante un'epidemia di peste. La sua tomba divenne presto meta di pellegrinaggi e la sua memoria rimase fortemente radicata nella regione. Il titolo di beata, tuttavia, appartiene alla tradizione locale e agiografica: non risulta una beatificazione canonica né una conferma ufficiale del culto.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Lutgarda (Luitgard, Luitgart, Liutgard, Lutgard, Lutgarde, Liudgard, Lutgardis) nacque nel 1291 circa nell'area di Kaltbrunn-Vortal, oggi appartenente al comune di Schenkenzell, nel Baden-Württemberg. Alcune fonti tarde collocano la nascita presso Reinerzau, località vicina ad Alpirsbach. La diversa indicazione toponomastica sembra riferirsi alla stessa area geografica del Kinzigtal e non è sufficiente per stabilire un luogo di nascita più preciso. Le fonti la presentano come figlia di una famiglia contadina.
All'età di circa dodici anni entrò nella comunità religiosa femminile di Oberwolfach. La Vita di Berthold von Bombach riferisce che vi rimase per circa vent'anni, conducendo una vita ascetica e caratterizzata dalla preghiera. La comunità apparteneva all'ambiente delle beghine, forma di vita religiosa femminile che nel primo Trecento incontrava crescenti difficoltà sul piano istituzionale. Il contesto delle disposizioni contro le comunità beghinali, culminate nelle costituzioni del concilio di Vienne del 1311-1312 e nelle successive disposizioni ecclesiastiche locali, contribuisce a spiegare la ricerca di una forma canonica più stabile.
La vocazione alla fondazione di Wittichen
La principale fonte narrativa per la vita di Lutgarda è la Vita attribuita al sacerdote Berthold von Bombach, suo contemporaneo e, secondo la tradizione, suo padre spirituale. Il testo fu composto nel XIV secolo, probabilmente utilizzando anche ricordi e testimonianze della comunità. Il manoscritto oggi più importante, il Codex Donaueschingen 118, è però una copia della fine del XV secolo e non l'originale della Vita.
Secondo questa fonte, Lutgarda ebbe esperienze mistiche nelle quali le sarebbe stato indicato il luogo dove fondare una nuova comunità. La narrazione identifica quel luogo con il territorio di Wittichen, una valle laterale della Kleine Kinzig, vicino alla sua terra d'origine. L'episodio appartiene alla tradizione agiografica trasmessa dalla Vita e non può essere trattato come una testimonianza indipendente dell'esperienza visionaria.
La fondazione ebbe anche una concreta dimensione istituzionale. La comunità che Lutgarda intendeva costituire doveva offrire alle donne una forma di vita religiosa riconosciuta e maggiormente stabile rispetto all'esistenza delle piccole comunità beghinali. Nel 1323 o 1324 Lutgarda cercò l'appoggio delle autorità signorili della zona. I conti Georg von Veldenz e Walther von Geroldseck le concessero un terreno nel territorio di Wittichen, sottoposto alla loro protezione.
La fondazione del monastero
Nel 1324 ebbe inizio la costruzione della nuova comunità. La tradizione ricorda che Lutgarda raccolse personalmente risorse per l'impresa e si rivolse anche a personalità potenti, fra cui Agnese d'Ungheria, vedova del re Andrea III e fondatrice del monastero di Königsfelden. Il sostegno di Agnese contribuì alla crescita della comunità di Wittichen.
Il 18 ottobre 1325, festa di san Luca, Lutgarda entrò solennemente nel nuovo monastero insieme a 33 compagne, per un totale di 34 religiose. La comunità seguiva allora la spiritualità e la regola del Terz'Ordine francescano e non era ancora un monastero di clarisse in senso stretto.
Il primo edificio fu distrutto da un incendio nel 1327 e dovette essere ricostruito. La comunità riuscì comunque a consolidarsi. Nello stesso anno ottenne il diritto di patronato sulla chiesa del Roßberg; nel 1330 acquisì anche il patronato sulla chiesa parrocchiale di Schenkenzell. La chiesa del monastero fu consacrata nel 1330 con un'ampia dedicazione comprendente santa Caterina, santa Chiara, san Francesco, gli apostoli Pietro e Paolo, i Dodici Apostoli e tutti i santi. Successivamente prevalse il titolo di Ognissanti.
Il 5 aprile 1330 fu concessa un'indulgenza ai pellegrini che visitavano il monastero. Questo documento costituisce una delle attestazioni concrete della crescente importanza religiosa raggiunta da Wittichen già durante la vita di Lutgarda.
La comunità e la spiritualità
La spiritualità attribuita a Lutgarda è fortemente cristocentrica e incentrata sulla contemplazione della vita e della Passione di Cristo. La Vita di Berthold von Bombach presenta inoltre una donna impegnata nella preghiera, nell'assistenza e nella guida della comunità. Alcuni elementi della sua esperienza mistica, compresi visioni e fenomeni soprannaturali, appartengono però al genere agiografico e non sono verificabili indipendentemente.
La tradizione riferisce anche che Lutgarda si dedicò alla cura degli appestati e che morì durante un'epidemia. Il rapporto tra la sua morte e la peste è ripetuto nelle fonti agiografiche e nelle ricostruzioni successive, ma non è possibile stabilire con assoluta certezza la causa medica della morte.
Un aspetto storicamente significativo è il ruolo esercitato da Lutgarda nell'organizzazione di una comunità femminile autonoma e stabile. La sua iniziativa si colloca nel più ampio sviluppo delle forme di vita religiosa femminile dell'area renana e alemanna nel XIV secolo.
La morte
Lutgarda morì a Wittichen il 16 ottobre, generalmente datato al 1348. Una fonte istituzionale storico-territoriale ammette tuttavia l'alternativa 1348-1349, mentre alcune pubblicazioni locali riportano erroneamente il 1347. La data del 16 ottobre 1348 è quella maggiormente sostenuta dai repertori biografici e dalla bibliografia storico-letteraria.
Alla sua morte il monastero era ormai stabilmente insediato e dotato di beni. La trasformazione istituzionale definitiva sarebbe avvenuta dopo la sua scomparsa.
Dalla comunità francescana alle clarisse
Nel 1376 papa Gregorio XI autorizzò le religiose di Wittichen ad adottare la regola di santa Chiara. Il documento pontificio, emanato ad Avignone il 29 maggio 1376, precisa che la comunità apparteneva al Terz'Ordine di san Francesco e che la sua guida era allora chiamata magistra. Il passaggio alla regola delle clarisse avvenne quindi quasi trent'anni dopo la morte di Lutgarda.
Questo dato è importante anche per la titolatura di Lutgarda: la tradizione posteriore la presenta come badessa, ma durante la sua vita la comunità non era ancora formalmente un monastero di clarisse e la sua responsabile era indicata come maestra o superiora.
La Vita di Berthold von Bombach
La principale fonte narrativa è la Vita di Lutgarda composta da Berthold von Bombach. L'opera è trasmessa principalmente nei codici Donaueschingen 118 e 119, oggi conservati presso la Badische Landesbibliothek di Karlsruhe. Il Codex Donaueschingen 118 contiene la Vita der sel. Luitgart von Wittichen alle carte 4r-88v ed è databile alla fine del XV secolo. Irmtraud Just ne ha pubblicato nel 2000 un'edizione critica e commentata.
La ricerca storico-letteraria ha evidenziato che la Vita non è soltanto una narrazione biografica, ma possiede una marcata finalità ascetica e mistica. Il testo trasmette quindi informazioni preziose sulla memoria della fondatrice e sulla spiritualità della comunità, ma i singoli episodi soprannaturali richiedono una distinzione rispetto ai dati storicamente documentabili.
Il culto e la tomba
La tomba di Lutgarda divenne presto meta di pellegrinaggio. La Vita riferisce numerose guarigioni avvenute presso la sua sepoltura, mentre la documentazione storico-istituzionale attesta la progressiva trasformazione della tomba in centro di devozione regionale. La venerazione si intensificò ulteriormente dopo l'apertura della sepoltura nel 1629.
Durante la ricognizione del 1629 fu rinvenuto, secondo la tradizione conservata dal monastero, il cervello in stato di conservazione ritenuto eccezionale. La cosiddetta calotta cranica è oggi esposta presso la tomba di Lutgarda nella chiesa di Wittichen. Il dato documentato è l'esistenza della ricognizione e della reliquia venerata; l'interpretazione miracolosa della sua conservazione appartiene invece alla tradizione devozionale.
Il pellegrinaggio locale è tuttora legato alla memoria di Lutgarda e alla celebrazione del 16 ottobre, mentre a Wittichen viene celebrata anche una festa annuale nella seconda domenica di ottobre.
Il titolo di beata
Lutgarda è comunemente chiamata beata o, in ambito locale, santa Luitgard. Le fonti storico-letterarie, tuttavia, precisano che il suo culto non è ufficialmente confermato e che non risulta una beatificazione formale. La denominazione di beata appartiene quindi alla tradizione cultuale e agiografica locale, non a un atto pontificio di beatificazione.
Curiosità
- La comunità entrò nel monastero di Wittichen il 18 ottobre 1325, festa di san Luca, con 34 donne complessivamente. Il monastero adottò però la regola delle clarisse soltanto nel 1376.
- Nella chiesa di Wittichen una rappresentazione di Lutgarda è associata alla memoria della fondazione del monastero; l'iconografia successiva la presenta con elementi quali il rosario, l'ostensorio e il modello del monastero.
Cronologia
- 1291 - Nascita di Lutgarda nell'area di Kaltbrunn-Vortal, presso Schenkenzell.
- circa 1303 - Ingresso, all'età di circa dodici anni, nella comunità religiosa femminile di Oberwolfach.
- circa 1323-1324 - Avvio del progetto per la fondazione di una nuova comunità religiosa nel territorio di Wittichen.
- 1324 - Inizio della fondazione della comunità di Wittichen nel Witticher Tal.
- 18 ottobre 1325 - Lutgarda entra a Wittichen con 33 compagne, dando forma stabile alla nuova comunità francescana del Terz'Ordine.
- 1327 - Un incendio distrugge il monastero; la comunità avvia la ricostruzione. Nello stesso periodo riceve il patronato sulla chiesa del Roßberg.
- 1330 - Consacrazione della chiesa del monastero e concessione di un'indulgenza ai pellegrini.
- 1330-1331 - La comunità consolida i propri diritti ecclesiastici e patrimoniali, compreso il patronato sulla chiesa di Schenkenzell.
- 16 ottobre 1348 - Morte di Lutgarda a Wittichen; alcune fonti riportano il 1349.
- 1376 - Gregorio XI autorizza la comunità di Wittichen ad adottare la regola di santa Chiara.
- 1629 - Apertura della tomba di Lutgarda; viene riferita la conservazione del cervello e la devozione presso la sepoltura conosce un nuovo impulso.
Valutazione storico-critica
- L'identità di Lutgarda di Wittichen è ben distinta da quella della più antica Lutgarda di Tongeren, morta nel 1246 e appartenente all'ambiente cistercense. Le diverse cronologie, aree geografiche e appartenenze religiose escludono l'identificazione tra le due figure.
- La fondazione di Wittichen da parte di Lutgarda nel 1324 e l'ingresso della comunità nel nuovo monastero nel 1325 sono sostenuti dalla documentazione storico-istituzionale del monastero.
- La principale fonte narrativa, la Vita di Berthold von Bombach, è strettamente collegata alla memoria della comunità e costituisce una testimonianza di grande rilievo per la storia della fondatrice, ma la sua forma oggi conservata è posteriore agli eventi. Il manoscritto principale risale alla fine del XV secolo.
- Le visioni, le guarigioni miracolose e gli altri fenomeni soprannaturali narrati nella Vita appartengono alla tradizione agiografica e non sono verificabili come fatti storici indipendenti. La Vita ha inoltre una marcata finalità ascetico-mistica.
- La data della morte presenta una discrepanza. Il 16 ottobre 1348 è la data più frequentemente accolta nella bibliografia storico-letteraria, mentre la documentazione del Landesamt Baden-Württemberg mantiene l'alternativa 1348/1349. Il 1347 compare in alcune pubblicazioni locali, ma risulta meno sostenuto dalla bibliografia specialistica.
- La tradizione che attribuisce a Lutgarda il titolo di badessa è posteriore alla sua morte sotto il profilo istituzionale. Nel documento pontificio del 1376 la responsabile della comunità è chiamata magistra; soltanto allora il monastero viene autorizzato ad adottare la regola di santa Chiara.
- Il culto di Lutgarda è antico e radicato localmente, con pellegrinaggi alla tomba e una tradizione di guarigioni, ma il culto non risulta ufficialmente confermato. Non è documentata una beatificazione formale né una canonizzazione.
- La ricognizione della tomba del 1629 e la conservazione della cosiddetta calotta cranica sono documentate nella storia del monastero. L'interpretazione della conservazione del cervello come miracolo appartiene invece alla tradizione devozionale.
Fonti e bibliografia essenziale
- Berthold von Bombach, Leben der sel. Luitgart von Wittichen, tradizione manoscritta nei codici Karlsruhe, Badische Landesbibliothek, Cod. Donaueschingen 118 e 119.
- Irmtraud Just, Die Vita Luitgarts von Wittichen. Text des Donaueschinger Codex 118. Mit Einleitung, Kommentar und frömmigkeitsgeschichtlicher Einordnung, Peter Lang, Bern-Berlin-Frankfurt am Main-Wien, 2000.
- Franz Joseph Mone, Leben der sel. Luitgart, der Stifterin von Wittichen, von dem Pfarrer B. v. B., in Quellensammlung der badischen Landesgeschichte, III, Karlsruhe, 1863, pp. 438-468.
- Kurt Ruh, voce Berthold von Bombach, in Die deutsche Literatur des Mittelalters. Verfasserlexikon, I, 1978, pp. 803-805.
- Johannes Gatz, Wittichen/Schwarzwald. Terziarinnen - Klarissen, in Alemannia Franciscana Antiqua, 18, 1973, pp. 127-242.
- Nicole Eichenberger, Christoph Mackert, studi sulla Vita di Berthold von Bombach e sulla sua ricezione nella prima età moderna, con particolare attenzione alla tradizione manoscritta e alla memoria della fondatrice.
- Wittichen Klarissen, repertorio del Badisches Klosterbuch, Landesarchiv Baden-Württemberg, con documentazione sulla fondazione, lo sviluppo istituzionale, il culto e la storia materiale del monastero.
- Gregorio XI, documento del 29 maggio 1376, Avignone, relativo all'autorizzazione concessa alle religiose del Terz'Ordine di Wittichen di adottare la regola di santa Chiara.
- Deutsches Literatur-Lexikon. Das Mittelalter, voce relativa a Berthold von Bombach e alla Vita di Luitgarda di Wittichen, con valutazione della tradizione agiografica e dello stato del culto.
Biografia
A cura di Angelo Walz
Nata nel 1291 presso Schenkenzell nel Kinzigtal (Selva nera) da una famiglia di contadini, a due anni, colpita da una deformazione fisica, s'associò alle beghine di Oberwolfach. Dopo vent'anni di vita povera e mortificata, su ispirazione divina, Lutgarda eresse un convento per trentaquattro religiose secondo la regola di s. Francesco, per la cui fondazione ella stessa raccolse i fondi necessari questuando; ben presto la comunità ospitò settanta membri. Dopo l'incendio del monastero (1327) Lutgarda si mise all'opera per ricostruirlo chiedendo aiuti anche in Alsazia, in Svizzera e da Agnese d'Ungheria a Kónigsfelden. Ottenne ad Avignone (1332) la conferma della sua Comunità regolare del Terz'Ordine, trasformata poi (1376) in monastero di Clarisse e secolarizzata nel 1803.
Lutgarda si distinse nella meditazione della vita e della passione del Signore e nella preghiera per la Chiesa in seguito ai contrasti dei papi d'Avignone con Ludovico il Bavaro e per la Chiesa si offerse quale vittima d'espiazione. Devotissima al S. Cuore e zelante per il sollievo delle anime purganti, Lutgarda raccomandò queste pratiche religiose alle sue suore. "Assidua nel pregare per la conversione dei peccatori, un giorno vide l'immagine del Crocifisso grondante sangue da tutte le ferite, e poi molta gente rifugiarsi nel Cuore di lui".
Nell'estrema povertà del convento, Lutgarda con le sue suore godette di gioia soprannaturale. Morta nel 1348 fu sepolta nella chiesa, già conventuale, ora parrocchiale, di Wittichen. Ancora oggi numerosi pellegrini visitano la sua tomba specialmente il 16 ottobre, giorno della festa. Il culto non è confermato.

