Santi Melasippo, Cassina (Carina) ed Antonio

Genitori e figlio, martiri

Festa: 7 novembre

Nascita-morte: † Ancira, Galazia, IV sec.

Immagini di Santi Melasippo, Cassina (Carina) ed Antonio Genitori e figlio, martiri

Nascita - morte:
† Ancira, Galazia, IV sec.

Festa:
7 novembre

Etimologia:
Melasippo nome greco da mélas, «nero», e híppos, «cavallo»; Antonio di origine latina, dalla famiglia degli Antonii.

Emblema:
Rappresentazioni collettive come martiri, talora con il figlio Antonio

Categoria: I santi che iniziano con la lettera M

Calendario: I santi del 7 novembre

Melasippo, sua moglie Cassina e il figlio Antonio appartengono alla memoria martiriale cristiana di Ancira, antica città dell'Asia Minore corrispondente all'odierna Ankara. La loro commemorazione ricorre il 7 novembre nella tradizione liturgica orientale. I racconti agiografici li collocano durante il breve regno di Giuliano, imperatore dal 361 al 363, e descrivono il supplizio dei genitori seguito dalla resistenza e dalla morte del figlio. Una parte della tradizione associa al loro martirio anche quaranta giovani convertiti dalla testimonianza di Antonio. Le notizie giunte fino a noi sono principalmente narrative e liturgiche: documentano l'esistenza di una tradizione di culto, ma non consentono di verificare con precisione tutti gli episodi e le modalità delle esecuzioni.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

La vicenda dei tre martiri è ambientata ad Ancira, centro dell'Anatolia romana e città di notevole importanza per la storia del cristianesimo antico. I nomi tramandati sono Melasippo, Cassina e Antonio; la parentela è uno degli elementi costanti delle diverse versioni: Melasippo e Cassina sono presentati come marito e moglie e Antonio come loro figlio. Non sono conservate indicazioni attendibili sulla nascita, sulle attività professionali o sulla condizione sociale della famiglia.
Il quadro cronologico tradizionale è il regno di Giuliano, detto l'Apostata, che tentò di ripristinare il prestigio dei culti tradizionali dopo il favore accordato al cristianesimo dai suoi predecessori. Questo contesto storico è reale, ma non basta da solo a dimostrare la storicità di ogni particolare del racconto martiriale. Le compilazioni liturgiche collocano comunemente la morte dei tre nel 363; alcuni repertori di manoscritti orientali propongono invece una datazione approssimativa intorno al 362. La differenza invita a non attribuire all'anno esatto una certezza documentaria che le testimonianze disponibili non offrono.
Secondo la passione trasmessa dalla tradizione orientale, Melasippo e Cassina furono sottoposti a torture mentre il figlio assisteva alla loro sofferenza. Le narrazioni parlano di sospensione, ferite inflitte con strumenti metallici e ustioni. Alcune redazioni aggiungono particolari più cruenti, come mutilazioni. Si tratta di elementi della narrazione agiografica, non di fatti attestati da verbali giudiziari contemporanei; la loro precisione letteraria non deve essere confusa con una verifica storica indipendente.
Dopo la morte dei genitori, Antonio avrebbe rifiutato di cedere alle pressioni delle autorità. Una versione racconta che manifestò pubblicamente il proprio disprezzo per l'imperatore, subendo a sua volta supplizi prima della decapitazione. Anche questo episodio appartiene alla tradizione della passione. Non si dispone di elementi sufficienti per stabilire se il giovane sia stato effettivamente condotto al cospetto di Giuliano o se la figura dell'imperatore rappresenti, nel racconto, il potere persecutorio in forma narrativa.
Il racconto prosegue con la conversione di quaranta giovani, colpiti dalla fermezza di Antonio e dalla sua sopravvivenza ai tormenti. Essi avrebbero professato apertamente il cristianesimo e sarebbero stati uccisi. Il numero quaranta ricorre in diverse tradizioni martiriali cristiane ed esige cautela nell'interpretazione: in assenza di testimonianze indipendenti non è possibile ricostruire l'identità dei giovani, le loro singole vicende o l'esatta dinamica della morte.
La memoria dei tre martiri non dipende esclusivamente dalle sintesi moderne. La Bibliotheca Hagiographica Arabica registra una tradizione manoscritta araba che associa Antonio, Melasippo e Cassina ad Ancira e al regno di Giuliano; tra i testimoni censiti figura il manoscritto Sinai arabo 416. Questa testimonianza è rilevante per la trasmissione del racconto tra comunità cristiane di lingue diverse, ma non costituisce, di per sé, una fonte coeva agli eventi del IV secolo.
La forma del nome della madre è particolarmente instabile: Cassina, Kassina, Kassine e Carina possono designare la stessa figura nelle diverse tradizioni e traslitterazioni. Anche Antonio compare come Antonino. Tali oscillazioni non giustificano la creazione di biografie distinte, perché le narrazioni concordano nella collocazione ad Ancira e nel rapporto familiare con Melasippo.
Il nucleo più saldo della documentazione disponibile è quindi il culto orientale di una famiglia di martiri commemorata il 7 novembre. Le notizie sui supplizi, sulle parole e sui gesti dei protagonisti e sui quaranta giovani appartengono a un patrimonio narrativo che va conservato come testimonianza della tradizione, distinguendolo dalla ricostruzione storica verificabile.

Biografia

A cura di Fabio Arduino

Questi santi sono commemorati dai sinassari bizantini con una notizia piuttosto lunga, probabilmente ispirata alla loro “passio” andata poi perduta. Antonio, un ragazzo appena tredicenne, con i genitori Melasippo e Cassina subì il martirio presso Ancira di Galazia al tempo dell’imperatore Giuliano l’Apostata e del governatore della città Agrippino, cioè nella seconda metà del IV secolo. La notizia ci tramanda in stile eccessivamente epico i vari tormenti cui i tre martiri furono sottoposti. Il Cardinal Baronio, venuto a conoscenza di questi martiri dal menologio redatto dal Cardinal Sirleto, li introdusse nel Martyrologium Romanum nell’ordine di Melasippo, Antonio e Cassina, mutando però il nome di ques’ultima in Carina. L’esistenza di questi santi è così avvolta dal mistero che l’ultima edizione del martirologio cattolico ha preferito non più riportare i loro nomi.

Approfondimenti

La localizzazione ad Ancira corrisponde all'antica Ankyra, oggi Ankara. La denominazione geografica «Frigia» che compare in alcune sintesi ecclesiastiche non coincide con la più abituale collocazione amministrativa e storica di Ancira nella Galazia: la città è identificabile, mentre l'etichetta regionale trasmessa dalle sintesi richiede prudenza.
La commemorazione orientale ha conservato insieme i tre nomi e, in alcune tradizioni, quello dei quaranta giovani. La continuità liturgica attesta la ricezione ecclesiale del racconto; non permette però di datare con sicurezza la composizione originaria della passione né di identificare l'autore del testo primitivo.

Curiosità
- Una testimonianza della tradizione è conservata anche in lingua araba cristiana, oltre che nei repertori di ambito greco e slavo.
- Il nome della martire compare come Cassina, Kassina e Carina; la variante non indica necessariamente una persona diversa.
- I quaranta giovani sono ricordati collettivamente e non con una serie di nomi individuali verificabili.

Cronologia

- IV secolo: epoca tradizionalmente attribuita ai tre martiri.
- 361-363: regno dell'imperatore Giuliano, nel quale le narrazioni collocano il martirio.
- Circa 362-363: datazione proposta dalle diverse tradizioni per la morte ad Ancira.
- 7 novembre: commemorazione liturgica orientale dei tre martiri.

Valutazione storico-critica

- La commemorazione liturgica e la trasmissione manoscritta attestano l'esistenza di una tradizione agiografica consolidata.
- Non risultano qui documentate testimonianze contemporanee che consentano di controllare la sequenza degli interrogatori e dei supplizi.
- L'anno 363 è la data tradizionale più diffusa; la datazione intorno al 362 presente in repertori specialistici impedisce di considerarlo indiscutibile.
- La menzione diretta dell'imperatore nel racconto non prova un incontro personale con Giuliano.
- La conversione e il martirio dei quaranta giovani restano elementi della tradizione narrativa, non episodi individualmente verificati.
- La forma Cassina/Carina e quella Antonio/Antonino riflettono varianti di trasmissione e non devono essere confuse con identità distinte senza ulteriori prove.

Fonti e bibliografia essenziale

- Orthodox Church in America, «Martyrs Melasippus, Karina, their son, Antoninus, and forty children converted by their martyrdom, at Ancyra», commemorazione del 7 novembre.
- Православная энциклопедия, «Меласипп, Кассиния (Кас(к)ина) и Антоний (Антонин)», vol. 44, p. 529, 2021.
- Bibliotheca Hagiographica Arabica, schede «Martyr Melasippus with his wife and son at Ancyra» e «Martyr Antonius with his parents at Ancyra», con riferimento al manoscritto Sinai arabo 416.
- Suomen ortodoksinen kirkko, «Pyhät marttyyrit Melasippos, Kassina ja heidän poikansa Antonios», sinassario del 7 novembre.

Aggiunto/modificato il 19 ottobre 2026