San Frontone di Perigueux

Vescovo

Festa: 25 ottobre

Nascita-morte: † Périgueux, Francia, 74 circa

Immagini di San Frontone di Perigueux Vescovo

Nascita - morte:
† Périgueux, Francia, 74 circa

Festa:
25 ottobre

Patronato:
Diocesi di Périgueux e Sarlat.

Etimologia:
Frontone = di grande mente, dal latino

Emblema:
Bastone pastorale, Mitra

Categoria: I santi che iniziano con la lettera F

Calendario: I santi del 25 ottobre

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

A Périgueux in Aquitania, ora in Francia, san Frontone, che si ritiene abbia per primo predicato il Vangelo in questa città.

E' il principale santo fondatore della tradizione cristiana di Périgueux e il patrono storico della diocesi. La tradizione lo presenta come primo vescovo della città e come evangelizzatore del Périgord, inviato direttamente da san Pietro durante l'età apostolica. Questa ricostruzione, tuttavia, appartiene alla tarda elaborazione agiografica e non può essere accolta come una biografia storicamente verificata. Le prime testimonianze attendibili riguardanti il personaggio non permettono infatti di stabilire con sicurezza né l'epoca della sua vita né il suo ruolo episcopale. Il suo culto è comunque antico: una testimonianza relativa alla vita di san Géry di Cambrai, composta nel VII secolo, ricorda il suo sepolcro a Périgueux. Le successive Vitae svilupparono progressivamente la figura di Frontone, collegandola a san Pietro, ai primi discepoli di Cristo e all'evangelizzazione della Gallia. Il dossier agiografico si arricchì inoltre di elementi provenienti dalla vita di un omonimo monaco egiziano. Nel Medioevo il culto raggiunse una notevole importanza locale e fu strettamente collegato al monastero e alla basilica di Saint-Front. La festa liturgica ricorre il 25 ottobre.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Le notizie sulla vita di Frontone (Front, Frontus, Fronto, Frontonis) non consentono di stabilirne con sicurezza la nascita, l'origine familiare, la formazione e la cronologia. Le Vitae medievali presentano versioni differenti e progressivamente più ricche della sua figura.
La più antica tradizione agiografica conservata, riconducibile a una redazione probabilmente compresa tra il VII e l'VIII secolo, appare già come un testo composito. Essa avrebbe riunito elementi riferibili a un personaggio venerato nel Périgord con materiali appartenenti alla tradizione di un omonimo monaco egiziano. La critica agiografica ha inoltre mostrato che le diverse Vitae di Frontone furono successivamente ampliate, modificando anche il suo rapporto con Cristo e con gli apostoli.
Le tradizioni più tarde fanno nascere Frontone in Licònia, nell'Asia Minore, oppure a Lanquais, nel territorio di Périgueux. La versione che lo presenta come originario della Licònia lo identifica con un uomo di origine ebraica, figlio di Simone e Frontonia, battezzato da san Pietro e annoverato tra i settantadue discepoli di Cristo. Questi particolari appartengono alla costruzione agiografica e non sono confermati da fonti contemporanee.

La tradizione dell'evangelizzatore del Périgord
Secondo le Vitae medievali, Frontone sarebbe stato inviato da san Pietro nella Gallia meridionale e avrebbe raggiunto la città di Périgueux insieme a san Giorgio, identificato dalla tradizione come suo compagno nell'opera missionaria. La stessa tradizione gli attribuisce la conversione di numerosi abitanti e una vasta attività evangelizzatrice.
La versione trasmessa dal Martyrologio di Adone, composta nel IX secolo, presenta Frontone come vescovo di Périgueux inviato da san Pietro e associa alla sua missione il presbitero Giorgio. Il Martyrologio Romano ha successivamente recepito in forma sintetica questa tradizione, ricordando Frontone come vescovo e evangelizzatore dei Pétrocorii.
Le Vitae più tarde aggiungono numerosi episodi miracolosi: resurrezioni, guarigioni, conversioni e interventi prodigiosi contro il paganesimo. Alcuni racconti collegano Frontone anche alla tradizione di Notre-Dame du Puy e ad altri luoghi dell'Aquitania. Questi episodi costituiscono materiale agiografico sviluppatosi nel corso dei secoli e non possono essere utilizzati come testimonianze dirette della vita del santo.

Il problema dell'episcopato
La tradizione di Périgueux considera Frontone il primo vescovo della città. La successione episcopale antica, però, non consente di confermare con sicurezza questa attribuzione.
Il primo vescovo di Périgueux attestato da fonti storiche è Paterno, ricordato nella metà del IV secolo. La sua presenza dimostra l'esistenza di una sede episcopale a Périgueux in quell'epoca, ma non permette di stabilire chi ne fosse il fondatore. La diocesi stessa riconosce che l'episcopato di Frontone è soltanto ipotetico e che le tradizioni che lo collocano nell'età apostolica anticipano considerevolmente la storia documentata del cristianesimo nel Périgord.
Una possibile spiegazione della successiva attribuzione a Frontone del titolo episcopale è stata collegata alla memoria di un antico sepolcro venerato presso la chiesa di Saint-Pierre della Cité, luogo che potrebbe essere stato associato alle origini della sede episcopale di Périgueux. Si tratta però di un'interpretazione storica, non di una certezza documentaria.

La prima testimonianza del culto
Il dato più significativo per la conoscenza storica di Frontone non riguarda la sua biografia, ma il culto che gli veniva tributato.
La Vita di san Géry di Cambrai, composta alla fine del VII secolo, racconta che il vescovo, durante un viaggio nel Périgord, si recò davanti al sepolcro di Frontone e vi pregò con particolare devozione. Il testo utilizza l'espressione sepulchrum beati Frontis confessoris e costituisce la più antica testimonianza sicura finora individuata di un culto a Frontone.
Questa testimonianza è particolarmente importante perché precede di molto le elaborazioni medievali che fecero di Frontone un discepolo diretto di Cristo e di san Pietro. Essa dimostra che a Périgueux esisteva già nel VII secolo la memoria cultuale di un personaggio chiamato Frontone e associato a un sepolcro venerato.

Lo sviluppo medievale del culto
Nel corso dell'alto Medioevo la memoria di Frontone acquistò progressivamente maggiore rilievo. Il Martyrologio di Rabano Mauro, redatto nel IX secolo, lo ricorda come vescovo e confessore, ma non gli attribuisce ancora la missione apostolica da parte di san Pietro. Questa tradizione apostolica compare invece con maggiore evidenza nel Martyrologio di Adone e nelle successive Vitae.
Tra il X e l'XI secolo il culto fu strettamente collegato allo sviluppo del Puy-Saint-Front, il quartiere sorto intorno al monastero e alla chiesa dedicati al santo. Una testimonianza relativa alla morte dell'abate Seniofredus di Ripoll, avvenuta nel 1008, ricorda che il messaggero incaricato di diffondere la notizia visitò la chiesa di Saint-Pierre della Cité, dove riposava il corpo venerato di Frontone. Questa attestazione colloca ancora il sepolcro nella Cité all'inizio dell'XI secolo.
In seguito le reliquie furono trasferite verso il Puy-Saint-Front. La cronologia esatta del trasferimento non è certa, ma esso è anteriore alla metà dell'XI secolo. L'operazione accompagnò lo sviluppo del nuovo centro religioso e contribuì alla formazione della tradizione che identificava Frontone come fondatore della Chiesa di Périgueux.

La riscoperta delle reliquie nel 1261
Il 30 aprile 1261 il vescovo Pierre de Saint-Astier fece aprire la sepoltura attribuita a Frontone per verificare la presenza del corpo. La cerimonia fu accompagnata dalla redazione di un verbale.
Nella cassa furono trovati resti umani e due lamine, una di piombo e una di rame, recanti iscrizioni che identificavano il defunto con Frontone e ne riproponevano l'origine dalla Licònia e il rapporto con san Pietro. Gli studi storici hanno però stabilito che le iscrizioni non sono contemporanee all'epoca apostolica e che furono probabilmente realizzate nel Medioevo, in relazione alla traslazione delle reliquie e allo sviluppo del culto.
La cerimonia del 1261 rappresenta quindi un'importante testimonianza della venerazione medievale, ma non costituisce una prova dell'identità storica del personaggio né dell'autenticità archeologica dei resti come appartenenti al vescovo della tradizione.

La distruzione delle reliquie nel 1575
Durante le guerre di religione, nel 1575, i protestanti occuparono Périgueux e saccheggiarono la chiesa di Saint-Front. Le reliquie attribuite al santo furono disperse. Le fonti non concordano completamente sulla loro sorte: una tradizione riferisce che le ossa furono gettate nella Dordogna, mentre un'altra testimonianza del XVI secolo sostiene che furono gettate nella piazza e calpestate. Il dato storicamente sicuro è la distruzione della sepoltura e la dispersione delle reliquie allora venerate.
Nel 1826 il vescovo Alexandre de Lostanges dichiarò di avere ricevuto una parte del cranio di Frontone, conservata nella chiesa di Andrivaux, e ne trasferì una porzione nella cattedrale di Périgueux. La documentazione capitolare relativa a quell'anno registra l'operazione e la considerazione dell'osso come reliquia autentica. L'attribuzione resta tuttavia fondata sulla continuità della tradizione reliquiale e non costituisce una verifica storica dell'identità del santo.

Le diverse Vitae di Frontone
Il dossier agiografico di Frontone comprende numerose redazioni, catalogate nella Bibliotheca Hagiographica Latina con i numeri BHL 3182-3188. La tradizione manoscritta comprende una Vita, una redazione attribuita a Gausberto, una Vita attribuita allo pseudo-Sebaldo, una raccolta di miracoli e una Recognitio reliquiarum relativa al 1261.
La ricerca di Samantha Kahn Herrick ha mostrato come le diverse versioni della Vita riflettano un progressivo sviluppo della leggenda apostolica. La rappresentazione di Frontone come discepolo diretto di Cristo e inviato da san Pietro si inserisce in una più ampia tendenza della storiografia ecclesiastica medievale a collegare le Chiese locali della Gallia alle origini apostoliche.

La confusione con Frontonio di Nitria
Una delle principali difficoltà del dossier deriva dalla sovrapposizione tra Frontone di Périgueux e Frontonio, monaco egiziano venerato il 14 aprile. Le fonti agiografiche medievali finirono per incorporare nella Vita di Frontone elementi provenienti dalla tradizione del monaco di Nitria. La critica moderna ha riconosciuto questa contaminazione e considera i due personaggi distinti.
Questa fusione spiega in parte la presenza, nelle Vitae di Frontone, di episodi ambientati in Egitto e di motivi ascetici estranei alla tradizione più antica del culto périgordino.

Curiosità
- Il nome latino attestato nelle fonti è Fronto, con genitivo Frontonis. La forma italiana Frontone deriva dalla tradizione onomastica latina.
- Il culto di Frontone ha lasciato una traccia particolarmente forte nella toponomastica del Périgord, dove numerose località e chiese sono state poste sotto il suo nome o la sua protezione.
- La memoria di Frontone è strettamente legata al Puy-Saint-Front, il quartiere medievale di Périgueux sviluppatosi intorno al complesso religioso dedicato al santo.

Cronologia
- VII secolo - La Vita di san Géry di Cambrai testimonia l'esistenza a Périgueux del sepolcro venerato di Frontone, prima attestazione sicura del suo culto.
- VII-VIII secolo - Si colloca probabilmente in questo periodo la prima redazione della Vita di Frontone, successivamente trasmessa attraverso versioni rielaborate.
- IX secolo - Rabano Mauro ricorda Frontone come vescovo e confessore; il Martyrologio di Adone sviluppa invece la tradizione della sua missione apostolica.
- 1008 - Una lettera mortuaria relativa all'abate Seniofredus di Ripoll testimonia il sepolcro di Frontone presso la chiesa di Saint-Pierre della Cité.
- XI secolo - Le reliquie attribuite a Frontone vengono trasferite verso il Puy-Saint-Front, dove il culto assume un ruolo centrale nello sviluppo del nuovo centro religioso.
- 30 aprile 1261 - Il vescovo Pierre de Saint-Astier procede alla ricognizione delle reliquie attribuite a Frontone e ne fa redigere un verbale.
- 1575 - Durante il saccheggio di Périgueux la sepoltura e le reliquie di Frontone vengono disperse; le fonti divergono sulle modalità precise della dispersione.
- 24 giugno 1826 - Il vescovo Alexandre de Lostanges registra la conservazione ad Andrivaux di una parte del cranio attribuita a Frontone e ne trasferisce una porzione nella cattedrale di Périgueux.

Valutazione storico-critica
- L'esistenza di un personaggio chiamato Frontone, venerato a Périgueux, è attestata con certezza almeno dal VII secolo, grazie alla testimonianza relativa al sepolcro visitato da san Géry di Cambrai.
- Non sono documentate con certezza la data di nascita, la data di morte, l'origine geografica, la formazione e gli episodi della vita di Frontone.
- L'identificazione di Frontone come primo vescovo di Périgueux appartiene alla tradizione ecclesiastica, ma non è dimostrabile attraverso fonti contemporanee. Il primo vescovo di Périgueux storicamente attestato è Paterno, nel IV secolo.
- La missione di Frontone come discepolo di Cristo e inviato da san Pietro è una costruzione agiografica sviluppatasi nel Medioevo. Le fonti più antiche del culto non attestano tale rapporto apostolico.
- Le Vitae medievali sono composite e incorporano materiali provenienti anche dalla tradizione di Frontonio, monaco egiziano di Nitria. La sovrapposizione dei due dossier ha contribuito alla formazione della leggenda di Frontone.
- La tradizione che identifica Frontone con un evangelizzatore del I secolo non può essere considerata storicamente verificata. Anche la diocesi di Périgueux considera ipotetico il suo episcopato e riconosce il carattere leggendario delle Vitae.
- Il culto, invece, è storicamente ben attestato e risale almeno al VII secolo. La sua continuità è documentata attraverso martirologi, testimonianze medievali, il sepolcro, le reliquie e lo sviluppo del complesso di Saint-Front.
- La ricognizione delle reliquie del 1261 documenta la forza del culto medievale, ma le iscrizioni allora rinvenute non sono contemporanee a Frontone e non possono dimostrare l'identità storica dei resti.
- La sorte delle reliquie dopo il saccheggio del 1575 presenta versioni divergenti. Una parte del cranio fu comunque riconosciuta come reliquia nel 1826 e una sua porzione fu trasferita nella cattedrale di Périgueux.
- La figura storica di Frontone rimane quindi poco definibile al di là della memoria cultuale di un personaggio venerato a Périgueux. La tradizione ecclesiastica lo conserva come fondatore e patrono della diocesi, mentre la ricostruzione critica deve distinguere questo ruolo cultuale dalla biografia apostolica tramandata dalle Vitae medievali.

Fonti e bibliografia essenziale
- Bibliotheca Hagiographica Latina, BHL 3181t-3188, dossier agiografico di Frontone di Périgueux. Il repertorio distingue le diverse Vitae, i miracoli e la Recognitio reliquiarum del 1261.
- Maurice Coens, La vie ancienne de S. Front de Périgueux, in Analecta Bollandiana, 48, 1930, pp. 324-360. Edizione critica della più antica Vita di Frontone.
- Samantha Kahn Herrick, Studying Apostolic Hagiography: The Case of Fronto of Périgueux, Disciple of Christ, Speculum, 85, 2010, pp. 235-270. Studio sull'evoluzione della tradizione apostolica di Frontone.
- Eduardo Otero Pereira, La evolución de la leyenda de san Frontón de Périgueux hasta Juan Gil de Zamora a propósito de la nueva edición de sus Legende Sanctorum, Studia Zamorensia, 13, 2014, pp. 123-130. Analisi delle diverse redazioni della leggenda.
- Jean-Claude Ignace, Réflexions sur la légende et le culte de saint Front. À propos des travaux de M. le chanoine A. Fayard, Bulletin de la Société Historique et Archéologique du Périgord, 106, 1979, pp. 52-72. Studio sulla formazione della leggenda e sulla storia del culto.
- Guy Penaud, Le messager de Ripoll et saint Front, Bulletin de la Société Historique et Archéologique du Périgord, 129, 2002, pp. 33-43. Analisi delle testimonianze relative al sepolcro di Frontone e alla traslazione delle reliquie.
- Diocesi di Périgueux e Sarlat, Saint Front, fondateur et patron du diocèse, ricostruzione ufficiale della tradizione di Frontone e della storia del culto.

Biografia

A cura di Fabio Arduino

Secondo l’autorevole Martyrologium Romanum, che lo commemora in data odierna, San Frontone (in francese noto come Saint Front) fu il primo evangelizzatore della città francese di Périgueux, della quale fu quindi anche primo vescovo. Fu inviato direttamente dall’apostolo San Pietro, stabilendo così delle radici assai antiche alla storia della Chiesa della nazione francese.
Essere primo evangelizzatore di una zona è un atto che richiede indubbiamente un coraggio eroico, caratteristica che contraddistinse l’intera vita del santo, meritandogli infine di essere coronato con l’aureola della santità dopo la sua morte avvenuta all’incirca nell’anno 74 del I secolo.
Si ignorano purtroppo dettagli più precisi circa la sua esistenza terrena, ma una magnifica cattedrale a lui dedicata richiama ancora oggi la sua memoria. Nella regione circostante varie località sono poste sotto la sua protezione: Saint-Front-d’Alemps, Saint-Front-la-Rivière e Saint-Front-de-Pradoux, ove una chiesa fu edificata sul luogo in cui il santo era solito soggiornare.

Aggiunto/modificato il 6 ottobre 2026