Nascita - morte:
† Tivoli, metà dell’XI sec.
Festa:
25 ottobre
Etimologia:
Dal greco Kleitos, collegato al significato di 'celebre', 'illustre', 'glorioso'.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera C
Calendario: I santi del 25 ottobre
E' una figura di culto locale legata alla Chiesa di Tivoli e ricordata il 25 ottobre come diacono tiburtino. Le notizie biografiche sono estremamente limitate e la sua memoria è soprattutto connessa alla tradizione relativa a san Pietro di Trevi, eremita e predicatore dell'XI secolo, che avrebbe trascorso a Tivoli circa due anni sotto la guida del diacono Cleto. Secondo tale tradizione, Cleto avrebbe curato la formazione religiosa del giovane Pietro e lo avrebbe presentato al vescovo tiburtino, che gli avrebbe affidato un'attività di predicazione. La cronologia proposta per Cleto, generalmente collocata alla metà dell'XI secolo, dipende tuttavia dall'identificazione del vescovo Gregorio menzionato nella tradizione, identificazione che presenta difficoltà alla luce della documentazione relativa alla successione episcopale tiburtina. Il culto di Cleto è attestato a Tivoli almeno dall'età moderna e si è mantenuto nella diocesi, dove sono documentati anche un antico ospedale dedicato al santo e la venerazione delle sue reliquie.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
La distinzione è importante. Una fonte della prima metà del Novecento osservava già che il diacono tiburtino era stato oggetto di una confusione con il santo papa Cleto. La Catholic Encyclopedia, nel suo articolo dedicato a Tivoli, riprese la medesima distinzione, identificando il Cleto tiburtino come un diacono distinto da Anacleto, santo della Chiesa romana.
Il rapporto con san Pietro di Trevi
La principale tradizione biografica relativa a Cleto deriva dagli atti di san Pietro di Trevi. Secondo questo racconto, Pietro, originario di Rocca di Botte, si sarebbe recato a Tivoli nella giovinezza e avrebbe trascorso circa due anni presso Cleto, del quale fu discepolo.
Cleto avrebbe svolto nei suoi confronti il ruolo di maestro nella formazione cristiana. Quando ritenne che il giovane fosse sufficientemente preparato, lo avrebbe presentato al vescovo di Tivoli, chiamato Gregorio nella tradizione. Il presule avrebbe quindi conferito a Pietro la tonsura e una croce di ferro, affidandogli la predicazione nei centri della regione.
Questa notizia è significativa per la memoria di Cleto, ma non consente di ricostruire una vera biografia autonoma. La sua figura compare infatti soprattutto in relazione al percorso spirituale e pastorale attribuito a Pietro. Anche la cronologia proposta per Cleto dipende in larga misura da questo episodio.
La questione del vescovo Gregorio
La tradizione collega Cleto al vescovo Gregorio di Tivoli e, sulla base di tale identificazione, colloca la sua attività intorno alla metà dell'XI secolo. La successione episcopale documentata presenta però una situazione diversa.
Una ricerca storica pubblicata negli Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d'Arte documenta il vescovo Giovanni di Tivoli sia nel 1055 sia nel 1059, con attestazioni legate anche a documenti contemporanei.
Anche l'attuale cronotassi ufficiale della diocesi di Tivoli colloca Giovanni III alla metà dell'XI secolo e non registra un vescovo Gregorio nel periodo indicato dalla tradizione.
Esistono tuttavia opere storiche più antiche che inseriscono Gregorio nella successione episcopale e lo collegano al pontificato di Leone IX. La divergenza mostra che l'identificazione del vescovo Gregorio non può essere considerata un dato storico acquisito. Di conseguenza, anche la datazione precisa della vita di Cleto rimane incerta, mentre la sua collocazione generale nell'XI secolo è legata soprattutto alla tradizione su Pietro di Trevi.
Il culto a Tivoli
Il culto di Cleto è documentato nella tradizione ecclesiastica e nella storia locale di Tivoli. Una pubblicazione storica del 1927 lo ricorda come diacono della Chiesa tiburtina e riferisce la venerazione di una parte del suo corpo nella cattedrale. La stessa fonte collega la sua memoria alla tradizione relativa a Pietro di Trevi e registra un'antica celebrazione della festa a Tivoli.
Una ricerca sulla storia degli ospedali tiburtini documenta inoltre l'esistenza dell'ospedale di San Cleto presso la cattedrale. Un documento del 1463 utilizza la denominazione domibus Sancti Cleti, riferita alle abitazioni presso l'episcopio, mentre una memoria del XVIII secolo ricorda esplicitamente un antico ospedale dedicato a San Cleto nella zona della cattedrale.
La memoria del santo è rimasta legata alla diocesi di Tivoli. La documentazione diocesana contemporanea lo presenta come san Cleto diacono tiburtino e ne celebra la memoria il 25 ottobre.
Reliquie e memoria liturgica
Le fonti locali riferiscono che le reliquie di Cleto sono conservate nella cattedrale di San Lorenzo a Tivoli, sotto l'altare dedicato a San Mario. La tradizione relativa alle reliquie è ripresa anche da fonti storiche e devozionali successive.
Una fonte storica del XX secolo registrava la festa il 24 ottobre, mentre la tradizione liturgica diocesana attuale la celebra il 25 ottobre.
Cleto e il santo papa Cleto
Il nome Cleto ha generato una significativa possibilità di confusione con san Cleto, o Anacleto, tradizionalmente identificato con uno dei primi vescovi di Roma. Le due figure appartengono però a contesti storici completamente differenti: il santo romano appartiene alle origini della Chiesa, mentre il Cleto tiburtino è collegato alla tradizione dell'XI secolo.
La distinzione tra i due personaggi è già presente nella storiografia locale e nella Catholic Encyclopedia, che segnala espressamente la confusione avvenuta a Tivoli.
La tradizione del maestro di Pietro
Il ruolo di maestro di san Pietro di Trevi costituisce il principale elemento della memoria agiografica di Cleto. La tradizione è sufficientemente stabile da essere ripresa dalle fonti diocesane e dalle biografie di Pietro, ma non consente di ricostruire autonomamente la vita del diacono.
Il problema cronologico è accentuato dal fatto che il vescovo Gregorio indicato negli atti della tradizione non trova una collocazione sicura nella documentazione episcopale tiburtina dell'XI secolo. Il rapporto tra Cleto e Pietro rimane quindi un elemento centrale della tradizione locale, mentre la precisa collocazione storica dell'episodio non può essere stabilita con certezza.
Cronologia
- XI secolo - Tradizionale collocazione dell'attività di Cleto come diacono della Chiesa tiburtina.
- XI secolo - Secondo la tradizione agiografica, Cleto accoglie a Tivoli il giovane Pietro di Trevi e ne cura la formazione per circa due anni.
- XI secolo - Secondo la medesima tradizione, Cleto presenta Pietro al vescovo di Tivoli e ne favorisce l'invio alla predicazione.
- 1463 - Un documento episcopale tiburtino utilizza la denominazione domibus Sancti Cleti per edifici appartenenti all'episcopio.
- XVII secolo - La memoria di Cleto come santo confessore è attestata nella tradizione ecclesiastica tiburtina; sono ricordate celebrazioni e venerazione delle reliquie nella cattedrale.
- XVIII secolo - Una memoria locale ricorda un antico ospedale di San Cleto presso la cattedrale di Tivoli.
- XX secolo - Le fonti storiche locali attestano la venerazione di parte delle reliquie nella cattedrale e ricordano la festa di Cleto.
Valutazione storico-critica
- La figura storica di Cleto è identificabile come un diacono legato alla Chiesa di Tivoli e distinto dal santo papa Cleto o Anacleto. La distinzione è attestata dalla storiografia locale e da fonti ecclesiastiche successive.
- Le informazioni biografiche sono molto scarse e dipendono soprattutto dalla tradizione relativa a san Pietro di Trevi. Non sono documentati con certezza nascita, morte, famiglia, formazione e altri episodi della vita personale di Cleto.
- L'attribuzione a Cleto del ruolo di maestro di Pietro costituisce il nucleo principale della tradizione agiografica. L'episodio è ripreso da fonti ecclesiastiche e agiografiche, ma non dispone di una documentazione contemporanea indipendente che permetta di verificarne ogni particolare.
- La collocazione di Cleto alla metà dell'XI secolo è tradizionale. La sua datazione dipende anche dall'identificazione del vescovo Gregorio ricordato nella tradizione.
- L'esistenza di un vescovo Gregorio di Tivoli tra il 1049 e il 1054 è riportata da alcune opere storiche, ma la documentazione relativa alla successione episcopale tiburtina presenta Giovanni come vescovo attestato nel 1055 e nel 1059. La divergenza rende problematica l'identificazione di Gregorio e impedisce di utilizzare tale dato come base cronologica certa per Cleto.
- La venerazione di Cleto a Tivoli è storicamente attestata almeno dall'età moderna e si riflette nella memoria delle reliquie, nella denominazione di edifici e nell'antico ospedale dedicato al santo.
- La tradizione locale lo qualifica come confessore o semplicemente diacono; non emerge una documentazione sufficientemente solida per attribuirgli un martirio. La denominazione liturgica diocesana attuale è San Cleto tiburtino, diacono.
- Il culto attuale è di carattere locale e appartiene alla tradizione propria della diocesi di Tivoli. La memoria del 25 ottobre è documentata nel calendario diocesano contemporaneo.
- Le reliquie attribuite a Cleto sono tradizionalmente conservate nella cattedrale di Tivoli. L'attribuzione cultuale è attestata da fonti storiche locali, mentre non risulta una documentazione antica sufficiente a ricostruire con certezza la storia materiale delle reliquie.
Fonti e bibliografia essenziale
- Diocesi di Tivoli e di Palestrina, Patroni e Santi, voce dedicata a San Cleto tiburtino, diacono. La fonte attesta la memoria liturgica locale del 25 ottobre.
- Diocesi di Tivoli e di Palestrina, I Vescovi della Diocesi di Tivoli. La cronotassi episcopale consente il confronto con la tradizione relativa al vescovo Gregorio.
- Comunità del Diaconato Permanente della Diocesi di Treviso, San Cleto Diacono. La fonte raccoglie la tradizione relativa al rapporto tra Cleto e Pietro di Trevi, il culto tiburtino e le reliquie.
- Società Tiburtina di Storia e d'Arte, Studi e fonti, vol. V-VI, 1927, voce relativa a Cleto, diacono della Chiesa tiburtina. La pubblicazione registra la tradizione su Pietro di Trevi, la venerazione delle reliquie e l'antica festa tiburtina.
- Società Tiburtina di Storia e d'Arte, studi sulla storia degli ospedali di Tivoli, 1922. La documentazione comprende il riferimento del 1463 alle domibus Sancti Cleti e la memoria dell'antico ospedale di San Cleto presso la cattedrale.
- Giuseppe Cascioli, studi sulla successione dei vescovi di Tivoli, Atti e Memorie della Società Tiburtina di Storia e d'Arte, 1923. La documentazione attesta Giovanni come vescovo tiburtino nel 1055 e nel 1059, elemento rilevante per la valutazione della tradizione relativa al vescovo Gregorio.
- U. Benigni, voce Tivoli, in The Catholic Encyclopedia, 1912. La fonte distingue il diacono Cleto tiburtino dal santo papa Cleto o Anacleto.
