Nascita - morte:
Siria ed Egitto, VI sec.
Festa:
21 luglio
Etimologia:
Giovanni, dall'ebraico Yehohanan, 'Dio ha avuto misericordia' oppure 'Dono del Signore'.
Emblema:
Abito monastico orientale, bastone da pellegrino, deserto.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera G
Calendario: I santi del 21 luglio
Martirologio Romano
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le notizie riguardanti san Giovanni sono limitate ma considerate sostanzialmente attendibili dagli studiosi, poiché derivano dalla Vita di Simeone Salos di Leonzio di Neapoli, scritta pochi decenni dopo gli eventi narrati e basata su tradizioni ancora vive. Mentre la figura di Simeone riceve ampia attenzione, Giovanni compare quasi sempre come compagno di viaggio e di ascesi.
Non sono conosciuti con certezza il luogo e la data della nascita, né la famiglia di provenienza.
L'incontro con Simeone
Secondo la tradizione, Giovanni incontrò Simeone durante un pellegrinaggio a Gerusalemme.
Entrambi erano animati dal desiderio di consacrare interamente la propria vita a Dio e decisero di rinunciare alle prospettive del mondo per abbracciare l'esistenza monastica. Dopo aver visitato i principali luoghi della vita di Cristo, maturarono insieme la scelta della solitudine.
Il loro legame spirituale sarebbe durato quasi trent'anni.
La vita nel deserto
I due asceti raggiunsero la regione del lago Mareotide, nei pressi di Alessandria d'Egitto, territorio già celebre per la presenza di numerosi eremiti.
Qui vissero una rigorosa esperienza di preghiera, digiuno, silenzio e lavoro manuale.
La spiritualità praticata si inseriva pienamente nella tradizione dei Padri del Deserto, che consideravano il combattimento interiore e la purificazione del cuore come la via privilegiata verso l'unione con Dio.
La lunga permanenza nel deserto costituì il periodo fondamentale della vita di Giovanni.
La separazione da Simeone
Dopo molti anni di vita comune, Simeone ritenne di ricevere una particolare ispirazione divina: lasciare il deserto e vivere tra gli uomini fingendosi pazzo per amore di Cristo, secondo l'ideale dello "stolto in Cristo" conosciuto nella spiritualità orientale.
Giovanni non seguì questa nuova missione.
Rimase fedele alla vocazione contemplativa, continuando la propria vita eremitica nella solitudine.
Questa separazione non rappresentò una divisione, ma il compimento di due differenti chiamate nate dalla medesima esperienza spirituale.
Gli ultimi anni
Le fonti non tramandano episodi particolari degli ultimi anni della sua vita.
La tradizione lascia intendere che Giovanni perseverò nell'eremitaggio fino alla morte, mantenendo quella fedeltà silenziosa che aveva caratterizzato tutta la sua esistenza.
Anche la data della morte resta sconosciuta.
San Giovanni e San Simeone
L'importanza storica di Giovanni deriva anche dal rapporto con san Simeone Salos.
I due rappresentano due modalità complementari della testimonianza cristiana:
Giovanni rimane nel deserto, simbolo della contemplazione.
Simeone ritorna nelle città vivendo la provocatoria esperienza dello "stolto per Cristo", accettando incomprensioni e umiliazioni per richiamare gli uomini alla conversione.
La Chiesa li ricorda insieme proprio perché le loro vocazioni, pur diverse, nacquero dalla stessa esperienza di ricerca di Dio.
Culto
Il Martirologio Romano commemora san Giovanni il 21 luglio, nello stesso giorno di san Simeone Salos.
La commemorazione ricorda che Giovanni fu per circa trent'anni compagno di Simeone sia nel pellegrinaggio ai Luoghi Santi sia nella vita eremitica presso il lago Mareotide in Egitto.
Il culto è particolarmente presente nella tradizione delle Chiese orientali, dove la memoria dei Padri del Deserto continua a occupare un posto centrale nella spiritualità monastica.
