Santi Giusto, Flaviano e compagni
Monaci e martiri
Festa: 19 ottobre
Nascita-morte: † Oulx, Val di Susa, Torino, circa 575 oppure circa 906
Nascita - morte:
† Oulx, Val di Susa, Torino, circa 575 oppure circa 906
Festa:
19 ottobre
Etimologia:
Giusto deriva dal latino Iustus, da ius, 'diritto', con il significato di 'giusto', 'retto'; Flaviano deriva dal latino Flavianus, patronimico di Flavius, con il significato originario di 'appartenente a Flavio'.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera G
Calendario: I santi del 19 ottobre
Sono venerati come monaci dell'abbazia di Novalesa e martiri della Val di Susa, legati alla località di Oulx e alla tradizione monastica della regione alpina. La loro vicenda è caratterizzata da una significativa incertezza cronologica: il Chronicon Novalicense, composto nella prima metà dell'XI secolo, colloca il martirio di Giusto sotto i Longobardi, quindi nella seconda metà del VI secolo, mentre documenti dell'XI secolo e la tradizione locale lo collegano alle incursioni saracene e all'anno 906. Le fonti ecclesiastiche concordano invece nel collegare il martirio a Oulx e nella venerazione di Giusto come martire. La tradizione presenta Giusto e Flaviano come due monaci rimasti nella zona durante l'abbandono della Novalesa, poi uccisi a Oulx insieme ad altri cristiani. Il numero di novanta compagni appartiene alla tradizione agiografica e non può essere considerato un dato biografico individualmente verificato. Il culto di Giusto ebbe particolare sviluppo a Susa, dove le sue reliquie furono trasferite nell'XI secolo e dove sorse la basilica oggi cattedrale.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le notizie sui due monaci sono scarse e provengono soprattutto da tradizioni medievali. Giusto è ricordato come monaco dell'abbazia di Novalesa, importante fondazione benedettina della Valle di Susa. Anche Flaviano è associato alla stessa comunità monastica. Non sono noti con certezza l'anno e il luogo della loro nascita, né sono documentati i loro rapporti familiari, la formazione o gli incarichi ricoperti prima degli eventi che ne determinarono la venerazione.
La tradizione più diffusa li presenta come monaci anziani rimasti nella zona della Novalesa quando la comunità monastica fu costretta ad allontanarsi davanti alle incursioni provenienti dall'area di Frassineto. L'incursione saracena del 906 è storicamente attestata nel quadro delle vicende dell'abbazia: l'abate Donniverto e gran parte dei monaci si rifugiarono a Torino, presso la chiesa dei santi Andrea e Clemente, portando con sé libri e oggetti preziosi.
Secondo la tradizione relativa a Giusto e Flaviano, i due non seguirono gli altri monaci oppure rimasero comunque più a lungo nella regione, dedicandosi all'assistenza della popolazione e dei viandanti. La ricostruzione che li collega specificamente all'incursione del 906 è però posteriore agli avvenimenti e non coincide con la cronologia proposta dal Chronicon Novalicense.
La controversia sulla data del martirio
Il principale problema storico riguarda la datazione del martirio.
Il Chronicon Novalicense, redatto nella prima metà dell'XI secolo, riferisce il martirio di Giusto nel contesto delle incursioni longobarde. Questa testimonianza porta a collocare l'evento intorno al 570. La stessa tradizione cronachistica costituisce quindi una fonte medievale relativamente antica, ma posteriore di diversi secoli all'epoca ipotizzata per il martirio.
Una diversa tradizione, sostenuta da documenti dell'XI secolo e dalla memoria locale, collega invece Giusto e Flaviano alle incursioni saracene e colloca la loro morte nel 906. La diocesi di Susa mantiene esplicitamente entrambe le tradizioni nella propria liturgia delle Ore: da una parte il Chronicon Novalicense indica i Longobardi, dall'altra documenti dell'XI secolo e la tradizione riferiscono l'uccisione di Giusto con altri novanta compagni da parte dei Saraceni.
La presenza saracena nell'alta Valle di Susa è storicamente attestata, mentre il collegamento preciso fra tali incursioni, il martirio dei due monaci e il numero dei compagni rimane oggetto di discussione. Gli studi sulla storia di Oulx hanno inoltre rilevato che l'espressione Plebs Martyrum, attestata almeno dall'XI secolo, potrebbe avere un'origine diversa dal ricordo di un martirio, essendo stata collegata da alcuni studiosi all'antico fanum ad Martis, un luogo di culto romano dedicato a Marte. Altri studiosi hanno invece mantenuto il rapporto con una tradizione martiriale.
Oulx e il martirio
Il luogo associato alla morte di Giusto e Flaviano è Oulx. Su questo elemento le tradizioni sono molto più concordi che sulla cronologia. La diocesi di Susa ricorda Oulx come il luogo del martirio e sottolinea che la località è denominata in diversi documenti medievali Plebs Martyrum.
La narrazione agiografica sviluppatasi intorno ai due monaci racconta che, durante l'incursione saracena, Giusto e Flaviano si sarebbero rifugiati nella zona di Beaulard. In seguito, avendo avuto notizia dell'uccisione di altri cristiani, sarebbero tornati verso Oulx, dove avrebbero condiviso la sorte dei loro confratelli. Questo particolare appartiene alla tradizione agiografica e non è verificabile come cronaca contemporanea agli avvenimenti.
Anche il numero dei compagni, tradizionalmente fissato a novanta, appartiene alla tradizione. Gli studi storici ricordano infatti che la narrazione del martirio di Giusto e Flaviano con altri novanta fedeli è una delle interpretazioni legate alla denominazione medievale Plebs Martyrum.
I particolari relativi alla modalità della morte di Giusto, compresa la decapitazione e il successivo ritrovamento del corpo, appartengono a tradizioni agiografiche posteriori e non possono essere presentati come dati storici certi.
Il culto a Susa
La venerazione di Giusto si sviluppò in modo particolare a Susa. L'atto di fondazione del monastero di San Giusto del 1029 lo qualifica come Christi martyr e afferma che nella basilica era conservato il suo corpo. La chiesa era stata consacrata nel 1027 e fu collegata alla fondazione di un monastero benedettino promosso dal marchese Olderico Manfredi, dalla moglie Berta e dal vescovo Alrico di Asti.
Il culto si concentrò progressivamente sulla figura di Giusto. La documentazione relativa alla basilica di Susa mostra che il culto di Flaviano ebbe invece una fortuna minore e che le sue reliquie andarono probabilmente perdute.
Nel 1772, con l'erezione della diocesi di Susa, l'antica chiesa abbaziale di San Giusto divenne cattedrale. San Giusto è tuttora titolare della cattedrale e patrono principale della diocesi.
La conferma del culto di san Giusto
Il culto di Giusto fu confermato da papa Pio X il 7 settembre 1903 mediante canonizzazione equipollente. Tale riconoscimento riguarda san Giusto e non costituisce una distinta canonizzazione di Flaviano o dei compagni.
Nel 1961 Giovanni XXIII proclamò san Giusto di Novalesa, insieme alla Beata Vergine del Rocciamelone, patrono principale della diocesi di Susa mediante la lettera apostolica In Alpium Cottiarum.
Curiosità
- Il luogo di Oulx è indicato in numerosi documenti medievali con la denominazione Plebs Martyrum. L'origine dell'espressione è stata discussa dagli storici e non è unanimemente ricondotta al martirio di Giusto e Flaviano.
- La tradizione dei novanta compagni di martirio è collegata alla memoria medievale di Oulx, ma il numero non è individualmente verificabile attraverso testimonianze contemporanee agli eventi.
- La basilica di San Giusto a Susa, sorta per custodire le reliquie del martire, è divenuta la cattedrale della diocesi nel 1772.
Cronologia
- 570 circa - Secondo il Chronicon Novalicense, Giusto subisce il martirio nel contesto delle incursioni longobarde. La cronologia è discussa.
- 906 - Secondo la tradizione medievale e alcuni documenti dell'XI secolo, Giusto e Flaviano vengono martirizzati a Oulx durante le incursioni saracene, insieme ad altri cristiani. La data è tradizionale e non unanimemente accettata.
- 1027 - Viene consacrata a Susa la basilica dedicata a san Giusto, destinata ad accogliere le sue reliquie.
- 1029 - L'atto di fondazione del monastero di San Giusto qualifica Giusto come martire di Cristo e attesta la presenza del suo corpo nella basilica.
- 1065 - Una bolla del vescovo Cuniberto di Torino attesta la denominazione Plebs Martyrum per la pieve di Oulx.
- 1772 - La chiesa abbaziale di San Giusto a Susa diventa cattedrale con l'erezione della diocesi di Susa.
- 7 settembre 1903 - Papa Pio X conferma il culto di san Giusto con canonizzazione equipollente.
- 21 novembre 1961 - Giovanni XXIII proclama san Giusto di Novalesa patrono principale della diocesi di Susa insieme alla Beata Vergine del Rocciamelone.
Valutazione storico-critica
- Giusto e Flaviano sono figure legate a una tradizione monastica e martiriale valsusina antica, ma la ricostruzione biografica individuale rimane estremamente limitata.
- La collocazione cronologica del martirio è controversa. Il Chronicon Novalicense lo pone nel contesto delle incursioni longobarde, mentre la tradizione successiva lo collega all'incursione saracena del 906.
- Oulx costituisce il principale punto comune delle tradizioni relative al martirio, ma anche l'interpretazione della denominazione Plebs Martyrum è discussa. Alcuni studiosi la collegano a un antico culto romano di Marte, altri alla memoria di un martirio cristiano.
- L'associazione di Giusto e Flaviano con la comunità monastica della Novalesa è tradizionale e ampiamente consolidata nel culto locale, mentre i dettagli della loro vita precedente al martirio non sono documentati.
- Il numero di novanta compagni appartiene alla tradizione agiografica e non può essere assunto come dato storico individualmente verificato.
- Il culto di san Giusto è storicamente ben attestato almeno dall'inizio dell'XI secolo, in particolare attraverso la fondazione della basilica di Susa e l'attestazione del suo corpo come reliquia.
- La conferma pontificia del culto di Giusto nel 1903 costituisce un riconoscimento canonico distinto dalla venerazione tradizionale di Flaviano e dei compagni.
- La documentazione non consente di stabilire con certezza se il martirio appartenga al VI secolo o all'inizio del X secolo. La tradizione del 906 resta fortemente radicata nel culto valsusino, ma non elimina la testimonianza cronachistica relativa ai Longobardi.
Fonti e bibliografia essenziale
- Chronicon Novalicense, cronaca monastica composta nella prima metà dell'XI secolo, fonte medievale fondamentale per la tradizione relativa alla Novalesa e a san Giusto.
- Diocesi di Susa, Liturgia delle Ore della Diocesi di Susa, testo proprio per il 19 ottobre, con la tradizione relativa a san Giusto, al Chronicon Novalicense e alle diverse datazioni del martirio.
- Diocesi di Torino, Cattedrale di San Giusto, Susa, scheda storico-artistica sulla basilica e sulle reliquie del martire.
- Gustavo Mola di Nomaglio, A beneficio della Chiesa. I prevosti Birago e l'abbazia di Oulx, in Segusium, XXXVII, 39, Susa, 2000, pp. 61-98, in particolare pp. 62-64, per la discussione storica sulla Plebs Martyrum e sulle tradizioni relative a Giusto e Flaviano.
- Giovanni Collino, Le Carte della Prevostura d'Oulx raccolte e riordinate cronologicamente sino al 1300, Pinerolo, 1908, riferimento fondamentale per la documentazione medievale di Oulx.
- Carlo Cipolla, La Bulla major di Cuniberto vescovo di Torino in favore della Prevostura di Oulx, in Memorie della Reale Accademia delle Scienze di Torino, s. II, t. I, vol. 50, 1899-1900, pp. 103-126.
- Giovanni XXIII, lettera apostolica In Alpium Cottiarum, 21 novembre 1961, con la quale san Giusto di Novalesa viene proclamato patrono principale della diocesi di Susa insieme alla Beata Vergine del Rocciamelone.
Biografia
A cura di Fabio Arduino
I santi Giusto e Flaviano sembrano essere gli unici martiri storicamente accertati della Val di Susa, in quanto oltre a loro vi sono solo dei leggendari soldati della Legione Tebea quali Sant’Jorio e Sant’Antonino. Gli storici collocano il martirio di Giusto e Flaviano nel 575 per mano dei Longobardi oppure nel 906 circa ad opera dei Saraceni, anche se questa seconda ipotesi sembra essere la più probabile. Ormai anziani monaci presso la grande abbazia della Novalesa, non scapparono a Torino con l’abate e gli altri confratelli, ma preferirono restare a prestare soccorso ai viandanti ed agli indigeni, oppressi dalle violente incursioni saracene provenienti dalla Provenza. Una prima semplice versione della loro vicenda vuole che trovarono la morte presso Oulx in un sito poi denominati “Pian dei martiri”. Una narrazione più elaborata narra che i due compagni proseguirono invece sino alla valle di Bardonecchia, ove fecero sgorgare una fonte miracolosa nella grotta che avevano scelto come rifugio presso i monti Beaulard. Una apparizione angelica li avvertì però di una sanguinosa persecuzione cristiana ad Oulx, ove decisero di far dunque ritorno per andare anch’essi in contro al martirio. Nel 1027, in seguito al miracoloso ritrovamento del corpo di San Giusto, il marchese Olderico Manfredi fece appositamente edificare in Susa una nuova chiesa romanica per collocarvi tali reliquie. A tale chiesa dedicata al martire Giusto fu affiancato due anni dopo una grande abbazia benedettina, che nel 1581 passo poi ai Canonici Lateranensi. Nel 1772, con l’istituzione della nuova diocesi piemontese di Susa, la chiesa abbaziale divenne cattedrale e conseguentemente San Giusto divenne il patrono principale, ancor oggi festeggiato il 19 ottobre. E’ invece purtroppo andato perduto il culto liturgico di San Flaviano, assai probabilmente a causa dell’assenza di reliquie.
Patronati
- Susa (TO)
