Sant' Edwin

Re di Northumbria e martire

Festa: 12 ottobre

Nascita-morte: Deira, Inghilterra, circa 586 - Hatfield, Inghilterra, 12 ottobre 633

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Nascita - morte:
Deira, Inghilterra, circa 586 - Hatfield, Inghilterra, 12 ottobre 633

Festa:
12 ottobre

Etimologia:
Dall'antico inglese Eadwine, composto da ēad, 'ricchezza, prosperità', e wine, 'amico'; il significato può essere reso come 'amico della prosperità' o 'amico ricco'.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera E

Calendario: I santi del 12 ottobre

Fu re di Deira e di Bernicia e uno dei principali sovrani anglosassoni della prima metà del VII secolo. Dopo un lungo periodo di esilio, nel 616 salì al potere e riunì sotto la propria autorità i due regni che costituirono il nucleo della futura Northumbria, estendendo inoltre la propria influenza su ampie parti dell'Inghilterra settentrionale. La sua conversione al cristianesimo, avvenuta nel 627 a York, rappresentò un momento decisivo per la cristianizzazione della Northumbria e fu accompagnata dall'attività missionaria del vescovo Paolino. Edwin morì il 12 ottobre 633 nella battaglia combattuta contro Cadwallon del Gwynedd e Penda di Mercia. La sua morte violenta, avvenuta dopo la conversione e durante una guerra contro avversari considerati nemici della fede cristiana, favorì la successiva interpretazione della sua morte come martirio. Il culto di Edwin, tuttavia, ebbe uno sviluppo più limitato rispetto a quello del suo successore Oswald e la qualificazione martiriale appartiene soprattutto alla successiva memoria ecclesiastica.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Edwin (Eadwine, Eadwin, Æduini, Eduinus) era figlio di Ælle, re di Deira. La data di nascita non è attestata direttamente: Beda riferisce che morì a quarantotto anni, consentendo di collocare la nascita intorno al 585-586. Il luogo preciso non è conosciuto. La sua giovinezza fu segnata dalla perdita del regno paterno e dalla conquista di Deira da parte di Æthelfrith, re di Bernicia, che riunì sotto il proprio dominio i due regni settentrionali.
Edwin trascorse quindi molti anni in esilio. Beda racconta che trovò protezione presso diversi sovrani e che, durante il soggiorno presso Rædwald, re degli Angli orientali, Æthelfrith cercò di ottenere la sua uccisione. Rædwald dapprima cedette alle pressioni, ma la moglie lo convinse a non tradire il proprio ospite. Seguì la guerra contro Æthelfrith, che fu sconfitto e ucciso presso il fiume Idle nel 616. Edwin poté così rientrare in patria e assumere il potere.
Il racconto di Beda comprende anche la visione notturna di un misterioso personaggio che avrebbe promesso a Edwin la restituzione del regno e una vita più potente di quella dei suoi predecessori se egli avesse accettato una nuova fede. L'episodio appartiene alla narrazione religiosa di Beda e non può essere trattato come una testimonianza indipendente dell'esperienza personale del re. La ricerca recente ha evidenziato il carattere composito della narrazione bediana della conversione, costruita attraverso tradizioni orali, materiali scritti e interventi narrativi dell'autore.

Il regno e l'ascesa politica
Dopo la vittoria del 616 Edwin divenne re di Deira e acquisì anche il controllo della Bernicia. Beda presenta il suo regno come uno dei più estesi e potenti tra quelli dei sovrani anglosassoni del tempo. Gli attribuisce un'autorità esercitata su numerosi popoli anglosassoni e britannici, con l'eccezione del Kent, e riferisce che anche le isole britanniche di Man e Anglesey furono sottoposte alla sua influenza.
La portata effettiva della sua supremazia non è sempre facilmente quantificabile. La tradizione storiografica successiva lo ha associato alla figura del bretwalda, ma questo titolo non è utilizzato da Beda per Edwin. È comunque evidente che il suo regno rappresentò un momento di forte espansione del potere northumbriano.

Il matrimonio con Æthelburh e l'incontro con il cristianesimo
Intorno al 625 Edwin sposò Æthelburh, figlia di Æthelberht, re del Kent, e sorella di Eadbald. La principessa era cristiana e giunse in Northumbria accompagnata da Paolino, che era stato consacrato vescovo. Edwin garantì alla moglie la libertà di praticare la propria religione e iniziò a prendere in considerazione la possibilità di convertirsi.
La cronologia precisa degli avvenimenti presenta tuttavia alcune difficoltà. Beda collega strettamente il matrimonio del 625 alla missione di Paolino e alla successiva conversione; studi recenti hanno osservato che la documentazione papale e altre tradizioni possono riflettere una sequenza degli eventi più complessa. Le lettere di papa Bonifacio V a Edwin e ad Æthelburh, conservate da Beda, costituiscono comunque una testimonianza importante del rapporto tra la corte northumbriana e la Chiesa romana.

La conversione del 627
La conversione di Edwin fu preceduta da una serie di avvenimenti narrati da Beda. Nel 626 la figlia Eanflæd ricevette il battesimo insieme ad alcuni membri della casa reale. L'anno successivo, a Pasqua, Edwin stesso fu battezzato a York insieme a numerosi esponenti della sua corte. La Anglo-Saxon Chronicle conferma il battesimo nel 627.
Secondo Beda, prima del battesimo Edwin convocò i suoi consiglieri per discutere l'opportunità di abbandonare la religione tradizionale. La celebre similitudine del passero che attraversa rapidamente una sala riscaldata, pronunciata nel racconto da uno dei nobili, appartiene alla costruzione narrativa di Beda e non può essere considerata una trascrizione stenografica del consiglio. Anche il discorso attribuito al sacerdote Coifi e la scena della distruzione del santuario di Goodmanham devono essere letti alla luce della funzione teologica e retorica del racconto.
La conversione ebbe conseguenze politiche e religiose rilevanti. Paolino poté predicare e amministrare il battesimo in diverse località della Northumbria. Beda ricorda in particolare la villa reale di Yeavering, identificata con il sito archeologico di Ad Gefrin, dove Paolino avrebbe trascorso trentasei giorni nell'insegnamento e nei battesimi.
Una tradizione diversa è conservata dalla Historia Brittonum, composta nel IX secolo, secondo la quale Edwin sarebbe stato battezzato da Rhun, figlio di Urien, esponente della famiglia reale del Rheged. La divergenza con il racconto di Beda non può essere risolta con certezza. Gli studi recenti riconoscono che la documentazione è troppo frammentaria per stabilire quale ruolo abbia avuto effettivamente Rhun nella conversione di Edwin.

La morte nella battaglia di Hatfield
Negli ultimi anni del regno la situazione politica cambiò profondamente. Cadwallon, re del Gwynedd, tornò a combattere contro Edwin e si alleò con Penda, re di Mercia. Nel 633 le loro forze affrontarono l'esercito northumbriano nella battaglia ricordata da Beda con il nome di Hatfield, Haethfelth.
La data della morte è indicata con precisione dalle fonti: il 12 ottobre 633. La Anglo-Saxon Chronicle colloca la morte nello stesso anno e riferisce che Edwin fu ucciso da Cadwallon e Penda e che con lui cadde il figlio Osfrith. Beda aggiunge che l'esercito di Edwin fu sconfitto e disperso.
L'identificazione precisa del luogo della battaglia con l'attuale Hatfield Chase, nei pressi di Doncaster, è tradizionale ma non assolutamente certa. Fonti gallesi utilizzano infatti una denominazione diversa, Meicen o Meigen, e la discussione sulla localizzazione del campo di battaglia rimane aperta.
La morte di Edwin fu seguita da una grave crisi politica e religiosa. Il territorio northumbriano venne nuovamente diviso tra Deira e Bernicia e i due successori iniziali, Osric ed Eanfrith, abbandonarono temporaneamente il cristianesimo. Paolino lasciò la Northumbria insieme alla regina vedova Æthelburh e ai suoi figli e ritornò nel Kent.

Memoria, reliquie e culto
Beda riferisce che la testa di Edwin fu portata a York e deposta nella chiesa di San Pietro, iniziata dallo stesso re e completata dal successore Oswald. Fu collocata nel portico dedicato a papa Gregorio Magno.
Una fonte anonima prodotta nell'ambiente monastico di Whitby all'inizio dell'VIII secolo conserva invece una tradizione relativa al ritrovamento e alla traslazione del corpo di Edwin a Whitby. La comunità di Whitby, strettamente legata alla discendenza del re, contribuì alla conservazione e alla diffusione della sua memoria come santo. La stessa fonte contiene racconti miracolosi che non possono essere considerati testimonianze storiche contemporanee agli eventi.
Il culto di Edwin rimase meno diffuso di quello di Oswald. La sua venerazione come santo e martire è comunque attestata nella tradizione medievale e nei calendari inglesi. L'Acta Sanctorum lo tratta sotto il 12 ottobre e registra la sua presenza in diversi calendari. Nel XVI secolo papa Gregorio XIII ne autorizzò implicitamente la rappresentazione tra i martiri inglesi raffigurati nel Collegio Inglese di Roma. Tale riconoscimento non equivale a una canonizzazione formale secondo le procedure moderne.

Il problema del martirio
La qualifica di martire attribuita a Edwin richiede una distinzione tra il dato storico della morte e la successiva interpretazione cultuale. Edwin morì in battaglia contro Cadwallon e Penda dopo essersi convertito al cristianesimo. Beda descrive la distruzione provocata dai vincitori e presenta Penda come pagano, mentre considera Cadwallon ostile alla fede degli Angli. Tuttavia Beda non costruisce per Edwin una narrazione martiriale paragonabile a quella dedicata successivamente a Oswald.
La trasformazione di Edwin in santo martire appartiene quindi allo sviluppo posteriore del culto. Catherine Cubitt ha osservato che i culti dei sovrani anglosassoni morti violentemente, tra cui quello di Edwin, possono essere ricondotti anche alla venerazione popolare delle vittime di una morte percepita come ingiusta, prima della loro successiva utilizzazione in contesti politici ed ecclesiastici.

La tradizione di Whitby
La tradizione conservata dalla Vita Gregorii Magni anonima di Whitby è particolarmente importante perché proviene da un ambiente direttamente collegato alla famiglia di Edwin. La fonte fu composta all'inizio dell'VIII secolo, quando Ælfflæd, nipote di Edwin, era legata alla comunità monastica di Whitby. Essa conserva tradizioni relative alla memoria del re, alla sua morte e alla traslazione delle sue reliquie.
Il carattere agiografico della fonte è evidente anche nella presenza di racconti miracolosi e di elementi simbolici. Gli episodi non presenti nelle testimonianze più antiche non possono essere assunti automaticamente come fatti biografici.

Curiosità
- La festa di Edwin è celebrata il 12 ottobre; alcune tradizioni liturgiche più antiche lo ricordavano il 4 ottobre.
- Il nome anglosassone Eadwine è attestato in documenti medievali anche nelle forme latine Edwinus ed Eduinus.

Cronologia
- circa 586 - Nascita di Edwin, figlio di Ælle, re di Deira.
- 616 - Edwin torna dall'esilio dopo la morte di Æthelfrith nella battaglia presso il fiume Idle e assume il potere.
- 625 - Matrimonio con Æthelburh del Kent e arrivo di Paolino alla corte northumbriana.
- 626 - Battesimo di Eanflæd, figlia di Edwin, secondo la tradizione conservata da Beda e dalla Anglo-Saxon Chronicle.
- 627 - Edwin riceve il battesimo a York nella Pasqua e avvia, con Paolino, una fase decisiva della cristianizzazione della Northumbria.
- 627 - Paolino svolge attività missionaria a Yeavering e in altre località della Northumbria.
- 12 ottobre 633 - Edwin viene ucciso nella battaglia di Hatfield contro le forze di Cadwallon e Penda.
- dopo il 633 - La testa di Edwin viene portata a York e deposta nella chiesa di San Pietro.
- tra 675 e 704 - La tradizione di Whitby colloca in questo periodo la traslazione del corpo di Edwin nella comunità monastica.
- VIII secolo - La memoria di Edwin come santo si consolida nell'ambiente di Whitby e nella tradizione ecclesiastica inglese.
- XVI secolo - Edwin viene rappresentato tra i martiri inglesi nel Collegio Inglese di Roma, con approvazione implicita attribuita a papa Gregorio XIII.

Valutazione storico-critica
- L'identità di Edwin, figlio di Ælle e re di Deira e Bernicia, è solidamente attestata da Beda e dalla tradizione annalistica anglosassone.
- La data della morte, 12 ottobre 633, è concordemente attestata dalle principali fonti narrative medievali. La Anglo-Saxon Chronicle conferma l'anno e la morte in battaglia.
- La data di nascita non è documentata direttamente. La collocazione intorno al 585-586 deriva soprattutto dall'età di quarantotto anni attribuita da Beda al momento della morte.
- Il luogo preciso della nascita non è conosciuto.
- La conversione di Edwin nel 627 è ben attestata e trova conferma nella Anglo-Saxon Chronicle. Il ruolo di Paolino è centrale nel racconto di Beda, mentre la Historia Brittonum attribuisce il battesimo a Rhun, figlio di Urien. La divergenza non è risolvibile con certezza.
- I discorsi pronunciati nel consiglio convocato da Edwin, compreso il celebre paragone del passero e l'intervento di Coifi, appartengono alla costruzione narrativa di Beda. Studi recenti hanno evidenziato la combinazione di tradizioni orali, materiali scritti e costruzione retorica nella sua narrazione della conversione.
- L'identificazione della battaglia di Hatfield con l'attuale Hatfield Chase è largamente tradizionale, ma la localizzazione esatta non è certa. Le fonti gallesi conservano una denominazione differente del luogo dello scontro.
- La morte violenta di Edwin è storicamente certa; la qualificazione della sua morte come martirio appartiene invece allo sviluppo successivo della sua memoria cultuale. Beda non gli attribuisce una caratterizzazione martiriale comparabile a quella di Oswald.
- La deposizione della testa a York è attestata da Beda. La presenza del corpo a Whitby deriva invece da una tradizione agiografica dell'inizio dell'VIII secolo, successiva alla morte del re.
- Il culto di Edwin è documentato storicamente, ma ebbe una diffusione inferiore rispetto a quello di Oswald. L'inserimento della sua figura nella tradizione dei santi martiri inglesi è attestato da fonti medievali e moderne, mentre non risulta una canonizzazione formale individuale secondo una procedura documentata.
- La ricostruzione della sua conversione e del suo culto deve quindi distinguere i dati confermati dalle fonti più antiche dalle elaborazioni agiografiche sviluppatesi nell'ambiente di Whitby e nella successiva tradizione ecclesiastica.

Fonti e bibliografia essenziale
- Beda il Venerabile, Historia ecclesiastica gentis Anglorum, II, 9-20; III, 1 e III, 24. È la principale fonte narrativa per il regno, la conversione, la morte di Edwin e la deposizione della sua testa a York.
- Anglo-Saxon Chronicle, annate 627 e 633. Conferma il battesimo di Edwin e la sua morte in battaglia.
- Historia Brittonum, cap. 63. Conserva una tradizione alternativa sulla conversione e sul battesimo di Edwin, attribuito a Rhun figlio di Urien.
- Anonimo di Whitby, The Earliest Life of Gregory the Great by an Anonymous Monk of Whitby, in edizioni moderne curate da Bertram Colgrave. La fonte conserva tradizioni northumbriane relative a Edwin, alla sua morte e alla traslazione delle reliquie.
- Acta Sanctorum, 12 ottobre, commento a S. Edwinus, re di Northumbria. Raccoglie e discute le attestazioni medievali relative alla sua memoria e al culto.
- Catherine Cubitt, 'Sites and sanctity: revisiting the cult of murdered and martyred Anglo-Saxon royal saints', Early Medieval Europe, 9/1, 2000, pp. 53-83. Studio sullo sviluppo dei culti dei sovrani anglosassoni morti violentemente, compreso Edwin.
- Catherine Cubitt, 'Narrating providential history: Bede's account of the conversion of King Edwin of Northumbria in his Historia ecclesiastica', Early Medieval Europe, 33/1, 2025, pp. 26-49. Analisi critica delle fonti e delle tecniche narrative impiegate da Beda nel racconto della conversione di Edwin.
- G. E. Phillips, 'St. Edwin', The Catholic Encyclopedia, vol. V, 1913. Sintesi della tradizione cattolica relativa alla figura, al martirio e alle reliquie di Edwin.

Biografia

A cura di Fabio Arduino

Il santo oggi festeggiato si inserisce nella folta schiera di santità che contraddistinse parecchie corti inglesi nel primo millennio. Il regno di Northumbria era costituito principalmente da due territori, la Bernicia e la Deira, sostanzialmente gli attuali Northumbria e Yorkshire, e Sant’Edwin era un principe della Deira che trascorse molti anni di esilio, durante il regno di Etelfrith di Bernicia. Quando questi nel 616 cadde in battaglia, Edwin succedette al trono, divenendo ben presto “bretwalda”, cioè monarca assoluto con autorità estesa anche su tutti gli altri sovrani anglosassoni. In quel periodo della sua vita egli era ancora pagano e quindi, nel chiedere in moglie Etelburga, figlia del re cristiano del Kent, dovette assicurare che non avrebbe interferito con la vita religiosa della sposa. Etelburga partì allora per il nord, accompagnata dal suo cappellano San Paolino.
Secondo il celebre storico cristiano San Beda il Venerabile, Edwin era una persona assai prudente e meditò a lungo sull’eventualità della propria conversione al cristianesimo, ma infine tre fattori lo influenzarono verso tale scelta: l’essere scampato ad un attentato, il ricordo di una visione e di un voto fatto durante l’esilio ed infine, ma assolutamente non meno importante, una calorosa lettera ricevuta del pontefice San Gregorio Magno.
Come da tradizione il re radunò dunque i suoi consiglieri per sentire il loro autorevole parere ed uno di essi affermò: “O re, la vita degli uomini sulla terra, a confronto di tutto il tempo che ci è conosciuto, mi sembra come quando tu stai a cena con i tuoi dignitari d’inverno, con il fuoco acceso e le sale riscaldate, mentre fuori infuria una tempesta di pioggia e di neve, ed un passero entra in casa e passa velocissimo. Mentre entra da una porta e subito esce dall’altra, per questo poco tempo che è dentro non è toccato dalla tempesta ma trascorre un brevissimo momento di serenità; ma subito dopo rientra nella tempesta e scompare ai tuoi occhi. Così la vita degli uomini resta in vista per un momento, e noi ignoriamo del tutto che cosa sarà dopo, che cosa è stato prima. Perciò se questa nuova dottrina ci fa conoscere qualcosa di più certo, senz’altro merita di essere seguita”.
Stabilirono allora che la nuova religione avrebbe dovuto essere accolta solo nel qual caso fosse riuscita ad aiutarli a comprendere meglio il senso della vita, in quanto lo stesso sommo sacerdote dell’antico culto pagano locale riconobbe che a tal fine la religione dei loro padri non era di alcun aiuto. Invitato allora Paolino ad insegnare loro qualcosa in più sul suo Dio, decisero infine di aderire alla fede cristiana e di essere battezzati con il re Edwin a York nel 627.
Il re nominò poi San Paolino vescovo di tale città e promosse la costruzione di una chiesa in pietra nel sito ove ancora oggi sorge la cattedrale. Il santo monarca si adoperò inoltre per diffondere il cristianesimo ed una duratura pace in tutto il suo regno, tanto che Beda poté scrivere di lui: “Si tramanda che in quel tempo ci fu tanta pace in Britannia fin dove si estendeva il dominio del re Edwin che, come tuttora si usa dire proverbialmente, anche se una donna sola voleva percorrere tutta l’isola con un figlio natole da poco, poteva farlo senza pericolo alcuno”.
Nel 633 però Edwin cadde in battaglia, sconfitto preso Hetfield Chase dalle forze alleate del re gallese Cadwallon e del re pagano Penda di Mercia. In Inghilterra iniziò ben presto a nascere un culto popolare nei suoi confronti quale martire, soprattutto a York ed a Whitby, che culminò con la traslazione nell’abbazia di quest’ultima località, evento da considerarsi per quei tempi una vera e propria canonizzazione. Il pontefice Gregorio XIII concesse che venisse raffigurato tra i martiri nella cappella del Collegio inglese di Roma, dove gli furono anche dedicate una o due antiche chiese.
La presunta santità di Sant’Edwin è comunque certamente da considerarsi più sicura rispetto a quella di parecchi altri santi sovrani di varie nazionalità venerati dalle Chiese cristiane: infatti Beda, fonte sicuramente attendibilissima in materia, lo definì re giusto e capace, convertitosi alla fede cristiana non prima di una meditata riflessione ed impegnato con tutto il cuore nell’evangelizzazione dei sudditi, senza ricorrere alla forza.
Sua moglie Etelburga, che gli sopravvisse sino all’8 settembre 647 divenendo badessa di Lyming, è talvolta anch’essa venerata come santa, anche se in tono assai minore.

Aggiunto/modificato il 23 settembre 2026